21 ottobre – ripropongo alcuni post recenti sull’ASCOLTO – in vista dell’incontro del 22 ottobre – 5

E’ pur vero che per quanto mi riguarda avevo in mente un Partito come un luogo nel quale costruire progetti di speranze, utili a sopperire alle naturali mancanze di una società sempre meno generosa, sempre più tendente all’individualismo di persona o di piccolo gruppo (la famiglia, il clan, la lobby). Fino a qualche anno fa esistevano dei “luoghi” dove poter partecipare senza dover necessariamente essere invitato o essere “parte” di un gruppo precostituito. Questi erano “le Circoscrizioni” e, prima di queste, i Quartieri. Nei secondi la partecipazione era più diretta e meno viziata da interessi di leadership e quindi c’era una maggiore libertà. I primi apparivano consessi comunali in miniatura e costavano molto di più dal punto di vista dei “bilanci”; era un elemento che tuttavia consentiva di “far parte” di una visione complessiva della Città inserendo però elementi che fossero caratterizzanti dei territori periferici. Per quel che mi consta, sul piano “culturale” ciò consentiva di creare degli stimoli consentendo alla Città nella sua complessità di non avere una visione accentrata ma policentrica e proiettata verso i margini.

Una delle motivazioni più forti per procedere verso la chiusura di quella esperienza è stata quella “economica”. Ma non c’è alcun dubbio che la decisione è stata presa proprio per limitare quella pratica di partecipazione e di libertà che veniva attuata sui territori. “Lentamente” si è condotta quella esperienza alla consunzione e la realtà palese denuncia i contorni del misfatto: sui territori già ben prima della pandemìa non vi erano più luoghi deputati alla discussione reale, concreta.

Non ho mai fatto mancare la mia voce, pur limitata ad un Blog; in questi anni alcuni di voi mi chiedevano di riprendere a camminare “insieme”. Ma non c’erano le condizioni per poterlo fare, nell’avvertenza che anche un piccolo contributo potesse essere utile a modificare pur con piccoli passi quegli aspetti considerati da me critici e tassativi, in primo luogo il riconoscimento della giustezza delle motivazioni che mi hanno visto allontanare.

Queste condizioni non sussistono ancora e probabilmente non ci sarà mai tale riconoscimento; ma la realtà emersa da questi mesi di chiusure forzate nonchè l’età che avanza  mi spingono ad accelerare nell’auspicio di poter essere utile per un gruppo di giovani, che parta dalla consapevolezza critica della nostra (quella del Circolo Sezione Nuova San Paolo) esperienza con “altri” giovani negli anni scorsi.  La ferita che non si rimargina è dovuta anche a loro che hanno tradito le nostre speranze segnatamente perchè attratti soprattutto da un’ascesa ad un Potere locale, per raggiungere il quale hanno scelto di sostenere una parte del Partito che – garantendo  loro una collocazione sicura – si allontanava nella pratica politica da quei percorsi partecipativi messi in piedi in tante occasioni proprio qui a San Paolo (Trame di quartiere, Luoghi Ideali, Palestra delle Idee, Politicsblog). 

….3….

Non si può tuttavia continuare a rimanere marginali e soli, ma ciò non può non avere un “costo”, da una parte e dall’altra.

Una volta fuori dal Partito per scelta meditata non sono stato mai del tutto fermo. Mi appartiene in modo forte l’esperienza di “Prato in Comune”, che è stato in modo particolare il tenativo più alto di riunire quella parte della Sinistra “fuori” dal Partito Democratico. Esperienza “fallita” ma non fallimentare, in quanto non si è mai avuta la sensazione di aver commesso un errore. Ancora oggi credo che la Sinistra, quella autentica, ma non dogmatica, possa avere una funzione ed un ruolo molto importante non solo in questa città: purtroppo, però, si è limitati soprattutto a causa della esigenza di non scendere in compromessi con “poteri locali” e lobby varie. C’è da chiedersi a che vale la Buona Politica fatta di molte idee buone se per poter emergere debba sporcarsi con accordi che prefigurino una “dazione” in cambio di “concessioni”  (chiamatele se volete “bustarelle”). Ecco perché l’unica via per praticare la Buona Politica è far crescere la partecipazione dal basso. 

Quella che io auspico venga messa in cantiere è un’Associazione contenitore. Una sorta di struttura di“Quartiere”per ravvivare il dibattito partecipativo.   La chiamiamo “Agorà” (di San Paolo); e deve essere un luogo dove l’individuo confluisce nella collettività. “Agorà” per me deve, anche se ci fermiamo al “può”, essere un seme; ecco perché quel “di San Paolo” va apposto dal momento in cui anche altrove altre “Agorà” nasceranno. Bisogna costruire palestre della pluralità, dove poter condividere in partenza solo “valori”.

Ribadisco che non mi interessa lavorare “per” il Partito, la cui forma considero “immodificabile” ed ormai “quasi sterile”. Ho già provocato reazioni quando più di un anno fa affermai che occorreva rifondarlo (voci in tal senso di tanto in tanto emergono dall’interno, ma sono troppo spesso una forma di riposizionamento o poco più); non mi sento di essere duro e scorretto se dico che c’è troppa muffa incrostata, che provoca “panne” nel motore. Manca in quel Partito, che ho fondato più che convintamente (pochi forse tra i “giovani” sanno che sono stato – insieme ad una compagna che è nel mio cuore, Tina Santini, coordinatore del Comitato per il Partito Democratico), manca la capacità di ascoltare al di là delle modalità ipocrite usuali, che di solito coincidono con le campagne elettorali.

In chiusura di questa mia riflessione confermo la stima verso Fulvio, e condivido quello che lui ha scritto presentando la sua idea di “AGORA’”.

20 ottobre – ripropongo alcuni post recenti sull’ASCOLTO – in vista dell’incontro del 22 ottobre – 4

Proposta 

Quindi, cosa fare? Questa è la domanda che ci stiamo ponendo da diverso tempo. Infatti il nostro quartiere soffre già da tempo il morbo dell’individualismo che ormai si è talmente radicato in noi che pure chi pensa al bene comune tende a rimanere infilato nelle reti del far per conto proprio. 

Allo stesso tempo però nel nostro quartiere ci sono delle realtà e delle esperienze importanti: circoli, parrocchie, sindacati, associazioni di volontariato, associazioni di commercianti e cittadini, associazioni del terzo settore, realtà sportive e scolastiche, aziende. 

La proposta è quella di unire queste realtà in modo da inserirle in un dialogo permanente, assieme anche a tutti i cittadini che abbiano a cuore il bene comune, per cercare di migliorare il nostro quartiere non solo dal punto di vista infrastrutturale ma soprattutto sociale, culturale, economico ed ecologico.

Dobbiamo creare un incontro, che passi pure da un sano scontro, per poter pensare al quartiere che vogliamo e iniziare ad agire, per quanto si può fare, senza aspettare che dall’alto ci cada qualcosa ma costruendo assieme la San Paolo del futuro. 

extra….1…..

6 (extra parte 2)

…prosegue la trascrizione del documento redatto da Fulvio….

Modalità 

Come poter fare questo dobbiamo deciderlo insieme. Il nome Agorà suggerisce proprio il senso di quel che vogliamo creare: un luogo fisico e virtuale in cui ciascuno possa portare il proprio contributo, avendo lo stesso spazio e la stessa dignità degli altri. 

Inoltre sarebbe interessante, in un secondo momento, creare dei tavoli di lavoro e discussione in cui magari prendersi a cuore diversi argomenti. Pensiamo ad un tavolo sul lavoro, uno sulla sanità, uno sul commercio, uno sulle attività sociali, ecc. 

In questo modo si può sia proporre attività sia interrogarsi sul futuro, proponendo alle varie amministrazioni idee ma anche già lavorando in autonomia sul quel che si può fare. 

Questo infatti deve essere uno spazio laico, nel quale ciascuno abbia la possibilità di esprimersi e costruire con gli altri progetti e iniziative. 

Obiettivi 

L’obiettivo, nemmeno troppo celato, è quello di cercare di rispondere alle difficoltà del territorio e di ricreare uno spirito civico e comunitario sul quartiere, semplicemente mettendo insieme le risorse che il nostro territorio ha al suo interno. Non dobbiamo avere paura di confrontarci insieme, né dobbiamo aspettare che qualcun altro si occupi delle nostre questioni: facciamo quel che possiamo fare, proponiamo ciò che non possiamo fare da soli, occupiamoci l’uno dell’altro.

Infatti la finalità più alta è quella di lavorare insieme per il bene comune, mettendo ognuno a disposizione ciò che ha, in modo da rispondere alle difficoltà di tutti e migliorare la vita di ciascuno. 

Se le difficoltà del singolo diventano le difficoltà della comunità, queste si assottigliano e se gli obiettivi dei singoli diventano comuni, questi si raggiungono più facilmente. Per questo non possiamo più isolarci ma è necessario unirci. 

Conclusioni 

Speriamo quindi di iniziare presto questo lavoro che permetterebbe davvero di fare un salto di qualità al nostro quartiere e alla nostra comunità. Se aderirete a questa Agorà, a questa piazza, verrete chiamati a partecipare ad un primo incontro che ci permetterà di iniziare davvero a costruire il quartiere del futuro. 

Ricostruiamo San Paolo!

Qui termina il documento scritto da Fulvio e di seguito il mio commento “a caldo”

Quel che scrivo è il “mio” pensiero; so tuttavia che molti dei passaggi che qui sotto si snodano sono stati condivisi con altri compagni; a loro riservo lo spazio per consentire o dissentire –

Chiamare questo nuovo progetto “Agorà” è un’ottima maniera per riprendere a discutere. Tra l’altro mi viene alla mente che la “piazza” greca era anche il luogo delle “memorie” e questo ultimo “tempo sospeso” ci ha privato di alcuni compagni ed amici che propongo di ricordare con delle iniziative “ad hoc”

Come si addice ad un “guitto”, “andiamo a principiare” puntualizzando alcuni aspetti. 

Così come è accaduto nelle società liberticide, il pensiero critico anche in una realtà come la nostra, “costituzionalmente” democratica, prima di essere del tutto ridotto al silenzio, in modo ipocrita viene emarginato, sottovalutato, deriso. I portatori della verità consolidata cominciano con l’affermare che “non condividi quasi o del tutto più nulla della linea del gruppo”; poi lentamente ci si allontana fino a quando le distanze, pur se sempre brevi dal punto di vista fisico, appaiono siderali.

19 ottobre – ripropongo alcuni post recenti sull’ASCOLTO – in vista dell’incontro del 22 ottobre – 3

Avevo scritto lo scorso 15 settembre: Ho detto prima che avrei fatto una digressione per poi parlare di selezione e ascolto. Lo farò nel prossimo post.

La selezione non può essere contrabbandata come “democratica” se poi viene imposta comunque “dall’alto”; e qui ritorniamo a parlare di quali fossero i pregi dell’esperienza delle Circoscrizioni – o Quartieri, per intenderci – e della ferita che è stata inferta alla città di Prato con la loro chiusura. Per comprenderci meglio, la “chiusura” è stata giustificata con il riferimento a precise indicazioni legislative, ma non si è voluto tener conto della specificità della città di Prato, i cui abitanti (non solo “residenti”) fluttuano costantemente nel loro numero, la presenza di più di 100 diverse etnie, un tasso di abbandono e dispersione scolastica, la funzione – pur nelle diverse fasi di crisi – di un distretto industriale riconosciuto a livello internazionale. Nell’accesso alle funzioni amministrative periferiche venivano chiamate tutte le realtà sociali insistenti sul territorio di pertinenza e quasi sempre erano i giovani ad essere chiamati a concorrere e partecipare a quegli appuntamenti elettorali. La partecipazione, anche su base volontaria (nelle Commissioni venivano inseriti anche una quota di non eletti), garantiva la crescita politica, amministrativa, culturale in senso ampio e alla fine era quello il banco di prova. Non di rado concorrevano anche gruppi civici, ma ad ogni buon conto l’attività delle Circoscrizioni era un’ottima palestra per addestrare alla Buona Politica.

Il riferimento della mia prima frase è alla modalità proposta da Fabrizio Barca per il reclutamento all’interno del progetto che ha chiamato “Ti candido”. Non intendo avere dubbi sulla buona fede nel procedere a tale scelta, ma non corrisponde alla mia sensibilità, che non ha predilezioni elitarie, di accesso ad un rango di superiorità.

Quanto al tema dell’”Ascolto” che è prioritario in questa serie di post, noi continuiamo a camminare verso la fondazione di questo nuovo soggetto anche se con qualche lentezza incomprensibile, perchè non esplicitata motivatamente.

In una serie di post a questo successiva (mantenendo tuttavia lo stesso titolo) farò una digressione a mo’ di flashback su quel che ha preceduto questa fase dal maggio ad oggi (siamo nel settembre 2021) per conseguire l’obiettivo di costituire una Associazione che sia in grado di funzionare come stimolo in un territorio complesso come quello di San Paolo. Riporterò qui anche una documentazione sul dibattito svolto più o meno “in chiaro” tra noi, con pochi commenti, se non quelli utili a capirci qualcosa di più: perché se c’è un limite su cui potremmo impegnarci a superare, c’è quello della dietrologia (ovvero il dubbio che “dietro” ogni azione si possa nascondere qualche progetto segreto).

5 (extra parte 1)

Il Blog che curo quotidianamente potrà essere utile a chi vorrà capire quel che accadeva tra la fine del secolo scorso e i primi decenni di questo (posso utilizzare il presente senza supporre che io preveda una mia eternazione, visto che siamo agli inizi del terzo decennio).  Nelle ultime mie sortite ho trattato del tema dell’ “Ascolto” e intendo, con questa odierna, proseguire a parlarne. Proseguendo nella elaborazione del progetto di un un nuovo organismo associativo che si preoccupi di contribuire a migliorare le condizioni della cittadinanza territoriale, abbiamo dato vita ad una riunione nella quale presentare ai partecipanti di un minigruppo acceso sul social whatsapp una prima bozza di “Carta di intenti”. La riunione che si è svolta giovedì 16 settembre ha avuto una funzione ricognitiva, di “Ascolto”. Ed indubbiamente è servita a comprendere che non fosse del tutto chiaro ad alcuni che il processo elaborativo “di vertice” era in corso dallo scorso maggio ed era stato definito con un documento, redatto da Fulvio Barni e datato 31 maggio, il cui testo qui di seguito riporto nella sua prima parte (le altre parti, ivi comprese le mie argomentazioni dl 3 giugno). Il titolo era “L’Agorà di San Paolo” e negli obiettivi riportava gli esiti del dibattito che era stato intenso nelle precedenti settimane.

Premesse 

Negli ultimi mesi la nostra comunità ha subito, come tutto il pianeta, la catastrofe pandemica. Questo ha portato inevitabilmente ad uno sgretolamento dei rapporti tra le varie associazioni e attività presenti sul quartiere e, dopo un iniziale moto di solidarietà, ad un rifugiarsi nell’individualismo, quasi a protezione di quel poco che ad ognuno di noi era rimasto. 

Purtroppo le difficoltà economiche si sono ampliate: le richieste alle parrocchie sono aumentate; i circoli, che in una prima fase hanno rappresentato il luogo della solidarietà, sono stati poi chiusi a loro volta; le piccole attività di quartiere si sono trovate in estrema difficoltà a causa delle chiusure. 

Adesso è necessario recuperare quindi il senso dello stare insieme, di essere comunità, di non lasciarci prendere dal naturale moto verso la protezione individuale ma di alzare la testa verso il bene collettivo che è anche, consequenzialmente, personale. 

18 ottobre – ripropongo alcuni post recenti sull’ASCOLTO – in vista dell’incontro del 22 ottobre – 2

L’Ascolto deve avere due “strade”. La prima è quella quotidiana: L’ “Ascolto” deve essere attento, discreto al limite dell’invisibilità e deve preparare al soddisfacimento delle minute esigenze che si evidenziano sul territorio e che possono essere risolte con piccoli e significativi interventi pubblici. La seconda è quella invece che ci avvicina alle principali “agenzie” sociali del territorio: Scuole pubbliche e private, Circoli, Associazioni, Parrocchie, Organizzazioni sindacali, Pro loco e tutto ciò che è già presente e organizzato sul territorio.

In questi mesi ancor più che prima si è avvertita la mancanza di punti di riferimento “di vicinanza”. Non è fuori luogo chiedersi le ragioni per cui sono state smantellate completamente le strutture periferiche, a partire dalle Circoscrizioni; e ragionare su a chi è convenuto, il classico “Cui prodest?”. Intorno a questi temi già da molto tempo prima che si scatenasse il Covid19 avevo denunciato questa mancanza. Bisognerà riprendere anche in mano questi temi.

Mentre ci si addentrava nel procedimento costitutivo di una nuova associazione svincolata dalle forme partitiche, ci è stato dato modo di ascoltare quel che diceva, nell’ultima puntata di “In Onda” su La7, Fabrizio Barca intorno al tema della crisi dei Partiti, sempre più involuti internamente allo scopo di mantenere ben saldo quel poco di Potere che hanno, arroccati nei loro fortilizi sempre più isolati.                        Andando oltre la crisi, Barca accennava a quelle che a suo parere dovrebbero essere le soluzioni. Non le condivido negli esiti ma prendo il meglio dalle sue proposte. Non condivido soprattutto un meccanismo che include, anche se necessariamente, una forma di azione selettiva impostata dall’alto. A mio parere, se si vuole davvero partire dal basso, occorre mantenere questo livello in linea pressoché costante ed azionare una selezione che sia formulata da pari livello. Altrimenti il lavoro selettivo non si diversifica granché da quello utilizzato dai Partiti. Muovendomi su questo “territorio” (della pratica politica) potrei addentrarmi sul tema della chiusura dell’esperienza delle Circoscrizioni e di quel che, con quella scelta, è venuto a mancare; ma qui – oggi – non lo farò.                                                                                                                                                              Detto questo, però, mi piace accennare alle reazioni che al mio invito ad ascoltare Barca ha avuto una nostra amica-compagna. Recupererò poi il tema della “selezione” quando ritornerò a parlare di cosa intenderei io per “Ascolto”. Abbiamo conosciuto Barca nel 2013 quando ci appassionò con una serie di interventi che corrispondevano al nostro desiderio di rinnovamento. Fu una delusione e l’ho scritto in molti miei interventi sul mio Blog. Ma abbiamo sempre ascoltato chi con la “parola” ci infondeva coraggio per quel che dicevamo e facevamo. Abbiamo di certo commesso anche noi errori, in primo luogo dovuti a ingenuità. Forse anche per orgoglio e presunzione, bisogna ammetterlo. Ma abbiamo sempre cercato di dare un senso alle parole. E per noi quelle che avevano pronunciato i fondatori del PD e quelle di Barca erano state vera poesia per le nostre orecchie. Ma, al netto delle delusioni, ancor oggi quando Fabrizio Barca interviene sui temi della disuguaglianza e della diversità, quando sostiene che occorra far crescere una nuova classe dirigente nella Politica (immagino che si riferisca ad una Politica di Sinistra Democratica), attingendo alle energie vitali che si sono mosse e si muovono nei territori, noi avvertiamo una forte consonanza. Fermarsi a ciò che è avvenuto nel corso degli anni, le cui ragioni con il dovuto approfondimento fanno di Fabrizio Barca una vittima come lo siamo stati noi, è in sostanza limitativo della nostra stessa capacità e intelligenza. Rifiutare di ascoltare ciò che altri, ed in questo caso non avversari da combattere, affermano solo perché in alcune occasioni non ci sono piaciute le loro scelte o sanzionare tout court in modo definitivo alcune sortite, non appartiene al mio modo di essere; anche perché una volta chiusa la porta in modo netto è difficilissimo riaprirla, quando ci si accorgesse di avere commesso degli errori di valutazione.

Ho detto prima che avrei fatto una digressione per poi parlare di selezione e ascolto. Lo farò nel prossimo post.

17 ottobre – ripropongo alcuni post recenti sull’ASCOLTO – leggasi “PREAMBOLO” per comprenderne il senso – 1

PREAMBOLO – nei prossimi giorni approveremo lo Statuto della nuova Associazione “IDEE IN CIRCOLO” – insieme alla CARTA D’INTENTI – da qualche tempo alcun* di noi avvertivano l’esigenza di rimettersi in moto, dal punto di vista civico, sociale, culturale politico sul nostro territorio (San Paolo di Prato) – nelle settimane scorse, anche per socializzare e condividere il mio pensiero avevo scritto alcuni post dal titolo “ASCOLTO”. In esso ho posto in evidenza la funzione precipua che vogliamo svolgere, al di là delle “ipocrisie” rituali che le compagini partitiche di tutti i colori hanno messo in pratica fino ad ora. Inoltre dobbiamo sottolineare come, in questo tempo “sospeso” pandemico e post pandemico, sia apparsa con ancor più evidenza la assurdità della chiusura delle Circoscrizioni (sappiamo che vi sono delle regole che non prevedono la loro presenza in Comuni al di sotto dei 250.000 abitanti, ma la volontà politica locale può – se non altro – chiedere delle deroghe in base a particolarità, come ad esempio la presenza di un importante Distretto industriale e quella di 124 diverse etnie che hanno scelto Prato per venirci a vivere). Il bisogno di “partecipazione” non è collegabile soltanto alla richiesta che viene esposta pubblicamente, che fino a questo momento non si rileva, ma soprattutto a quanto in questo ultimo anno e mezzo – ma già prima – è emerso come bisogno sotterraneo inespresso.

ASCOLTO

Riflessioni “quasi in diretta” – Un viatico per proseguire il cammino dopo la pandemìa

“I vecchi e i giovani”

Non credo di essere il solo ad avvertire un profondo bisogno di socialità. Questi mesi di pandemìa hanno costretto la stragrande maggioranza di noi a diradare i rapporti diretti. A soffrirne siamo stati tutti anche se in modo diversificato. I giovani hanno visto bloccati i loro naturali progetti di crescita; molti, tra gli adulti, hanno dovuto ridurre il loro tenore di vita in assenza di una retribuzione corrente. Gli anziani di diversa età, temendo maggiormente l’aggressione del virus, si sono tenuti distanti dalla vita attiva, cui potevano dedicarsi, rinunciando anche alla cura dei loro congiunti più giovani. Mentre il tempo scorreva, si annunciavano le difficoltà successive, collegate a contraccolpi psicologici. I più giovani, quelli che avranno davanti a loro oltre mezzo secolo di vita, potranno auspicare per se stessi un recupero felice e narreranno questi tempi ai loro figli e nipoti; i meno giovani, quelli che quel mezzo secolo ed oltre ce l’hanno alle spalle, nei prossimi anni stenteranno a riprendere un ritmo pari a quello precedente alla pandemia, anche perché avranno “naturalmente” meno energie da mettere in campo.

In tutto questo periodo abbiamo assistito all’appannamento dell’attività politica periferica, cui è corrisposto un attivismo frenetico da parte delle strutture centralistiche politiche ed amministrative, che hanno avuto mano libera in un campo sterminato di progetti. D’altra parte era inimmaginabile che la cittadinanza (quella che era stata “attiva” fino al febbraio 2019) potesse intralciare gli obiettivi poco, assai poco, collettivi e molto, assai molto, personali (pur condivisi con gruppi di interesse, che da sempre si aggirano nei pressi delle attività amministrative).

Ciononostante uno di questi “anziani” (chi scrive)  si è proposto, con l’aiuto di un gruppo di giovani e di altri più o meno coetanei, di rimettere in moto le energie sopite e, partendo dal proprio territorio, che diventa fulcro centrale dell’attività sociale, proverà a costruire nuove opportunità con l’esperienza degli anziani e le passioni di tutti, a partire dalle giovani generazioni.

Sarà necessario aprirsi all’ascolto. E su questo ho delle idee, che svilupperò in nuovo post.

Ora voglio anticipare il tema riportando una parte della canzone di Giorgio Gaber – il testo qui sotto riportato ha inizio al minuto 2 e 50″

…C’è solo la strada su cui puoi contare
La strada è l’unica salvezza
C’è solo la voglia e il bisogno di uscire
Di esporsi nella strada e nella piazza
Perché il giudizio universale
Non passa per le case
Le case dove noi ci nascondiamo
Bisogna ritornare nella strada
Nella strada per conoscere chi siamo.

C’è solo la strada su cui puoi contare
La strada è l’unica salvezza
C’è solo la voglia e il bisogno di uscire
Di esporsi nella strada, nella piazza
Perché il giudizio universale
Non passa per le case
E gli angeli non danno appuntamenti
E anche nelle case più spaziose
Non c’è spazio per verifiche e confronti….

Il mio tipo di approccio alle “realtà” è quello di un’ educazione permanente piena che corrisponde a quel che riporta il “Lessico del XXI secolo” nell’Enciclopedia “Treccani” e cioè “Qualsiasi attività avviata in qualunque momento della vita, al fine di migliorare conoscenze, capacità e competenze in una prospettiva personale, civica, sociale oppure occupazionale.” Non smetto mai di voler imparare e comunicare quel che acquisisco all’interno di un moto perpetuo. Ed è così che, mentre meditavo sulle scelte da intraprendere all’interno di un contesto così limitato come lo può essere una porzione di città e, addirittura, una porzione di una parte di città, mi è sopraggiunta la triste notizia della fine fisica di una delle figure più importanti dell’arte musicale popolare di levatura internazionale anche se relegata da decenni in quell’angolo di mondo che è Scandicci, piccolo comune di provincia. Mi riferisco a Giulia Lorimer, che ha prodotto nel corso della sua esistenza decine e decine di appassionati esecutori e cultori, soprattutto della tradizione celtica. Leader insieme a Stefano Corsi dei “Whisky Trail”, ha lasciato numerose tracce tangibili della sua arte.

https://www.facebook.com/563143130435173/videos/566398600109626

E’ stata Facebook a lanciare la notizia attraverso i suoi utenti. Una di questi, Cristina Trinci, ha postato un suo video del gennaio 2014 dove ella fa una lunga intervista all’artista. Il titolo del programma è “La strada” e sui titoli di testa che scorrono è inserita una parte della canzone di Giorgio Gaber, quella che ho riportato all’interno del post di ieri. Quei versi erano per me evocativi rispetto a quel che – qui a Prato in una periferia semi stordita dai postumi della virulenza patita – si ambisce a ricostruire pezzo su pezzo, mattoncino su mattoncino una socialità che risorga dalle macerie. Non è certamente fuori luogo il ricorso al “dopoguerra” che tanti osservatori – forse partendo da una visione “dal basso” – svolgono in questo periodo. In quei versi si respira questo anelito alla pratica della “strada”, il luogo dove entrare in contatto con gli occhi della gente, con le loro voci, le loro attese. Quella pratica dell’”ascolto” che è sventolata come espressione virtuosa da parte della Politica professionistica; ma è in definitiva strumentale e ipocrita, perchè viene posta al servizio di quelli che sono gli interessi particolaristici poco più che personali dei vari gruppi di Potere economici imprenditoriali immobiliari. Si dà spazio all’ascolto per concedere le briciole al popolo e grandi guadagni ai faccendieri di vario livello.

…1…

16 ottobre – I CONTI NON TORNA(VA)NO parte 30 – per la parte 29 vedi 4 ottobre

I CONTI NON TORNA(VA)NO parte 30 – per la parte 29 vedi 4 ottobre

Dopo l’intervento di Annalisa Marchi c’è una breve esternazione di un rappresentante dell’Opposizione in Comune, Giangaleazzo (sic!) Ciani, membro della Commissione n.5, il quale “protesta per l’ora tarda cui sono costretti i consiglieri ritenendo che, in previsione di una lunga discussione, si doveva anticipare l’ora di inizio della riunione”.

Concorda con le proteste di Ciani, la consigliera provinciale di Opposizione, membro anch’ella della Commissione n.5, Lucia Nencioni. Ritiene che si confondano volontariamente la discussione sulla riforma della scuola con quella più pratica sugli spostamenti degli istituti scolastici. Per quanto riguarda questo aspetto, ritiene che non è giusto risolvere il problema ad una scuola creandone altrettanti ad altre per cui è dell’idea che vadano ricercate le possibili soluzioni evitando di mescolare i problemi pratici con gli aspetti generali e tecnici della scuola, della formazione, ecc…

Interviene poi Antonio Rancati, membro dell’Opposizione in Consiglio comunale, e per un lungo periodo eletto come Presidente della Commissione n.5. Egli “Considera che fino ad un mese fa la situazione sembrava tranquilla, e critica fortemente la Provincia per aver condotto le cose a questo punto. Ritiene che la situazione scolastica va vista in rapporto a quella economica dell’intera città, condividendo il ragionamento di Monzali sui problemi di traffico che si verrebbero a creare con le soluzioni proposte. Conclude affermando che nelle proposte non si scorge una visione d’insieme.

C’è l’uscita del consigliere Giangaleazzo Ciani. Sono le 21.30.

La consigliera Anna Rita Rossi della maggioranza in consiglio comunale membro della Commissione n.5 “Apprezza i provvedimenti, annunciati dall’assessore Frosini, sulle scuole “Collodi” e “Malaparte”. Per quanto riguarda le scuole superiori apprezza l’intervento di Monzali. Non trova giusta la sottovalutazione che c’è dell’esperienza complessiva e del patrimonio rappresentato dal Dagomari. Continua dicendo che questa scuola ha dovuto affrontare, nel corso del tempo, il problema degli spazi che ha risolto trovando la soluzione in cui attualmente si trova. Ritiene che la soluzione studiata per il Copernico sia affrettata e sbagliata e, quindi, con calma, la Provincia ne deve proporre un’altra più idonea per il Dagomari.”

Interviene anche Gino Neri, membro della Commissione n.5 in quota Opposizione. Egli esprime disagio per la notevole confusione di questioni che sono in discussione, rispetto alla quale è difficile farsi un’idea precisa del problema. Si dichiara d’accordo con le valutazioni sul Dagomari espresse dalla consigliera Rossi. Ritiene che il dimensionamento non deve implicare un declassamento di questo o quell’Istituto e, dall’altra parte, si deve evitare di confondere le questioni dell’autonomia e della nuova politica scolastica con il problema del Dagomari.

Nota: “si comprendono molto bene le posizioni dell’Opposizione all’interno di un classico “gioco delle parti” che tende a far scattare la contrarietà “interna” alla maggioranza in merito alle critiche al “piano di dimensionamento” che interveniva mortificando alcuni Istituti (in modo particolare il “Dagomari”) a favore di altri (in modo specifico il “Copernico”). E’ una vera e propria scaramuccia nella quale si comprende come le scelte fossero state precostituite anche al di fuori della “Politica amministrativa” (in parole povere, lo stesso Consiglio comunale non avrebbe mai potuto decidere diversamente da quanto previsto dalla Giunta Provinciale”).

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15 ottobre – perché ho accolto con piacere l’invito ad organizzare la presentazione del documento “LA SCUOLA SALVA IL MONDO” di “POSSIBILE” parte 5 (1) – il passato prossimo

perché ho accolto con piacere l’invito ad organizzare la presentazione del documento “LA SCUOLA SALVA IL MONDO” di “POSSIBILE” parte 5 (1) – il passato prossimo

Come spesso è  accaduto, l’organizzazione di un evento culturale presenta delle incertezze, soprattutto quando per necessità o per scelta molte delle incombenze fanno capo ad uno, ed uno solo. In due o tre o ancor più ci si rincuora a vicenda, ma con il più e il meno qualche passo in avanti si compie ogni giorno. C’è stata anche la pandemìa ed una certa solitudine imposta sia da essa sia dal trovarsi in una zona periferica, assolutamente dimenticata (e San Paolo non è la realtà più periferica della città di Prato: anzi! è a pochi passi dalla frontiera cittadina), trascurata se non che in quelle poche occasioni che servono da passerella per i vari politici, amministratori, assessori, portaborse di vari colori politici. Ad ogni buon conto, l’evento andava organizzato facendo ripartire i precedenti contatti (più o meno quelli che risalivano all’incirca al dicembre 2019) e ricercandone di nuovi, utilizzando i social che in questo anno e mezzo abbondante sono stata l’unica soluzione alla solitudine quasi totale (per fortuna, la famiglia e qualche amico ci hanno lenito le sofferenze che per un “homo socialis” quale io ero stato erano molto forti). Le difficoltà, dunque, non sono state poche; partire tanto prima poi ti poneva dei limiti per la presa in considerazione del tuo invito (ho avviato i motori ai primi di settembre per un evento che si sarebbe tenuto il 10 ottobre) e poi c’era una disabitudine ad avere come interlocutore uno che, a qualcuno e forse a più di uno, poteva anche essere sparito, anche per sempre, tra le vittime di questa pandemìa. Mentre scrivo mi tocco e faccio corna, da buon partenopeo.                                             

Pur tuttavia trovavo necessario anticipare il mio invito, in quanto era collegato alla presentazione di un ricchissimo stimolante documento manifesto prodotto da Possibile, quella piccola realtà politica fondata da Pippo Civati. Un documento composto da 82 pagine, pieno di sollecitazioni a riflettere e ad aggiungere le proprie esperienze. Un documento che per me rappresenta tutto un Programma politico e culturale, “La Scuola salva il Mondo” che riecheggia pagine e pagine di mia scrittura collegate alla Cultura, che non è poi così diversa dalla “Scuola”. Per non aggiungere che sul mio Blog, questo, vi sono ormai centinaia di miei contributi dedicati alla Scuola ed alla Cultura e sono molto critici sia con i Governi di Centrodestra (vedi “Gelmini”) sia con quelli di Centrosinistra (Berlinguer, Giannini, Carrozza, Fedeli, Azzolina etc) che hanno avuto verso la Scuola un atteggiamento di superiorità a volte aristocratico a volte cialtrone e quasi tutti si sono occupati solo di tamponare le emergenze senza davvero procedere ad una Riforma che comprendesse ogni aspetto degno di essere attentamente valutato. Tornando al mio “lavoro” organizzativo mi sono ritrovato davanti a tutta una serie di difficoltà con mail che sembravano essersi perse nei meandri del Palazzo comunale. L’Assessore alla P.I avrebbe dovuto riscontrare la mia mail nella prima decade di settembre ma solo dopo una mia sollecitazione “occasionale” (un casuale incontro il 2 ottobre) ricevo risposta ad una nuova mail inviata in quello stesso giorno: ovviamente la mia smania “anticipatoria” non era servita a nulla.

…e non finisce qui….

La Regione Toscana e l’aeroporto di Firenze – un mio vecchio post con un preambolo ed una parte finale

Un compagno di Rifondazione Comunista ha inviato a me, che non sono iscritto a quel Partito, ma a PRATO IN COMUNE il Comunicato stampa del Gruppo in Regione Toscana. Qui di seguito lo riporto in corsivo:

Ormai il Consiglio Regionale – tranne rari casi singoli – sembra diventato una succursale di Corporation America, cioè del padrone privato degli aeroporti toscani. Non si può che commentare così l’ennesimo tentativo di resurrezione del progetto di nuovo mega scalo fiorentino, grazie alla mozione approvata a larghissima maggioranza oggi. Per l’assise regionali non ci sono state le sentenze della magistratura che avevano messo la parola fine al progetto, le prese di posizione degli stessi ministeri, anni di progetti bocciati e di crescente avversità dei cittadini, non cè stato nulla di tutto questo, si deve ripartire ad ogni costo, il privato lo richiede. Vogliamo inoltre sottolineare che nulla a che fare, se non molto marginalmente, il progetto di nuova pista aeroportuale con la riqualificazione di zone come Peretola, Brozzi, Quaracchi e le Piagge, e molto a che fare con la devastazione ambientale di tutta la Piana. Meno che mai con lo sviluppo armonico, come si dice nella mozione, del sistema aeroportuale toscano, visto che proprio quel progetto confligge con le funzioni dello scalo pisano. Noi con coerenza siamo stati e saremo sempre contro questo progetto folle da ogni punto di vista, i suoi periodici tentativi di resurrezione. Agli altri,Pd, Italia Viva e centro destra, lasciamo il coro teso ad accreditarsi come il più fedele alleato del progetto stesso, come stiamo assistendo in queste ore. Mentre nessuno parla ovviamente dei soldi pubblici già impegnati a più riprese per la realizzazione del medesimo, di proprietà appunto di un privato. Come al solito ci impegneremo alla mobilitazione contro questa tragica beffa dell’interesse pubblico

Partito della Rifondazione Comunista Firenze

Partito della Rifondazione Comunista Prato

Partito della Rifondazione Comunista Toscana

E’ una vecchia storia, che ritorna grazie proprio a PD e Italia Viva, prima questo Partito che, insieme a Forza Italia presenta la “mozione” poi l’altro con “gli emendamenti”. Riporto qui sotto il Comunicato ufficiale copiato pari pari da https://www.consiglio.regione.toscana.it/ufficio-stampa/comunicati/comunicati_view?idc=0&id=30264

Aeroporto Peretola: approvata mozione su realizzazione nuova pista

L’atto, presentato da Italia viva ed emendato dal Partito democratico, prevede l’impegno della Giunta per la parte di sua competenza a proseguire nell’iter per la realizzazione della nuova pista parallela dello scalo, nell’ambito dell’organico sviluppo del sistema aeroportuale toscano

di Sandro Bartoli e Emmanuel Milano, 13 ottobre 2021

L’Aula del Consiglio regionale ha approvato con 30 voti favorevoli e 4 contrari la mozione sulla realizzazione della nuova pista parallela dell’aeroporto di Peretola. L’atto presentato da Italia viva con primo firmatario Stefano Scaramelli, è stato emendato dal Partito democratico, emendamenti accolti e sottoscritti da Scaramelli, e ora prevede l’impegno per la Giunta a proseguire, per quanto attiene alle azioni di propria competenza, all’interno del più ampio procedimento complessivo, nell’iter realizzativo della nuova pista parallela dell’aeroporto di Peretola, nell’ambito dell’organico sviluppo del sistema aeroportuale toscano, così da valorizzare le diverse vocazioni dei due scali, con profili di traffico complementari tra loro, dando impulso contestualmente alla crescita economica del territorio, utile anche a fornire risposta ai bisogni specifici dei borghi di Peretola, Brozzi, Quaracchi e Le Piagge”.
 
Stefano Scaramelli presentando la mozione ha parlato di un atto: “Molto vecchio, ma attuale che prevede un importante investimento per la nuova pista dell’aeroporto di Peretola. Con l’impegno a proseguire nell’iter realizzativo della nuova pista parallela, quale elemento necessario per lo sviluppo del sistema aeroportuale toscano”.
 
Ad aprire il dibattito è stato il consigliere della Lega, Giovanni Galli: “Ho notato entusiasmo nel riproporre un tema già dibattuto. Nel 2009 già si parlava di questa pista e delle esigenze della città di Firenze. Si ha la sensazione di un ritornello, riproposto, e si sta sempre nel vago. Non c’è mai certezza di cosa dovrà essere fatto, nemmeno da parte del governatore Eugenio Giani. Modernizzazione è un termine troppo vago. Vorrei sapere degli accordi tra Regione e Toscana aeroporti. Per noi serve un masterplan per la realizzazione di una nuova pista presentato da persone competenti. Mozioni troppo vaghe, abbiamo un obbligo di dare delle risposte”.
 
Ad illustrare gli emendamenti la firmataria Lucia De Robertis del Partito democratico, poi l’intervento di Marco Stella, consigliere di Forza Italia: “Si tratta di una mozione necessaria, anche accettando gli emendamenti. Si fa un passo avanti sul sistema aeroportuale toscano, grazie a Italia viva e Forza Italia. Una parte del Partito democratico non vuole lo sviluppo della Toscana e del suo sistema aeroportuale e il partito deve fare chiarezza al suo interno e i sindaci del Pd devono smettere di remare contro”.
 
A prendere la parola anche la presidente della commissione Istruzione e cultura, Cristina Giachi (Pd): “È un tema che sembra rinascere, come la Fenice, ma credo non si possa tacere che il Partito democratico non ha mai cambiato idea negli atti determinanti. Grazie al Pd è negli atti strategici della Regione e di tutti gli altri Enti. Abbiamo posizioni diverse, ma la maggioranza c’è e il sindaco di Firenze Dario Nardella su questo teme non ha mai cambiato idea. È favorevole, e lo è sempre stato, all’aeroporto di Peretola. Il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, non ha mai parlato di piste, ma di un collegamento più efficiente tra i due scali aeroportuali toscani. Non abbiamo cambiato rotta, e non affosseremo l’aeroporto”.
 
Il capogruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli, ha aperto il suo intervento dicendo: “Intervengo sbadigliando su una mozione che riguarda l’aeroporto. Di carta ne abbiamo stampata anche troppa. Ritengo che ci debba preoccupare che la società che propone l’intervento, aveva fatto una proposta annullata del Consiglio di Stato per un procedimento ritenuto scorretto. Noi dei due aeroporti pensiamo quello che è scritto nel nostro programma di governo della Regione.
Non dobbiamo commentare ogni intervento politico personale. Così si fa pensare che la politica è inconcludente. C’è una società titolare del sistema aeroportuale toscano che si occupa di Pisa e Firenze e speriamo che gli investimenti arrivino quanto prima. Se arriverà anche il collegamento leggero tra i due aeroporti, tanto meglio. L’unica eccezione è la consigliera Ilaria Bugetti che voterà contro, una consigliera che rappresenta Prato e sono convinto che i giornali lo scriveranno anche domani. Al di là di tutte le chiacchiere, carta canta e la parte principale la deve svolgere la società. Spero che tutto possa procedere”.
 
A prendere la parola è stata poi ElisaTozzi, consigliera regionale della Lega: “Ribadisco che il gruppo consiliare è a favore dello sviluppo di un sistema aeroportuale integrato. La politica non deve essere inconcludente come ha detto il capogruppo del Partito democratico, Ceccarelli. Non abbiamo una road map da parte della società che gestisce il sistema aeroportuale toscano. Vogliamo tempi certi da parte di chi deve fare questo investimento. I lavori possono portare ricchezza e posti di lavoro”.
 
Irene Galletti, capogruppo del Movimento 5 stelle, ha confermato il no del partito che rappresenta: “Noi siamo contrari al nuovo aeroporto di Peretola come immaginato ora, ma siamo per la riqualificazione. Il collegamento veloce Pisa-Firenze è stato illustrato dal Partito democratico la scorsa legislatura, c’erano anche gli studi di fattibilità allegati. Ed è stato approvato nel 2016 in Aula. Chiedo di rispolverare quella mozione e discuterla in commissione. E la presentiamo anche al Governo per avere gli opportuni finanziamenti”.
 
Alessandro Capecchi,consigliere di Fratelli d’Italia, parla di una storia infinita e aggiunge: “Ci fa piacere l’emendamento nella parte che parla di sviluppo del sistema regionale toscano con Pisa e Firenze che potrebbero integrarsi bene. Noi dobbiamo occuparci del tema, riconoscendo che oltre alla ripresa lenta del traffico passeggeri, c’è una movimentazione merci in crescita di 7mila tonnellate, nel 2021, tra Pisa e Firenze. C’è interesse sullo sfruttamento dei Fondi strutturali europei. Abbiamo risentito del crollo del Pil più di altre regioni, questo per la nostra vocazione turistica. Da questo punto di vista, gli emendamenti alla mozione hanno previsto lo sviluppo degli scali. Parlare di sistema aeroportuale toscano è l’unica strada”.
 
“Il capogruppo Ceccarelli dovrebbe farsi domanda e darsi una risposta. Avrebbe potuto sbadigliare se la mozione fosse stata presentata da esponenti dell’opposizione. Ma è stata presentata da una forza politica che sostiene la maggioranza. Il suo sbadiglio dovrebbe trasformarsi in un grido d’allarme. Il progetto si blocca perché sette comuni amministrati dal Partito democratico fanno ricorso al Tar, per questo si blocca l’iter. Speriamo che all’interno della Giunta la maggioranza sia compatta. Si blocca perché i suoi sindaci fanno ricorso. E si dà la colpa a Toscana Aeroporti”. La replica nella dichiarazione di voto di Marco Stella.
 
L’ultima dichiarazione di voto è del capogruppo del Pd, Ceccarelli: “Voteremo a favore dell’ennesima mozione. Sono abituato a guardare le cose nel merito, oltre a chi le presenta. Hanno una loro valenza per quello che c’è scritto. Condividiamo l’atto, anche se la riteniamo pleonastico. Il consigliere Stella si dovrebbe sentire rassicurato dagli atti di governo della Regione e su come l’iter si è concluso. È stata colpa di un procedimento imperfetto, noi dobbiamo riattivarlo facendolo perfetto. Non incolpo la società, ma la esorto a fare quello che deve fare anche per riattivare gli investimenti”.

Ecco di seguito un mio post del 23.11.2018   

SULLA CATASTROFE PROSSIMA VENTURA (seguendo le vicende del progetto di ampliamento dell’Aeroporto di Firenze Peretola)

Niente di nuovo sotto il sole della Toscana

Un Partito Democratico che non ha mai saputo trovare la popria essenza di Sinistra pur riformista e democratica appare sempre più confuso nell’oscillazione tra la resistenza di una leadership da sempre disponibile per la conservazione del Potere a costruire rapporti con i poteri forti e con le Destre semmai civiche ma non solo e le minoranze – che insieme non costruirebbero una maggioranza – che vanno alla ricerca di un collegamento con la vecchia e stanca base popolare ancor più indebolita dalle ricorrenti crisi economiche e sociali.

Una Destra divisa ancor più ben lontana dalle visioni culturali che negli anni avevano prodotto una certa qual egemonia che le aveva consentito di assumere posizioni di primo piano nella città di Prato, e piegata dalle ubbie e dai capricci della Lega che dietro i successi salviniani pregusta una nuova vittoria.

Un Movimento 5 Stelle inconsistente che non ha radici nella società e che vive per ora di una rendita che sembra sempre più vecchia pur non datata al di là di un quinquennio.

Come scritto in un inciso parlo di Prato.
E mi riferisco in particolare alla vicenda aeroporto. Mi spiego meglio: da qualche anno si dibatte in modo anche isterico e rapsodico del possibile ampliamento dell’aeroporto di Firenze. Un intervento che prevede di costruire una nuova pista parallela al tratto conclusivo della Firenze Mare che consentirebbe a parere dei sostenitori un maggiore e più pesante afflusso di veicoli, rendendo quello scalo di livello internazionale, portando a Firenze ancor più turismo, oltre che incentivando ancor più il commercio. Una visione ultramoderna non c’è che dire! Ma non fa i conti con la realtà, limitandosi alla difesa di una visione catastrofica e distruttiva degli ambienti naturali. Non solo quelli del Parco naturale della Piana che finirebbe per essere inquinato oltre misura ma tutto il resto del territorio della stessa Città metropolitana che per consentire afflussi umani e commerciali sempre più massicci finirebbe per occupare cementificamente molti degli spazi. Ho la sensazione che vi sia una profonda ottusità, una unilateralità di visione da parte dei proprietari dei territori e delle grandi imprese commerciali e turistiche che non consente loro, dietro il baluginio della moneta, di osservare come la città capoluogo sia già troppo stretta nelle diverse e sempre più frequenti occasioni internazionali. Da parte della Politica, Partito Democratico e Destre unite, si dà forza a questa idea nella speranza di poter lucrare consensi plutocratici che permettano di disporre di sostegni sostanziali nelle sempre più costose macchine elettorali. La gran massa di popolo si lascia in parte convincere che potrà trarne benefici per sè ed i propri figli, e forse nipoti, vista anche la certezza che la realizzazione definitiva non sarebbe così vicina nel tempo. Ovviamente molti non riescono ad essere informati correttamente e pienamente, visto che la forza economica di chi si batte perché quest’opera non veda la luce è molto ridotta, per i motivi di cui accennavo prima. D’altra parte il mondo è sempre più piccolo nelle distanze e l’aeroporto di Pisa – che ha spazi naturalmente molto più ampi per crescere – assolverebbe senza produrre gli stessi catastrofici danni al ruolo di scalo internazionale.
Qui di seguito un Comunicato di Prato in Comune (vedi cosa è Prato in Comune seguendo il mio Blog) relativo alla posizione delle varie forze politiche toscane in seguito ad un voto espresso qualche giorno fa.

Joshua Madalon

Prato in comune Vicenda aeroporto

Dopo il si di ieri in regione di Ciolini e l’uscita dall’aula di Bugetti, dovrebbero dimettersi. Se no lo faccia Bosi. Gli unici contrari davvero noi di Prato in Comune qui e in regione. Dagli altri spettacolo indegno

Vicenda aeroporto. Tutta la comunità pratese ha preso ieri dal Consiglio regionale uno schiaffo tremendo. Con la risoluzione votata dall’ aula infatti è stato dato mandato al presidente Rossi di portare il parere favorevole della Regione per la nuova pista da 2400 metri del nuovo aeroporto di Peretola in Conferenza dei servizi. Come cittadine e cittadini di Prato non possiamo non chiedere le dimissioni immediate dei consiglieri regionali pratesi Bugetti e Ciolini (uno a favore, una uscita dall’aula, a differenza dei voti contari espressi dal consigliere pratese del PD nella scorsa legislatura Mattei), in quanto hanno espresso un voto in totale contrasto con la volontà del loro territorio, del Consiglio comunale e dello stesso PD locale. Se non si dimetteranno – non potendo pensare che sia un no falso quello del Sindaco e del Partito Democratico di questa città – un minimo di decenza vorrà che si dimetta il segretario del PD Bosi, per manifesta incapacità di far rispettare ai propri eletti il volere del suo partito, insieme allo stesso Sindaco che pur avendo tanta rappresentatività istituzionale (ANCI) e politica ( con un ruolo di primo piano a livello nazionale) non è stato in grado di svolgere un ruolo positivo come primo cittadino pratese. Infatti il PD ieri (21 novembre) in Regione ha votato compatto per la nuova pista insieme a Forza Italia. A Destra si è svolto invece uno psicodramma con ogni posizione possibile espressa (sono usciti dall’aula al momento del voto) compreso quella solita inconcludente dei 5 Stelle, contrari alla risoluzione ma astenuti sugli atti collegati, alcuni dei quali chiedevano espressamente il si alla nuova pista. Gli unici contrari, il gruppo di SI Toscana a sinistra e la rappresentante di MDP, Serena Spinelli che a questo punto ha votato coerentemente contro le indicazioni del suo Partito. Per l’aggiunta questo atto a nostro avviso non è solo politicamente illegittimo ma anche istituzionalmente barbarico perché dà carta bianca al “socialista” Rossi (quello che disse nel 2015 che se si fosse andati oltre la pista di 2000 metri si sarebbe dinesso) di distruggere il Parco agricolo della Piana, il Polo scientifico di Castello, mandare al macero la programmazione urbanistica dei comuni della piana. Insomma in Conferenza dei servizi potranno fare quello che vogliono pur di portare a casa il risultato, cioè il nuovo aeroporto. Fermiamoli con una mobilitazione di popolo, quel popolo che hanno abbandonato per fare politicamente primariamente gli interessi di qualche potere forte.

13 ottobre – out of your mind and thugs

13 ottobre – out of your mind and thugs

Non intendo offendere nessuno ma è del tutto chiaro che chi si comporta da incivile si chiama fuori dal consesso comune. Lo fa di per sè, sapendo di farlo. Mi riferisco in modo particolare a coloro che continuano a rifiutare la vaccinazione contro questo virus che ha già decimato parte della nostra popolazione. C’è chi, in modo infantile, “ha paura del vaccino”. Piccino, mi rivolgo a te! Credi davvero che coloro che si sono fatto inoculare il liquido siano degli irresponsabili coraggiosi impavidi e amanti dell’ago?! Personalmente aborro dal farmi toccare, ma qui si tratta di applicare – accanto al desiderio di “non morire da bischeri!” – il senso civico di appartenenza ad una società nella quale si vuole ancora agire liberamente e senza essere preoccupati dal fatto che irresponsabili cacasotti, incivili tout court, possano attentare alla tua vita e a quella di tanti altri. A chi poi non vuole nella maniera più assoluta vaccinarsi perché ritiene che non siano utili i vaccini o che addirittura siano pericolosi per la salute, più o meno come qualsiasi altra medicina, mi viene da chiedere perché mai non rinuncia del tutto a curare se stessi e quelle persone a loro più vicine con tutte le altre medicine e cure che lo Stato italiano garantisce. Ne facciano a meno visto che sono pericolose né più né meno di quanto non sia il vaccino. Quando poi dicono che il vaccino è pericoloso si fanno aiutare da eventi che “purtroppo” erano normali prima: non è che la gente non morisse, anche “di subito”, o che non si ammalasse di quelle malattie che, anche a causa dell’affollamento degli ospedali, non sono state ben seguite e curate con le conseguenze che anche un cieco, di vista ma non di mente, può comprendere.

Passando ai rivoluzionari (!) del “No Green Pass”, che sono in prevalenza anche “No Vax”, mi rivolgo prioritariamente al Governo: faccia una buona volta (la Lega in questa occasione potrà anche uscire dal CdM o dalle aule) la scelta sacrosanta dell’obbligo. Altrimenti non ne veniamo fuori. Costoro, NGP e NV, saranno sempre a romperci le scatole in piazza a urlare “Libertà libertà…” pensando solo con la loro testa, che in realtà è “quella che è!”. Anche io penso con la mia testa e  urlo dentro di me “Libertà libertà!” soprattutto contro di loro,  ma penso allo stesso tempo che non sono affatto del tutto libero se vivo in una società, nella quale occorre anche rispetto per gli altri e, come dicevo prima, cura di sé, che è la prima essenziale forma di “rispetto per gli altri”! E, in realtà, per sentirsi “liberi davvero”, basterebbe rispettare le regole che da quando l’uomo è apparso al mondo sono le basi normali per una vita “normale”.

Comprendetemi perfettamente: una volta che c’è l’obbligo, non ci si può sottrarre dal possesso del Green Pass (anzi non sarebbe neanche più utile). Ed evitiamo le baggianate collegate all’esigenza di “Libertà” ed al bisogno di non sentirsi controllati. Mi viene da ridere, ma purtroppo è qualcosa di molto serio: ciascuno di noi possiede una Carta d’identità, che deve mostrare laddove vi sia un controllo motivato; ciascuno di quelli che posseggono o guidano un veicolo devono avere con sè, nel caso che si venga fermati per un controllo, una patente adeguatamente rispondente e rinnovata (durante il controllo le forze dell’Ordine verificano molti aspetti della nostra vita, a partire ad esempio dai famigerati “punti” o dalla fedina penale personale), e via dicendo, anche con le tessere sociali siamo “schedati” – buoni e poco buoni.

Ora, andiamo anche a trattare dei facinorosi….

…1….

12 ottobre – perché ho accolto con piacere l’invito ad organizzare la presentazione del documento “LA SCUOLA SALVA IL MONDO” di “POSSIBILE” parte 4 – i ringraziamenti (i prossimi 5 e 6 tratteranno di passato prossimo e futuro semplice)

perché ho accolto con piacere l’invito ad organizzare la presentazione del documento “LA SCUOLA SALVA IL MONDO” di “POSSIBILE” parte 4 – i ringraziamenti (i prossimi tratteranno di passato prossimo e futuro semplice)

L’evento di presentazione è stato seguito e partecipato – scriverò poi quel che è accaduto prima (passato prossimo) e quel che accadrà dopo (futuro semplice)

I ringraziamenti in primo luogo a Rosalba Bonacchi responsabile di Possibile Pistoia, che mi ha chiesto, pur sapendo di essere “estraneo”  di occuparmi dell’evento a Prato. Poi a Benedetta Pazzaglia Guddemi che ha sopportato in questo mese e mezzo le mie “lezioni” politiche. Ringrazio Marzio Gruni per il sostegno costante che ha dato, pur in un momento non semplice della sua vita professionale. Ringrazio il Circolo di via Cilea, in primo luogo il Presidente “emerito” Livio Santini e poi il Presidente attuale, Massimiliano Biagini. Ringrazio tutti quelli che hanno risposto al mio invito (l’evento era targato “Possibile” ma ne ero organizzatore unico), intervenendo, a partire dalla Dirigente scolastica ex comprensivo “Mascagni” attualmente al “Dagomari”, Claudia Del Pace; il docente Emanuele Bresci dell’associazione lgbtqia+ di Prato, con cui ho interloquito in diverse occasioni per preparare questo evento; il Dirigente scolastico del professionale “Marconi”, Paolo Cipriani, con il quale mi sono intrattenuto a parlare di formazione permanente dei docenti; il Direttore della Agenzia del lavoro FIL, Michele Del Campo, da sempre mio interlocutore sulle tematiche civili ed in particolare dell’inclusione, della dispersione e dell’abbandono;  Luca Mori ex Presidente di Libertà e Giustizia da sempre attivo nelle campagne referendarie e  nel Coordinamento Difesa della Costituzione; Stefania Colzi, attuale Presidente di Libertà e Giustizia e con l’uno e con l’altra abbiamo da tempo attivato un rapporto di cooperazione per diffondere sui territori la conoscenza delle tematiche costituzionali; Giusy Modica, presidente di New Naif, cooperativa di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili; Mirco Rocchi, docente, artista scenografo e costumista, con cui abbiamo fondato il soggetto civico di Prato in Comune; Simona Rosati, del Programma Città amiche di Unicef.  Attraverso l’impegno di Benedetta ed insieme a lei ringraziamo anche la presenza dei Giovani Democratici Prato con Niccolò Ghelardini e della Consulta Studentesca di Prato nonché La Piazza degli studenti, con il Presidente Niccolò Sanesi.

Ringrazio per la loro presenza Lia Guardascione, Aldo Augurio; Maurizio Artusi, Nicola Verde, Fabio Falchi, Ilenia Innocenti, questi due ultimi membri della delegazione di “Possibile Prato”.

Ringrazio Eulalia Grillo, portavoce nazionale per la scuola di Possibile, che ha coordinato in modo egregio i gruppi di lavoro sulle diverse tematiche relative al mondo della Scuola, che in definitiva rappresenta l’intera società italiana e tutta la complessità di essa. Parlare della Scuola e puntare ad una vera e propria sua ristrutturazione, inserendola pienamente nella modernità, declinata in senso ambientalista e rispettosa delle diversità, accogliente e aperta ai più diversi contributi, significa impegnarsi per un profondo cambiamento di ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Il suo intervento, breve ma significativo, ha contribuito a chiarire le ragioni di questo documento e le prospettive che “POSSIBILE” si propone di percorrere, durante e dopo questi incontri su tutti i territori della nostra penisola.

Ringrazio Benedetta Pazzaglia Guddemi portavoce del partito “POSSIBILE” qui a Prato per il suo contributo organizzativo, particolarmente indirizzato alla partecipazione giovanile, e per il suo intervento che, sulla scia di quanto esposto da Eulalia, si è soffermato sul ruolo che hanno avuto i giovani nella stesura del Documento. Ringrazio anche Claudio Vignoli co-portavoce del Partito per aver coordinato insieme a me i lavori dell’iniziativa.

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