CAMPAGNE ELETTORALI: come l’uovo di Pasqua contengono sorprese – qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 6 con PRATO IN COMUNE

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Oggi ho ripubblicato articoli che avevo già proposto – stasera ve ne propongo uno completamente nuovo su

CAMPAGNE ELETTORALI: come l’uovo di Pasqua contengono sorprese – qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 6 con PRATO IN COMUNE

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato con Prato in Comune – candidato Sindaco Mirco Rocchi

Le campagne elettorali riservano sempre delle sorprese: a volte sono amare a volte sono dolci. Le campagne elettorali possono essere interpretate in modo metaforico come percorso di una vita, come una struttura “drammatica” narrativa che porti dalla luce alle tenebre e dalle tenebre alla luce.
Abituato ad una metanarrazione sui fatti della nostra esistenza in questo scorcio di tempo che ci è dato di vivere, anche questi anni, gli ultimi, sono stati oggetto di attenzione nel raccontare travisando le reali identità dei protagonisti attraverso una ricostruzione pseudofantasiosa della realtà.
In realtà ho allo stesso tempo prodotto insieme ad altre persone numerose riflessioni sui principali temi dell’agenda politica, dall’Ambiente la Democrazia che sono gli elementi principali su cui ruota il cardine dell’agire politico: diciamo che sono questi I temi “trasversali” su cui muovere l’universo politico che sia in grado di generare un “Programma” degno di attrarre l’attenzione dell’elettorato, di tutto l’elettorato disponibile a concedere la fiducia, senza però “delegare” ad alcuno, semmai con una “cambiale in bianco”, l’agire a partire dal prossimo quinquennio.
Quando scrivo “tutto l’elettorato” non intendo sottomettere i nostri valori nelle mani e sotto I piedi di un ceto politico di Destra aggressivo e selettivo, razzista e xenofobo, antilibertario soprattutto a favore dei più forti, ma che con ipocrisia vuole apparire difensore dei più deboli. Intendo però proposrre a “tutto l’elettorato” un confronto di riflessione sui temi, così come facemmo al Circolo di san Paolo al tempo della “Palestra delle Idee”. Quando scrivo “tutto l’elettorato” mi riferisco anche a quella “intellighenzia” che viene spesso additata come “di Sinistra” ma che invece appartiene anche a gran parte delle donne e degli uomini che guardano ad una Destra realmente liberale e realmente democratica, disponibile non per far tacere la propria coscienza a rivedere i canoni sociali e culturali che hanno caratterizzato il loro agire politico soprattutto ma non solo nel mondo del lavoro.
E probabilmente quando parlo di “tutto l’elettorato” finisco per rendermi conto che ho molta più difficoltà a confrontarmi con quella parte della Sinistra che ritiene di essere l’unica vera depositaria della “verità”, quella parte della Sinistra che nasconde i suoi limiti dietro l’arroganza e la presunzione non dissimili da quell ache naturalmente potremmo ad essa contrapporre. E quando parlo di “tutto l’elettorato” mi riferisco anche a quella parte che difende alcuni suoi valori ma rispetta il pensiero e l’universo valoriale di “tutti”.

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 5 con PRATO IN COMUNE

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PRATO IN COMUNE; verso i Gruppi di Lavoro – Decentramento e partecipazione attiva diffusa

L’esperienza degli ultimi dieci anni e quella ad essa precedente sollecita tutti noi ad una riflessione sulla crisi della partecipazione attiva sui territori, in primo luogo quelli più periferici.
Abbiamo provato a porre in evidenza negli anni come a questa necessità le istituzioni contrapponevano una visione essenzialmente centralistica del coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini, anche se nei progetti e nelle scelte amministrative non si risparmiavano ad indentificarle come “strumenti partecipativi”. Nei fatti quella modalità di presentare le scelte appariva sempre più una sorta di giustificazione per avere un “via libera” da parte di un gruppo sempre più ridotto di persone interessate, ma succubi di interessi poco più che personali.
Non si vogliono certo riproporre esperienze del passato vantandole come “età dell’oro”, anche se non si può mettere da parte tutto il bagaglio di risorse umane e di progettazioni che in quell’ambito sis ono prodotte e che hanno fatto crescere la capacità “politica” reale forgiata sul rapport diretto con I territori.
Alcuni di noi sono stati protagonisti di quelle stagioni e potranno essere utili in un’elaborazione progettuale future che riporti l’attenzione giusta sulle problematiche delle frazioni, che non possono essere accontentate semplicemente con una mano di vernice o poco più, quando mancano di strutture vitali per il tempo libero e la Cultura, per lo Sport ed il sociale.
Dobbiamo recuperare il tempo perduto e proporci all’attenzione della gente con idee innovative che partano tuttavia da un primo contatto fatto soprattutto di ascolto. Evitiamo di essere proponenti semmai ideologici ma apprestiamoci ad organizzare incontri. Dopo questo momento pubblico nel quale ci presentiamo per farci riconoscere cominciamo a marciare creando collegamenti per condividere ed aggregare.
La crisi delle Circoscrizioni è stato il segnale della distanza sempre più forte tra le forze politiche che governavano la città e la voglia di partecipare in modo più diretto da parte dei cittadini. Indubbiamente la pratica della Democrazia ha avuto anche dei costi ed è su questi problem che in gran parte surrettiziamente si sono prodotte le fratture che hanno poi condotto alla scelta dell’abolizione “in toto” di quelle istituzioni di secondo grado. Appellandosi alla legislazione che prevedeva la non obbligatorietà di istituire quegli organismi in città che non superassero I 250.000 abitanti come si ricava dall’art. 17 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), il Comune di Prato scelto di non dotarsi dal 2014 di tale strumento democratico.
Senza tuttavia proporre alternative concrete e coerenti con le affermazioni politiche di valorizzazione delle periferie. Tali interventi peraltro nel periodo 2014-2018 sono stati essenzialmente operazioni elitarie che non hanno coinvolto la popolazione, nè nella fase elaborativa nè in quella decisionale e realizzativa.
Sarà opportuno nel costruire questa serie di incontri sui territori non chiudersi nella convinzione di essere in possesso dell’assoluta poco più che unica verità .

Dobbiamo avere grande rispetto per chi ancora guarda al PD e per chi ha continuato anche nella crisi a sostenerlo, dobbiamo essere noi in grado di portarli ad aderire ad un progetto che non deve essere nuovo, ma deve riutilizzare gli strumenti della Democrazia che sono stati “rottamati” dalla politica negli ultimi anni, lasciando credere che non fosse più necessario stare a discutere. Indubbiamente ha funzionato il messaggio che la Politica trascorresse troppo tempo a ragionare su questioni marginali all’interno dei Circoli e delle Sezioni. Era certamente vero nel senso che si investivano risorse fisiche nel chiuso e si abbandonavano le strade, i condomini, le piazze, i mercati.
Accanto al messaggio del PD, un Partito che non aveva mai risolto del tutto ( e non lo ha fino ad ora ) le contraddizioni della sua genesi a freddo, fatto proprio dai nuovi adepti e da quelli vecchi e scaltri che andavano approfittando dell’aria nuova che tirava e che affermava che la nuova Politica avrebbe fatto a meno di tanti sproloqui, andava emergendo in modo prorompente un profondo discredito popolare della classe politica che tendeva ad affermare un nuovo modello di Democrazia, quella “digitale”,
Sarebbe opportuno far comprendere ciò che fondamentalmente risulta evidente: la proposta di far Politica attraverso l’utilizzazione del web che il Movimento 5 stelle ha diffuso con evidente successo risulta “esclusiva” e “sospetta”.
Induce alla solitudine.
Noi vogliamo combattere la rassegnazione attraverso l’impegno attivo.
Fondamentalmente sarebbe bene ricordare che prima o poi la Storia busserà alle nostre porte e dobbiamo essere poi pronti a rispondere, ma non [ detto che ne avremo le forze. Compito di chi ha capelli bianchi ( non parlo solo di me che ne ho pochi anche se bianchi ) e storie da ricordare: anche quello di assumere un ruolo defilato ma utile.

Ritornando alla questione della partecipazione, vorrei qui riproporre solo a titolo esemplificativo la proposta che un gruppo di ex PD del Circolo di San Paolo aveva avanzato nel 2014.

Democrazia sostanziale, economia sociale di mercato e territorio
a) Dopo le Circoscrizioni
Fra i temi più specifici che vorremmo affrontare c’è la indubbia necessità di trovare una soluzione rapida (ma ponderata in modo serio ed utile) ai problemi che scaturiranno con la fine dell’esperienza del Decentramento attraverso le Circoscrizioni. Cosa proponiamo per mantenere ed accrescere (visto che da molti erano considerate inadeguate a corrispondere ai nuovi bisogni) una funzione di “relazione di prossimità” in un periodo così complesso e difficile come quello che stiamo vivendo?
Il tema è complesso e sarà organizzativamente ed amministrativamente “trasversale”.
Qui di seguito poniamo una serie di quesiti “aperti”. Li elenchiamo .
a) Occorrerà riflettere su quali siano i compiti inderogabili che le attuali Circoscrizioni hanno avuto da mantenere e da cui prendere le mosse in modo tassativo

b) Interventi concreti su base di volontariato (molti già nel precedente incontro hanno sottolineato che sarebbe stato necessario nelle precedenti esperienze che non vi fosse alcun compenso a favore di chi si occupava di Decentramento), ma all’interno di un apparato organizzativo retribuito, tenendo in servizio “ad hoc” una parte del personale amministrativo attualmente impegnato
c) Censire spazi pubblici (Scuole – Chiese – ecc…) e sedi associative (ARCI, UISP, MCL, Case del Popolo, Patronati, ecc….) e di volontariato (Pubblica Assistenza, Misericordia, Croce d’Oro) disponibili sui territori
d) Costituire “condomini\ comitati di strada” con uno o più responsabili\referenti dell’Amministrazione
e) Costituzione di “Pro-loco” in tutti i paesi – laddove non esistano già

f) Rivitalizzare tutto ciò che c’è nell’associazionismo privato occupandosi del “Sociale”, del “Tempo Libero”, della “Cultura”, del “Territorio – Ambiente ed Urbanistica –Viabilità ed avere

g) contatti diretti attraverso i referenti di strada anche con i “Cantieri” (buche, perdite d’acqua, ecc…)

Temi e tempi del sub-progetto

Nella sua trasversalità dal punto di vista dei temi e tenendo conto anche dei tempi di realizzazione del presente Progetto, che noi vediamo come “parte” del nostro intervento sul territorio, questo argomento avrà una assoluta priorità rispetto a tutti gli altri. Nel corso degli ultimi giorni abbiamo avviato anche delle consultazioni sia a livello locale (con una seduta de “La Palestra delle Idee” dedicata esplicitamente a ciò) sia a livello nazionale, attraverso contatti con la realtà di La Spezia, con quella di Bergamo e di Reggio Emilia. I tempi di attuazione saranno suddivisi in

1) Fase preparatoria tramite confronti con gli Amministratori circoscrizionali storici locali e incontro con amministratori di altre città (febbraio-marzo 2014);
2) Verifica degli strumenti amministrativi e legislativi a disposizione incontrando funzionari dello Stato e della Regione Toscana (Stato – Regione Toscana)marzo 2014;
3) Enucleazione proposte attuative di politica “partecipata” sui territori, a partire da quello di San Paolo (aprile-maggio 2014);
4)Attuazione progressiva di “politiche partecipate” sul territorio (giugno-dicembre 2014).

Allo stesso tempo avvicinandoci ai nostri giorni possiamo avere come punti di riferimento per riprendere il cammino le analisi che altri in altri luoghi hanno prodotto insieme ai cittadini. Parlo in particolare del Programma amministrativo del candidato a Sindaco di Pisa per la coalizione “DIRITTI IN COMUNE” ma non solo.
E infatti andando alla ricerca di “buone pratiche” perché non tener conto dell’elaborazione che in altre città, come Bologna e Napoli, è stata prodotta in tema di Patti di collaborazione attiva tra cittadini e Amministrazione e che sta dando ottimi frutti.

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 4 con PRATO IN COMUNE

CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 4 con PRATO IN COMUNE

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato con Prato in Comune – candidato Sindaco Mirco Rocchi

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PROPOSTE PROGRAMMATICHE AMMINISTRATIVE 2019 – DECENTRAMENTO E ISTRUZIONE PUBBLICA PER GLI ADULTI

Negli ultimi tempi dedico molto spazio al recupero della memoria attraverso la scrittura, la lettura e la visione di filmati. Molto più spazio rivolgo a riflessioni amare sulla crisi delle istituzioni ed il degrado dei livelli culturali espressi dai governanti attuali, con lievi ma non confortanti eccezioni. Negli ultimi anni si è fatto progressivamente molto poco per elevare il grado di istruzione del nostro Paese. Il livello qualitativo è sempre più peggiorato mentre quello quantitativo si è sempre più assottigliato. La dispersione scolastica ha mostrato segnali insopportabili per un Paese civile, come storicamente meriterebbe di essere riconosciuto l’Italia. Eppure questo è un tasto dolente che non appartiene soltanto al nostro tempo: a mia memoria ne trattavamo già sul finire degli anni Ottanta del secolo scorso quando me ne occupavo in Commissione Scuola e Cultura nella Federazione Comunista pratese, essendo questa città tradizionalmente vocata al lavoro che spingeva pragmaticamente i giovani fuori dai percorsi scolastici a volte in modo legislativamente prematuro. Ma da allora tanto tempo è passato. Le occasioni lavorative sono diminuite ma questa condizione non ha influenzato in modo positivo i dati della dispersione.
A Prato, dunque, si evidenzia in modo netto la necessità di operare interventi specifici rivolti al recupero di conoscenze e competenze che nel corso dei decenni si sono perdute. Queste attività competono solo in parte al Ministero nazionale; la comunità locale ha indubbiamente un ruolo di primo piano nell’approntare strategie di recupero soprattutto rivolte a coloro che, avendo abbandonato gli studi trenta, venti, dieci anni fa si ritrova ad essere più o meno “analfabeta di ritorno” e volontariamente – oltre che gratuitamente – intendono usufruire di tali opportunità.
In un riassetto strategico territoriale del decentramento sarebbe molto importante inserire percorsi educativi a disposizione degli adulti, non essenzialmente intesi ad ottenere riconoscimenti ufficiali ma neanche del tutto potenzialmente scevri dalla possibilità di accedere a percorsi scolastici ministeriali.
Per fare questo è comunque necessario aprire un rapporto con le Istituzioni scolastiche territoriali, anche se solo per coordinare le possibili utilizzazioni di spazi e strumenti.

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 3 GIU’ LE MANI DALLA GRETA

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 3

GIU’ LE MANI DALLA GRETA

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato con Prato in Comune – candidato Sindaco Mirco Rocchi

Scandali che vanno scandali che vengono. Mentre la vicenda Marino aiuta a riflettere su quanto male abbia fatto al decorso del Partito Democratico la presenza di Matteo Renzi e di coloro che lo hanno aiutato e sostenuto “convintamente”, quel che sta accadendo in queste ore in Umbria ci sospinge a ritenere che il malessere non possa essere considerato sulla via della guarigione. Beninteso, può darsi che anche questi sospetti possano essere considerati “non sussistenti” ed in cuor nostro ce lo auguriamo; ma vediamo anche intorno a noi, e soprattutto all’interno di quelle forze che hanno una loro consistenza per così dire “di massa”, un groviglio di paradossi e contraddizioni nello stile puro del “politichismo” peggiore. Troppe connivenze esplicite e nascoste spingono a lanciare promesse impossibili e peraltro inesistenti su quelle carte che consideriamo “ufficiali”. E così ai difensori dell’Ambiente si promette battaglia su quei temi, a partire da un certo qual “no” all’Aeroporto per andare alle centinaia di migliaia di nuovi insediamenti arboriferi mentre d’altra parte si continua a coprire di cemento zone verdi con inutilizzabili appartamenti, dai costi esorbitanti e proibitivi per la stragrande maggioranza della gente, soprattutto delle nuove giovani generazioni, destinate a subire condizioni disumane nell’ambito lavorativo.
E’ da parecchi anni che si chiede di riconvertire il settore dell’edilizia dal nuovo al recupero del patrimonio esistente con operazioni di riadattamento di messa a norma e di adeguamento energetico; invece si preferisce elevare manufatti nuovi che fanno diminuire gli spazi verdi. Di tutto questo, che è ben chiaro nel Piano operativo, si tace quando si vuol parlare ai giovani ed a quella parte di elettorato più sensibile a queste tematiche. Detto con molta più chiarezza, trovo ipocrita e davvero fuori luogo il farsi scudo della Greta.

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 2

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 2

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato

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PRATO IN COMUNE – Mirco ROCCHI candidato Sindaco
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Biffoni, Carrai ed altri compari

Non so quanto varrà la faccenda “Aeroporto di Peretola” in questa campagna elettorale, ma sarebbe bene a questo punto cominciare a far emergere la profonda ipocrisia delle forze politiche, ben rappresentata da quel quadretto bucolico di dieci giorni fa, quando sui prati antistanti il Polo Universitario di Sesto Fiorentino si sono ritrovati – tra gli altri che avevano da sempre sostenuto la contrarietà all’ampliamento – anche il Sindaco di Prato, candidato alla riconferma in tale ruolo per la campagna elettorale del 26 maggio, ed il suo avversario del Centrodestra, tale Daniele Spada. L’aspetto paradossale è nella posizione “tentennante” del primo cittadino ed in quella fortemente contraria del rappresentante della Destra.
Cosa ci facevano? La campagna elettorale “impazza” e dunque bisogna essere sul pezzo e mostrare attenzione; entrambi erano più o meno fuori “parte”, fuori “luogo”, anche se recitavano una parte per così dire “a soggetto”!
Ma poi, proprio l’altro ieri c’è stato un siparietto penoso qui a Prato al quale insieme al Sindaco Biffoni hanno preso parte tra gli altri il Presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, l’assessore regionale Stefano Ciuoffo e il presidente di Confindustria Toscana Alessi Marco Ranaldo. Uno scontro fittizio fatto tra compari che si reggono la parte nella tradizione della peggiore “sceneggiata” (peggiore, perché la sceneggiata ha una sua onesta dignità).
Potete leggere quel che è avvenuto, corredato da video dell’emittente pratese TV Prato.
Tutti però tacciono su quelli che sono i veri interessi in gioco: non è affatto strano che è la plutocrazia a sostenere in prima fila la bontà di tale opera. Parlano di enormi vantaggi per la popolazione con migliaia di nuovi posti di lavoro senza dire che – mentre migliaia di lavoratori avranno stipendi più o meno di fame – loro si arricchiranno a dismisura. Faranno mostra di una loro interpretazione dell’ambientalismo ad uso e consumo dei loro interessi ma glisseranno sulle conseguenze venefiche prodotte dal combinato disposto di nuovo inquinamento e dauperamento dell’ambiente naturalistico della Piana.
Tra l’altro giornalisti “favorevoli” all’ampliamento si dilungano nel minimizzare l’impatto acustico con paralleli ridicoli ed indegni della loro stessa categoria. Altri commentatori plaudono allo spostamento della direzione di marcia dei velivoli che finalmente risolverà i problemi di quei territori che fino ad ora hanno dovuto subire i rombi dei motori in fase di atterraggio. Anche per questo motivo – e per tanti altri di cui già in diverse occasioni abbiamo trattato – sarebbe meglio chiudere l’Aeroporto di Peretola e puntare su quello di Pisa (i lavoratori attuali e migliaia di nuovi assunti sarebbero ugualmente impiegati nelle loro mansioni e l’ambiente ne trarrebbe un immenso incommensurabile vantaggio).

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 1

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato

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PRATO IN COMUNE – Mirco ROCCHI candidato Sindaco

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Impazza. Già impazza…la campagna elettorale qui a Prato. Già qualcuna o qualcuno dei candidati Sindaco si è dato da fare per riempire gli spazi privati con le sue facce e con qualche slogan senza fantasia.
A parte la rapidità e la tempestività anticipatrice e al netto delle rendicontazioni di legge sulle spese, ci viene da riflettere su quel che si muove sotto, dietro, sopra e di lato delle “quinte” e su quali siano le motivazioni “filantropiche” di chi sostiene tali spese.
Sia gloria per tutte quelle forze politiche che, in un tempo di profonda crisi (lo 0,2% di previsione di crescita non “docet”?), faranno la loro campagna elettorale parlando in modo diretto, andando a toccare le “piaghe” senza timori, facendosi riconoscere senza intermediazioni mediatiche.

Joshua Madalon

PRATO E DILETTANTISMO AMMINISTRATIVO – L’emergenza rifiuti

Mie care e miei cari “pochi lettori” (mneno di quelli manzoniani, forse!), scrivevo questo post tra giugno e Agosto del 2017.
Siamo in dirittura d’arrivo di una campagna elettorale nella quale si fa a gara a proporre il tutto ed il suo contrario. Ci sono molti aspetti che ci mostrano una realtà “peggiorata” a causa di un’Amministrazione incapace, alla cui difesa non si può frapporre una identica posizione ideologica.
Indubbiamente la lista “politica” che rappresento, “PRATO IN COMUNE”, sente doverosamente – e non per partito preso – di non condividere le posizioni espresso dal candidato della Destra – ed in modo specific – della Lega. Esse si pongono in modo distruttivo e diseducativo, senza tener conto delle reali problematiche, parte delle quali già esprimevo in questo post del 2017.

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reloaded di un post dell’8 giugno u.s. – PRATO E DILETTANTISMO AMMINISTRATIVO – L’emergenza rifiuti

Una città allo sbaraglio: non parlo della Capitale, dove la responsabilità del degrado è antica e non può essere addebitata esclusivamente alla Giunta in carica, sulla quale ho espresso forti critiche soprattutto in relazione ai livelli culturali ed alla possibilità di discostarsi da quelle precedenti per rinnovare in meglio quei territori. Parlo di Prato, la cui realtà penso di poter conoscere meglio in modo diretto, vivendoci da circa 35 anni ed avendo ricoperto incarichi politici ed amministrativi di secondo livello a cavallo del passaggio di secolo per tre quinquenni.
Nelle prossime settimane tratterò altri aspetti del degrado urbano da diversi punti di vista. Oggi mi soffermo sull’emergenza rifiuti.
Da alcuni mesi è stato completato gradualmente nell’intera città il progetto di raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani. La partenza ha rilevato grossolane sottovalutazioni dal punto di vista educativo in larga parte della città, insieme ad una profonda incapacità gestionale complessiva delle esigenze reali. Come spesso accade, le critiche in partenza si sono dirette sui classici “capri espiatori” rappresentati dagli “stranieri”, in primis la comunità cinese. Ci sta che possa anche essere parte “rilevante” della verità, visto il degrado che caratterizza l’habitat di larga parte di quelle comunità, condizionate dal “mercato” a vivere in ambienti del tutto insufficienti sia per spazio che per igiene. E quindi occorreva una riflessione globale che colpevolmente sarebbe far partire a posteriori, consolandosi con un “meglio tardi che mai”.
E’ così: manca la “progettazione” e si viaggia a tentoni, facendosi prendere da isterismi vari, come quel punitivo infantile rifiuto di far svolgere una delle manifestazioni culturali più riuscite che coinvolgeva realtà locali con la comunità cinese, la “Festa delle luci”.
Andando “oltre” le comunità straniere destinatarie dei primi “strali” popolari, cavalcati dalla Destra e dalla pseudo-Sinistra di governo, il degrado appare diffuso a tappeto in tutta la città, essendo chiaramente insufficiente il servizio di raccolta porta a porta programmato dalla società ALIA che ha inglobato Asm. Occorrerebbe un intervento progettuale che crei intanto una profonda intensa “cultura del riciclo”, coinvolgendo il tessuto complessivo della società, creando semmai sovrastrutture e strutture territoriali umane coinvolgenti. Non è certamente inutile sottolineare come nell’ultimo quinquennio sia venuto a mancare completamente l’apporto della sovrastruttura amministrativa, denominata Circoscrizione, che non è stata sostituita nemmeno da un livello volontaristico riconoscibile e riconosciuto.
In alcune parti della città più che in altre il degrado è evidente; le abitazioni nel centro storico o nell’immediata periferia sono state costruite in assenza di vincoli specifici per garantire il rispetto dell’igiene: tante di esse non hanno spazi sia interni che esterni in grado di sopportare il “lezzo” dell’organico nell’attesa del turno di raccolta ed il “package” esagerato richiesto da un “mercato” assolutamente impermeabile a rinnovarsi, adeguarsi alle nuove esigenze non consente di essere raccolto in spazi esigui senza creare problemi di convivenza nella comunità dei condomini. E quindi che dire? Non vale la pena stare a discutere dei massimi sistemi senza rendersi conto che è dalle nostre radici, dai piedi, dalla terra che calpestiamo che bisogna partire.

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 2

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 2

intro: L’avvio dell’articolo postato il 27 marzo (mercoledì scorso) aveva una serie di difetti, in primo luogo la ridondanza, la prolissità e poi di conseguenza la pesantezza della struttura. Lo riconosco, anche se non posso per una sorta di scientificità che consenta di comprendere le varie fasi della mia esistenza esimermi dal pubblicarlo. In effetti, poi, le parti successive dello stesso articolo risultano più sciolte, grazie anche alla varietà dei prodotti filmici analizzati.

Chi è che canta laggiù

2.
Fra i film presentati ve n’erano alcuni di buona qualità, che a ragione potrebbero trovare posto nella programmazione delle sale cinematografiche italiane senza perdere nel confronto con i più diffusi e spettacolari prodotti statunitensi. Parliamo del divertente “Koto Tamo Peva” (Chi è che canta laggiù) di Slobodan Sijan, che, dopo il successo ottenuto al Festival di Cannes, potremo vedere nella prossima stagione cinematografica; di “Usijanje” (Incandescenza”) di Boro Draskovic; di “Specijalno Vaspitanje” (Educazione speciale”) di Goran Markovic, un delicato film sull’educazione e sul problema del recupero dei ragazzi emarginati, disadattati, spesso costretti a scoprire la violenza all’interno ed a contatto con le istituzioni. Il ritmo dell’inchiesta che appare dalla visione del film mette in evidenza il precedente lavoro del regista, che aveva prodotto, prima di questo, che è il suo film lungometraggio d’esordio, un numero notevole – una cinquantina – di documentari per la televisione jugoslava. Buona la recitazione di Bekim Fehmiu (il già famoso “Ulisse” televisivo di Franco Rossi) nell’interpretazione di Zarko, un moderno educatore alle prese con dei giovani delinquenti; bravo anche Slavko Stimac nel riolo del giovane Pera, protagonista della storia narrata. Complessivamente un film che è piaciuto; questo però ci impone una precisazione: i moduli stilistici adottati lo avvicinano notevolmente alle cinematografie occidentali, la recitazione e la vicenda, che si svolge in maniera perfettamente ellittica, lo fanno ritenere un prodotto “industriale” di largo consumo. Il film che ci ha maggiormente entusiasmato è stato “Samo Jednom Se Ljubi” (Si ama una volta sola), terzo film di Rajko Grlic. Speriamo di poterlo rivedere: ci ha ricordato il cinema del compianto Fassbinder, in particolare “Il matrimonio di Maria Braun” (lo stesso Grlic,mmettendo di aver visto “Maria Braun” solo dopo la realizzazione del suo film, vi ha notato delle consonanze). C’è forse la stessa atmosfera drammatica che ha caratterizzato dappertutto, nel dopoguerra, la fase della ricostruzione, foriera di mille e più speranze, ma portatrice di altrettante disillusioni. Ciò che ci ha impressionato di più è stata la capacità di narrare una vicenda sentimentale, senza cadere nel fumettone romantico, ambientata in un momento di intenso dibattito politico, senza per questo incappare in un’opera di agiografia filo-socialista. Anzi, nel rapporto fra i due protagonisti della vicenda narrata, Tomislav (eroe della Resistenza, membro dell’Ufficio Speciale della Milizia Popolare) e Bebèe (danzatrice di balletto classico, appartenente ad un ceto medio-borghese), la politica non è mai preponderante rispetto all’amore.

fine parte ottava – 2….continua

Post dell’autore: Nel prossimo blocco termineremo l’articolo sul cinema jugoslavo e continueremo con quello magiaro.

Joshua Madalon

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All’anema d”a palla (diffidate dalle fanfaronate e dalle promesse mirabolanti)! Bufale ecologiche a cielo aperto!

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All’anema d”a palla (diffidate dalle fanfaronate e dalle promesse mirabolanti)! Bufale ecologiche a cielo aperto!

Sarò breve. Anche perché ho scritto già qualcosa in merito alle sciocchezze che verranno messe in campo dai “venditori di tappeto” di Destra e di Centrosinistra. E qualcuno ha già protestato, piccato per la verità che evidentemente esprimevo.

Ma, davvero, facciamola finita!

Smettiamola di prendere in giro la gente travestendosi da ecologisti, difensori dell’ambiente, con lusinghieri apprezzamenti alla giovane leader svedese alla quale idealmente si porgono cadeaux. Queste sono sporche strumentalizzazioni della specie più bassa.

Davvero, allora, smettiamola di raccontare balle, fandonie.

La realtà è molto più chiara di quanto non possa apparire.

D’altra parte, bisogna essere seri e dire che il Progetto principale su cui si innesta il Programma di Governo del Centrosinistra, cioè il Piano operativo, è costituito da una serie di ammiccamenti sia al mondo imprenditoriale, soprattutto edilizio, sia ai difensori dell’ambiente. Un colpo alla botte ed uno al cerchio, entrambi tuttavia inficiati da una serie di vincoli che non consentiranno la messa in opera sia dei progetti degli uni che degli auspici degli altri.
Con il sistema della compensazione sarà complicato costruire, e forse questo è un bene, anche perché i tempi di approvazione del Piano sono lunghi, più o meno un anno, e la sua durata non supera la prossima legislatura: è un Piano a tempo, giusto per costruire una campagna elettorale. Allo stesso tempo non sarà possibile procedere alla piantumazione di 180 mila nuovi alberi, non fosse altro che per i costi vivi e a regime di tale operazione.
Si tratta dunque di una bufala! Ed è evidente che ci si possa credere: le bufale sono costruite ad arte per accalappiare consensi.

E’ stato (ed è) lo stile “politico” anche dei pentastellati e dei leghisti. Ma il miglior modo per opporsi loro (lo dico a quei benpensanti che credono che l’unità a tutti i costi sia un valore: lo è se si basa sull’onestà culturale e politica: non lo è se si presume di essere i migliori senza confronto e senza ascolto, o con un falso ipocrita confronto ed ascolto).

Joshua Madalon

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 1

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 1

Da giovane. In tante altre pagine su questo Blog ho celebrato “Il mio Cinema”. Ho dedicato a quella passione una parte importante della mia vita. Anche in questi giorni continuo ininterrottamente a guardare film attraverso i mezzi domestici. Ma il titolo del post rimanda a quel che facevo quando avevo l’età dell’Alighieri all’inizio del suo viaggio nell’aldilà. Ero ancora a Feltre, dove insieme ad alcuni giovanissimi amici, cinephiles anche loro, avevamo fondato un Circolo di Cultura Cinematografica. Ne ho già parlato in altri post.
Per recuperare quella memoria trascrivo in questa ottava parte alcuni articoli scritti per una rivista del Nordest, “AREANORD”, curata da altri giovani.
In quegli anni alla fine della scuola frequentavo come “critico” alcuni Festival come quello di Pesaro, quello di Cattolica, quello di Venezia.
Gli articoli che vi presento riguardano Pesaro. La Mostra Internazionale del Cinema Nuovo era soprattutto un’occasione di studio sulle cinematografie. Per averne un’idea vi riporto il link dal quale potete recepire pur epidermicamente le caratteristiche.
Nel 1982 venne approfondita la cinematografia magiara e quella jugoslava. Era da poco morto il maresciallo Tito e di lì a breve si sarebbe dissolto il Paese in una guerra civile sanguinosa.

1.
La XVIII edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (12-20 giugno 1982) era quest’anno dedicata a due cinematografie poco presenti nelle nostre sale, quella magiara e quella jugoslava. La programmazione dei films presentati è stata suddivisa in quattro parti: nella stessa giornata, in perfetta concomitanza, venivano proiettati films e videonastri in quattro diversi punti. Questo ha comportato ovviamente nello spettatore una scelta da compiere di volta in volta e la conseguenza di tutto ciò è che si sono perse delle incredibili occasioni per seguire filmetti a dir poco mediocri. Poichè, da quel che si è visto, il cinema che è apparso più interessante è stato quello ungherese, ci sembra giusto, dopo le consuete e meritate lodi al Direttore della Mostra, Lino Miccichè, noto critico de L’Avanti!, formulare delle critiche nei confronti dell’organizzazione per quanto riguarda la scelta dei temi da trattare, delle cinematografie da presentare. Ci è apparsa infatti pretestuosa, e almeno non pienamente motivata la decisione di affrontare il duplice impegno del cinema ungherese e jugoslavo e non riescono a convincerci neanche le motivazioni riportate nell’introduzione fatta alla Mostra. Sarebbe bastato infatti dedicare questa edizione soltanto al cinema ungherese per offrire un’occasione “unica” ed irripetibile agli studiosi ed al grande pubblico: su 128 films presentati, ben 82 appartenevano all’Ungheria e 46 erano invece jugoslavi.
Quest’ultima cinematografia ha deluso, sia per la quasi totale bassa qualità del prodotto(escluso alcuni titoli che ricorderemo più avanti), sia per l’assenza forse di carattere opportunistico o per scelta, del cinema d’animazione, noto ed apprezzato in tutto il mondo, peraltro annunciato nel programma e non presentato: è probabile che, essendosi aperto negli stessi giorni il Festival di Zagabria (dedicato proprio a quel settore), gli organizzatori di quell’evento abbiano preferito tenere “in casa” le pellicole più importanti. Complessivamente, dunque, il cinema jugoslavo ha deluso ed anche il seminario che lo riguardava è stato meno seguito di quello ungherese.

…ottava parte – 1…continua

Joshua Madalon

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