GLI ESSERI UMANI sono tutti uguali

GLI ESSERI UMANI sono tutti uguali
di Joshua Madalon
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Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo ‘universo’, una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.

(Albert Einstein)

Quando si può, se non piove a dirotto o se fa tanto freddo o c’è un vento forte Gil e Mary escono a piedi anche solo per comprare un pezzo di pane. Non amano i piccoli supermercati vicini e quindi si allungano verso via Pistoiese fino alla Pam.
La giornata di sabato ha già l’aria di festa. Dopo alcune giornate di pioggia incessante c’è un’arietta freschina ma pulita; e non c’è vento. La palazzina dove abitano è impacchettata con impalcature ferrose ricoperte da drappi fatti di plastica tipo canapa per sacchi. Gli operai pur in una giornata semifestiva stanno lavorando a rifinire la base di alcuni balconi prima di procedere con la posa delle piastrelle.
Davanti al bar di fronte alcuni avventori osservano i lavori con il solito interesse dei nullafacenti, mentre sgranocchiano patatine e noccioline per il consueto rito dell’aperitivo. Da un balcone di fronte una giovane signora gentile accenna un saluto, al quale Gil e Mary cordialmente rispondono. Con un sorrisino beffardo rilevano come in modo ben diverso altri, nascondendo la loro maleducazione dietro una presunta timidezza, anche se salutat, sembrano non avvedersi della nostra esistenza. Ma la sorpresa è in arrivo lungo il marciapiede che Mary e Gil percorrono.
Prato – quando si andava in giro per il Paese negli anni passati – era nota per il “tessile”, per il “panno”; da qualche anno invece, allorché riveliamo la nostra dimora, “ci sono i cinesi?!” ci dicono rivelando l’incapacità ad approfondire altre caratteristiche, come la presenza di luoghi d’arte magnifici, di un Museo dedicato al tessuto, di un Teatro che ha vissuto grandi successi, di un Centro per l’Arte contemporanea unico al mondo per la sua “mission”.
Quando cammini, particolarmente nelle vie di San Paolo, ne incontri di cinesi! Ci sono anche due famiglie nel condominio di Gil e Mary, gente operosa e molto aperta all’Occidente, e non importa se tale ampiezza di vedute sia strumentale nella forma tipica dei “mercanti”.
Non è stato semplice avviare una convivenza condominiale, ma non lo è a prescindere dalle diverse nazionalità: ad esempio, nel contesto di cui si tratta, è più difficile il rapporto tra la gran parte degli altri, autoctoni o comunque immigrati interni come Gil e Mary. Diverse questioni, a partire dal corretto conferimento dei rifiuti, per il quale tuttavia non vi è stata cura da parte dell’ente preposto a tali controlli.
Un raggio di sole illumina lo stretto marciapiede attraverso il sorriso di una piccola bimba, tenuta per mano dalla mamma, che già da qualche metro agitava la manina per mostrarsi a Gil che in realtà era stato distratto da alcuni suoi pensieri e vagava con la mente. Gil infatti se la ritrova direttamente abbarbicata ad una delle sue gambone. Vuole essere sollevata, ricorda Gil di averlo fatto con i propri figli che ora sono molto grandi e, anche se non obesi, pesanti. La solleva e la bimba lo abbraccia come se fosse pratica consueta, quella con un nonno o con uno zio. Sprizza energia attraverso gorgheggi come un uccellino…..

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ALTRE STORIE 2 (un impegno per la PACE e per la Conoscenza contro la violenza e le guerre)

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ALTRE STORIE 2 (un impegno per la PACE e per la Conoscenza contro la violenza e le guerre)

C’è un modo sublime, straordinario, di impegnarsi per costruire la Pace, e non è quella di andare armati in luoghi di “guerra” e di “violenza” anche se nominalmente a difesa di popoli oppressi, come tante volte hanno fatto tanti giovani, alcuni dei quali impropriamente sono stati descritti come “eroi” dopo aver perso la vita. Grande pena per parenti ed amici, ma non riesco a riconoscere come paladini della pace e delle libertà simili personaggi. Ben diversa è la scelta di quelle persone che hanno deciso di dedicare la loro vita, anche se in luoghi di guerra e di violenze, alle popolazioni che hanno bisogno di Tecnologie e di Culture per poter costruire il loro futuro.
Nabila Breir è stata una di queste.

Proseguo il trattamento del tema delle tecnologie a servizio dei progetti educativi, così come le interpretavo negli anni Ottanta a Prato. Questo fu il mio intervento svolto tra il 18 ed il 22 maggio 1988:

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NUOVE TECNOLOGIE…. VERSO IL 2000

Introduzione

La dizione “nuove tecnologie” è così ampiamente generica da richiedere in apertura una precisazione: il mio intervento è riferito alle nuove tecnologie elettroniche cineaudiovisuali nell’ambito della riproduzione e fruizione delle immagini in movimento e l’ambito di riferimento cui è diretto è quello dei progetti didattico-educativi, nel senso più ampio. Nel passaggio dagli Anni Settanta agli Anni Ottanta si è verificato un cambiamento di tendenza estremamente importante nella socieà italiana: si è cioè passati da una politica sociale e culturale rivolta all’esaltazione dell’ “effimero” ad un diverso tipo di intervento che puntasse maggiormente sull’impegno e sulla concretezza, contrapposto ad un’astrattezza e ad una passività (nell’ambito della fruizione) che avevano contraddistinto fortemente il precedente periodo. Il riflusso che è alla base di questo mutamento di direzione culturale fu innescato da circostanze non proprio felici fra le quali vanno annoverate la crisi economica, la crisi politica e sociale, il terrorismo, la liberalizzazione delle emittenze radiotelevisive. Infatti, soprattutto nelle grandi città è apparso sempre più difficile portare fuori la gente dalle loro abitazioni particoralmente di sera e la spesa culturale è andata sempre più ridimensionandosi: da qui è derivato che occorreva spendere meno ma spendere meglio, realizzando interventi che non fossero fini a se stessi. Parlare di nuove tecnologie in maniera generica finisce con il creare quasi sempre una grande confusione; gli stessi addetti ai lavori potenziali hanno difficoltà semplicemente a riferire di cosa si tratti e, quando pure una minoranza ne sappia fare l’elenco, è una successiva molta ridotta percentuale di essa a saper descrivere l’uso pratico e soprattutto didattico di questi strumenti. Eppure, all’interno dell’ordinamento scolastico italiano, non è previsto l’adeguamento ufficiale del personale, sia quello docente sia quello di supporto tecnico, e tale “aggiornamento” è riservato in modo esclusivo alle capacità individuali, alla buona volontà e particolare sensibilità, alla disponibilità di tempo e di denaro personale del docente: appare chiaro che nelle rivendicazioni categoriali questo aspetto (che non va certamente riferito in modo stretto all’ambito della nostra discussione) assume una forte rilevanza; il docente avverte la necessità, per mettersi in linea con i tempi, che gli venga riconosciuta in modo specifico una valenza educativa più complessa e più ampia, se non diversa tout court, che vada al di là del rapporto diretto con i suoi allievi, pur rimanendo questo compito altamente prioritario.

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ALTRE STORIE 1

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ALTRE STORIE 1

Come annunciavo nel post del 7 novembre nell’impostare un discorso intorno alla necessità di strutturare un nuovo Progetto di Educazione degli Adulti farò riferimento agli Atti del Seminario “Strategie per uno sviluppo generale dell’educazione degli adulti. Verso un 2000 educativo” svoltosi a Prato nel maggio del 1988. Pubblicherò poi il mio intervento e vi farò seguire un’idea sui bisogni consapevoli e/o inconsapevoli dei cittadini, sia quelli che da generazioni vivono questi territori sia quelli che invece vi sono da pochi anni, sia appartenenti alla nazionalità italiana sia a quelle non italiane, ma che comunque abbiano bisogno di approfondire la conoscenza della lingua e delle storie, offrendo innanzitutto in cambio le loro specifiche conoscenze mettendole insieme nello stesso comune crogiolo inter-multiculturale.

Dalla presentazione del prof. Federighi:

“…..A partire dal 1986, a Prato si è dato vita ad un controllato processo di costruzione di un sistema urbano di educazione degli adulti che, oggi, ha oramai superato il primo quinquennio di attuazioni. La ricerca, impostata da De Sanctis assieme ai suoi collaboratori ed a Massimo Bellandi e Doriano Cirri, prospetta obiettivi e tappe di attuazione che giungono fino all’anno 2000. Oggi, a sei anni dal suo inizio, dopo aver percorso le prime fasi del suo processo di attuazione alcune risposte alle principali questioni fondanti la ricerca sono state date.
Realizzando attività educative organizzate per oltre mille cittadini ogni anno – per la maggior parte nel campo dell’educazione formale – sono state messe a fuoco le ragioni che finora hanno impedito o non hanno lasciato emergere le aspirazioni dei cittadini verso uno sviluppo intellettuale generale.
A partire dal ruolo di programmazione e di diretto rapporto con i problemi della gente, di gestione di servizi comuni ai diversi agenti educativi locali, si è definito, sia sul piano teorico che pratico, il ruolo di un Comune rispetto alle aspirazioni educative dei propri abitanti. Si è precisato come sia possibile dare inizio ad un processo formativo nel campo dell’educazione degli adulti a partire dal Comune. Ciò sia nella prospettiva di una ripartizione di competenze con le amministrazioni pubbliche sovraordinate, che nella possibile loro latitanza. Nello stesso tempo, praticando il superamento della contrapposizione tra accentramento e decentramento, tendendo a far assumere a ciascuno le proprie competenze – dai consigli di circoscrizione agli organismi nazionali ed internazionali – si è riusciti a raggiungere obiettivi sociali più avanzati……Il seminario – progettato e organizzato con Filippo M. De Sanctis, Doriano Cirri e Manuela Borchi – fu dedicato, come ricorda De Sanctis nell’Introduzione qui pubblicata, a Nabila Breir, educatrice degli adulti, che con noi aveva cooperato per la creazione dell’Associazione Mediterranea di Educazione degli Adulti, uccisa a Beirut.”

In relazione a questa dedica riporto il paragrafo conclusivo dell’Introduzione del prof. De Sanctis qui sopra richiamata. Il suo titolo assume un profondo ed inequivocabile significato: non c’è Cultura senza la Pace. E la Pace ha inizio e completamento all’interno delle Conoscenze e delle Culture.

E’ il paragrafo cinque, quello conclusivo dal titolo “A dedication for peace“

In the name of the Mediterranean Adult Education Association, I wish to ask participants to dedicate this seminar to the name of Nabila Breir. Nabila was an Arabian colleague who on the 18th of December, 1986, in Beirut, on his way to work, was barbarously assassinated. I met Nabila in Paris during the last assembly of UNESCO. On that occasion he worked towards establishing on behalf of the Association relations between Arabs and Israelis. Together we thought that neither yesterday’s or today’s conflicts should prevent us from working towards peace for tomorrow. The International Council for Adult Education has created a prize dedicated to the memory pf Nabila Breir. We invite you to join us in this enterprise.

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ALTRE STORIE

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ALTRE STORIE

Su questo Blog in un mio post del 31 ottobre u.s. http://www.maddaluno.eu/?p=10467 proseguendo a parlare di alcune iniziative svolte a Feltre nel 1982 annunciavo come operatore del Circolo di Cultura Cinematografica “La Grande Bouffe”

“……..nostre iniziative future, ad esempio quella che interesserà particolarmente il mondo della scuola e l’uso corretto didattico dei mezzi audiovisivi, che in dettaglio presenteremo al Provveditore agli Studi di Belluno, all’ IRRSAE, al Consiglio Scolastico Distrettuale n.4, ai Direttori Didattici ed ai Presidi. La necessità di un approfondimento di studio su questi temi è tanta ed è comprovata da una parte dall’importanza che hanno assunto, e vanno assumendo sempre di più, i mezzi audiovisivi, dall’altra dall’imperizia della maggior parte degli operatori scolastici nell’essere in grado di adoperare correttamente tutta la più o meno complessa serie di attrezzature che, pur acquisite dai singoli Istituti, giacciono molto spesso inutilizzate negli sgabuzzini e nei sottoscala delle varie scuole.“
E poi con una nota a piè di pagina scrivevo

“nda: Nei mesi successivi mia moglie ebbe il trasferimento a Prato ed io la seguii con un’assegnazione provvisoria a Empoli. E tra Prato ed Empoli iniziarono altre storie.”

Ecco, dunque alcune delle altre storie.

A Prato nel 1988 seguendo quelli che erano i miei specifici intreressi, all’interno dei quali sviluppavo competenze, ho potuto portare il mio contributo ad un Seminario internazionale promosso dal Comune di Prato, dall’Università degli Studi di Firenze, dall’Istituto di Pedagogia con il patrocinio della Comunità Economica Europea, del Ministero della pubblica Istruzione, dalla Direzione generale degli scambi culturali, dall’Associazione Intercomunale Area Pratese. Il seminario si svolse dal 18 al 22 maggio.
Durante il periodo “feltrino” ero stato protagonista della “stagione” delle 150 ore e contemporaneamente avevo costruito progetti e iniziative culturali cinematografiche sempre tenendo presente la funzione didattica dei mezzi audiovisivi. A Prato avevo partecipato da protagonista alla fondazione del Terminale e proseguivo la mia attività nel mondo degli audiovisivi utilizzati come strumenti culturali. Prato, attraverso la grande attenzione civile e sociale, tesa al recupero delle conoscenze disperse in tempi nei quali il lavoro portava via dal mondo dell’istruzione molti giovani prima che avessero concluso il ciclo di studi, aveva avviato, già da alcuni anni, percorsi di rialfabetizzazione rivolti agli adulti, grazie alla sensibilità di una classe dirigente politica ed amministrativa di altissimo livello (Liliana Rossi, Anna Fondi, Ivana Marcocci, Eliana Monarca, Massimo Bellandi sono solo alcuni dei nomi di amministratori, quasi tutti da me incontrati in quegli anni). La collaborazione con l’Università, in particolar modo con Francesco Maria De Santis, Paolo Federighi e Paolo Orefice era stata preziosissima ed aveva prodotto grandi risultati ed aspettative.
Anche per fermare lo “stato delle cose” e stimolare il processo si svolse dunque il Seminario “Strategie per uno sviluppo generale dell’educazione degli adulti. Verso un 2000 educativo” al quale ebbi la fortuna e l’onore di partecipare con un mio specifico intervento dal titolo “Nuove tecnologie…verso il 2000” all’nterno della Sezione che si occupava di “Nuove tecnologie audiovisive e sviluppo dell’educazione degli adulti”.
Nel prossimo post riporterò alcune parti della Presentazione curata dal prof. Paolo Federighi e dell’Introduzione del prof. Filippo Maria De Santis.

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LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO ED IL LAVORO DI COMPARTECIPAZIONE CHE CURAVANO (DA UN’ESPERIENZA DIRETTA) – UN NUOVO DOCUMENTO- PARTE 11 e finale

LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO ED IL LAVORO DI COMPARTECIPAZIONE CHE CURAVANO (DA UN’ESPERIENZA DIRETTA) – UN NUOVO DOCUMENTO- PARTE 11 e finale

11.
Dimenticheremo qualche aspetto inevitabilmente, ma possiamo assicurare che quando eravamo al termine della legislatura e ci siamo guardati indietro non credevamo neanche noi di aver avuta tanta energia per poter produrre, in cinque anni, tante occasioni nuove nel settore ampiamente culturale e ci spaventava soprattutto un’ipotesi, che non era legata soltanto a personali egoistiche normali rendite di posizione: che, se si fossero perse le elezioni, non avremmo potuto proseguire in questa nostra opera.
Noi infatti crediamo fermamente che una sana azione formativa e culturale garantisca ai cittadini, siano essi giovanissimi, giovani o meno giovani, siano essi uomini o donne, siano essi italiani o stranieri, siano essi cattolici o mussulmani, una maggiore serenità, un senso di maggiore sicurezza.

La nostra città è profondamente cambiata in questi ultimi cinque anni: anche la presenza di nuovi cittadini sta divenendo sempre più un fatto normale, Prato sta assumendo l’aspetto di una città multietnica come le grandi città europee. Il nostro territorio si è fortemente modificato in meglio: i problemi di certo non mancano e saranno affrontati da noi in questa legislatura; la viabilità, pur con qualche elemento di criticità, sta migliorando; il sistema delle piste ciclabili lungo il fiume Bisenzio consente ai cittadini la fruizione di parti del territorio che prima non conosceva; anche la collina e la montagna sono più vicine con il percorso del Pedecollinare e l’asfaltatura della strada che porta a Poggio Castiglioni; nella prossima legislatura di certo completeremo il progetto della Stazione Centrale con la definitiva acquisizione e trasformazione dei Magazzini Merci; allo stesso modo andranno risolti i problemi di Viale Marconi e realizzate alcune idee emerse dal progetto di Urbanistica Partecipata a Mezzana. In ogni caso noi che veniamo dall’esperienza degli ultimi anni, siamo responsabili di quanto realizzato e di quanto non ancora realizzato, ma decisamente non possiamo negare che vi abbiamo contribuito con le nostre idee, con i nostri progetti, con la nostra passione.
Se vogliamo fermarci a riflettere, non possiamo fare a meno di dire che, pur non essendo del tutto soddisfatti, abbiamo costruito nuovi percorsi, abbiamo continuato progetti già tracciati, abbiamo concorso a migliorare la percezione culturale in questo territorio. Basterebbe soltanto sapere, infatti, che in questa legislatura il nostro sito www.comune.prato.it/circoscrizioni/est è stato il più visitato e consultato: ed esso è contrassegnato quasi esclusivamente da notizie di carattere culturale relative alle nostre iniziative.

Abbiamo tralasciato volutamente di menzionare i grandi contenitori (il Natale e l’Estate), anche se è importante poter dire che in questa ultima estate abbiamo coinvolto con i progetti diretti o indiretti cui abbiamo contribuito tanti luoghi della nostra Circoscrizione, dalla Piazzetta della Castellina al Cantiere, dal Circolo La Macine a quello de La Querce, da Gonfienti alla Pier Cironi, dalla Piazza della Stazione alla Tenda di Mezzana, dove ci troviamo. E poi ci sono stati tanti eventi, alcuni di carattere addirittura nazionale ed internazionale, inseriti nelle Natalogie.

Conclusioni

Siamo qui anche per poter continuare e migliorare tutto questo; lo faremo in questa Circoscrizione con voi ed insieme a voi cercheremo anche di svolgere un ruolo che non ci isoli dal resto della città e ci consenta di raccogliere i successi che possano accrescere il valore culturale di questo territorio.

Purtroppo negli ultimi giorni, ma a dire il vero per tutto questo anno, si sono avvertiti gli inviti a volte appena sussurrati a fare molta attenzione alle spese. In effetti, si può dire che la Circoscrizione, ma non solo quella Est, non ha mai speso un euro in più di quelli assegnati come budget all’inizio dell’anno. Dunque? Dunque, gli inviti che nelle ultime ore appaiono delle vere e proprie imposizioni, e non si parla di non spendere in più ma di non spendere per niente, non possono essere accolti senza aggiungere poi che tale decisione sarebbe un vero e proprio attacco al decentramento. Anche perché con i tagli sul budget già assegnato l’Ente Locale non ricava che poche misere briciole, con il rischio che non si andrà a colpire laddove davvero forse ci sono gli sprechi. Inoltre sarebbe bene che una volta per tutte l’Ente Locale e le forze politiche che lo amministrano svolgessero una seria verifica andando a bilanciare costi e ricavi e soprattutto andando a valutare la capacità di spesa sia quantitativa che qualitativa che è espressa da una Circoscrizione, il cui lavoro sul territorio è prezioso, svolto come è sia per assenza sia per delega del Comune e della Provincia.

Dopo aver chiarito tutto questo, occorrerà da subito affrontare un ulteriore approfondimento su tutta la linea sul futuro del decentramento. Ritengo sia improcrastinabile tutto questo se non vogliamo abdicare al ruolo che ciascuno di noi ha scelto al momento dell’adesione alle liste per questo Consiglio Circoscrizionale.

– Prof. Giuseppe Maddaluno
– presidente della Commissione Formazione e Cultura
– della Circoscrizione Est del Comune di Prato

C’è un “populismo” buono?

C’è un “populismo” buono?

La domanda non attende risposte rassicuranti. C’è chi potrebbe pensare che sia strumentalmente diretta per giustificare qualsiasi tentativo di “ascolto” da parte della Politica dei problemi generali e particolari della gente. C’è chi invece potrebbe immediatamente affermare che non esista una forma di “populismo” nell’ambito della Sinistra e che questa modalità politica appartiene in modo esclusivo alla Destra o al più a movimenti di nicchia “autoreferenziali”. In effetti la domanda contiene una risposta e serve dunque solo ad ottenere una risposta “positiva”, distinguendo in partenza un “populismo” collegato a chi intende far crescere il dissenso verso chi governa ed un “populismo” inteso come “presa in carico” delle urgenze e dei bisogni primari della parte più debole del Paese.
Comprendo che, come tanti altri –ismi, anche questa parola ha assunto un suono significante negativo; ma, come per altri –ismi, il giudizio sfavorevole è, a mio parere, profondamente ingiusto.
Non si può aspettare – in modo benevole e passivo – cosa sanno “fare” quelli della Destra. Bisogna “fare” quello che è compito della Sinistra. La Destra avanza proposte ma per realizzarle dovrebbe comprimere ulteriormente le potenzialità dei ceti medi. Basterebbe riflettere su come si amministra un semplice “bilancio familiare”, quello in cui entrano da duemila euro in più al mese, quelle famiglie che hanno perlomeno un membro che lavora o percepisce una somma mensile intorno ai 1500/2000 euro.
Tra “entrate” e “uscite” l’equilibrio deve essere mantenuto. E allora? Se per fare un piccolo investimento (una nuova auto, un elettrodomestico, una nuova cucina come “ambiente”) servono nuove “entrate” cosa si fa? Si reperiscono le risorse necessarie prima di intervenire nella spesa.
Nello Stato per reperire fondi si applicano nuovi balzelli oppure si attuano scelte restrittive verso coloro che evadono – o eludono – il fisco. E c’è molto poco da fare: anche nel recupero di somme ingenti dagli evasori parziali o totali il peso di tali interventi graverà sugli “onesti”. A meno che non si attui una riforma fiscale “totale”, che consenta al cittadino di avvalersi di detrazioni corpose al momento della dichiarazione annuale dei redditi. In pratica un cittadino dovrebbe poter scalare dal complesso delle tasse per intero la “cifra” in più che un qualsiasi artigiano, professionista o detentore di partita IVA che presta un servizio aggiunge alla sua parcella. L’evasione – o elusione – avviene solitamente in modo molto “riservato” ed è per questo motivo che è difficile colpirla. Diversamente nei luoghi pubblici l’assenza dello “scontrino” può essere verificata in modo molto diretto da qualsiasi cittadino e semmai segnalata. Ovviamente il cittadino contribuente non dovrebbe comunque mai essere “a credito” con lo Stato, accontentandosi di avere comunque svolto un ruolo attivo nel recupero.
Quanto ai nuovi balzelli bisogna stare allo stesso modo attenti. Uno tra i tanti “facili innamoramenti” del popolo italiano è quello che gira intorno al tema “plastic free”. Su questo tema, come su tanti altri, ho da sempre pensato che si è, come italiani, tremendamente in ritardo. Ne parlerò in un prossimo post.

LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO ED IL LAVORO DI COMPARTECIPAZIONE CHE CURAVANO (DA UN’ESPERIENZA DIRETTA) – UN NUOVO DOCUMENTO- PARTE 10

LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO ED IL LAVORO DI COMPARTECIPAZIONE CHE CURAVANO (DA UN’ESPERIENZA DIRETTA) – UN NUOVO DOCUMENTO- PARTE 10

….vorrei ricordare che il documento è datato 5 ottobre 2004………..

10.

Non possiamo dimenticare di accennare al nostro gruppo Teatrale: in effetti tutto è nato con un Laboratorio che si è svolto presso la Circoscrizione e poi ha dato vita ad una performance originale che ancora oggi gira per la città, si parla di “Squisio”; l’anno scorso il Laboratorio ha prodotto “Il Carro di Mangiafuoco”, uno spettacolo non solo per bambini, e si è esibito in diverse occasioni; quest’anno è stato prodotto invece una lettura originale del “Sogno di una notte di mezza estate” ed ha avuto un enorme successo. Gli operatori più importanti sono Andrea Bianconi, Stefano Cangioli e Viviano Vannucci ma il gruppo, partito da una non assoluta conoscenza del fare teatro (a parte i tre operatori sopra menzionati) ha acquisito tale esperienza da poter operare con grande sicurezza. Di notevole spessore qualitativo sono stati gli interventi di Viviano Vannucci su Nara Marconi e di Stefano Cangioli sulla Direttissima.

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Straordinaria importanza avrà uno dei prossimi impegni del Gruppo: Viviano Vannucci, fresco di una straordinaria esperienza di aiuto regista con il grande Cesar Brie, ha vinto il concorso indetto dal Metastasio con un progetto su don Milani (la qual cosa ci coinvolge anche emotivamente) e produrrà a maggio 2005 con attori professionisti un lavoro teatrale. Questa potrebbe essere anche l’occasione per utilizzare sia con ruolo di comparse o per piccole parti alcuni dei partecipanti ai corsi indetti. Fra qualche giorno partirà peraltro il nuovo corso da noi per ora soltanto patrocinato, i cui primi incontri potrebbero essere svolte qui, in questa sede.

Fra le iniziative che già erano state avviate ma in tono decisamente minore vi era il Premio “Franco Morbidelli” dedicato ad un cittadino del nostro territorio (era stato anche Presidente di uno dei Quartieri) che si era distinto, oltre che per la sua simpatia e la sua capacità politica ed amministrativa, per la professionalità con la quale si occupava di grafica, di fumetti, di cartoni animati, di pittura e di scultura: un artista a 360 gradi. A lui era stato dedicato un Premio di pittura che aveva avuto un discreto successo di partecipazione; tuttavia è stato proprio nel corso della legislatura 1999\2004 che il Premio ha potuto avere una risonanza non solo locale e la partecipazione è stata allargata alle scuole medie superiori. Inoltre una delle edizioni è stata dedicata al Morbidelli autore di documentari e filmati di servizio. I materiali vincitori sono sparsi sulle pareti della Circoscrizione ed hanno un valore piuttosto consistente. In due occasioni abbiamo scelto come tema quello della donna “Donna in un mondo di pace e solidarietà” ed abbiamo partecipato in modo diretto all’organizzazione della Festa della Donna, come si può vedere dal Manifesto ufficiale del 2002. A Morbidelli vorremmo dedicare, insieme alle altre Circoscrizioni di Prato e con la partecipazione di Comune e Provincia, con un’iniziativa da svolgersi nella Circoscrizione Centro (si pensa alla sede della Circoscrizione in via dell’Accademia), una retrospettiva totale con l’esposizione delle sue opere, la proiezione dei suoi documentari di servizio e la realizzazione di un catalogo.

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UNO e DUE

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UNO e DUE

1.

Cosa fare? Non ho intenzione di gareggiare con Lenin ma in ogni caso non possiamo evitare questa domanda rivolta a noi stessi. E, dunque, “cosa fare” e non solo “che fare?”, anche se la realtà con la quale stiamo confrontandoci – pur non essendo paragonabile tout court a quella dei primi anni del secolo scorso, è altrettanto foriera di oscuri presagi.
Occorrono ampie interlocuzioni nell’ambito della Sinistra. Ho dato la mia disponibilità personale ad interloquire con quella parte di Partito Democratico disponibile ad un profondo reale cambiamento rispetto alle fasi recenti renziane, che hanno evidenziato volontà centriste sempre più elitarie ed esclusive sempre meno attente ai reali bisogni delle parti più emarginate ed indebolite del Paese, che hanno subito l’attrazione della Destra populista e regressiva. E’ estremamente importante analizzare nel profondo i motivi per cui una larga parte di elettorato si orienta verso la Destra retrogada rappresentata da Matteo Salvini. Contemporaneamente tuttavia occorre agire mettendo in campo una progettualità di Sinistra che corrisponda alle loro richieste. C’è una sensazione, e forse più di “una sensazione”, che siano stati abbandonati per sopraggiunta incapacità di una leadership tesa a difendere i propri “fortini” come se fossero inespugnabili; ed è per questo che, oltre la incapacità, c’è una sottovalutazione dei problemi collegata ad una autosopravvalutazione.
Raccontare tutto questo, con l’esperienza personale, comporta la profonda amarezza di dover sottolineare il fatto che già dalla nascita del PD erano state evidenziate le contraddizioni che sono “scoppiate” in modo fragoroso all’avvento del renzismo. Questo Partito così come è “ora” non può funzionare come “difensore” dei più deboli; anche l’uscita di Renzi e di pochi altri non ne ha cambiato la fisionomia. Va rifondato. L’ho scritto nel corso della campagna elettorale delle amministrative pratesi e sono stato oltraggiato. Mi fa piacere però sentire in questi giorni voci che mi darebbero ragione. In questa direzione sono disponibile a contribuire “dall’esterno” ad avviare un nuovo viaggio.

2.

Ci sono forze politiche “di massa” come il PD (per capirsi sono quelle che raggiungono risultati a doppia cifra nei consensi “elettorali”) che non possono giustificarsi nè a livello locale nè a quello nazionale per tutto quello che accade: quasi sempre ne sono partecipi e complici non succubi. Ci sono d’altra parte forze politiche “testimoniali” come Potere al Popolo, LeU o Sinistra Italiana (per capirsi quelle che a stento superano il 3% quando va bene) che navigano nel sottobosco delle minoranze oppositive, assumendo il compito costituzionale di evidenziare i problemi facendoli emergere in tutta la loro gravità.
Ovviamente mi fermo nella parte “mancina” che è quella che mi interessa e coinvolge: troppe volte la forza di maggioranza, impegnata nelle sue navigazioni governative locali e nazionali non ascolta le “voci” e tira avanti perseguendo i suoi obiettivi che finiscono per emarginare le parti più deboli del Paese. Sarebbe opportuno trovare il tempo per fermarsi, anche solo per un piccolo spazio di tempo, e ragionare sui disastri che si compiono nel corpo sociale quando si va avanti senza osservare, senza ascoltare: e dire che con i “social” questa operazione è molto più semplice. Tutti i giorni, tutte le ore, ogni minuto ed ogni secondo sui principali “Social Network” il dibattito ferve ed il battito della vita procede. Chi è in grado di intercettarlo, ascoltarlo e interpretarlo ha gli strumenti per vincere. Troppe volte, però, si alzano steccati da parte di difensori di ufficio (le “mosche cocchiere” che tutto sanno) e si finisce per trascendere in modo poco utile.

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LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO ED IL LAVORO DI COMPARTECIPAZIONE CHE CURAVANO (DA UN’ESPERIENZA DIRETTA) – UN NUOVO DOCUMENTO- PARTE 9

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LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO ED IL LAVORO DI COMPARTECIPAZIONE CHE CURAVANO (DA UN’ESPERIENZA DIRETTA) – UN NUOVO DOCUMENTO- PARTE 9

….vorrei ricordare che il documento è datato 5 ottobre 2004………..

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Ben diverso e alterno è stato il rapporto con il Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci”. Ottimo all’avvio, come dimostra anche il fatto che è stato sopra riferito, allorquando a dirigere dal punto di vista artistico il Centro vi era il prof. Bruno Corà e Presidente era Italo Moscati. Con loro due il feeling è stato ottimo ed abbiamo anche realizzato per due anni di seguito, nel 2000 una serie di incontri sul rapporto arte – malattia (Anoressia – Bulimia) con una performance dell’artista Sandra Tomboloni, nel 2001 una nuova serie di incontri di interesse filosofico sull’Estetica “L’ Educazione Estetica – Un progetto per le generazioni presenti” ed una installazione di Mario Bottinelli Montandon. Entrambi, Tomboloni e Montandon, giovanissimi artisti già affermati, che abbiamo poi trovato nelle collettive che sono state ospitate dal “Pecci” negli anni seguenti. Con la partenza di Corà e Moscati non siamo stati in grado, sia a livello circoscrizionale sia intercircoscrizionale, di riprendere i rapporti per reciproche difficoltà. Abbiamo intenzione di riavviare i contatti e ne abbiamo già parlato con il nuovo Assessore alla Cultura.

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Nell’ambito del Coordinamento delle Commissioni Cultura chiederemo un incontro con il prossimo Presidente del centro, una volta che sarà chiara la sua identità.

Un’attività che è stata sostanziale nel corso di questa legislatura e l’ha davvero caratterizzata in pieno è quella dell’organizzazione delle “Passeggiate”.
Fra gli obiettivi prioritari che questa Circoscrizione si era prefissati c’era la migliore conoscenza del territorio in tutti i suoi diversi aspetti, da quello naturalistico a quello economico, da quello culturale e storico a quello antropologico.
A questa esigenza ha corrisposto l’iniziativa voluta soprattutto da Mauro Franceschini che ha ideato il Progetto “Passeggiate fra Storia e Natura” insieme al geologo Maurizio Negri. Nell’organizzazione, oltre alla Circoscrizione, sono coinvolti i due Circoli de La Macine e della Querce, la Pubblica Assistenza e tanta tanta gente comune, il cui numero è in continua progressiva crescita. Il lavoro che svolgono è preziosissimo anche perché ci permette un controllo sul territorio soprattutto quello pedecollinare e montano ed è stato tale in occasione del tremendo incendio che si verificò lo scorso anno e che ha messo a repentaglio gli abitati fra la Macine e la Cementizia. A questo progetto abbiamo dedicato una pubblicazione davvero stimolante, che può essere un primo assaggio per la conoscenza del nostro territorio per chi volesse percorrerlo: per tutte queste ragioni siamo convinti che occorra proseguire in questa attività riservando una parte delle energie per avvicinare le giovani generazioni ad una più corretta educazione ambientale, ed un primo passo è stato quello di far conoscere le “Passeggiate” ai giovani del Consiglio Circoscrizionale, che avevano espressamente chiesto fra le scelte che avevano proposto di conoscere il territorio in modo più corretto e scientifico.

Abbiamo appena incontrato il nuovo Assessore al Turismo della Provincia, Roberto Rosati, cui abbiamo chiesto di proseguire l’impegno che eravamo riusciti ad avere dal suo predecessore, Alessandro Attucci.

Fra le tante attività organizzate dalla Circoscrizione hanno avuto poi una grande risonanza i due Corsi di Ceramica curati dal prof. Edoardo Bruno e dalla prof.ssa Rosina Scarpino. Essi si sono svolti presso il Circolo “La Pietà” e sono stati seguiti da un gran numero di persone. Il secondo Corso ha peraltro prodotto un’opera “L’Albero della Vita” che è esposta all’interno della sede circoscrizionale. In prospettiva vorremmo realizzare un altro corso con l’idea di costruire i vari elementi di un Presepe.

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 7

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 7

…Questa iniziativa, che peraltro partiva da precise richieste da parte dei giovani di queste località, ha trovato delle resistenza inaccettabili, fra le quali vogliamo ricordare gli anatemi del parroco di Villapaiera, don Mares, al quale va perlomeno contestata l’incapacità di avanzare proposte alternative culturali adeguate nei confronti dei giovani e dei meno giovani, che avevano preferito, pur essendo credenti e praticanti, rivolgersi ad altri forse meno manichei del loro pastore. Ed è proprio un altro episodio, legato alla medesima iniziativa, che ci conferma nel nostro giudizio negativo espresso pocanzi: a Mugnai, subito dopo la conclusione del “Cine-giro”, un gruppo di giovani cattolici ha proposto un ciclo di film, mostrando in questo modo di aver colto lo stimolo insito nel nostro Statuto, in cui si legge che “il Circolo di Cultura Cinematografica ha per fine essenziale lo sviluppo e la diffusione della cultura cinematografica…”. Noi, infatti, crediamo che la pluralità di interventi offra maggiori garanzie di qualità e di democrazia, per cui siamo sinceramente contenti, allorquando altri organismi, o gruppi, avanzano delle proposte o realizzano progetti formativi interessanti e coinvolgenti, soprattutto per quel che concerne il settore cinematografico e degli audiovisivi in generale. Occorre anche ricordare che, accanto a proposte ben seguite, che ci hanno dato molta soddisfazione, ve ne sono state altre, che il pubblico ha disertato: intorno a queste abbiamo avviato tra di noi una lunga e dialettica discussione.

Per concludere questo primo intervento vorremmo già dire delle nostre iniziative future, ad esempio quella che interesserà particolarmente il mondo della scuola e l’uso corretto didattico dei mezzi audiovisivi, che in dettaglio presenteremo al Provveditore agli Studi di Belluno, all’ IRRSAE, al Consiglio Scolastico Distrettuale n.4, ai Direttori Didattici ed ai Presidi. La necessità di un approfondimento di studio su questi temi è tanta ed è comprovata da una parte dall’importanza che hanno assunto, e vanno assumendo sempre di più, i mezzi audiovisivi, dall’altra dall’imperizia della maggior parte degli operatori scolastici nell’essere in grado di adoperare correttamente tutta la più o meno complessa serie di attrezzature che, pur acquisite dai singoli Istituti, giacciono molto spesso inutilizzate negli sgabuzzini e nei sottoscala delle varie scuole.
Un’altra iniziativa, già preannunciata ufficialmente durante gli incontri di studio su Jean Vigo, riguarderà l’Avanguardia degli anni Trenta. Anche se la nostra particolare struttura associativa dovrebbe indurci a restringere il discorso su questi temi al solo ambito cinematografico, non potremo fare a meno di rivolgere la nostra attenzione a quei fenomeni artistici, musicali, letterari e filosofici che hanno contribuito notevolmente alla formazione di un’arte cinematografica, sempre più perfezionata tecnicamente, la cui piena comprensione oggi risulterebbe impossibile, senza la conoscenza di questi diversi apporti.
I lettori di “AREANORD” verranno informati con tempestività sulle prossime iniziative in calendario, che copriranno l’arco del prossimo anno della nostra attività.

=====giuseppe======maddaluno======feltre========28.06.1982

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nda: Nei mesi successivi mia moglie ebbe il trasferimento a Prato ed io la seguii con un’assegnazione provvisoria a Empoli. E tra Prato ed Empoli iniziarono altre storie.