POZZUOLI E LA PRIMA COSA BELLA – ITINERARI 2014

La prima cosa bella DSCF0019 DSCF0153 LEZIONI DI CINEMA extra (Ciò che il Cinema ha insegnato a me) Negli ultimi tempi dopo aver imboccato la strada della “pensione” mi ritrovo sempre di più il desiderio di recuperare antiche amicizie e di costruire nuovi rapporti con persone più giovani di me. Cioè quelle persone che, tornando io dopo circa quaranta anni in terra flegrea, non potrei riconoscere perché quando sono andato via o non erano ancora nate oppure erano così giovanissime da non averci potuto trattare. Mi sembrava, tornando sporadicamente in scampoli di vacanza a Natale o d’estate ancor più dopo che i “miei” non c’erano più ed i punti di riferimento anche quelli parentali si erano allentati, di vivere in un mondo di alieni con centinaia e centinaia di volti quasi del tutto sconosciuti con qualche eccezione lieve. Nelle discussioni familiari a tavola quando sono a Prato trovo lo stesso senso di spaesamento nelle parole di mia moglie che si irrita quando nomino qualcuno dei vecchi e nuovi amici, affermando che lei nella sua “vita” ha avuto  poche amicizie e che quindi io sto parlando di persone a lei ignote del tutto. A Prato sono ormai a lavorare intorno a progetti che contemperano la mia presenza a Pozzuoli; ne preparo alcuni che siano gestibili anche nel Feltrino in terra bellunese, dove ho lasciato mie tracce ed intendo recuperarle. Intanto a Pozzuoli insieme a Mariateresa Moccia Di Fraia, docente di Lettere e responsabile scientifica del Polo Culturale di Palazzo Toledo ed a Giuseppe Borrone, storico del Cinema ed organizzatore di eventi importanti come il “Cineforum” del Cinema “La Perla”, di cui si parla anche fuori regione, e del Concorso “A corto di donne” di cui parlerò in altro articolo, abbiamo confezionato una serie di incontri dal titolo “La prima cosa bella – Esordi d’autore”. L’idea che avevo lanciato, complice Luigi Zeno, responsabile per l’Amministrazione Comunale di Pozzuoli del Polo Culturale di Palazzo Toledo, cui per antica amicizia mi ero rivolto in una prima fase, alla prof.ssa Di Fraia poco prima delle feste natalizie del 2013 era quella di analizzare i percorsi formativi che hanno portato alcuni autori di Cinema a raggiungere il successo. In quel momento, come sono solito fare, già pensavo soprattutto a grandi autori ed in particolare miravo ambiziosamente a costruire una serie di occasioni per poter poi produrre anche un libro. L’idea non è tramontata nella mia testa e penso di avviare a breve un lavoro su questo specifico argomento. In effetti non avremmo potuto facilmente interloquire con gli autori a cui pensavo sia per motivi economici sia per motivi molto più concreti, dato che pensavo a Welles, Fassbinder, Truffaut, Clair, Renoir e qualche altro che non sono – anche da tempo – più fra noi. Diciamo che non scherzo, anche se a qualcuno potrebbe essere venuto il dubbio. Ma sono stati soprattutto i motivi economici e la diversità di idee (rispettabilissime concrete e convincenti) fra me e gli altri due organizzatori a portarci verso autori più raggiungibili perché più vicini al nostro territorio. Ho avanzato delle proposte, tutte accolte, ma due su tre di esse si sono vanificate in un “niet” in vario modo ed in un possibile loro recupero più in avanti. Dovevamo cominciare in gennaio ma per la non disponibilità dei primi due autori interpellati siamo arrivati alla fine di febbraio con un incontro riservato ai giovani cineasti locali. La proposta mi è piaciuta in modo particolare: avevo già studiato per presentare i due che avevano declinato l’invito ed ora mi ritrovavo di fronte a quattro (o cinque) perfetti – per me e per la mia evidente ignoranza – sconosciuti. Ed era necessario recuperare questa conoscenza rapidamente. Con i potenti mezzi a disposizione di chi, essendo lontano, bazzica su Internet, su Facebook in particolare, mi lanciai alla ricerca dei quattro, chiedendo loro un contatto e nel giro di tre-quattro giorni interloquivo già con loro o a telefono o su chat chiedendo lumi sulle loro produzioni; anche Giuseppe Borrone intanto mi passava alcuni dei filmati via mail. Non avevo alcun dubbio sulla qualità delle proposte già nella fase della scelta; ma vedere le produzioni, sentire e leggere le argomentazioni dei quattro giovani cineasti mentre mi trovavo ancora a Prato mi apriva un mondo per me del tutto sconosciuto e di ciò ringrazio i miei amici cooperatori, Mariateresa e Giuseppe. E così, prima di scendere a Pozzuoli, avevo già fissato con ciascuno di loro un incontro “diretto” per approfondire le loro scelte, le ambizioni, i loro percorsi di vita, i loro riferimenti culturali. Uno dopo l’altro li ho dunque incontrati e con loro ho discusso. La sede degli incontri “personali” è stata per Emma Cianchi e Carlo Guitto quella del Polo Culturale di Palazzo Toledo; per Costantino Sgamato l’incontro, al quale ha partecipato anche sua sorella Marina Sgamato, giovane e straordinaria esperta di fotografia ed eccellente fotografa, è avvenuto a casa mia mentre con Maria Di Razza la “location” è stata quella di casa sua. Parlerò di questi incontri e del primo appuntamento in un nuovo intervento. Tenete conto che nel mentre stringevo accordi con l’unico fra quelli contattati che mi aveva risposto positivamente, e cioè Giuseppe Mario Gaudino, regista e scenografo puteolano da alcuni anni in carriera produttiva, allo stesso tempo su suggerimento di Mariateresa avevo sentito lo studio MAD Entertainment di Napoli per Alessandro Rak e le possibilità di averlo ospite a Pozzuoli sono apparse immediatamente buone.     Giuseppe Maddaluno       in allegato il primo film di Costantino Sgamato, di cui parleremo più diffusamente in un nuovo articolo sulla sua società la BrainHeart e la sua produzione di alta qualità. “Mani” rivela anche la sua predilezione per la Poesia e la scrittura. Costantino è presente fra l’altro nelle opere della maggior parte dei film-makers flegrei di cui tratteremo.

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