LIBRI DI MARE LIBRI DI TERRA – FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI – IL PROGRAMMA COMPLETO

Manifesto Festival

Letteraturafestival “ Libri di Mare Libri di Terra “

Festival Itinerante nei Campi Flegrei
26/27/28 settembre 2014

Venerdi 26 settembre

Pozzuoli Rione Terra

h 16:30 Libri di mare Libri di terra dà il benvenuto agli incontri di scrittura, lettura, musica e teatro.

Saranno presenti Giuseppe Russo,editore e Francesco Durante,critico e Scrittore.

I luoghi saranno abitati dalla parola di : Alessio Arena, Antonella Cilento, Joseph Farrell, Matilde Iaccarino.

Voci di : Pasquale Ioffredo, Mariagrazia Liccardo, Wanda Marasco, Gea Martire.

Lady Marion legge Maurizio de Giovanni

Dopofestival al Bar Cannavacciuolo

Sabato 27 settembre

Villa Cerillo, Bacoli h 10.30

Lo sguardo della letteratura

Ne parliamo con gli scrittori: Davide D’Urso, Marco Ciriello , Riccardo Imperiali, Melania Petriello, Vincenzo Gambardella .

Conducono la conversazione Giuseppe Maddaluno e Luca Marano

Proiezione dei video di Claudio Correale e Aurelien Petit

Sulle tracce di Ian Fleming con Michelangelo Iossa e Antonio Tricomi, giornalista di La Repubblica.

h 13:30 Appuntamento sotto l’Arco Felice Vecchio. In collaborazione con
“Lux in Fabula”: Lip’s convivium

Pausa pranzo in un ristorante convenzionato con il Festival .

Villa Cerillo, Bacoli h 16.30

Primo incontro: Dove sta andando la letteratura oggi?

Rispondono gli scrittori :

Anna Barbato, Emilia Bersabea Cirillo, Giuseppina De Rienzo, Lorenzo della Fonte, Matilde Iaccarino, Pino Imperatore .

Guidano la conversazione Giuseppe Maddaluno e Angela Schiavone

Secondo incontro : Come nasce una storia? Come sono nate le storie degli scrittori:
Monica Pareschi, Maria Caterina Magliocca, Elisabetta Montaldo, Licia Giaquinto, Margi De Filpo.

Ne discutono con gli autori: Cinzia Caputo e Giuseppe Maddaluno

Intanto, a Villa Cerillo, in un altro luogo si produce:

Laboratorio di scrittura creativa a cura di Aldo Putignano e Giancarlo Marino.

E’ presente la scrittrice Chiara Santoianni. Incursioni collaborative degli scrittori del festival.

Chiesa di San Sossio, Miseno h 19:30

Nel suggestivo scenario dei gradoni della Chiesa di San Sossio:

Taranterra
un testo di poesia trasformato in spettacolo itinerante

di Mimmo Grasso
regia Massimo Maraviglia

con Ettore Nigro e la compagnia Asylum 2014

Lo sviluppo della serata dipenderà, poi, dal pubblico. Decideremo insieme cosa fare in base alle emozioni dello spettacolo. Il territorio dei Campi Flegrei offre la sua varia ospitalità.

Domenica 28 settembre

Teatro di Miseno- h 10:30

Presentazione del sito a cura dell’associazione Misenum.

E’ il momento della poesia e dei poetI

In zona intermedia, tra mare e terra, con accompagnamento del gruppo Mundu Rua, reading di:

Cinzia Caputo, Floriana Coppola, Federica Giordano,Vera D’Atri, Annamaria Farabbi, Bruno
Galluccio, Claudia Iandolo, Costanzo Ioni, Ketty Martino, Lory Nugnes.

Wanda Marasco : omaggio a Sovente

Arnolfo Petri : da “Memorie di Adriano” di Marguerite
Yourcenar

Aperitivo poetico

Pausa pranzo

h 16: 00 : Visita guidata sui luoghi di Michele Sovente a cura di Antonio Sabatano, presidente dell’associazione Michele Sovente

Appuntamento in piazza Michele Sovente- Cappella di Monte di Procida

h 18:00 Complesso Vanvitelliano del Fusaro

Omaggio a Michele Sovente

Premiazione dei vincitori del concorso “Premio Michele Sovente” da parte della giuria presieduta dal poeta Elio Pecora.

Premiazione del migliore testo di scrittura creativa del laboratorio condotto dall’editor Aldo Putignano.

Distribuzione della silloge degli inediti delle due edizioni del Premio Sovente.

Chiusura del Letteraturafestiva : Geppino Scamardella in “ Caballetta”

Il Diario del Viaggiatore

Il Diario del Viaggiatore PER INFO SUL FESTIVAL SCRIVERE A: ildiariodelviaggiatore@hotmail.it o chiamare il : 349 096 51 89 gabriella romano.

Il Diario del Viaggiatore PER INFO SUI RISTORANTI E I BB CONVENZIONATI COL FESTIVAL LIBRI DI MARE LIBRI DI TERRA CONTATTARE ENZO DI MEO 388 48 41 083

 

 

Sovente

Casina Vanvit

Festival Pozzuoli

IO E’ UN’ALTRA – cose che le donne non dicono di ANNA BARBATO al FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI 2628 SETTEMBRE

Copertina libro BARBATO

Il diario

Villa Cerillo

“Io è un’altra – cose che le donne non dicono” di Anna Barbato Edizioni “ad est dell’equatore” 2014 rappresenta uno sguardo impietoso con qualche lieve vena ironica qua e là (ma le analisi, pur partendo da una constatazione semplice sulle caratteristiche particolari di ciascuna delle tipologie di “donne” esaminate, si dirigono poi anche sugli effetti quasi sempre nefasti che queste scaricano sui loro partner, sui malcapitati maschietti). Sembra quasi che vi sia da parte dell’autrice un certo sadismo non solo nei riguardi delle “vittime” ma anche delle “carnefici”. Il libro dunque dovrebbe spingere ad una riflessione autocritica delle donne che tuttavia difficilmente accetteranno di riconoscersi in quelle tipologie, anche perché non è mai certo che una donna sia soltanto “una” di esse; e dovrà far riflettere i maschi soprattutto perché siano più cauti nel lasciarsi condurre con troppa superficialità verso il consolidamento di rapporti con una delle donne tipologicamente descritte: in ognuna di esse ovviamente troveranno elementi negativi e positivi. Di certo, il manuale dell’Anna Barbato, se fossimo in altri tempi ed in altri luoghi (ma non sia mai detto non vi sia un revival di oscurantismo e di imbarbarimento tardo-medievale), sarebbe posto all’Indice perché scoraggia i legami tradizionali della famiglia come ci vengono indicati da Santa Romana Chiesa. Nella lettura si sorride amaramente; ho il –forse- ragionevole dubbio che capiti a me come rappresentante di una categoria “diversa” da quelle delle donne. Con questo non intendo sottolineare che i ragionamenti della Barbato non siano dal punto di vista letterario gradevoli; anzi, la lettura scorre piacevolmente (il ritardo con cui pubblico questo commento è collegato alla difficoltà di avere praticamente fra le mani il cartaceo; non leggo facilmente dal computer- sono vecchio stampo!). Per ritornare al contenuto del libro, le tipologie “femminili” trattate sono ventisei, tante; e vanno dalla “Silicon girl” alla “Toy girl”, dalla “Flash girl” all’ “Ipocondriaca”, dalla “Formica” alla “Taccagna”, dalla “Soica” alla “Silenziosa” e via dicendo. Per fortuna di tanti di noi, alla fine ci si innamora, ed è un elemento non secondario che supera tutti gli stereotipi da una parte e dall’altra (“andrebbe seguita la semplicissima regola di essere se stesse, supportata…da un fatto inconfutabile: quando un uomo perde la testa per una donna, anche una che rientra nelle tipologie ironicamente conosciute in queste pagine, non c’è difetto fisico e comportamentale che lo fermi.”), anche perché non è per niente vero che gli uomini siano tutti uguali. E forse, al di là di tutto, anche a loro occorrerebbe dedicare un nuovo libro. Ci prova Pino Imperatore in coda con il divertente “’o mandrillo” nel quale traccia il ritratto di un uomo, un prototipo di “sciupafemmine” che entra in contatto con la maggior parte dei “tipi” o meglio delle “tipe” di cui Anna Barbato parla in questo “IO E’ UN’ALTRA – cose che le donne non dicono”. Con Anna ci incontriamo sabato 27 settembre a Bacoli presso la Villa Ceriello nell’ambito del Festival della Letteratura nei Campi Flegrei – Libri di mare libri di terra.

Vi aspettiamo

GiuseppeMaddaluno-150x150

FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI – meno 1

Foto pozzuoli 2

Casina_Vanvitelliana

Miseno

Il diario

Manca un solo giorno all’inizio del Festival della Letteratura nei Campi Flegrei che si svolgerà dal 26 al 28 settembre tra Pozzuoli (Rione Terra) Bacoli (Villa Cerillo, Miseno e Fusaro) e Monte di Procida (frazione di Cappella, luogo caro al poeta Michele Sovente cui è dedicato il Concorso che premierà alcuni dei partecipanti alle Sezioni Poesia – Narrativa – Grafica – Giornalismo- Il Festival è organizzato dall’Associazione Il Diario del viaggiatore” di cui è Presidente Angela Schiavone.
Oggi per quanto mi riguarda procederò a stendere un commento su “Io è un’altra – cose che le donne non dicono” di Anna Barbato, Andiamo avanti

Il diarioCopertina libro BARBATO

AL MIO PAESE – SETTE VIZI UNA SOLA ITALIA al FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI

Al mio Paese - copertina

“Al mio Paese – sette vizi. Una sola Italia” di Melania Petriello 2012 Edimedia collectanea pensierolento si presenta come un’operazione molto intelligente con una struttura unitaria e compatta ma nell’insieme collettiva ed artisticamente varia e composita. Partendo dall’idea di utilizzare come “metafora” universale quella dei sette vizi capitali (ma con l’aggiunta di un Ottavo di cui la Petriello scrive ne “Dal Vizio perduto al Vizio ritrovato”) che sono la Superbia, l’Avarizia , la Lussuria, l’ Invidia, La Gola, L’ Ira, L’ Accidia tutti analizzati in interventi scritti dall’autrice-coordinatrice de “Al mio Paese”. In effetti, un Ottavo vizio era fino al VI secolo d.C. la Tristezza, ma fu “archiviata per volontà di Gregorio Magno. Nel proseguire questo intervento sull’Ottavo, la Petriello lo evidenzia come l’Impunità e, di certo, si riferisce alla realtà politica del nostro Paese. Dicevamo prima che si tratta di un’operazione collettiva ed artisticamente varia e composita. Perché? L’autrice non è sola; si è avvalsa di un gruppo forte di giornalisti ed artisti di vario genere. Intanto vi è un’introduzione che presenta l’idea, il progetto ed i diversi protagonisti che lo incarneranno, scritta con piglio deciso e battagliero facendo forza sul ruolo e la funzione della Cultura. Subito dopo viene data la parola ad uno dei giornalisti più impegnati degli ultimi decenni, Franco Di Mare che nel Prologo prova a scardinare, utilizzando i più validi esempi, la demonizzazione “tout court” dei vizi a scapito delle “virtù”.
L’Ira viene presa in carico da Vanni Truppi in “Mezzo/giorno” che ci racconta di un incontro con un anziano signore che poi si scoprirà essere uno dei maggiori meridionalisti – Nicola Zitara – durante un viaggio allucinante sui treni che dal Sud portano al Nord; e da Gianmaria Roberti in “In/Capaci” dove si analizza il “pozzo nero” colpevolmente inesplorato delle stragi mafiose (ad iniziare da quella di Capaci).
L’Invidia è affidata a Carlo Tarallo con “Monnalisa, Monnamia”; l’Avarizia verrà trattata da Luca Maurelli in “Capo di Gabinetto”; la Superbia da Giuseppe Crimaldi in “Alfa et Omega” che si lancia in un Giudizio Universale contrappuntato dal “Dies Irae”; il tema dell’Accidia è in “La camicia ripiegata” di Fausta Speranza che tratta dei ritardi della Chiesa su temi come quelli della “pedofilia”. La Gola è descritto da Tiziana Di Simone in “Consiglio Europeo, 15 dicembre” dove tratta con ironia amara il ruolo del Menu negli incontri “europei”. La Lussuria è materia analizzata da Luciano Ghelfi in “A letto con l’Italia” che sceglie di impersonare un personaggio molto importante per la Storia italiana, la contessa di Castiglione. Anche Carlo Puca tratta con modalità originalissime il vizio della Lussuria in “Re/pubbliche”.
La Petriello intervalla con suoi interventi quelli degli amici e colleghi che hanno accettato di partecipare a questa impresa. Perché mai manca l’Avarizia? E come mai non si è voluto aggiungere uno dei peggiori difetti che hanno condizionato la vita e l’esistenza dell’umanità ma, per senso di colpa (forse), non si vuole ammettere nel novero dei vizi capitali? Dove è l’IPOCRISIA?
Dicevamo composita questa operazione ed è infatti corredata da un malinconico ma vibrante epilogo scritto da Fabrizio Dal Passo a difesa della nostra Italia, di cui si sente, come tutti noi, figlio, fino a commuoversi. Ma non finisce qui. C’è anche una rielaborazione drammaturgica realizzata dalla Sezione Scuola del Teatro Eliseo ed uno short film – “Al mio Paese” scritto e diretto da Valerio Veloso che potete ritrovare su youtube cliccando


Cosa dirvi di più. Leggetelo!

 

FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI – meno 2

Al mio Paese - copertina

Copertina libro BARBATO

Mancano due giorni all’apertura del Festival – Libri di mare libri di terra – Premio “Michele Sovente”
Vado leggendo ora il libro di Anna Barbato “Io è un’altra – cose che le donne non dicono” dopo aver terminato “Al mio paese” di Melania Petriello & co.
Andiamo avanti – Ieri pomeriggio siamo stati (è una delle poche cose cui ho collaborato con Angela Schiavone e Gabriella Romano che invece trottano alla grande) da Claudio Correale ed i ragazzi di “Lux in Fabula” sia per concordare la loro presenza al Festival sia per un’iniziativa della quale parlerò più diffusamente la prossima settimana.

Il diario

A POZZUOLI PER SEGUIRE L’ORGANIZZAZIONE DEL FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI – LIBRI DI MARE LIBRI DI TERRA – PREMIO MICHELE SOVENTE 2628 SETTEMBRE

Sono a Pozzuoli. Già da ieri sera coopero sul territorio per la realizzazione del Festival. Continuo a scrivere commenti ed incontro gli altri organizzatori, in particolare l’Associazione “Il Diario del viaggiatore” con la Presidente Angela Schiavone e Gabriella Romano. Nel pomeriggio incontrerò anche “Lux in Fabula” per decidere insieme i dettagli di una prossima iniziativa.

Intanto finisco di leggere “Al mio paese” a cura di Melania Petriello

Al mio Paese - copertina

Ed avvierò la lettura non appena riceverò il libro di “Io è un’altra -Cose che le donne non dicono” di Anna Barbato con un racconto di Pino Imperatore.

Copertina libro BARBATO

Ho già letto 16 libri e conto di terminare i “commenti” prima del 26 settembre. Non è stata una fatica, ma un immenso piacere.
Parlo di “commenti” perché “recensioni” mi dà l’idea del “censore” ed io ho profondo rispetto della “libertà di idee ed opinioni” ed anche degli “stili” prescelti dai diversi autori. Incontrandoli, cercherò di comprendere le loro scelte, rendendole più chiare agli altri partecipanti.

LORENZO DELLA FONTE – L’INFINITA MUSICA DEL VENTO – FESTIVALETTERATURA 2628 SETTEMBRE

Della FonteLorenzo Della Fonte

La lettura di “L’infinita musica del vento” di Lorenzo Della Fonte – 2014 Casa Musicale Eco Editore ha consentito di conoscere una storia realmente accaduta nei suoi contorni generali ed arricchita di elementi romanzeschi di ottimo livello. La figura di Francesco (Cesco o Francis come veniva chiamato a Napoli e verrà chiamato negli Stati Uniti d’America) viene seguita con meticolosa attenzione sin dai suoi primi passi a Napoli dove “dimostrò presto un talento fuori dal comune” già a quattordici anni, dopo aver bruciato le tappe come clarinettista alla “scuola” del maestro Ferdinando Sebastiani. La storia di Francesco viene accompagnata da altri personaggi, alcuni dei quali forse inventati, come Nicola, che imparerà a suonare il corno, uno “strumento…proprio come lui: tondo e, all’occorrenza, possente”. Accanto a Nicola nella prima parte vi è la figura di Sylvie (ma la sua ombra sarà molto presente nella seconda), che troverà un tragico destino sulla sua strada. Il romanzo per l’appunto si snoda in tre parti ben distinte (la prima riferita alla “formazione” dei protagonisti a Napoli; la seconda relativa al viaggio prima nel Mediterraneo e poi nell’Oceano Atlantico sulla “Brandywine”, una fregata della Marina americana; la terza tutta interamente ambientata in terra statunitense) contrappuntate da una serie di “interludi “ con preludi e postludio finale che non hanno alcun collegamento diretto con la “narrazione” degli eventi che contrassegneranno le “storie” intrecciate dei protagonisti nel loro svolgimento complesso. Gli eventi storici, come i prodromi risorgimentali italiani, la guerra fra Stati Uniti e Messico, lo sterminio dei “nativi” americani “pellerossa” ad opera dell’esercito statunitense, la preparazione della guerra di secessione, sono ben presenti ed accompagneranno lo svolgimento dei fatti, incidendo solo relativamente sulle vicende dei “nostri”. Lorenzo Della Fonte dirige l’insieme dei personaggi così come si conviene ad uno stimato (come egli è) Direttore d’orchestra; lo fa con stile e mano lieve, rendendo piacevole e scorrevole la lettura. Da sottolineare la precisione e la cura delle descrizioni, non solo quelle attinenti alla “musica” sulle quali l’autore non può che avere piena padronanza; ma soprattutto colpisce nella seconda parte la capacità di descrivere alla perfezione le caratteristiche minime dell’arte della navigazione. Molto interessante è anche la messa a punto delle problematiche caratteristiche collegate al mondo dell’emigrazione ed ai difficili rapporti tra i rappresentanti della comunità italiana e coloro che, pur provenendo da altre terre negli anni precedenti, intendevano vantare diritti superiori; come a dire: fate attenzione, anche oggi, molto spesso accade che ci sia più “razzismo” nei confronti di coloro che si avvertono come “estranei” proprio da parte di coloro che quelle discriminazioni le hanno vissute sulla propria pelle negli anni precedenti. Ovviamente non è possibile (anche se non sarebbe nemmeno giusto farlo) descrivere per intero le vicende dei personaggi e quelle in primo luogo di Francesco Maria Scala, che ad ogni modo troverà una sua collocazione di primissimo piano come musicista direttore della Banda dei Marines riconosciuto dal Congresso, entrando in diretto contatto anche con alcuni Presidenti degli States ed essendo da questi stimato. La storia ha un andamento rapido ed i colpi di scena si susseguono come in un interessante film d’avventura e d’azione (non mancheranno né i “pirati”, né assalti ai treni ed inseguimenti a cavallo; non mancano le tribù “pellerossa” qui viste dalla loro parte, né la corsa all’oro). Interessante è anche l’apparato didattico finale con le schede dedicate ad un centinaio di personaggi menzionati nella “storia” narrata (sono esclusi quelli dei 43 interludi, del preludio e del postludio e dei due preludietti) ed in ultimo l’elenco dei brani musicali citati negli interludi. Nei ringraziamenti poi Lorenzo Della Fonte chiarisce anche le fonti “umane” che lo hanno introdotto sui “sentieri” da lui meno conosciuti. LORENZO DELLA FONTE SARA’ A “LIBRI DI MARE LIBRI DI TERRA – FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI SABATO 27 IL POMERIGGIO DI SABATO 27 SETTEMBRE A BACOLI VILLA CERILLO

Festival Pozzuoli

DUE ANNIVERSARI IN OTTOBRE – 80 anni dalla morte di JEAN VIGO e 30 anni dalla morte di FRANCOIS TRUFFAUT

Vigo Truffaut

 

Nel 2005 ho organizzato un Convegno-Seminario nel centenario della nascita di Jean Vigo – in ottobre cadranno due anniversari importanti nella Storia del Cinema: 80 anni dalla morte di Jean Vigo e 30 da quella di Francois Truffaut. Per ricordarli entrambi organizzo due iniziative: la prima il 21 di ottobre a Pozzuoli; la seconda a fine ottobre (forse il 30) a Prato. In entrambe le occasioni saranno dei “giovani” a parlare della loro “scoperta” della loro “passione”. Sarete informatei in tempo utile e comunque dopo l’effettuazione del Festival della Letteratura del 2628 ottobre fra Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida (i Campi Flegrei ).

LIZA di Margi De Filpo al FESTIVAL DELLA LETTERATURA NEI CAMPI FLEGREI

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Villa Cerillo

 

Miseno

“LIZA” di Margi De Filpo, giovane autrice nel panorama editoriale italiano, mi riporta alla memoria lo stile narrativo dei “racconti” di Guy de Maupassant non fosse altro che per la caratteristica di questo lungo racconto (o romanzo breve, decidetelo voi) che consiste nell’ inoltrarsi in una vicenda che analizza il “mistero” dell’animo femminile. “Liza” è il racconto di un’ossessione o – forse – di una serie di ossessioni che sconvolgono la fragilità di una donna nella sua perenne insicurezza, nella sua condizione di “impura” che ha bisogno costante di “lavarsi”. L’acqua è una delle costanti che ritroviamo nelle pagine di questo libro; ci sono i fiumi (il Tevere, l’Aniene) reali e metaforici (quando parla del primo libro del suo “alter ego” Elisa dice: “Era una storia costruita bene, con riferimenti continui….funzionava. Scorreva. Come il fiume, uguale”); ci sono le docce (il desiderio di ripulirsi dalle impurità nella parte seconda, IV capitolo: “mentre sentivo l’acqua della doccia battere sulla cabina, mentre lo vedevo rivestirsi e lasciarmi lì, a casa sua…l’acqua scorreva sulla mia testa senza pulirmi.” E nel paragrafo successivo “Mi infilai sotto la doccia, e mentre l’acqua calda scorreva sul petto contai i giorni, non potevo essere incinta.” Ed ancora nel capitolo IX oltre alla purificazione esterna, che assomiglia ad un incubo – o forse lo è davvero – c’è anche quella “interna”: “Presi una bottiglia di vino aperta dalla cucina e mi attaccai a bere…”.) E così via fino alla fine quando ritorna un corso d’acqua ed il Tevere inumidisce “le nostre ultime pagine” e poi “guardando il fiume” scopre se stessa, acquisisce una drammatica consapevolezza. La storia è controllata costantemente dall’autrice con frequenti rimandi ad eventi e personaggi che nel bene o nel male hanno avuto un ruolo nella sua vita. Il ritmo è sostenuto e sostanzialmente incalzante e coinvolgente al punto che le circa 70 pagine scorrono come acqua sul nostro corpo. C’è stile e buon gusto nella descrizione dei personaggi e degli ambienti generalmente signorili ed eleganti: sono in linea di massima i “luoghi” de “La grande bellezza” sorrentiniana (cocktail ed aperitivi, vernissages vari del jet set romano) frequentati per l’appunto da intellettuali ed artisti. Fa da contrappunto il lindore e la modestia degli ambienti di provenienza familiare (una famiglia con la quale per diversi motivi non ha mai chiuso i conti)  di Elisa, che scarica sul suo “corpo” le sue frustrazioni in una società che spinge ad una perfezione impossibile da ottenere (grassa-magra, bionda-bruna, bassa-alta) senza infliggersi mortificazioni. Avverto, dopo averlo letto, una necessità profonda di un confronto con l’autrice. Considero una buona prova questo e l’ho letto, data la mia personale propensione ad occuparmi di Cinema (quello scritto e quello girato),  come leggessi un “trattamento” cinematografico attraverso il quale strutturare una sceneggiatura.

Margi De Filpo presenterà il suo “Liza” edito da Epika al Festival della Letteratura nei Campi Flegrei – Libri di mare libri di terra sabato 27 settembre alle ore 16.30 a Bacoli nella splendida location di Villa Cerillo. Sarò io a porre quesiti insieme alla psicoterapeuta Cinzia Caputo.

 

 

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