VIAGGIATORI – una serie di racconti – GUGLIELMO IL CONQUISTATORE parte 2

CINA

GUGLIELMO IL CONQUISTATORE  – parte 2

 

I suoi interessi prevalenti erano tutti concentrati sugli studi. Esprimeva chiaramente con accenti molto vicini alla megalomania ambizioni smisurate: non le tenva mai celate. E tutto questo gli attirava naturalmente invidie, gelosie ed ironie che non scalfivano minimamente il suo “morale”.

Se a qualcuno venisse in mente che si trattasse di un allievo monocorde si sbaglierebbe alla grande: Guglielmo non si sottraeva né all’impegno “sociale” (collaborava con l’Agenzia del Lavoro per motivare scolasticamente i suoi connazionali in difficoltà ma non intratteneva mai a livello personale rapporti con la sua “gente) né a quello “politico” (era impegnato in uno dei maggiori partiti della Sinistra).

Ogni ragazzo, in quella fase della crescita, attraversa il periodo dell’innamoramento. Guglielmo raramente parlava di ragazze, considerava una perdita di tempo l’approccio, il corteggiamento e la relazione amorosa. Aveva obiettivi precisi ma diversi, e non in relazione a preferenze di tipo sessuale. Spesso ne trattò con il suo docente di Italiano e Storia,  che lo aveva quasi adottato prefigurando i più che eccellenti traguardi e sollecitandolo, incoraggiandolo in quella direzione. Fra le funzioni pedagogiche del docente ve ne è certamente quella prioritaria di sostenere e promuovere coloro che evidenziano difficoltà, permettendo loro di raggiungere e superare la sufficienza, ma vi è anche quella di stimolare ed incentivare, coltivare le eccellenze. Sarebbe delittuoso e drammatico portare avanti soltanto una di queste funzioni.

E tutti gli anni, sia in terza che in quarta, i risultati scolastici di Guglielmo sono stati ottimi con punte di eccellenza. Non solo ma per confermare le sue ambizioni, alla fine del quarto anno ha scelto di fare un colloquio telefonico (interview) per entrare ad una delle più prestigiose università internazionali nel settore degli studi economici, l’ Harvard University.

E ce l’ha fatta; anzi se confermerà l’eccellenza al termine del corso di studi, gli sarà concessa anche una “borsa”.

Un anno intenso, l’ultimo, caratterizzato da tanti altri problemi: l’assenza della madre, che è ritornata in Cina; la crisi lavorativa che va mettendo in difficoltà la piccola azienda del padre, un omino piccolo piccolo riservato e modesto come la maggior parte della sua gente ma completamente diverso dallo spumeggiante ed estroverso carattere del figlio; la tensione diffusa sia fra gli allievi che fra i docenti tesi al perseguimento dei massimi obiettivi nel corso dell’ultimo anno. Guglielmo è in maniera sorprendente il più insoddisfatto di tutti; lui vorrebbe per sé considerazioni ed attenzione particolari e sempre più spesso va in tilt. L’anno che doveva essere l’apoteosi della sua storia scolastica, l’apice, il culmine si va rivelando un “calvario” di sofferenze.

Anche la classe ne risente ed i conflitti scoppiano.

E’ perciò sempre più nervoso, Guglielmo. Ce l’ha anche con alcuni suoi parenti che a suo dire sono ricchi sfondati ma altrettanto avari e non aiutano nel momento del bisogno suo padre, che va meditando di ritonare in Cina,  a risollevarsi. Guglielmo glielo ha detto, non lo seguirebbe, e gli chiede di resistere ancora qualche mese. Egli poi andrebbe  negli Stati Uniti a studiare. Tutto ciò lo snerva: sta rischiando di mandare all’aria tanti dei suoi sogni, i sacrifici che ha fatto.

 

GUGLIELMO IL CONQUISTATORE – parte 2

 

harvard

 

 

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