IL MUSCHIO NASCE A SUD – opera prima di LUCA MARANO

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IL MUSCHIO NASCE A SUD – opera prima di LUCA MARANO

“Il muschio nasce a Sud” di Luca Marano – Tullio Pironti Editore

Luca Marano. Lo conosco da un paio di mesi, ma è come se fossimo amici da anni. Forse anche perché poco avanti del primo incontro in occasione del Festival della Letteratura nei Campi Flegrei – Libri di mare libri di terra di fine settembre il suo nome era stampato sul Programma ma non ero riuscito, fino al giorno prima dell’avvio del Festival, ad incontrarlo né tantomeno a sentirlo telefonicamente come avevo fatto con tutti gli altri partecipanti. Son solito preparare possibilmente nei dettagli gli incontri culturali, anche se ho imparato negli anni ad affrontare gli imprevisti e volevo farlo anche per quella tranche del Festival che ci avrebbe visti insieme… Confrontandomi con Angela, di Luca mi disse che era un giovane docente di Linguistica in attesa di pubblicare il suo primo romanzo, “Il muschio nasce a Sud”. Presentando tante scrittrici e tanti scrittori, di cui avevo letto e commentato i lavori, era naturale la mia curiosità nei confronti di questa “opera prima” e mi iscrissi alla lista dei futuri “lettori” del “muschio” di Luca. Letto soprattutto di notte o nelle albe insonni, come faccio di norma, le pagine scorrono rapide. La prosa è ricca ed abbina cultura a capacità narrative ben evidenti nella descrizione dei personaggi e degli ambienti all’interno dei quali la storia di MatteoLuca Ferretti si snoda. “Il muschio” è una tipica “opera prima” nella cui struttura si coglie un substrato linguistico di primissimo livello. Al di là dei possibili riferimenti autobiografici appare ben chiaro che Luca tenda ad identificarsi nel personaggio Matteo, utilizzando anche la “scrittura” per una ricerca interiore che porti a soluzione la consapevolezza della scissione con cui si confronta dall’inizio alla fine del romanzo. Di certo a fargli raggiungere la maturità e superare il dissidio interno saranno le esperienze non sempre positive che costellano gli anni in cui la vicenda si svolge. Di tanto in tanto il binomio Storia Danza riappare anche in contrapposizione alla rigorosa ricetta impostagli dalla severa docente con la quale svolgerà parte del suo dottorato di ricerca. Nel romanzo c’è molte volte la parola “Due” fino al finale che ovviamente non penso di svelare. Luca qui, ad esempio, parla di Matteo ma in fondo forse i “due” sono la stessa identica persona entrambe sdoppiate: “Credeva di essere qualcosa che non può esistere. Sapeva di essere due, diversamente due, inconciliabilmente due. Ma dentro di sé desiderava ardentemente che ci fossero altre persone come lui. Persone vere, e non fantasie o sogni della mente” E poi c’è il “mare” che è simbolo di riconciliazione con se stessi nella profonda necessità di rinnovarsi. Luca Marano scrive da scrittore ormai provetto, mostrando grandi capacità di dilatare i tempi dell’azione e, quando necessario, allo stesso tempo comprimerli e sintetizzarli. Il suo romanzo può essere letto come una “metafora”, con livelli di grande realismo, universale dell’essere giovani in una società più complessa di quella nella quale i miei “giovani” coetanei hanno vissuto.
“Il muschio nasce a Sud” è edito da Tullio Pironti, storico libraio napoletano e da tempo editore molto attento alla scoperta di talenti. Ho letto “a posteriori”, cioè dopo aver scritto la parte centrale di questo commento, la Prefazione di Massimo Cacciapuoti e mi ha aiutato a capire meglio sia Luca che il suo romanzo. Un’ultima notazione per la splendida copertina di Roberta Oriano, che ho avuto il piacere di incontrare, anche se ne conoscevo già lo stile, proprio durante l’ultima giornata del Festival della Letteratura organizzato da Angela Schiavone, vulcanica Presidente dell’Associazione “Il Diario del viaggiatore”.

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IL MUSCHIO NASCE A SUD – opera prima di LUCA MARANO

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IL MUSCHIO NASCE A SUD – opera prima di LUCA MARANO

“Il muschio nasce a Sud” di Luca Marano – Tullio Pironti Editore

Luca Marano. Lo conosco da un paio di mesi, ma è come se fossimo amici da anni. Forse anche perché poco avanti del primo incontro in occasione del Festival della Letteratura nei Campi Flegrei – Libri di mare libri di terra di fine settembre il suo nome era stampato sul Programma ma non ero riuscito, fino al giorno prima dell’avvio del Festival, ad incontrarlo né tantomeno a sentirlo telefonicamente come avevo fatto con tutti gli altri partecipanti. Son solito preparare possibilmente nei dettagli gli incontri culturali, anche se ho imparato negli anni ad affrontare gli imprevisti e volevo farlo anche per quella tranche del Festival che ci avrebbe visti insieme… Confrontandomi con Angela, di Luca mi disse che era un giovane docente di Linguistica in attesa di pubblicare il suo primo romanzo, “Il muschio nasce a Sud”. Presentando tante scrittrici e tanti scrittori, di cui avevo letto e commentato i lavori, era naturale la mia curiosità nei confronti di questa “opera prima” e mi iscrissi alla lista dei futuri “lettori” del “muschio” di Luca. Letto soprattutto di notte o nelle albe insonni, come faccio di norma, le pagine scorrono rapide. La prosa è ricca ed abbina cultura a capacità narrative ben evidenti nella descrizione dei personaggi e degli ambienti all’interno dei quali la storia di MatteoLuca Ferretti si snoda. “Il muschio” è una tipica “opera prima” nella cui struttura si coglie un substrato linguistico di primissimo livello. Al di là dei possibili riferimenti autobiografici appare ben chiaro che Luca tenda ad identificarsi nel personaggio Matteo, utilizzando anche la “scrittura” per una ricerca interiore che porti a soluzione la consapevolezza della scissione con cui si confronta dall’inizio alla fine del romanzo. Di certo a fargli raggiungere la maturità e superare il dissidio interno saranno le esperienze non sempre positive che costellano gli anni in cui la vicenda si svolge. Di tanto in tanto il binomio Storia Danza riappare anche in contrapposizione alla rigorosa ricetta impostagli dalla severa docente con la quale svolgerà parte del suo dottorato di ricerca. Nel romanzo c’è molte volte la parola “Due” fino al finale che ovviamente non penso di svelare. Luca qui, ad esempio, parla di Matteo ma in fondo forse i “due” sono la stessa identica persona entrambe sdoppiate: “Credeva di essere qualcosa che non può esistere. Sapeva di essere due, diversamente due, inconciliabilmente due. Ma dentro di sé desiderava ardentemente che ci fossero altre persone come lui. Persone vere, e non fantasie o sogni della mente” E poi c’è il “mare” che è simbolo di riconciliazione con se stessi nella profonda necessità di rinnovarsi. Luca Marano scrive da scrittore ormai provetto, mostrando grandi capacità di dilatare i tempi dell’azione e, quando necessario, allo stesso tempo comprimerli e sintetizzarli. Il suo romanzo può essere letto come una “metafora”, con livelli di grande realismo, universale dell’essere giovani in una società più complessa di quella nella quale i miei “giovani” coetanei hanno vissuto.
“Il muschio nasce a Sud” è edito da Tullio Pironti, storico libraio napoletano e da tempo editore molto attento alla scoperta di talenti. Ho letto “a posteriori”, cioè dopo aver scritto la parte centrale di questo commento, la Prefazione di Massimo Cacciapuoti e mi ha aiutato a capire meglio sia Luca che il suo romanzo. Un’ultima notazione per la splendida copertina di Roberta Oriano, che ho avuto il piacere di incontrare, anche se ne conoscevo già lo stile, proprio durante l’ultima giornata del Festival della Letteratura organizzato da Angela Schiavone, vulcanica Presidente dell’Associazione “Il Diario del viaggiatore”.

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