FIP ed altre storie – a Pozzuoli la (grande) CULTURA è di casa!

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FIP ed altre storie

Sono stato a Pozzuoli dal 23 al 26 aprile per seguire i lavori della seconda Edizione del Festival delle Idee Politiche; e, come accade ogni volta che mi sposto, ho conosciuto nuove idee, ho riscontrato nuove realtà e potuto condividere progetti nuovi da realizzare. Anche il “viaggio” in treno che da “veloce” (ero su un “Italo” lentissimo per motivi indipendenti dalla sua volontà) si era allungato diventando più o meno un Intercity aveva riservato numerose sorprese antropologiche ed ero stato arricchito da “slang” familiari di un gruppo che mi ricordava i “pellegrinaggi” dell’infanzia su autobus scalcinati verso, e da, luoghi di culto alla moda negli anni Cinquanta e Sessanta. La prossima volta recupero il mio solito Intercity che ci impiega circa 5 ore ma che mi riserva una varietà “umana” più ricca (Italo da Firenze effettua solo una fermata a Roma Tiburtina; l’Intercity ne fa almeno altre otto e c’è un turn over di persone molto accentuato). Riprendo a trattare l’incontro con Luigi Russi, un ragazzo di cui i miei figli ed i miei nipoti sentiranno di certo parlare; lo avevo contattato già su Facebook di notte (laggiù in India ci sono cinque ore di differenza) ed avevamo fissato di sentirci e di incontrarci prima dell’evento per accordarci sulle modalità ma ci sono state delle difficoltà e con Luigi ci siamo visti e riconosciuti solo pochi secondi prima di avviare a discutere del suo libro. “In pasto al capitale” possiede un grande valore soprattutto nelle prospettive che delinea: come può il cittadino comune fronteggiare l’attacco poderoso all’alimentazione portato dalle multinazionali finanziarie che regolano la produzione alimentare sul nostro Pianeta? Tutta l’analisi politico-economica che Luigi Russi affronta nella parte principale del suo libro è essenziale e propedeutica alle possibili “scelte” che il consumatore può intraprendere: a partire da se stesso, dalla sua famiglia, dal contesto territoriale in cui si trova a vivere. Nella mia introduzione ho ringraziato Città Meridiana per l’invito (è di norma farlo e per me non ha mai la caratteristica di “convenzionalità pura” perché credo nell’efficacia della condivisione e della compartecipazione e ne ho fatto una vera e propria “bandiera distintiva”) ed ho aggiunto che in contemporanea a più di 500 chilometri da Pozzuoli, in Toscana, a Prato si stava svolgendo un workshop organizzato da Tramediquartiere proprio su temi molto simili (parlo di “Un Parco agro-urbano per San Paolo e Macrolotto Zero”) con Michela Pasquali nota botanica ed urbanista ambientale e David Fanfani, architetto ed urbanista. Era una splendida coincidenza che mi spingeva ad invitare Luigi Russi a tornare presto in Italia per venire a Prato, da me, a casa mia, sul mio territorio. L’incontro con Luigi Russi al “Gozzetto” di Pozzuoli in un ambiente davvero singolare ed affascinante è stato uno dei momenti più straordinari della mia presenza a Pozzuoli. Il FIP però, quello vero e proprio (nel cartellone generale, quello ufficiale, del nostro incontro al “Gozzetto” non faceva menzione), cominciava il giorno dopo; ed io ne parlerò.
Poi, visto che accenno a nuovi incontri e nuove positive percezioni, vorrei parlare di Ardesia, una band tutta rivolta al mondo femminile. Stefania Tarantino che ne è componente di rilievo è anche fra le organizzatrici del FIP e mi ha fatto dono graditissimo di un suo CD. Ne parlerò in modo specifico analizzandolo; ma per ora sappiate che si tratta di musica di alto livello al servizio di testi di prima grandezza lirica ispirati a tematiche e personalità della filosofia , della letteratura femminile e femminista.

http://www.ardesiaband.it/band.php

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