MILITI E GENERALI – A coloro che “oggi” ci considerano compagni….

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MILITI E GENERALI
A coloro che “oggi” ci considerano compagni….

A coloro che “oggi” ci considerano compagni…. suggeriamo di farlo “sempre” – se la considerazione non è strumentale e se ne sono convinti.
In ogni caso, soprattutto in questa fase, si astengano dall’interpellarci quando – per l’appunto – c’è la “chiamata alle armi”. Noi non ci sentiamo “militi”; tutt’al più con molta “umiltà” perlomeno generali e la contraddizione è”ironica” (lo scriviamo e lo ribadiamo per coloro che ne sono privi) . Solo per essere puntuali vi ricordiamo che alcuni di noi si affacciarono e proposero e non soltanto non furono ascoltati (forse anche di più!). ovviamente la responsabilità non è mai individuale ma il “collettivo” non può giustificare ubbie e comportamenti dei singoli che abbiamo giudicato “irriguardosi” ed, in fin dei conti, anche per la Sinistra “autolesivi”.
Infine, per non tirarla troppo per le lunghe, vi suggeriamo di non sottovalutare le critiche, eliminando ipocrisie ed infingimenti. Troppo spesso la Politica vuole insegnare ciò che “ipocritamente” poi non pratica: l’apertura, la condivisione, la Democrazia. Noi vorremmo un soggetto che si carichi di responsabilità e, ricco e forte dei valori tradizionali della nostra Storia e Cultura, li rideclini attualizzandoli e praticandoli in ogni momento, in ogni situazione; un soggetto che sappia cogliere le opportunità che i singoli – a volte consociati in gruppi – mettono a disposizione. La Storia recente tende a modificare i tradizionali rapporti tra classi sociali e gruppi politici ed il Potere è importante ma non può essere totalizzante il suo perseguimento nè possiamo consentire d’altra parte che venga sottovalutato il grido d’aiuto che ci viene rivolto da parte dei più deboli. Un soggetto nuovo non può però nascere sulle marce radici dei vecchi; ci si ritroverebbe di nuovo di fronte a distinguo, a smottamenti, a frane, a suddivisioni algebriche inutili e dannose.
Noi siamo disponibili a ragionare con pari dignità. In ogni caso non siamo stati e non staremo sull’albero a cantare. La Cultura e la Conoscenza, davvero, ci possono salvare.

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