TOMASO MONTANARI E COSTANZA GIALANELLA – VILLA CERILLO DI BACOLI – mercoledi’ 27 maggio ore 17.00

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TOMASO MONTANARI E COSTANZA GIALANELLA – VILLA CERILLO DI BACOLI – mercoledi’ 27 maggio ore 17.00

Tomaso Montanari ed il suo libro “ISTRUZIONI PER L’USO DEL FUTURO . Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà” edito da Minimum fax e pubblicato nel marzo del 2014 riporta sulla copertina una riflessione che a leggerla oggi può apparire nefastamente profetica: “Solo la Repubblica può permettere al patrimonio di svolgere la sua vera funzione, quella stabilita dalla Costituzione. Che non è assicurare il riletto privato di pochi, ma alimentare la virtù civile, essere palestra di vita pubblica, strumento per costruire uguaglianza e democrazia sostanziali. Una via per rimanere umani, un mezzo per rovesciare la dittatura del mercato.”
Il libro si snoda attraverso un “vocabolario differente, un alfabeto rivoluzionario: un altro modo per guardare alla funzione della cultura. Un modo che riprenda le parole e lo spirito della Costituente: e soprattutto che ne riprenda lo sguardo felicemente presbite, e cioè libero dall’angoscia del presente e capace di guardare lontano…” E la parte introduttiva da cui ho ripreso queste frasi si conclude: “..le nostre città, i nostri musei, il nostro paesaggio non contengono solo cose belle: contengono valori e prospettive che possono liberarci, innalzarci, renderci di nuovo umani, restituirci un’idea dell’uomo e un’idea di comunità che ci permettano di costruire un futuro diverso.”
Perché ho scritto “nefastamente profetica” parlando della riflessione iniziale? In effetti avendo letto il libro per intero mi riferivo ad altre parti di esso: in particolare alle conclusioni del capitolo “O” (non “zero”) “ORGANIZZAZIONE” nel quale si accenna alla Commissione per la riorganizzazione del Ministero per i Beni culturali voluta dal Ministro Massimo Bray della quale Montanari ha fatto parte, sulla quale il giudizio espresso è positivo. Quella “Sezione” si conclude tuttavia con un tragico dilemma “Mentre scrivo queste righe (sono gli ultimi giorni del 2013) – scrive Montanari – non è chiaro se Bray, o addirittura l’intero governo Letta, sopravviveranno all’avvento di Matteo Renzi, ben deciso a occuparsi in prima persona di cultura….”. Per coloro che soffrono di “amnesie” ed in questo Paese sono la maggioranza ricordo che Enrico Letta fu invitato dall’attuale Primo Ministro a “stare sereno” con una forma di “fratricidio” senza sangue che tuttavia sta producendo un appannamento della Democrazia a favore di una dittatura del mercato e dei poteri finanziari.

Tra l’altro le “imprese” dell’ex Sindaco di Firenze sono drammaticamente elencate nel precedente libro di Montanari “Le pietre e il popolo”. Ma, lo si sa, Montanari è un “talebano”: “Così, in Italia, è chiamato non chi distrugge l’arte del passato…ma chi tenta di salvarla. La posizione “ideologica” sarebbe quella di chi vuole applicare la Costituzione, non quella di chi la calpesta in nome dell’ideologia neoliberista. La stessa retorica vuole che la difesa del patrimonio culturale sia sintomo di passatismo, misoneismo, mancanza di coraggio: e che il suo sfruttamento economico sappia invece di nuovo, di moderno.” (pag.116 Z come ZENIT in “Istruzioni per l’uso”)

Immagine.Tomaso-Montanari

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