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MA QUALE “RIVOLUZIONE COPERNICANA”? DI CHE SI PARLA? E’ IL FESTIVAL DELL’IPOCRISIA!

MA QUALE “RIVOLUZIONE COPERNICANA”? DI CHE SI PARLA? E’ IL FESTIVAL DELL’IPOCRISIA!

Una delle critiche che viene rivolta costantemente alla Politica è che i suoi rappresentanti si riempiono la bocca di belle parole ma, alla fine dei conti, non le applicano. Da ingenui (accolgo volentieri questo addebito) alcune\i di noi hanno richiesto “rinnovamento” nei metodi e nelle pratiche della Politica: il risultato è stato che chi ha continuato a mentire ha “rottamato” coloro che “davvero” volevano un cambiamento. Scusate la sintesi! Ma è questa la lettura che ho dato su quanto è avvenuto in questi ultimi due anni all’interno ed intorno al Partito Democratico.
Bene un leader ed un Governo decisionista (era ed è necessario accorciare i tempi delle scelte e della loro “pratica”); ma chi è stato sorretto nella “scalata” da gruppi e personaggi di dubbia moralità, spesso nei vari livelli “locali” ricercati proprio per la loro forza in numero di “voti” alla fine non può governare senza il consenso di essi. Altro che “rivoluzione copernicana” verso il bene e la legalità! Chi ha avuto e continua ad avere il sostegno dei veri “frenatori” (altro che “gufi”!) non può mantenere il credito dei cittadini onesti.
Se non ci fosse da piangere, ci verrebbe da ridere quando sentiamo che i nostri “governanti” scoprono che nelle campagne del Mezzogiorno (ma forse anche altrove) vige il “caporalato” e che le assunzioni per lavori temporanei avvengono attraverso la loro “struttura interinale”. Lo scoprono (ed è questa la tragedia maggiore) quando ci scappano i morti. E parte il pianto “ipocrita” e le assunzioni di immediati impegni a sconfiggere la malapianta.
Se non ci fosse da piangere, ci verrebbe da ridere quando sentiamo che si vuole colpire l’evasione fiscale; accade anche qui che quando dagli Enti preposti emerge il dato allarmante del livello altissimo di evasione, il Governo (tutti i Governi) si impegnano con parole minacciose a perseguire quanti evadono dal loro dovere civile (in effetti il livello di tassazione è esagerato ma interessa solo le persone “oneste”!). Piangere o ridere, voglio accennarvi a come si giunge a non pagare e quali conseguenze vi siano concatenate. Allora, facciamo l’esempio di un medico o di un altro professionista che suggerisca al cliente un “vantaggio” nell’onorario senza la fattura: il professionista non versa nulla al fisco ma allo stesso tempo la sua predilezione sarà anche di avere personale pagato a nero, con modalità che apparentemente potranno essere convenienti al dipendente spesso occasionale (qualche centinaio di euro in più, ma niente contributi o riduzione di contributi) e quindi altra evasione.

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