IMU e SANITA’ – l’azione di questo Governo va democraticamente fermata!

 

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IMU e SANITA’ – l’azione di questo Governo va democraticamente fermata!

 

Qualche sera fa ho ascoltato il dibattito “civile” – forse fin troppo civile (non ci siamo più abituati, ma gli interlocutori in questione erano già di per sé “civili” e cortesi) tra Tomaso Montanari, Andrea Scanzi e Matteo Richetti – nel quale si parlava di IMU.

La “vulgata-mantra” governativa difesa da Richetti con quella particolare bonomia tipica di chi si sente al sicuro presenta questa scelta di eliminare l’IMU sulla prima casa come intervento di “giustizia sociale”, mentre – poiché riguarda solo le case di lusso, extra-lusso (sulle prime case residenziali l’IMU già non si paga) – è chiaramente una delle tante cambiali da pagare alle lobbies che hanno sostenuto e partecipato alla scalata al potere dell’”imbronciato”.

 

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Allo stesso tempo per corrispondere ad altre lobbies lauti guadagni si interviene sulla Sanità, condizionando pesantemente la categoria medica nella prescrizione di esami diagnostici (ovviamente quelli da indirizzare verso le strutture pubbliche). In questo settore, fondamentale per il riconoscimento di una sostanziale equità sociale, gli interventi congiunti di Stato e Regioni hanno già ridotto progressivamente e fortemente la possibilità di accesso a cure importanti da parte dei ceti più emarginati, che negli ultimi anni sono numericamente cresciuti, per i quali i tempi di attesa nelle strutture pubbliche si sono enormemente allungati ed il ricorso al privato, che sono cresciuti come “funghi “, per loro appare proibitivo. E così i privati, accogliendo gran parte dei pazienti con redditi medi o appena superiori al livello di sopravvivenza, hanno visto – grazie alla benevolenza dei governanti – crescere i loro introiti (in effetti si è reso addirittura conveniente rivolgersi ai privati anche per quanto riguarda il rapporto tra velocità delle prestazioni ed i loro costi).

Presidio sanitario
Oltretutto poi va denunciato l’intervento sulle strutture pubbliche decentrate sanitarie di riferimento nelle medie e grandi città. A Prato la popolosa frazione di San Paolo è stata defraudata progressivamente e proditoriamente di un presidio molto frequentato soprattutto da anziani ed extracomunitari; anche la struttura di supporto che fungeva da CUP per la prenotazione di esami semplici come quelli del sangue è stata nei giorni scorsi abolita costringendo i cittadini ad utilizzare le linee telefoniche con attese lunghissime.
Scrivo questa “nota” per rilevare ancora una volta come questo Governo non possa corrispondere alla Sinistra e sia difensore soprattutto degli interessi privati più forti, sia nazionali che internazionali. Va democraticamente fermato!

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