CINZIA CAPUTO e MIMMO GRASSO due figure rappresentative della Cultura italiana nel nostro Sud – PASOLINI 40 – silloge poetica – PRATO 3 novembre 2015 ore 21.00 al CIRCOLO MATTEOTTI VIA VERDI 30

Nel ritornare alla ricerca delle mie radici culturali lo scorso anno ho incontrato questi due personaggi straordinari della nostra Cultura – Cinzia CAPUTO è stata insieme a me coinvolta da Angela Schiavone per una parte del Festival della Letteratura dei Campi Flegrei dello scorso anno tra Pozzuoli, Bacoli (l’immagine in evidenza è uno scorcio della splendida baia tra Capo Miseno e Punta Pennata proprio a Bacoli) e Monte di Procida. Di Mimmo GRASSO sapevo che cooperava allo stesso progetto ma l’ho meglio conosciuto solo dopo e ci siamo incrociati intorno al suo progetto “Le isole si accendono” che quest’anno (il 2015) per la prima volta si è svolto anche a Prato.

CINZIA CAPUTO e MIMMO GRASSO due figure rappresentative della Cultura italiana nel nostro Sud – PASOLINI 40 – silloge poetica – PRATO 3 novembre 2015 ore 21.00 al CIRCOLO MATTEOTTI VIA VERDI 30

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CAPUTO Cinzia

Psicologo, Psicologo Analista, membro ordinario dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica (AIPA), membro dell’International Association of Analyticol Psychology (IAAP).
E’ stata Responsabile per la sezione campana del progetto Itinerari della Psiche.
E’ Socio della Società Italiana di Psiconeuroimmunologia (S.I.P.N.E.I.)
Lavora a Napoli presso un centro di riabilitazione dove svolge attività di psicodiagnosi e di psicoterapia per bambini e adolescenti; attività di supervisione di gruppo per docenti docenti scolastici e operatori sanitari della ASLNA2; attività di psicoterapia, su prescrizione delle ASLdi competenza, per pazienti segnalati dal Tribunale dei Minori.
Collabora con l’equipe del Laboratorio della Fiaba che svolge attività di psicoterapia di gruppo per bambini autistici e psicotici e per i loro genitori.
Da sempre coniuga arte e psicologia analitica, ha pubblicato vari articoli su questo argomento (es: Emily Dickinson, l’arte per l’essere in: Giornale Storico di Psicologia Dinamica, Vol. XVII, Gennaio ’93/ 33, Napoli) e il libro di poesie
Si occupa di fiabe, di poesia e di narrazione, sia nella psicologia dell’infanzia che in ambito gruppale per la formazione nelle istituzioni (ASL, Università, Scuola).
Ha pubblicato il saggio : Relazionale, Transgenerazionale, Archetipico nella formazione dell’identità in La vita psichica ed. Magi e il libro di poesie: Verso (ed. Manni, Lecce 2005), una piccola guida per viaggare tra gli archetipi, dove miti e riti quotidiani, nella sintassi del sogno, sono utilizzati in funzione terapeutica.

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Mimmo Grasso (n. CZ 1949) ha svolto studi filologici e filosofici; si è occupato di management. Poeta, saggista, critico d’arte, è segretario dell’ Istituto Patafisico Partenopeo. Opere di poesia: Per cerchi mobili (Forlì, 1973), L’Amorosa Visione (Altri Termini, NA, 1980), Mercurio (applicazione dei processi matematici al linguaggio, Altri Termini, NA, 1981), Preliminari (Altri Termini, NA, 1995), ad uso interno (Manni, LE, 1998), Quarta Corda (Manni, LE, 2000 – collana La Scrittura e la Storia), Volturnio (edizione arabo-italiana, La Città del Sole, NA, 2006), Camera ardente (I quaderni di Orfeo, MI, 2005), Come la pioggia dopo la pioggia (edizione portoghese-italiana, Il Laboratorio/le edizioni, NA, 2007), Sebeto (di impianto poematico, in lingua napoletana, Il Laboratorio/le edizioni, NA, 2008), Taranterra (sulla possessione e il dionisismo, Ilfilodipartenope, NA, 2009). Dirige la collana “I poeti di Vico Freddo” ed ha pubblicato cartelle a tiratura limitata in tandem con artisti visivi. Come saggista e critico d’arte predilige un metodo funzionalista-cognitivista. Suoi lavori sono stati messi in scena dal collettivo Asylum Anteatro ai Vergini.

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MONIA GAITA e ANTONIETTA GNERRE – due importanti giovani rappresentanti della CULTURA del nostro Sud – PASOLINI 40 – silloge poetica a cura di Giuseppe Maddaluno e Antonello Nave – presentazione a Prato – CIRCOLO MATTEOTTI – via Verdi 30 – martedì 3 novembre ore 21.00

MONIA GAITA e ANTONIETTA GNERRE – due importanti giovani rappresentanti della CULTURA del nostro Sud – PASOLINI 40 – silloge poetica a cura di Giuseppe Maddaluno e Antonello Nave – presentazione a Prato – CIRCOLO MATTEOTTI – via Verdi 30 – martedì 3 novembre ore 21.00

Gaita Monia

Monia Gaita è nata a Imola (BO) il 7-11- 71 ma vive da sempre a Montefredane, paese d’origine in provincia di Avellino. Da svariati anni scrive poesia. Tra le sue pubblicazioni: Rimandi, Ferroluna, Chiave di volta, Puntasecca, Falsomagro, Moniaspina e Madre terra. Giornalista e critico letterario, organizza eventi culturali nella sua Irpinia, tra i quali Primavera in reading. Promuove con la Pro Loco di Montefredane il Premio di Poesia e Giornalismo “Giuseppe Pisano”. Collabora a Gradiva, rivista italo-americana di poesia fondata da Luigi Fontanella. E’ presente in numerose antologie e la sua scrittura si connota per un uso libero della lingua che punta a coniugare lessemi ricercati e parole attinte al quotidiano in felice e originale mescidanza.

Gnerre Antonietta

Antonietta Gnerre è nata ad Avellino nel 1970 e vive a Prata di Principato Ultra. Ha studiato all’Istituto “S.G. Moscati” di Avellino Scienze Religiose e successivamente ha conseguito il Magistero in Scienze Religiose all’Istituto S. Matteo di Salerno (ambedue gli Istituti riconosciuti dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale), con una tesi sui Diritti dei Fanciulli. Ha superato presso la Diocesi di Avellino l’Idonietà/Abilitazione all’insegnamento della religione Cattolica per ogni ordine di scuola

Giornalista, poetessa, scrittrice, critico letterario e studiosa, ha pubblicato le sillogi poetiche: Il Silenzio della Luna (Menna,1994); Anime di Foglie (Delta 3, 1996); Fiori di Vetro- Restauri di Solitudine (Fara, 2007); Salici di Seta- Il viaggio del Silenzio nei Poeti irpini (Il Silenzio della Poesia, Fara, 2008); Preghiere di una Poetessa (Lo Spirito della Poesia, Fara, 2008); il Saggio: Meditazione poetica e Teologica in Mario Luzi (Delta 3, 2008); Ultimo sogno- Pianeta Terra (Poeti Profeti, Fara, 2009); PigmenTi (Edizioni L’Arca Felice, 2010); Come un Albero di Gòfer, Strada Statale Ofantina Bis (Salvezza e impegno, Fara, 2010); Cristina Campo – Il viaggio silenzioso e spirituale, Il silenzio del diritto, saggi di Diritto e Letteratura, a cura di Felice Casucci (ESI, Napoli, 2013). È presente in numerosi blog letterari e rivista in rete – con interviste e contributi critici a poeti e scrittori. Collabora con la rivista letteraria: Gradiva (International Journal of Italian Poetry). Dal 2007 è Presidente del premio Prata e dell’Associazione socio-culturale Agorà di Pratola Serra; ha curato le rassegne: Conversando (il mercoledì letterario a Montemiletto), Calici di Parole ( Pratola Serra), Itinerari Culturali (A volte, ieri, domani) per l’associazione Agorà. ). È Presidente del Premio di Poesia “Pratapoesia” e fa parte del Comitato Scientifico del Festival della Poesia dei paesi del Mediterraneo. Cura interviste a poeti e scrittori del Mezzogiorno.
È presente in varie antologie e ha ricevuto numerosi riconoscimenti a concorsi di carattere nazionale.
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ALDO FERRARIS – POETA SCRITTORE – PASOLINI 40 – silloge poetica presentazione il 3 novembre CIRCOLO MATTEOTTI via Verdi 30 – PRATO ore 21.00

ALDO FERRARIS – POETA SCRITTORE – PASOLINI 40 – silloge poetica presentazione il 3 novembre CIRCOLO MATTEOTTI via Verdi 30 – PRATO ore 21.00

Conosco Aldo da appena un anno e la nostra amicizia è forte come se ci conoscessimo sin dai tempi della nostra giovinezza. Di recente ha scritto per Valtrend uno splendido libro per adolescenti, “La musica che vola intorno”, straordinario esempio di operazione che riesce a coinvolgere anche i lettori più grandi con frequenti richiami a musiche sia classiche che “pop” – anche quelle dei tempi verdi della nostra gioventù.
– Qualche mese fa passò per Prato per una iniziativa nelle scuole di Campi Bisenzio organizzata insieme alla libreria “Il Gufo”.

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Aldo Ferraris, è nato il 24 maggio 1951 a Novara.
Ha pubblicato le raccolte di poesia: Miles (Regione Letteraria, Bologna -1972); La cattedrale sommersa (Rebellato, Quarto d’Altino -1978); Polimorfismi (Seledizioni, Bologna -1982); Ventidue mutamenti dell’I KING (TAM TAM, Mulino di Bazzano -1987); Guardiano di stagioni (Tracce, Pescara -1989); Mantiche (Anterem, Verona -1990); Codici (Anterem, Verona -1993); Horus, parola improvvisa (nell’antologia: 7 poeti del Premio Montale -Scheiwiller, Milano -1993) – quale uno dei vincitori del Premio Montale nella sezione inediti; Grande corpo (Anterem, Verona -1997); L’orgoglio dell’assenza (All’antico mercato saraceno, Carbonera -1999); Antichissima figlia (La luna, Cupra Marittima -2000 – con una incisione di Antonio Battistini); Acini di pioggia (Gazebo, Firenze -2002); Nulla sarà perduto (Archivi del ‘900, Milano -2004 – Premio Antonia Pozzi); Danza di nascite (Azimut, Roma -2006); Immensa creatura (Lietocolle, Falloppio -2008); L’ospite sulla soglia (Raffaelli, Rimini -2009); Chi non ha avuto perdono (Kairòs, Napoli -2011).
Ha curato e tradotto il poeta palestinese Kamal Jarbawi (Luce d’epifania, Giuliano Ladolfi Editore, 2011).
Il libro di filastrocche per bambini: Che dono vuoi bambino del mondo? (Fondazione Marazza, Borgomanero -2005 – Premio: La casa della fantasia) e la raccolta di racconti L’invenzione collettiva (Editing Edizioni, 2005). . E’ presente nelle antologie:
Poeti italiani nati dopo il 1950, a cura di A. Spatola (Cervo volante n. 15/16, 1983);
Ante Rem – Scritture di fine novecento (Verona, 1998); Il segreto delle fragole – agenda 2001 – 2002 – 2004 (Lietocollelibri); Così pregano i poeti (San Paolo, 2001); Vent’anni di poesia. 1982-2002 (Passigli, 2000); Il corpo segreto (Lietocolle, 2008); Documenti di viaggio (Torino Poesia, 2008); Pollockiana (Torino Poesia, 2009); Frammenti imprevisti(Kairòs, 2011).
Suoi testi sono apparsi, tra altre, sulle riviste:
Anterem, Atelier, Capoverso, Galleria, Gradiva, Hortus, La clessidra, Le voci della luna, Microprovincia, Niebo, Pagine, Vernice.

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IACCARINO MATILDE e SCHIAVONE ANGELA – “PASOLINI 40″ – UNA SILLOGE POETICA – presentazione ufficiale martedì 3 novembre ore 21.00 al CIRCOLO “MATTEOTTI” via Verdi 30 PRATO

IACCARINO MATILDE e SCHIAVONE ANGELA – “PASOLINI 40″ – UNA SILLOGE POETICA – presentazione ufficiale martedì 3 novembre ore 21.00 al CIRCOLO “MATTEOTTI” via Verdi 30 PRATO

Nella pattuglia di poete del nostro Sud in questa silloge “PASOLINI 40″ sono presenti due donne che rappresentano pienamente la loro essenza flegrea – le ho entrambi conosciute dopo il mio pensionamento, allorquando ho voluto liberamente mettere a disposizione quanto ho acquisito con gli anni di esperienza e lavoro didattico e culturale – soprattutto Angela Schiavone mi ha accolto nella sua Associazione permettendomi di poterla sentire anche mia: “Il Diario del viaggiatore”. Matilde Iaccarino l’ho infatti potuta conoscere durante l’organizzazione e la realizzazione dell’Edizione 2014 del “Festival della letteratura nei Campi Flegrei – Premio “Michele Sovente” – “Libri di mare libri di terra” svoltosi tra Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida.

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Matilde Iaccarino , nata a Pozzuoli 1 maggio 1973, insegna lettere al liceo. E’ giornalista, saggista scrittrice. Si è occupata per molti anni di storia contemporanea, pubblicando, numerosi saggi e il libro Fratelliditalia ( pisano edizioni , 2011 )sul tema dell’unità d’ Italia attraverso la stampa del dopoguerra. Dal 2001 ha lavorato con il gruppo d’avanguardia Culturainmovimento dedicandosi alla ricerca poetica con il libro Attraversamenti, passando poi al racconto breve con gli ultimi due lavori Quattordici ( valtrend, 2012 ) e La teoria della buona forma
( valtrend, 2015 ).

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Angela Schiavone, Pozzuoli (Na). Laureata in lettere classiche presso l’Università Federico II di Napoli. Docente di italiano e latino presso il Liceo scientifico “Ettore Majorana” di Pozzuoli. Socia della SIL, società italiana delle letterate. Fondatrice e presidente dell’Associazione culturale “Il diario del viaggiatore,”organizza il Festival della letteratura nei Campi Flegrei “Libri di mare Libri di terra” e il Premio letterario Michele Sovente. ).Fa parte del team del Festival di Narni “Alchimie e linguaggi di donne” e della Scuola di formazione estiva dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici Partecipa, con interventi critico- tematici ,alle attività culturali nei Campi Flegrei e in Campania. Suoi testi lirici sono in L’ospitalità tollerata ( Ed. Ass. J.E.Masslo 2003); Alchimie e linguaggi di donne (Collana a cura di Esther Basile Istituto italiano per gli studi filosofici); Moderne Cantastorie ( Valtrend editore); Terre e moti del cuore ( Valtrend editore ); Una piuma per Alda ( Il LABORATORIO/le edizioni 2013); Poeti e Poesia ( Rivista internazionale n 31. Aprile 2014). E’ stata curatrice della silloge “Canto senza voce “di Claudia Ruggeri ( Ed. la terra degli ulivi). Recentemente ha contribuito , con suoi testi poetici, al percorso “Donne,dee e principesse nel Museo archeologico dei Campi Flegrei”. Fa parte della giuria del premio di poesia “Briciole di emozioni” e di” Città Flegrea” del Comune di Pozzuoli .

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ELIANA PETRIZZI – UN NUTRITO GRUPPO DI POETE E POETI DAL NOSTRO SUD partecipa a “PASOLINI 40” silloge poetica a cura di Altroteatro Firenze e Dicearchia 2008 Prato – parte 4 – ELIANA PETRIZZI

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ELIANA PETRIZZI – UN NUTRITO GRUPPO DI POETE E POETI DAL NOSTRO SUD partecipa a “PASOLINI 40” silloge poetica a cura di Altroteatro Firenze e Dicearchia 2008 Prato – parte 4 – ELIANA PETRIZZI

Oggi accenniamo ad un’altra straordinaria artista che abbiamo incontrato finora solo attraverso il web e per intermediazione di Antonello Nave, che ha avuto la fortuna di incontrarla nelle giornate del Festival di Aliano organizzato dal paesologo Franco Arminio lo scorso agosto. Eliana Petrizzi vive nei dintorni di Avellino, è una pittrice e scrive racconti. Il suo sito è www.elianapetrizzi.com. Il suo blog http://www.elianapetrizzi.blogspot.it/.

Contattata da me per la silloge poetica ha aderito con entusiasmo, donandoci anche una delle sue opere, l’immagine che appare poi sulla copertina del libretto. Per conoscere meglio Eliana potete utilizzare i link che vi propongo. Di recente le è stato dedicato un libro. Qui di seguito ne trovate le principali indicazioni.
ELIANA – INTERVISTA SUI COLORI DELL’ANIMA, è il titolo del libro scritto dal giornalista Franco Genzale, edito da De Agostino Editore; un’intervista a tutto campo che, partendo dai primi anni dell’infanzia, spazia in maniera originale, schietta e profonda su tutti gli aspetti della mia vita: dalla dimensione pubblica e privata a questioni più intimamente artistiche e creative. Un’operazione editoriale che mi trova imbarazzata per la messa a nudo cui mi sono prestata, ma anche emozionata e sorpresa per il risultato di pubblico finora ottenuto.
Il libro, introdotto da una prefazione di Franco Arminio, è corredato da un’appendice di ottanta immagini a colori, che documentano il mio percorso umano e la mia ricerca pittorica dagli inizi, nel 1995, ad oggi.
Gli amici, i collezionisti e tutti coloro che fossero interessati ad acquistarlo, possono ordinarlo al prezzo di 12,00 euro incluse le spese di spedizione, contattandola all’indirizzo mail elianapetrizzi@tiscali.it

https://www.facebook.com/petrizzieliana?fref=ts
https://crateri.wordpress.com/

Dal suo sito copio e incollo uno dei suoi racconti

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“Un viaggio”
pubblicato lo scorso settembre
Prendo un treno oggi, dopo anni. Seduto accanto, Luca non mi vede, perso nell’I-Phone. Niente di nuovo tra noi; carta geografica piegata negli stessi punti, che alla lunga si è spezzata, separando territori un tempo confinanti, spaccando strade e montagne, deviando il corso dei fiumi.
Mi ricordo il sogno fatto dormendo insieme stanotte. Mi trovavo in una città sconosciuta, da sola per strade funeste, talmente limpide e ordinate. Molti estranei mi sorridevano senza fermarsi. Ho incontrato Luca per caso all’angolo di un grande incrocio, e pure lui mi ha sorriso senza fermarsi. Mi sono ricordata allora del paese in cui sono nata. Ho visto un portone chiuso, un muro lasciato ai morsi degli anni, il selciato su cui in un giorno non passano che la luce del sole e un gatto. Più in là, strade impensierite dalle ombre lunghe degli assenti. Ma io è lì che volevo tornare, e lì infine sono arrivata. Come alla fine di una guerra, ho corso per i vicoli portata dal vento, abbracciando anche quelli che non conoscevo.
Ciò che osservo dal finestrino di un treno somiglia così tanto alla vita: la fuga veloce del presente nelle forme in primo piano, il passo più lento degli spazi intermedi, l’orizzonte quasi fermo, il futuro sempre nascosto, dalla motrice se si è seduti nel senso di marcia, sciolto alle spalle se si viaggia controverso. Il tempo mi lascia passare, senza tentare rettifiche agli inciampi. Dal finestrino di un treno il brutto non esiste, ridotto a macchie di un grigio più scuro, di quel grigio che i pittori faticano una vita a indovinare. File di fabbriche che si perdono tra alberi e case sono affioramenti di civiltà estinte. Lì squilli di bianco, là alberi raccontati da una pennellata ruvida e lesta. Vedo la campagna pettinata, da Roma in su, priva della scomposta nostalgia che hanno i paesaggi meridionali, ritrovati intatti rileggendo proprio in questo viaggio le pagine di Carlo Levi. Il rosa carne di vecchi casolari, il celeste del pieno giorno d’agosto e le città degli uomini, diventano costruzioni infantili posate sui campi, senza alcuna pretesa se non quella di partecipare a un’impeccabile logica estetica del paesaggio dipinto.
Non sono triste. Non sono felice. Se penso adesso per quale ragione non vorrei morire, non è per l’amore, né per i piaceri; non per i viaggi, né per nessun arrivo, ma per l’avventura delle forme negli spazi aperti del mondo, tra i raccolti sempreverde dei giorni.

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UN NUTRITO GRUPPO DI POETE E POETI DAL NOSTRO SUD partecipa a “PASOLINI 40” silloge poetica a cura di Altroteatro Firenze e Dicearchia 2008 Prato – parte 3 – STEFANIA TARANTINO

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UN NUTRITO GRUPPO DI POETE E POETI DAL NOSTRO SUD partecipa a “PASOLINI 40” silloge poetica a cura di Altroteatro Firenze e Dicearchia 2008 Prato – parte 3 – STEFANIA TARANTINO

Tra le donne poete presenti nella silloge “PASOLINI 40″ un posto di rilievo assume la figura artistica poliedrica di Stefania Tarantino, filosofa esperta delle tematiche filosofiche sulla problematizzazione della differenza sessuale all’interno della filosofia e del pensiero politico contemporaneo. La sua scheda ripresa interamente dal suo sito http://www.stefaniatarantino.it/ ce la presenta “in prima persona” sia come filosofa che come musicista. Alla Stefania Tarantino musicista ho dedicato un post http://www.maddaluno.eu/?p=2863 – a metà novembre dovremmo avere la possibilità di seguire proprio lei e il suo gruppo “Ardesia” a Firenze. Vi terrò informate\i.

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– La filosofa –

Laureata in filosofia presso l’Università “Federico II” di Napoli nel mese di marzo del 1998, con una tesi dedicata al pensiero di María Zambrano. Traduttrice di María Zambrano (Note di un metodo, Filema, Napoli 2002) e di Jeanne Hersch (Essere e forma, Bruno Mondadori, Milano 2006). Nel 2000, dopo aver vinto una borsa di studio per un corso di specializzazione in Storia della filosofia, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e dopo un soggiorno prolungato in Spagna e in Francia, mi sono trasferita in Svizzera, a Ginevra, dove ho conseguito il Master di studi approfonditi in fenomenologia e il titolo di dottore di ricerca. Fino al 2004 sono stata assistente presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Ginevra e ho partecipato al progetto di ricerca su Jeanne Hersch diretto da Roberta De Monticelli dal titolo “Jeanne Hersch: une femme philosophe à son temps. Un parcours à travers l’éthique, l’esthétique et la pédagogie“, finanziato dal Fonds National Suisse pour la Recherche Scientifique (2002-2004). Ritornata a Napoli, dopo aver avuto una splendida bambina, ho vinto un’altra borsa di dottorato presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) conseguendo il secondo titolo di dottore di ricerca. Sono stata successivamente assegnista presso l’Istituto Italiano per gli studi filosofici di Napoli (Iisf), collaboro (cultrice della materia) presso la cattedra di Storia della Filosofia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli. Dal 2012 al 2013 sono stata assegnista di ricerca presso l’Università degli studi di Salerno in un progetto di rilevanza nazionale (Prin) dal titolo Donne, democrazia e crisi della politica. Attualmente sono assegnista presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” su un progetto relativo alla ricezione kantiana nelle filosofe del XX secolo.

 

– La musicista –

Nel 1988 ho iniziato a suonare il pianoforte con Celeste Zaccaria, allieva di Paolo Spagnolo, e ho dato i primi esami al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”. Ho sempre avuto una passione anche per il canto e mi sono esibita per molti anni con piccoli gruppi locali. Ho conosciuto più tardi Titina Quagliarella, maestra di canto del Conservatorio di Napoli e ho studiato per tre anni canto lirico affinando così le mie qualità vocali. Nel 2000 ho scritto e diretto un’opera teatrale con il sostegno e l’appoggio del gruppo “Zezi teatro”, dal titolo La rivolta del 2640che è andata in scena nell’ambito della manifestazione “Maggio dei monumenti” che si svolge ogni anno a Napoli. Poi sono partita per Ginevra, in Svizzera, dove ho incontrato alcuni musicisti tra cui: Constance Frei (violinista), Raphael Buscaglia (pianoforte), Boris Dunand (chitarra) e Philipp Stubenrauch (contrabbasso). dall’incontro con questi musicisti è nata l’idea di formare un gruppo “Retrovia” che si è esibito in vari locali ginevrini. Il repertorio era diviso in due parti: nella prima proponevo mie composizioni inedite e nella seconda parte una rivisitazione di varie cover. Rientrata a Napoli nel 2005, nel 2009 ho dato vita al gruppo Ardesiaband, con la collaborazione di Maria Letizia Pelosi, coautrice e chitarrista. Il nostro primo album “Incandescente”, che ha visto la partecipazione di Ciro Riccardi, Lucia Marucci, Antonino Talamo e Giuseppe Fontanella, (etichetta Graf Music/Audioglobe), uscito nel 2011, è ispirato al saggio di Virgina Woolf, Le tre ghinee, libro d’avanguardia per il superamento della cultura maschile dominante e per comunicare il senso politico-esistenziale della differenza femminile. Ardesia è dunque un progetto, un’idea, un’ispirazione, un’esplosione di musica tutta al femminile. Da Hannah Arendt a Virginia Woolf, passando attraverso Emily Dickinson, Carla Lonzi, Ingeborg Bachmann e molte altre, la nostra musica propone un sound originale e inedito che mescola sapientemente dolcezza e fermezza, raffinatezza e combattività. Attualmente la band è formata, oltre che da me, da Claudia Scuro (chitarra/basso) e Ciro Riccardi (tromba).

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Un esempio dell’arte musicale di Stefania – il testo è di Emily Dickinson

UN NUTRITO GRUPPO DI POETE E POETI DAL NOSTRO SUD partecipa a “PASOLINI 40” silloge poetica a cura di Altroteatro Firenze e Dicearchia 2008 Prato – parte 2 – MARIA SANTUCCI e IDA DI IANNI

 

 

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UN NUTRITO GRUPPO DI POETE E POETI DAL NOSTRO SUD partecipa a “PASOLINI 40” silloge poetica a cura di Altroteatro Firenze e Dicearchia 2008 Prato – parte 2 –

Un gruppo di poete fa riferimento al Parco Nazionale d’Abruzzo tra Castel di Sangro e Cerro al Volturno. Si tratta di Maria Santucci e di Ida Di Ianni – La prima a presentarsi è Maria Santucci:

E’ nata e vive con la famiglia a Castel di Sangro (AQ), centro turistico dell’Alto Sangro.
Bibliotecaria, esperta in ricerche genealogiche e ricercatrice storica, ha redatto diversi articoli giornalistici sui Templari e sul Monachesimo in Abruzzo collaborando con numerose riviste. Si occupa della storia del suo territorio con particolare riferimento alla studio dei Tratturi ed al recupero delle tradizioni storico-culturali ed enogastronomiche ad esso collegate. Ha pubblicato articoli per le Riviste Abruzzesi “D’Abruzzo” e “Tesori d’Abruzzo”. Oltre a “Profumo di Ciclamini” la sua prima raccolta di poesie, diversi sono i testi regionali contenenti suoi versi come “Il Parnaso d’Abruzzo”, in due pubblicazioni, e “La donna nella Poesia”.
Vari i riconoscimenti di merito e premi ottenuti in diversi concorsi. In ultimo la pubblicazione dei suoi versi nella silloge “Linguaggi ed alchimie di donne” sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Presidenza della Camera dei Deputati nel Comune di Narni. Ha partecipato dal II, all’ VIII Festival della Letteratura – Saggistica – Cinema e Poesia al Femminile di Narni (TR). Per ben 10 anni a Castel di Sangro ha sostenuto organizzandola in loco la Scuola Estiva di Alta Formazione Filosofica.
“Domenico Bozzelli – Un Eroe Dimenticato” è il suo primo saggio storico breve che nasce da una sua ricerca dedicata ad un suo concittadino, che compì un gesto eroico rimasto sconosciuto. Fa parte del Movimento Artistico Letterario Femminile “La Tela del Mediterraneo” con sede in Napoli.
Promotrice di convegni storici e letterari, quest’anno ha organizzato il Convegno “A Sud dell’Expo, Saperi e Sapori” al quale hanno partecipato importanti nomi della cultura nazionale e studiosi del campo enogastronomico e della nutrizione, della musicologia, dell’oreficeria, della poesia e letteratura nonchè uno chef di fama mondiale, avvicendatisi tutti in argomenti molto variegati ed interessantissimi.
La sua ultima raccolta di poesie (70 sillogi per 70 sillabe) “Il silenzio del tempo” è del 2015, edita dalla Volturnia Edizioni.

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La seconda è Ida Di Ianni di Cerro al Volturno
Ida Di Ianni è nata e vive a Cerro al Volturno (IS).

Docente di Italiano e Latino presso i Licei, direttore editoriale della Volturnia Edizioni di Cerro al Volturno (IS), direttore editoriale e redattore della rivista molisana di arte, letteratura, storia, natura e tradizioni “altri Itinerari” (quadrimestrale alla venticinquesima uscita), giurata dal 1997 in diversi Premi nazionali ed internazionali di Poesia e narrativa, svolge attività di critica letteraria (prefazioni e recensioni librarie) ed è promotrice culturale ad ampio raggio. Ha scritto per diverse testate giornalistiche regionali e riviste letterarie molisane e nazionali.

Ha a suo attivo pubblicazioni che attengono i suoi diversi interessi: Impronte d’inverno (poesia, 1998), L’Alta Valle del Volturno – Natura, Storia e Tradizioni (in collaborazione, 1999), Sfogliando pagine (critica letteraria, 1999), Le famiglie feudali in Il Medioevo molisano attraverso torri, castelli, palazzi e fortificazioni (ricerca storica, 2001), Alta Valle del Volturno (guida turistico-culturale, in collaborazione, 2000, ristampa in edizione aggiornata 2009), Dissonanze (poesia, 2002), Vincenzo Rossi ed i canti della terra (saggio, in collaborazione, 2001), Agnone e l’Alto Molise (guida turistico-culturale, in collaborazione, 2003), Scapoli ed il Museo della Zampogna (guida turistico-culturale, in collaborazione, 2006), Gli intangibili blu (prosa-poesia, 2006), Brividi imperfetti (poesia, 2008), Ora nell’aria (poesia, 2010), Moventi (poesia, 2011), Mario Di Ianni – Un uomo, un politico (in collaborazione, biografia, 2012), Dizionario della lingua cerrese (in collaborazione, linguistica, 2012), Paillettes (poesia, 2013), Nido bianco di baci (poesia, 2014) in italiano e spagnolo e Altra partenza (poesia 2015).
Curatrice di molteplici altre opere in seno alla propria casa editrice, autrice anche di testi per documentari e presente in numerose sillogi per La stanza del poeta dell’omonima associazione culturale (Formia, LT)

Riporto un post dedicato a lei a commento di un libro di versi che Ida mi ha donato questa estate.

ALTRA PARTENZA un magnifico dono di Ida Di Ianni – poeta

Forse Ida Di Ianni sa già che ho da sempre una enorme difficoltà a confrontarmi con la poesia, essendo essa una (forse la più importante) delle forme più complesse dell’espressione artistica promanando dal profondo delle vite di coloro che la praticano. I poeti , io, li ho sempre invidiati anche se fin da bambino ed ancora ora provo a confrontarmi con loro. Per questi motivi, e per quella forza di sfida eterna che mi sostiene e muove, sono stato molto lieto per i doni che Ida, in occasione di “A sud dell’Expo” a Castel di Sangro, ha voluto concedermi: prima di tutto la sua amicizia e poi alcune delle sue “poesie” raccolte in “Altra partenza” edito da Volturnia. La poesia di Ida ha evocato in me molte delle sensazioni colte nella lettura di quella splendida antologia delle poete arabe contemporanee tradotte e commentate da Valentina Colombo, “Non ho peccato abbastanza”. La poesia e l’amore che essa in primo luogo tratta e canta assumono una funzione liberatoria da tutti i vincoli moralistici in modo limpido elegante diretto. Oltre ad essere donna si è anche madre: e nei testi ritroviamo quel filo sottile che lega queste due essenze e che non potrà mai essere posto in discussione da certe ideologie “femministe” che interpretano la parità di sesso come mero e freddo livellamento di generi. Altrove emerge una malinconia struggente del ricordo, dei passi perduti, delle occasioni lasciate e prevale il timore di non essere più in grado nemmeno di riportarle a galla della coscienza: è l’inespresso non ancora espresso che tenta di farsi strada. Ed ancora in altri versi affiorano alcuni elementi di insicurezza nel mondo che ci circonda attenuati però dalla vicinanza di una persona amata che riesce a rassicurarci. E su tutto domina l’Amore.

PASOLINI 40 – 3 NOVEMBRE 2015 – CIRCOLO MATTEOTTI PRATO VIA VERDI 30 ORE 21.00

un pool di Associazioni culturali “aperto” alle collaborazioni presenta
PASOLINI 40 – 3 NOVEMBRE 2015 – CIRCOLO MATTEOTTI PRATO VIA VERDI 30 ORE 21.00 –

Sarà presentata una silloge poetica di straordinaria bellezza – ieri abbiamo accennato alla Prefazione ed alla Postfazione – presenteremo i poeti un po’ alla volta

PASOLINI ed il genocidio culturale progressivo

Ritengo che la distruzione e sostituzione di valori nella società italiana di oggi porti, anche senza carneficine e fucilazioni di massa, alla soppressione di larghe zone della società stessa: …larghi strati, che erano rimasti per così dire fuori della storia, la storia della rivoluzione borghese, hanno subìto questo genocidio, ossia questa assimilazione al modo e alla qualità della vita della borghesia.

Come avviene questa sostituzione di valori? Io sostengo che oggi essa avvenga clandestinamente, attraverso una sorta di persuasione occulta. Oggi i modi sono più sottili, abili e complessi, il processo è molto più tecnicamente maturo e profondo. I nuovi valori vengono sostituiti a quelli antichi di soppiatto.

………………………….I giovani hanno perduto il loro antico modello di vita……….. e adesso cercano di imitare il modello messo lì dalla classe dominante di nascosto.

Perché questa tragedia in almeno i due terzi dell’Italia? Perché questo genocidio dovuto all’acculturazione imposta subdolamente dalle classi dominanti? Ma perché la classe dominante ha scisso nettamente “progresso” e “sviluppo”?

Ad essa interessa solo lo sviluppo, perché solo da lì trae i suoi profitti. Bisogna farla una buona volta la drastica distinzione tra i due termini progresso e sviluppo.

Si può concepire uno sviluppo senza progresso, cosa mostruosa che è quella che viviamo: ma in fondo si può concepire anche un progresso senza sviluppo , come accadrebbe se in certe zone contadine si applicassero nuovi modi di vita culturale e civile anche senza, o con un minimo di sviluppo materiale. Quello che occorre è prendere coscienza di questa dissociazione atroce  e rendere coscienti le masse popolari perché appunto essa scompaia, e sviluppo e progresso coincidono.

 

Il regime è un regime democratico…però quell’acculturazione, quella omologazione che il Fascismo non è riuscito assolutamente ad ottenere, il potere di oggi, cioè il potere della società dei consumi riesce ad ottenere perfettamente…distruggendo varie realtà particolari, togliendo realtà ai vari modi di essere uomini che l’Italia ha prodotto in modo storicamente molto differenziato…e allora questa acculturazione sta distruggendo in realtà l’Italia e quello che posso dire senz’altro è che il vero Fascismo è proprio questo potere della società dei consumi che sta distruggendo l’Italia e questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che in fondo non ce ne siamo resi conto, è avvenuta negli ultimi sette dieci anni è stata una specie di incubo in cui abbiamo visto l’Italia distruggersi, sparire…adesso risvegliandosi da questo incubo e guardandoci intorno ci accorgiamo che non c’è più niente da fare…

Domino letterario – giovedì 22 ore 21.00 al Circolo San Paolo in via Cilea 3 – Prato Chiara Recchia presenta MAURO FONDI ed il suo libro “ANGIOLINO si doveva chiamare Benedetti”

 

 

 

AngiolinoUn libro si legge se vi è la curiosità di approfondire il tema che viene annunciato dal titolo e dalla copertina; un libro si legge perché l’autore te ne fa omaggio e ti sei impegnato a presentarlo in una delle prossime occasioni; un libro si legge perchè l’amico che lo ha letto te ne parla così bene da spingerti a farlo; un libro si legge perché dopo le primissime pagine ti prende la voglia di continuare e continuare e continuare…a leggerlo fino alla fine.  Diciamo così: il libro che Mauro mi ha portato durante uno degli incontri politici delle ultime settimane, quegli incontri ai quali si partecipa per poter capire quali speranze ha il nostro Paese, quegli incontri nei quali si entra con ottimismo ed entusiasmo e se ne esce (questo accade a me, ovviamente)  con delusioni e pessimismo, è appunto “ANGIOLINO si doveva chiamare Benedetti” che giovedì sera Chiara Recchia sotto l’occhio e l’orecchio vigile del sottoscritto presenterà al Circolo ARCI San Paolo in via Cilea 3 a Prato. Mauro ha presentato questo libro già in altre realtà cittadine e credo non solo cittadine ma io non ho avuto occasione di assistervi. Peraltro nell’ultima presentazione a “L’Hospice” in Piazza del Collegio sono arrivato ma ho preferito eclissarmi per evitare di dover ripetere qualcosa che avrei potuto sentire (sono fatto così, voglio rischiare di dire le stesse cose ma non voglio che mi si dica che ho copiato). Mauro poi si è lamentato perché nessuno gli pone critiche negative e rilievi ed allora in coda all’incontro di presentazione del libro di Giardi e Mannori alla Libreria Mondadori gliene ho proposta una: la suddivisione in quadri separati della vicenda non mi convince del tutto. Ma, per davvero, questa critica è poca cosa rispetto all’intero impianto narrativo del suo romanzo. Piuttosto avrei bloccato il titolo con ANGIOLINO e non avrei aggiunto altro.

Questo lavoro di Mauro Fondi è un tipico esempio di romanzo di “auto-Formazione” strutturato per quadri ognuno dei quali ha un titolo. Esso è il risultato di una ricerca delle proprie radici e rappresenta un utile esempio per quanti altri (e davvero ce ne sono tanti e sono ancora pochi) vogliano accingersi con modalità simili o diverse a ricostruire la propria storia, vangando e rivangando i territori del passato, quello degli antenati vicini così simili ai nostri. La storia di Angiolo ed Annunziata dalla quale prendono il via le epiche e drammatiche vicende narrate e quella dei loro figli rappresenta anche il movimento della gente comune, quella di tutti i tempi, quasi sempre – ma non solo – la più povera.

Scritto con un linguaggio piano, semplice, mai complesso o involuto, ci mostra a pieno i connotati principali di un popolo operoso nel bene o nel male (lo sfruttamento minorile o il contrabbando)  come quello toscano, ricco di quella particolare cultura  contadina che mette in evidenza la pratica del fare.

Tutti i protagonisti dai più ai meno importanti fanno emergere l’orgoglio del loro lavoro o del loro impegno sin dall’avvio del romanzo nel prologo, e via via lungo l’intero percorso della vicenda che prende inizio da una provvidenziale agnizione nel senso più classico del genere mitologico e favolistico. Mauro Fondi assume i panni ed i connotati del vecchio Ettore, un vagabondo prima per necessità e poi per scelta che assomiglia molto ai vecchi saggi narratori cha hanno fatto la storia delle contrade toscane fino agli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Mauro come Ettore conduce per mano il lettore alla ricerca del passato per riportarlo poi al presente.

Non vi dico null’altro perché la storia è molto ricca ed articolata e va gustata in modo diretto.

Intanto se volete approfittare per sentirla (o risentirla) potete venire al CIRCOLO ARCI SAN PAOLO IN VIA CILEA 3 A PRATO GIOVEDI’ 22 OTTOBRE ALLE ORE 21.00 – Sarete benvenute e benvenuti!

DOMINO LETTERARIO – giovedì 22 ottobre ore 21.00 ARCI SAN PAOLO Prato ore 21.00 – Chiara Recchia presenta MAURO FONDI ed il suo “ANGIOLINO si doveva chiamare Benedetti”

 

9788854612037g

DOMINO LETTERARIO – giovedì 22 ottobre ore 21.00 ARCI SAN PAOLO Prato ore 21.00 – Chiara Recchia presenta MAURO FONDI ed il suo “ANGIOLINO si doveva chiamare Benedetti”

Un libro si legge se vi è la curiosità di approfondire il tema che viene annunciato dal titolo e dalla copertina; un libro si legge perché l’autore te ne fa omaggio e ti sei impegnato a presentarlo in una delle prossime occasioni; un libro si legge perchè l’amico che lo ha letto te ne parla così bene da spingerti a farlo; un libro si legge perché dopo le primissime pagine ti prende la voglia di continuare e continuare e continuare…a leggerlo fino alla fine. Diciamo così: il libro che Mauro mi ha portato durante uno degli incontri politici delle ultime settimane, quegli incontri ai quali si partecipa per poter capire quali speranze ha il nostro Paese, quegli incontri nei quali si entra con ottimismo ed entusiasmo e se ne esce (questo accade a me, ovviamente) con delusioni e pessimismo, è appunto “ANGIOLINO si doveva chiamare Benedetti” che giovedì sera Chiara Recchia sotto l’occhio e l’orecchio vigile del sottoscritto presenterà al Circolo ARCI San Paolo in via Cilea 3 a Prato. Mauro ha presentato questo libro già in altre realtà cittadine e credo non solo cittadine ma io non ho avuto occasione di assistervi. Peraltro nell’ultima presentazione a “L’Hospice” in Piazza del Collegio sono arrivato ma ho preferito eclissarmi per evitare di dover ripetere qualcosa che avrei potuto sentire (sono fatto così, voglio rischiare di dire le stesse cose ma non voglio che mi si dica che ho copiato). Mauro poi si è lamentato perché nessuno gli pone critiche negative e rilievi ed allora in coda all’incontro di presentazione del libro di Giardi e Mannori alla Libreria Mondadori gliene ho proposta una: la suddivisione in quadri separati della vicenda non mi convince del tutto. Ma, per davvero, questa critica è poca cosa rispetto all’intero impianto narrativo del suo romanzo. Piuttosto avrei bloccato il titolo con ANGIOLINO e non avrei aggiunto altro.
Questo lavoro di Mauro Fondi è un tipico esempio di romanzo di “auto-Formazione” strutturato per quadri ognuno dei quali ha un titolo. Esso è il risultato di una ricerca delle proprie radici e rappresenta un utile esempio per quanti altri (e davvero ce ne sono tanti e sono ancora pochi) vogliano accingersi con modalità simili o diverse a ricostruire la propria storia, vangando e rivangando i territori del passato, quello degli antenati vicini così simili ai nostri. La storia di Angiolo ed Annunziata dalla quale prendono il via le epiche e drammatiche vicende narrate e quella dei loro figli rappresenta anche il movimento della gente comune, quella di tutti i tempi, quasi sempre – ma non solo – la più povera.
Scritto con un linguaggio piano, semplice, mai complesso o involuto, ci mostra a pieno i connotati principali di un popolo operoso nel bene o nel male (lo sfruttamento minorile o il contrabbando) come quello toscano, ricco di quella particolare cultura contadina che mette in evidenza la pratica del fare.
Tutti i protagonisti dai più ai meno importanti fanno emergere l’orgoglio del loro lavoro o del loro impegno sin dall’avvio del romanzo nel prologo, e via via lungo l’intero percorso della vicenda che prende inizio da una provvidenziale agnizione nel senso più classico del genere mitologico e favolistico. Mauro Fondi assume i panni ed i connotati del vecchio Ettore, un vagabondo prima per necessità e poi per scelta che assomiglia molto ai vecchi saggi narratori cha hanno fatto la storia delle contrade toscane fino agli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Mauro come Ettore conduce per mano il lettore alla ricerca del passato per riportarlo poi al presente.
Non vi dico null’altro perché la storia è molto ricca ed articolata e va gustata in modo diretto.
Intanto se volete approfittare per sentirla (o risentirla) potete venire al CIRCOLO ARCI SAN PAOLO IN VIA CILEA 3 A PRATO GIOVEDI’ 22 OTTOBRE ALLE ORE 21.00 – Sarete benvenute e benvenuti!

IL DOMINO LETTERARIO E’ ORGANIZZATO DA ADSP CIRCOLO DELLE IDEE E DA ARCI SAN PAOLO VIA CILEA 3

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