I MALI DEL CENTRO STORICO E L’INCURIA DELLA CULTURA

I MALI DEL CENTRO STORICO E L’INCURIA DELLA CULTURA

Suvvia, facciamo tre esempi: “Recuperiamoci” – “Il Gufo” e “Equi-libri”; ma ne potremmo fare anche altri, come “Spazio AUT” o “Spazio polivalente di via Firenzuola” e forse me ne sfuggono altri ancora.
Un’Amministrazione che abbia voglia di operare per la valorizzazione del centro storico di una città come Prato si sarebbe chiesto da tempo come mai la microcriminalità assedi i centri nevralgici del territorio ( a due passi c’è la Curia ed il Duomo, ad altri tre passi il Comune e quel che era la Provincia e comunque la stessa Prefettura non è lontana e postazioni di Polizia e dell’Esercito sono proprio lì in Piazza Duomo ) ma invece applica la pratica dello scaricabarile e difetta di “programmazione” sia di tipo culturale che di tipo civile.
Non si creda che persone come me, con una storia alle spalle nella Sinistra, siano molto contente di dover ammettere di aver visto “giusto” ma purtroppo i fatti per ora mi danno ragione e questa Amministrazione non ha ancora dimostrato di essere “diversa” da quella che vituperavamo perché di Centrodestra.
La sparizione di due importanti librerie, che agivano in settori specifici di tipo “civile” (“Il Gufo” orientata all’editoria per bambini e ragazzi ed “Equi-libri” libreria generalista ma con particolare attenzione ad un’editoria più di “nicchia”) e la difficoltà di uno spazio “sociale” come quello di “Recuperiamoci” (gestito da Paolo Massenzi con sempre maggiori difficoltà anche perché non sostenuto come peraltro lo era nella fase pre-elettorale: c’era un viavai di politici del PD visto con i “nostri” occhi) avrebbero dovuto far sorgere qualche domanda e far assumere qualche “impegno”. Ma non è stato così! ed anche lo Spazio di via Firenzuola, che è ancora in attività ma evidenzia la stanchezza di chi sta disarmando, si sta arrendendo all’insensibilità dell’Amministrazione che ha annunciato senza peraltro fornire date certe la sua chiusura per farci una ristrutturazione per inserirci “uffici”. Ora, diciamocela tutta: non basta intervenire sul piano dei “luoghi” dedicati al confronto ed alla cultura per arginare il fenomeno della microcriminalità (occorrono azioni di “intelligence” che portino alla scoperta ed all’arresto dei “corrieri” e dei “pusher”, e mi sembra strano davvero che non siano “noti” alle forse dell’ordine) ma di certo una città senza quei luoghi “attivi e funzionanti” è più facilmente preda dei malviventi.
E allora, per favore, smettiamola di blaterare in modo sconnesso (anche io farei volentieri a meno di scrivere e mi porrei al servizio di questa collettività orientando il mio impegno) e diamoci da fare per valorizzare tutto il “buono” che questa realtà offre, al di là della Sinistra della Destra e del Centro politico. Smentiamo ancora una volta i detrattori e facciamolo con i “fatti” concreti; in giro Prato è conosciuta anche per la sua Cultura…

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