MI FANNO SORRIDERE – parte terza

2487,0,1,0,256,282,653,1,3,24,23,0,1,146,72,2246,2225,2258,149855
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MI FANNO SORRIDERE – parte terza

A qualcuno che ha provato a chiedere l’apertura di un dibattito più ampio e concentrato sui temi costituzionali, attraverso una fase costituente, si è risposto che ciò avviene – come è avvenuto – solo in casi eccezionali (a tutta evidenza, un pretesto), tipo un “dopoguerra”.
Ma quel che si è chiesto e che si chiede e si chiederà con una voce collettiva è la necessità – quando si predispone un cambiamento cui si vuole dare rilevanza ed importanza – di un coinvolgimento popolare realmente diffuso.
D’altronde va riaffermato (il bisogno di farlo è commisurato alla strumentale sottovalutazione che questo Governo contrappone al rilievo) che questo Parlamento è, se non del tutto illegittimo (la Corte costituzionale non è andata a fondo di questo tema e si è limitata a garantire soltanto la minima governabilità del Paese), scarsamente titolato a produrre una Riforma, fosse anche essa la soluzione concreta dei problemi annosi che dovrebbero essere affrontati e portati a soluzione.

Chiudo questa parte con la consapevolezza che solo con la vittoria del NO al referendum di autunno (ottobre o novembre 2016) potremmo davvero andare ad una successiva rapida ma costruttiva fase costituente, con la quale incidere sui metodi dell’agire politico, operando sull’etica di un servizio civile e non personalistico.
Il cambiamento infatti va prodotto sul serio e solo attraverso la partecipazione democratica – che non sia un vago riferimento ad uso propagandistico, come lo è stato purtroppo finora – e che è mancata e manca in particolar modo nell’anima di questa proposta sulla quale ci si chiede di esprimerci, una proposta che si configura come una sorta di peronismo mediterraneo.

Ai detrattori di mestiere mi piace rilevare come si sforzino a voler dimostrare l’indimostrabile (ecco perché nella parte seconda ho aggiunto in calce la favoletta fedriana). Costoro accusano noi – che siamo per il NO – di essere in modo pregiudiziale contrari non tanto alla Riforma (che addirittura dicono “che non l’abbiamo letta”, “che non scendiamo nel merito” e bla bla bla) quanto a Renzi. Mi chiedo: perché a noi non sarebbe consentito affermare che siano loro succubi di Renzi e che forse non hanno ben compreso la gravità della proposta referendaria? Vogliono arrivare forse allo scontro?

…fine parte terza….

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