reloaded UNA PROFONDA VERITA’ perché voterò NO al referendum

reloaded UNA PROFONDA VERITA’ perché voterò NO al referendum

UNA PROFONDA VERITA’

SE E’ VERO – COME E’ VERO – CHE LA PRIMA PARTE DELLA COSTITUZIONE (QUELLA INTOCCABILE – e vorremmo vedere!) NON E’ MAI STATA APPLICATA O – TUTT’AL PIU’ – E’ STATA PIEGATA AGLI INTERESSI PARTICOLARI DELLE CLASSI DIRIGENTI – CHE FIDUCIA PUO’ AVERE IL POPOLO ITALIANO CHE LE NUOVE REGOLE PROPOSTE CON IL REFERENDUM AUTUNNALE (per il quale il Governo chiede di votare SI, considerandole essenziali per il suo personale concetto di “Democrazia”) POSSANO DAVVERO ESSERE APPLICATE?

LE PROPOSTE REFERENDARIE CHE CI VENGONO SOTTOPOSTE ABBASSANO ULTERIORMENTE E MORTIFICANO IL LIVELLO DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA

Io non rispondo – risponda il POPOLO

VOTATE NO

13680728_663801830440760_6710803222819463021_n

PER SORRIDERE INSIEME – ecco una delle argomentazioni-approfondimenti dei sostenitori del SI al referendum di autunno

13680728_663801830440760_6710803222819463021_n

PER SORRIDERE INSIEME – ecco una delle argomentazioni-approfondimenti dei sostenitori del SI al referendum di autunno

CONVINTO DI FARE UN BUON SERVIZIO DI TIPO CIVILE, PUBBLICO SUL MIO BLOG UN DOTTO E PRECISO APPROFONDIMENTO DA PARTE DI CHI SOSTIENE CHE LA PROPOSTA DI MODIFICA COSTITUZIONALE SULLA QUALE IL POPOLO ITALIANO E’ CHIAMATO AD ESPRIMERSI E’ PER DAVVERO “COSA BUONA E GIUSTA”.

CON LA RIFORMA IL SENATO SARA’ “NOMINATO” DAI CONSIGLI REGIONALI (LA SCELTA PREVISTA E’ TRA DUE SINDACI ED ALCUNI CONSIGLIERI REGIONALI) ED ALTISSIMA E’ LA POSSIBILITA’ DI DISOMOGENEITA’ TRA MAGGIORANZA DELLA CAMERA E MAGGIORANZA DEL SENATO – PERALTRO ANCHE LA CAMERA SARA’ COMPOSTA PER LO PIU’ DA “NOMINATI” DESIGNATI DALLE FORZE POLITICHE – INTANTO E’ DEL TUTTO EVIDENTE LA FARRAGINOSITA’ DELLA MATERIA (in corsivo pubblico l’articolo 70) CHE COMPORTERA’ DISSIDI E RITARDI – NON DIMENTICHIAMOCI CHE IL VERO PROBLEMA DELLA POLITICA ITALIANA NON RISIEDE TANTO NELLE REGOLE MA NELL’ASSENZA DI UNA FUNZIONE ETICA DELLA PRATICA POLITICA TROPPO SPESSO PIEGATA AD INTERESSI MOLTO LIMITATI SE NON INDIVIDUALI O CONNESSI A LOBBIES – I RITARDI CON CUI SI APPROVANO LE LEGGI SONO COLLEGATI AD UNA PROFONDA FRATTURA TRA ELETTORI ED ELETTI COSICCHE’ I PRIMI MOLTO SPESSO SI ASSENTANO – SFIDUCIATI – DAL PARTECIPARE

QUESTA RIFORMA HA UN DIFETTO PROFONDISSIMO – PER GARANTIRE EVENTUALE VELOCIZZAZIONE DEI PROVVEDIMENTI MORTIFICA LA DEMOCRAZIA

Art. 70
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali.
Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato delle Autonomie che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato delle Autonomie può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati, entro i successivi venti giorni, si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato delle Autonomie non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
Per i disegni di legge che dispongono nelle materie di cui agli articoli 57, comma terzo, 114, comma terzo, 117, commi secondo, lettere p) e u), quarto, sesto e decimo, 118, comma quarto, 119, 120, comma secondo, e 122, comma primo, nonchè per quelli che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato delle Autonomie solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Idisegni di legge di cui all’articolo 81, comma quarto, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato delle Autonomie che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. Per tali disegni di legge le disposizioni di cui al comma precedente si applicano solo qualora il Senato delle Autonomie abbia deliberato a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Senato delle Autonomie può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonchè formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati.

ECCO LA RIFLESSIONE PROFONDA DI UN SOSTENITORE DEL SI

Il mito dei troppi procedimenti legislativi della riforma

I sostenitori del No affermano spesso che la riforma costituzionale introduce “troppi” procedimenti legislativi, che potrebbero addirittura portare al blocco del Parlamento. In realtà, il sistema non è così complicato. Vediamo quali saranno i procedimenti legislativi:
Leggi bicamerali (Costituzionali e non): come abbiamo visto qui, con la riforma le leggi bicamerali rappresenteranno una percentuale bassissima sul totale; il procedimento resterà identico a quello attuale.
Leggi non bicamerali: le leggi diverse da quelle bicamerali saranno esaminate dal Senato solo se questo, su richiesta di un terzo dei suoi membri, deciderà di farlo entro 10 giorni dalla trasmissione del testo approvato dalla Camera. In questo caso, il Senato avrà poi 30 giorni per fare le sue proposte. L’ultima parola spetterà alla Camera, che potrà accoglierle o respingerle a maggioranza semplice.
In alcuni specifici casi, facilmente identificabili, si applicheranno piccole varianti procedurali.
Procedimento “a data certa”: la Camera, su richiesta del Governo, potrà deliberare di esaminare un disegno di legge in via prioritaria in quanto essenziale per il programma di Governo. In questo caso, i termini per l’intervento e l’esame del Senato saranno ridotti rispettivamente a 5 (anziché 10) e 15 (anziché 30) giorni. La Camera dovrà deliberare in via definitiva entro 70 giorni.
Conversione dei decreti legge: per le leggi di conversione, considerata l’urgenza, il Senato dovrà disporre di esaminare il testo entro 30 giorni dalla presentazione del ddl alla Camera e avrà 10 giorni dalla trasmissione da parte della Camera (anziché 30) per formulare proposte di modifica.
Leggi a esame “necessario”: l’esame del Senato sarà automatico e non “su richiesta” in due casi:
– quando lo Stato, con legge approvata dalla Camera su proposta del Governo,interverrà su materie non rientranti nella sua competenza esclusiva, esercitando la cosiddetta clausola di supremazia. In questo caso, se le modifiche proposte dal Senato saranno adottate a maggioranza assoluta, anche la Camera, per non accoglierle, dovrà deliberare a maggioranza assoluta;
– per la legge di bilancio; in questo caso il Senato avrà 15 giorni (anziché 30), per mandare le proprie proposte di modifica alla Camera.
Riassumendo, a tutte le leggi non bicamerali si applicherà lo stesso procedimento, con tre possibili varianti, semplici da applicare e riguardanti casi specifici e ben identificati:
– accorciamento dei termini in cui il Senato si deve esprimere (leggi con voto “a data certa”, leggi di conversione dei decreti, legge di bilancio);
– maggioranza assoluta e non semplice perché la Camera possa non accogliere le proposte del Senato (proposte adottate dal Senato a maggioranza assoluta in caso di esercizio della clausola di supremazia);
– esame del Senato obbligatorio e non facoltativo (esercizio della clausola di supremazia e legge di bilancio).
Esiste un rischio di blocco del sistema? Assolutamente no. Le regole sono semplici e chiare.
C’è chi dice che “le leggi saranno molto più lente perché il Senato potrà avocarle a sé e mantenerle per 40 giorni”. E’ purtroppo mera disinformazione. Infatti, con la riforma il passaggio al Senato durerà appunto 40 giorni (e anche meno in alcuni casi). Oggi le letture delle leggi ordinarie al Senato durano, secondo le statistiche ufficiali, tra 117 e 227 giorni, quindi da 3 a 5 volte di più.
Fonte: andreamazziotti.eu

SE SIETE SOPRAVVISSUTI ALLA LETTURA RIFLETTETE SU COME SIA POSSIBILE CHE SINDACI E CONSIGLIERI REGIONALI RIESCANO A CONTEMPERARE LE LORO FUNZIONI “PRIMARIE” (Comune e Regione) CON QUELLE “SECONDARIE”

SE SI VOTA NO SI FA UN BUON SERVIZIO ALLA DEMOCRAZIA

2487,0,1,0,256,282,653,1,3,24,23,0,1,146,72,2246,2225,2258,149855
2487,0,1,0,256,282,653,1,3,24,23,0,1,146,72,2246,2225,2258,149855