PERCHE’ NO – PERCHE’ NO – PERCHE’ NO…………

PERCHE’ NO – PERCHE’ NO – PERCHE’ NO…………

“Non si poteva fare di meglio….” “Meglio questa che niente…” “Non c’erano le condizioni per qualcosa di diverso…”

Sono solo alcune delle argomentazioni dotte e giustificazioni per sostenere il de-merito della proposta di modifica costituzionale che il Governo Renzi ed il Parlamento “anatra zoppa” vogliono sottoporre al referendum di autunno.
Qualcuno si spinge a sostenere che “dopo” l’approvazione di questa scandalosa proposta si possano inserire delle modifiche per renderla migliore. Folle questa idea e folli coloro che si affidano a chi la proclama.

GIL O DELL’AMORE E PASSIONE – PARTE 11 ULTIMA

GIL O DELL’AMORE E PASSIONE – PARTE 11 ULTIMA

Gil, da parte sua, quell’estate la impegnò negli studi e nell’organizzazione di un gruppo teatrale, che non gli negava la buona compagnia. Silvia era nei suoi pensieri soprattutto per la sua dolcezza e quella naturalezza nei rapporti umani che gli era tanto piaciuta sin dal primo momento. Arrivarono i saluti cordiali attraverso una cartolina e poi l’estate finì e tutti ritornarono alla solita vita. Non fu per caso, ma la scusa era tale, che Gil si ritrovasse, anche se non molto lontano da casa sua, all’ingresso della scuola dove Silvia insegnava, accanto ai genitori dei bambini, in un pomeriggio di ottobre. E così, con questo blitz, quasi con cadenza quotidiana, casualmente Gil transitava da quelle parti per accompagnarla a casa. E lui parlava dei suoi progetti culturali e lei con la stessa pazienza di sempre ascoltava. Talvolta si fermavano nei giardini poco distanti da casa di lei ed, anche se non lo erano, ai passanti sembravano due innamoratini.
“Domani c’è un concerto di Francesco De Gregori…che ne dici? Ci andiamo? Ho già due biglietti” e Silvia non rifiutò l’invito. Era un sabato verso la fine dell’inverno e Gil era su di giri quando si presentò sotto casa di Silvia: era metereopatico e si galvanizzava particolarmente quando era imminente la pioggia; e ci scherzava su. Anche quel pomeriggio minacciava pioggia e per fortuna però il concerto era in uno dei teatri più grandi della città. De Gregori era già un mito dei giovani a quel tempo e Lisa possedeva tutti i suoi dischi ed aveva formato il gusto di Silvia, che da parte sua però apprezzava quei testi che apparivano come poetici, alla pari della migliore tradizione francese e nordamericana.
La serata fu ricca di momenti esaltanti; quando uscirono la pioggia li accolse e Gil prestò la sua giacca a Silvia perché si coprisse raccontando ciò che era vero ma che non fu creduto come tale: amava la pioggia, lo rendeva più sereno, e dal punto di vista esistenziale rifletteva sul fatto che un giorno non avrebbe più potuto avere tali occasioni. Raggiunsero l’auto di Silvia che però già all’andata aveva voluto che fosse Gil a guidarla.
Al ritorno verso casa la pioggia continuò battente ad accompagnarli ma erano ben protetti nel piccolo guscio e Gil continuò a parlare di altri incontri con grandi giovani personaggi della musica. Poi ad un certo punto mentre la pioggia insisteva e non consentiva di procedere senza correre rischi Gil si fermò e guardando intensamente gli occhi di Silvia le si avvicinò lentamente e la baciò.

—-FINE—-

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