IO VOTO NO – LA CLAUSOLA DI SUPREMAZIA DIVIDERA’ L’ITALIA IN REGIONI DI SERIE A E REGIONI DI SERIE B, C , D ETC ETC

IO VOTO NO – LA CLAUSOLA DI SUPREMAZIA DIVIDERA’ L’ITALIA IN REGIONI DI SERIE A E REGIONI DI SERIE B, C , D ETC ETC

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In questo post rubo un intervento reperito su Facebook – Lo trovo molto utile ad avviare un’ulteriore riflessione su quel che accadrebbe se la proposta referendaria fosse approvata –

ANCHE PER QUESTO IO VOTO NO

Riporto la risposta data a Vittoria Franco dal signor Gerardo Lisbona, lucano.
La Senatrice sosteneva le ragioni del si non nel merito ma facendo una lista di personaggi che hanno dichiarato di votare come lei è che rispondeva nel merito alle affermazioni della Senatrice. Molti amici sostenitori del si dicono che i sostenitori del NO non entrano nel merito

Quale schemino, la sua risposta dimostra che lei non ha contezza dei contenuti del DDL Boschi.
Esiste una Costituzione formale, alla quale lei si riferisce, e una Costituzione materiale come hanno evidenziato giuristi del calibro di Mortati e Lavagna.
Le costituzioni materiali sono gli effetti che attraverso esse si vogliono produrre sulle condizioni, appunto, materiali di un sistema sociale economico e politico.
La Costituzione approvata dall’Assemblea Costituente nel 47 ed entrata in vigore il 1° gennaio del 48 aveva ed ha come fine la trasformazione del nostro sistema in Democratico e sociale.

Il DDL Boschi ha esattamente il fine contrario e cioè trasformare l’Italia in un sistema oligarchico sul piano politico e neoliberista sul piano economico. A prova di quanto sostengo è sufficiente leggere e studiare il 3° comma dell’art. 116. Le modifiche apportate a questo articolo sanciscono il principio della diseguaglianza sociale in Costituzione. Nessuna Costituzione Democratica sancisce un principio di questo genere.
Tale norma è palesemente in contrasto con i Principi fondamentali della Costituzione vigente, nello specifico il principio di uguaglianza. Questo dato da solo dimostra ancora un’altra cosa e cioè che il vero obiettivo della controriforma renziana è quella di mettere in discussione i principi fondamentali della nostra Costituzione oltre la prima parte e cioè quella che va dall’articolo 16 all’art. 54.
Se poi la riflessione la portiamo sul piano strettamente politico la controriforma di Renzi fa ciò che ne Forza Italia, ne la Lega e nemmeno Alleanza Nazionale sono riusciti a fare all’indomani della fine della c.d. Prima Repubblica. Tutte e tre le formazioni politiche che ho menzionato erano anti sistema nel senso che mettevano in discussione il patto Costituzionale nato dalla Resistenza erede della cultura politica democratica, socialista e repubblicana del Risorgimento ( Costituzione della Repubblica Romana, vessillo Presidenziale voluto da Ciampi). I tentativi di queste forze politiche di mettere in discussione quel Patto, l’ultimo risale esattamente a dieci anni fa , sono sempre falliti grazie all’alleanza dei partiti del c.d. “arco costituzionale” .
Il PD di Renzi alleato di Alfano e Verdini, con la sua proposta di riscrittura della Costituzione se il sì vincerà avrà raggiunto l’obiettivo di mettere in discussione il patto fondativo della nostra repubblica.
La cultura politica del PD è chiaramente neoliberista,mercatista, tecnocratica e schierata a difesa delle oligarchie finanziarie. Da una parte con il novato art. 117 riaccentra tutta una serie di materie che con il novato articolo 116 decentra a favore delle regioni c.d. virtuose cioè quelle che hanno il bilancio in pareggio tra entrate e uscite. In questo modo sancisce in Costituzione il principio dell’austerità economica e di politiche a sostegno dell’offerta, in sostanza politiche neoliberiste. Se poi leggiamo l’art. 116 in combinato disposto con l’art. 70 scopriamo che il terzo dei senatori che possono chiedere di esaminare le leggi approvate dalla sola Camera sono la somma dei Senatori eletti dalle regioni Padane. Ritorna in sostanza il sogno leghista della secessione dolce ma anche il progetto di Chiamparino e di Cacciari, non è un caso che sono per il si,di un PD del nord e di una Italia divisa tra regioni di serie A a Statuto speciale, Regioni di serie A con autonomia regionale spinta e regioni di quarta serie sulle quali si eserciterà il potere di supremazia dello Stato . Il DDL Boschi rompe la coesione sociale e dello stato nazionale questo è l’altro dato non irrilevante per il futuro dell’Italia Tutto questo ha una sua logica perchè fa il paio con la cessione della sovranità nazionale contenuta nella nuova Costituzione. Senta Senatrice facciamo una cosa, la ospito io a Potenza, perchè non ci confrontiamo in un dibattito pubblico. Io sono per il no faccio parte di un comitato che si richiama al coordinamento democrazia costituzionale e lei per il si, le nostre posizioni sono diverse. Mi farebbe piacere incontrarla per confrontarci pubblicamente. Fino ad ora,quelli del si, mi hanno mandato persone non in grado di reggere il confronto, incapaci anche di fare della semplice propaganda. Cose da scrivere ne ho tantissime resto a sua disposizione per un pubblico incontro sempre se lei mi considera degno e non si è ancora fatta prendere dall’arroganza e dalla maleducazione che contraddistingue il segretario del suo partito. Buonasera.

nonono

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