“Sarà una bella giornata!” ANTE e POST

ANTE

“Sarà una bella giornata!” ed un largo sorriso illuminò il mattino di Gil; e per di più era un sorriso di una splendida fanciulla che lo osservò di sghimbescio mentre si allontanava da casa per andare a lavoro.
Ma si allontanò molto poco prima di incontrare altre due ragazze che lo osservarono, lo squadrarono e poi lo presero sotto braccio e lo portarono con loro; due fanciulle dall’età incerta che non fecero però alcuna parola e si accomodarono con lui in dolce ma casta compagnia su un comodo ampio sofà sul quale di lì a poco una donna con un piccolo bambino in procinto di addormentarsi tra le sue braccia si accoccolò accanto a Gil ed alle due giovani ragazze.
La scena però sembrò essere vista da una vecchia megera che di fronte all’apparente “combine” erotica urlò all’untore unico maschio sciogliendo il magico tenero incontro.
Gil, dimentico dei suoi impegni di lavoro tornò verso casa e vi si rifugiò, meditando di uscirne da una porta secondaria e segreta. La trovò tuttavia affollata da personaggi strani e diversi che l’avevano posta a soqquadro: libri dappertutto e materassi squarciati con gli interni disseminati qua e là. Della sua donna non vi era alcuna traccia, ma al suo posto, oltre a presenze misteriose, vide una donna agire in modo imperioso e sicuro come si trattasse della “maitresse” di una vecchia casa di tolleranza.

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“Sarà una bella giornata!” la voce ed un largo sorriso illuminò il mattino di Gil; e per di più era un sorriso di una splendida fanciulla che lo osservò di sghimbescio mentre si allontanava da casa per andare a lavoro. Come il gatto di Alice il sorriso sparì insieme alla dolce fanciulla che lo aveva espresso.

Ma Gil si allontanò soltanto molto poco prima di incontrare altre due ragazze che lo osservarono, lo squadrarono e poi lo presero sotto braccio e lo portarono con loro; due fanciulle dall’età incerta che non fecero però alcuna parola e si distesero con lui in dolce ma casta compagnia su un comodo ampio sofà sul quale di lì ad un batter di ciglia una donna con un piccolo bambino in procinto di addormentarsi tra le sue braccia si accoccolò accanto a Gil ed alle due giovani ragazze. Gil avvertiva il calore dei fianchi prosperosi della madre e ne provava pur a rispettosa distanza un grande piacere, avvertendo sicurezza e tranquillità in quel dolce muliebre consesso.

La scena però sembrò essere vista da una vecchia megera che di fronte all’apparente “combine” erotica urlò all’untore, unico maschio, finendo per sciogliere e vanificare il magico tenero incontro.

Gil se ne irritò e ancor più dimentico dei suoi impegni di lavoro tornò verso casa e vi si rifugiò, meditando di uscirne da una porta secondaria e segreta. Entrò nel portone e salì le poche scale; entrando nel suo appartamento al primo piano lo trovò tuttavia affollato da personaggi strani e diversi che l’avevano posto a soqquadro: libri dappertutto e materassi squarciati con gli interni disseminati qua e là. Della sua donna, che poco prima aveva lasciato nel letto non vi era alcuna traccia, ma al suo posto, oltre a presenze misteriose, vide una donna agire in modo imperioso e sicuro come si trattasse della “maitresse” di una vecchia casa di tolleranza.
La vide indaffarata a trattare con loschi individui indeterminati nella loro apparenza ma non capì bene di cosa confabulassero: il loro linguaggio era astruso. Entrò nella camera da letto dove niente era più al suo posto ed uscì sul terrazzo intenzionato a saltar giù per fuggire da quell’incubo che ormai lo tormentava.
Non ebbe però bisogno di farlo e……….

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