CASE – 11

Feltre_cittadella

CASE – 11

E così parlando di “case” avevo accennato ad una di quelle che mio padre aveva costruito al di là della strada ferrata. Viale degli Aranci è nel Parco Bognar, che a Pozzuoli si legge con la “gn” di “gnocco” ma che dovrebbe essere letto in modo duro “ghn” riferendosi ad una famiglia di origine ungherese proprietaria di una “villa-castello” prospiciente la piazzetta della Metropolitana. E in Viale degli Aranci c’è ancora un appartamento al secondo piano del civico 10 dove i ricordi albergano e di tanto in tanto riesco a farli rivivere ritornandovi. Un ingresso-spogliatoio dal quale si accede sia nella sala da pranzo sia in un corridoio ampio su cui a sinistra si affaccia la cucina, un ripostiglio ed in fondo si accede in un altro corridoio che dà sia su una stanza-studio sia sulla camera da letto sia sul bagno. Ampi terrazzi si aprono dallo studio e dalla camera da letto con vista mare e dalla cucina che affaccia invece sul retro composto da alberi di alto fusto e vista sulla collina di San Gennaro-Solfatara-Astroni-Cigliano-Monte Gauro. C’è molta parte della mia storia, circa quaranta anni, in quell’appartamento e di tanto in tanto vi ritorno, preferendolo a quello “paterno” di via Girone.

Altrove, in un luogo lontano dai Campi Flegrei, che si affacciano sul golfo di Pozzuoli ed hanno di fronte le Isole campane, c’è un luogo nel quale la mia formazione si è ampliata. Un luogo in mezzo alle montagne ai piedi delle Dolomiti, una delle culle dell’Umanesimo pedagogico, la patria di Vittorino, Feltre, in provincia di Belluno. L’abitazione, che ho condiviso prima con amici “occasionali” e dimenticati (uno dei quali portava lo stesso cognome dell’attuale Premier, un reatino simpatico e coinvolgente, docente alle nascenti 150 ore, di cui però ho perduto le tracce), poi con amici che ancora oggi ancor più di prima riconosco come tali e di tanto in tanto risento e rivedo (Pinuccio, di Sannicandro di Bari, vendoliano ed amministratore comunale molto attento alle politiche culturali), era in un luogo strategico e centrale, quasi alla sommità della città antica, arroccata in una valle contornata da alte montagne, come il Tomatico che protegge la città dai raggi solari per lunga parte dell’anno.

CASE – parte 11 continua…

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