GRAMSCI - d'Orsi alla Feltrinelli

GRAMSCI – una nuova biografia – ANGELO d’ORSI – GIOVEDI’ 1° GIUGNO – ORE 16.30 alla Feltrinelli di via Garibaldi – PRATO

GRAMSCI - d'Orsi alla Feltrinelli

GRAMSCI – una nuova biografia – ANGELO d’ORSI – GIOVEDI’ 1° GIUGNO – ORE 16.30 alla Feltrinelli di via Garibaldi – PRATO

Gramsci una nuova biografia_

Lettera XLIX
La mia giornata 4 aprile 1927
Carissima Tania,
da qualche giorno ho cambiato di cella e di raggio (il carcere è diviso in raggi). Prima ero al 1° raggio, 13a cella; adesso sono al 2° raggio, 22a cella.
La mia vita trascorre, su per giú, come prima. Te la voglio descrivere un po’ minutamente;cosí ogni giorno potrai immaginare ciò che faccio.
La cella è ampia come una stanza da studente: a occhio la calcolo tre metri per quattro e mezzo, e tre e mezzo d’altezza. La finestra dà sul cortile, dove si prende l’aria: non è una finestra regolare, naturalmente: è una cosiddetta «bocca di lupo», con le sbarre all’interno; si può vedere solamente una fetta di cielo, non si può guardare nel cortile o lateralmente.
La disposizione di questa cella è peggiore della precedente che era esposta a sud sud-ovest (il sole si vedeva verso le dieci e alle due occupava il centro della cella con una striscia di almeno
sessanta centimetri); nell’attuale cella, che deve essere esposta a sud-ovest ovest; il sole si vede verso le due e sta in cella fin tardi, ma con una striscia di venticinque centimetri. In questa stagione, piú calda, forse cosí andrà meglio.
Inoltre: l’attuale cella è posta sull’officina meccanica del carcere e si sente il rombo delle macchine; ma mi abituerò.
La cella è molto semplice e molto complessa insieme. Ho una branda a muro con due materassi (uno di lana): la biancheria viene cambiata ogni quindici giorni circa. Ho un tavolino e una specie di comodino-armadio, uno specchio, un catino e una brocca di ferro smaltato. Possiedo molti oggetti in alluminio acquistati alla Rinascente, che ha organizzato un reparto nel carcere. Possiedo alcuni libri miei; ogni settimana ricevo in lettura otto libri della biblioteca del carcere (doppio abbonamento).
Al mattino mi levo alle sei e mezzo, alle sette suonano la sveglia: caffè, toilette, pulizia della cella; prendo mezzo litro di latte e ci mangio un panino; alle otto circa si va all’aria, che dura
due ore. Passeggio; studio la grammatica tedesca, leggo la Signorina-contadina di Puskin e imparo a memoria una ventina di righe del testo. Compro un giornale industriale-commerciale, e leggo
qualche notizia economica; il martedí compro il Corriere dei Piccoli, che mi diverte; il mercoledí la Domenica del Corriere; il venerdí il Guerin Meschino, cosiddetto umoristico. Dopo l’aria, caffè; ricevo tre giornali;il pranzo arriva in ore disparate, dalle dodici alle tre; riscaldo la minestra (in brodo o asciutta), mangio un pezzettino di carne (se è di vitello, perché non riesco ancora a mangiare la carne di manzo), un panetto, un pezzetto di formaggio (la frutta non mi piace) e un quarto di vino.
Leggo un libro, passeggio, rifletto su tante cose. Alle quattro, quattro e mezzo, ricevo altri due giornali.
Alle sette ceno (la cena arriva alle sei): minestra, due uova crude, un quarto di vino; il formaggio non riesco a mangiarlo. Alle sette e mezzo suona il silenzio; vado a letto e leggo dei libri fino
alle undici-dodici. Da due giorni, verso le nove bevo una chicchera di camomilla.
Ti abbraccio.
ANTONIO

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