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LA CRISI DELLE POLITICHE DEL PARTITO DEMOCRATICO “RENZIANO” E IL FUTURO DELLA SINISTRA NEL NOSTRO PAESE

LA CRISI DELLE POLITICHE DEL PARTITO DEMOCRATICO “RENZIANO” E IL FUTURO DELLA SINISTRA NEL NOSTRO PAESE

Non sono mica pochi circa 329.000 elettori in meno o in più nell’arco di una sola settimana. Si parla dello 0,7% in meno o in più in sette giorni “di ordinaria follia”. Ed è una sequenza di errori a favore della Destra e del movimentismo incolto dei grillini. Fossi rimasto nel Partito Democratico ne sarei di certo uscito nel corso di questi ultimi mesi, settimane, giorni. L’arroganza e la presunzione supponente del leader e dei suoi “fedeli” sudditi stanno lasciando il posto alla diperazione. Da un lato la proposta di una legge elettorale che va alla ricerca di una via d’uscita dai numerosi “impasse” progettuali (riforme che mortificano l’intelligenza costruite per valorizzare le plutocrazie) dall’altra il maldestro attacco al vertice della Banca d’Italia che non risolve i problemi ma tende a strizzare l’occhio all’opinione pubblica che ormai è avvezza a simili stratagemmi populistici e demagogici più tipici dell’opposizione che dell’area governativa. I segnali di difficoltà da parte del Partito Democratico si rilevano anche nella fase congressuale in corso: a Prato, i votanti non hanno superato il 40% degli aventi diritto e nemmeno il dato sugli iscritti su tutta la Provincia è confortante (sono di poco superiori ai 1000 e solo poco meno del 64% di questi hanno partecipato al voto). Sarà anche perché la scelta di non candidare una figura alternativa al Segretario uscente, che è così rientrato a pieno senza colpo ferire nelle sue mansioni, non ha creato alcun segno di possibile rinnovamento della classe dirigente: ciò non significa di certo che tutto sia andato per il verso giusto in questi anni. Il Partito che rappresenta in toto l’Amministrazione comunale in tutta la Provincia con pochissime eccezioni non è riuscito a costruire un Progetto credibile per la città e per il suo territorio vasto, facendosi condizionare da scelte esterne. Negli ultimi quattro anni l’Amministrazione ha progressivamente perduto il credito che nel 2014 l’elettorato le aveva assegnato, con l’elezione al primo turno dell’attuale Sindaco Matteo Biffoni, che, per accondiscendere a Renzi, abbandonò il suo posto di parlamentare alla Camera. Nella campagna elettorale del 2014 riuscì a costruire un accordo anche con parte della società civile orientata più verso il Centro e la Destra, creando però “in quel momento” fratture a Sinistra e scontentando poi nel corso degli anni sia gli uni che gli altri.
I più “vecchi” ricorderanno quel che accadde nel 2008-2009 quando “qualcuno” promosse un sondaggio segreto che poi fu ad arte svelato per screditare gli Amministratori di allora: il risultato finale fu che si aprirono le porte alla Destra. E non fu certo colpa di chi guardava a Sinistra!
Ecco, oggi il rischio di avere nuovamente la Destra tra poco più di un anno (ma, attenzione, non è mica detto che non sia “poco meno” di un anno) a governare la città di Prato (sorrido amaramente a quella battuta che mi fece un carissimo amico tempo fa: “Prato non è Pistoia!”).
La Sinistra, quella vera, può oggi avere l’occasione buona per compattarsi. Ci si provi, abbandonando schematismi obsoleti, rinunciando a protagonismi improduttivi, e si costruisca un soggetto unico alternativo al Partito Democratico.

Joshua Madalon

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