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La caricatura di una “Sinistra” per denigrarne il Progetto – parte 2 – un avvio di proposta

La caricatura di una “Sinistra” per denigrarne il Progetto – parte 2 – un avvio di proposta

Parte 2

I denigratori di professione continuano a sottolineare che, senza il PD, non vi sia destino favorevole per chi sceglie una strada di autonomia ed indipendenza. E si danno da fare per augurare, a coloro che intendono segnare la differenza tra una Politica caratterizzata da una forma di neocentrismo che occhieggia alla Destra ed un possibile pieno recupero dei valori fondanti e dei principi della nostra Costituzione, modesti risultati. E descrivono la Sinistra, composita e variegata, come un’armata Brancaleone incapace di andare oltre la testimonianza di quei valori e principi tesa soltanto ad ottenere riconoscimenti poco più che personali dei vari leader, che la guidano.
Beninteso, tale rischio c’è: ma, come sottolineato nelle ultime ore, quel rischio sarebbe molto più alto se ci si integrasse all’interno di un quadro politico nel quale la Sinistra sarebbe compressa e la sua identità (quantunque oggi, come scrivo poi, non basta più affermare principi senza entrare nel vivo delle questioni e “sporcarsi” pragmaticamente le mani senza tuttavia compromettersi indegnamente) venisse praticamente ad essere fagocitata in toto in un ambiente sterile ed asfittico.
Rimarrebbe ovviamente il rischio di non riuscire a rappresentare i bisogni e le fondamentali necessità di una parte del nostro Paese cui gli utlimi Governi hanno riservato un trattamento pietistico di concessioni dall’alto.

Ecco cosa intendo per “caricatura” della Sinistra: una massa litigiosa alla ricerca di identità separate che si unisce senza rinunciare ad affrontare, analizzare ed avviare tentativi di soluzioni con proposte sui problemi più importanti che affliggono la nostra gente.
Questo quadretto ben poco idilliaco è in sintesi ciò che il PD e le Destre sperano che noi, donne ed uomini il cui cuore continua abattere a Sinistra, si sia.
Il rischio, come scrivevo, c’è. Ed alcuni segnali degli ultimi giorni lo hanno mostrato: mi riferisco alla questione Brancaccio, contrassegnata da un certo fastidio emerso in una parte delle Sinistre nei confronti dell’attivismo propositivo di due dei principali protagonisti della campagna referendaria vincente del 4 dicembre 2016, Anna Falcone e Tomaso Montanari. L’assemblea convocata al Brancaccio per il 18 novembre è stata annullata proprio per le difficoltà sorte tra le diverse forze politiche, che hanno irritato i due organizzatori. Ne è sorto un forte dibattito che ha coinvolto la società civile che aveva aderito al Progetto ed alcuni rappresentanti di quella parte della nostra gente si sono autoconvocati in un luogo diverso di Roma per proseguire a trattare quei temi e “andare avanti”!

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In proporzioni molto più ridotte ma ugualmente significative anche nella nostra realtà si è verificato uno stacco, un tilt nel percorso di quell’Assemblea “aperta” che abbiamo chiamato “Prato a Sinistra”.

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Ovviamente il livello nazionale “oggi” ha la precedenza, essendo l’appuntamento elettorale politico molto più vicino di quanto non lo sia quello amministrativo locale e, quindi, bisogna affrontare e risolvere la questione che per brevità ho chiamato “Brancaccio” (e chi legge sa che mi riferisco a quel luogo di Roma, il Teatro Brancaccio, dove nel giugno scorso si sono incontrati rappresentanti delle forze politiche alternative al PD e tantissime cittadine e cittadini intenzionati a partecipare ad un vero e proprio rivoluzionario rinnovamento dei metosi e delle pratiche politiche) se non si vogliono fornire alibi discriminatori alla leadership del Partito Democratico ed a quei gruppi che hanno scelto di aderire all’invito di aggregarsi al suo carro.

Il percorso è impervio (anche per la litigiosità meramente ed a tratti artatamente ideologica) ma affascinante: spetta a noi, a quella parte di cittadine e cittadini desiderosi di poter affermare la propria civicità, il desiderio di giustizia sociale, di restituire dignità al mondo del lavoro, di ricostruire un tessuto “culturale” che riesca ad affrontare le discriminazioni e le paure e soprattutto ridia fiducia e sicurezza.

Occorre puntare (e sì, è il mio chiodo fisso!) sulla funzione della Cultura nel senso ampio del termine: molti dei problemi dei nostri giorni si connettono proprio al progressivo sgretolamento dei processi collegati al mondo della Cultura e della Conoscenza.
Bisognerà lavorare, dunque, per riprendere il cammino che ci consenta di costruire un Progetto di Governo del Territorio che affronti le contraddizioni all’interno delle quali la Sinistra ha vissuto solo rivestita di una propria forza autonoma di testimonianza ed allargare il proprio orizzonte per conquistare una più ampia e solida rappresentanza.
Questa è la sfida dei prossimi giorni!

Joshua Madalon

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