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ditemi se questa è PARTECIPAZIONE! – la mia disponibilità ad aprire una petizione!

ditemi se questa è PARTECIPAZIONE! – la mia disponibilità ad aprire una petizione!

Circa tre mesi fa, al ritorno dalle vacanze estive, il 27 settembre ho pubblicato un post su una delle solite “sorprese” che, complice l’estate, siamo soliti ritrovarci come cadeau delle Amministrazioni comunali sui nostri territori. Mi riferisco a quello che un po’ pomposamente (come si esaltano, pensando di parlare a trogloditi!) gli amministratori della città di Prato hanno voluto chiamare “sgambatoio” nella zona San Paolo antistante il fontanello sistemato e tutto circondato nel mezzo di via San Paolo e via Zandonai, strade trafficate in modo intenso in uno spazio verde inutilizzato a ragione per i precedenti motivi.
In quel post che qui di seguito ripropongo “ad memoriam” rilevavo l’assurdità della scelta affrettata (affinché i cittadini si ritrovassero di fronte al fatto compiuto) e ne sottolineavo l’inadeguatezza anche dal punto di vista strutturale: in mezzo al traffico, mancante di una presa d’acqua, mancanza totale di suppellettili per i proprietari dei cani, assenza di spazi per le deiezioni: un “deserto” totale con recinzioni insufficienti per soggetti esuberanti e/o pericolosi per sé (un cane che uscisse scavalcando la recinzione potrebbe essere travolto e provocare incidenti) e per i loro padroni oltre che per coloro che transitano sulle strade limitrofe (il “fontanello” come è ovvio è luogo frequentatissimo).
Luogo polveroso e/o fangoso in maniera inverosimile: è un’altra delle caratteristiche che lo rendono inadatto. Inoltre quando i cani stanno insieme e sono in tanti giustamente ingaggiano competizioni anche sonore, le classiche “cagnare” che particolarmente d’estate, insieme a maleodoranti effluvi, non deliziano il vicinato.
Ciò che è da rilevare peraltro è che la scelta “intelligente” è stata fatta dopo che era stato prodotto un percorso di partecipazione con i cittadini i cui risultati erano che tale “sgambatoio” dovesse essere realizzato “con tutti i crismi” a ridosso della fabbrica “Baldassini” e non era stata in assoluto presa in considerazione la “variante” poi utilizzata.
Sarebbe allo stesso tempo importante sapere come mai quest’ultima sia stata prescelta e chi dei promotori locali che si sentono rappresentativi dell’Amministrazione abbia dato il proprio assenso.
Probabilmente si tratta di una gara dell’ ”assurdo” tra Amministrazioni: visto che quella precedente aveva prodotto una “pista ciclabile” improponibile quest’altra di segno diverso ma di simile incapacità non ha voluto esser da meno.

Joshua Madalon

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Un recinto per “polli” (ma non pennuti, umani e cioè tutti noi contribuenti di San Paolo in Prato)!

…per capirci, la foto in evidenza è riferita ad uno “sgambatoio tipo”….non ha nulla a che vedere con l’obbrobrio di San Paolo…

Questo è il link che accede all’articolo sulla “pista ciclabile”

http://www.maddaluno.eu/?p=342

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C’era una volta a Prato in località San Paolo una “pista ciclabile”, ma erano i tempi della Giunta di centrodestra e noi, cittadine e cittadini di quel territorio, ci siamo attivati per denunciare l’insipienza di tecnici, dirigenti e politici che l’avevano progettata e realizzata, ascoltando solo in modo molto ma molto tardivo e parziale i rilievi pratici di quell’intervento. Ma era per noi logico dal punto di vista ideo-logico che un’Amministrazione di Destra si comportasse in quel modo e faceva gioco favorevole alla nostra parte che sbagliassero. Non avevamo ascoltato a dovere ma non sarebbe stato mai possibile pensarlo (ed ancor oggi in fondo è così) la vulgata che tutti fossero uguali, che non ci fosse differenza tra Destra e Sinistra. Ancor oggi di fronte alle continue scelte sballate (non “sbagliate” intendete! Ma sballate) dell’ attuale Amministrazione di centrosinistra c’è chi come noi che si ostina a pensare che, no, non può essere vero che tutti siano “uguali” (beninteso, la connvinzione che lo siano permane ma sui piani dei diritti e dei doveri, intimamente connessi e concatenati nel giusto equilibrio). Perlomeno non lo dovrebbero essere e fanno di tutto per smentirmi.
Cosa è accaduto? Blitz d’estate, una forma furbesca di prendere in contropiede la massa del dissenso (una buona parte – meno rispetto agli anni passati ma sempre una buona parte – di famiglie era in vacanza), il Comune ha recintato uno spazio per sistemarvi un’area sgambature per cani. L’ha fatto, come detto, in fretta e furia per evitare le proteste. Perché mai avrebbero dovuto protestare? E qui si dà il via alle dolenti note. Ogni qualvolta l’Amministrazione aveva coinvolto i cittadini per stabilire l’organizzazione di spazi sul territorio per l’area sgambature aveva previsto con l’accordo di tutti ben altro spazio, molto più appartato molto più sicuro per tutti. Una forma di partecipazione che a chiacchiere vorrebbe essere il fiore all’occhiello dell’Amministrazione ma che alla fine, dal momento che le scelte popolari non piacciono “forse” già in partenza ai suoi rappresentanti, producono maggior scontento. Tra l’altro nella furia lo spazio è nella maniera più assoluta paradossalmente insufficiente (i metri quadrati sono superiori ma collocati in uno spazio che non essendo adatto finirà per essere molto meno utile al reale bisogno) e manchevole in molti aspetti: manca uno spazio per le deiezioni, cioè una vasca sabbiosa; manca una fontana, per abbeverare gli animali; l’ingresso è su di una strada già ora trafficata ed in procinto di esserlo maggiormente a breve; lo spazio è proprio adiacente ad una serie di condomìni, mentre l’altro confinava con gli orti sociali e con la struttura archeologico-industriale della Baldassini.
Diciamo che l’Amministrazione dimostra ancora una volta che, al di là delle consuete affermazioni demagogiche, non ha rispetto dei cittadini. Lo spazio sarebbe forse più adatto per un “pollaio”. Il Comune lo fa per la popolazione canina, senza neanche consultare i potenziali fruitori del “servizio”. Se i politici del Centrosinistra hanno pensato che i cittadini fossero dei “polli” allora a breve la vendetta potrebbe essere quella di un “contrappasso”: chiuderanno loro in un recinto e butteranno via le chiavi!

Joshua Madalon

GUFO

Foto di Agnese Morganti

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