PRODI “stai sereno”, Renzi e l’amnesia con l’Esercito della Salvezza

PRODI “stai sereno”, Renzi e l’amnesia con l’Esercito della Salvezza

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E’ del tutto evidente che Romano Prodi sia una persona che non porta rancore; mica come tante e tanti di noi che ne siamo accusate ed accusati solo perché non c’è stata condivisione, ascolto e rispetto. Lui forse finge di non ricordarsi (qualcuno maligno parla di Alzheimer) tutta la vicenda dei 101: eh sì la colpa, lo si sa, è di D’Alema, che c’entra Renzi?

Poi quel fetentone di Quagliariello che in “Scena e retroscena di una legislatura spericolata” (Rubbettino), lo riporto dal “Corriere della Sera”, non di certo un “giornaletto scandalistico”,

“rivela un particolare inedito che rischia di rinfocolare le polemiche sui 101 franchi tiratori del Pd. «Tra i grandi elettori non c’è Renzi — si legge a pagina 26 —. Il giovane virgulto è però attivissimo… In un capannello in Transatlantico, Alfano ci racconta di averlo sentito al telefono e di aver ascoltato una voce beffarda assicurare che avrebbe dato tutto il suo contributo alla giubilazione di Prodi». La prova, per il fondatore di Idea, che i renziani presero parte all’agguato contro l’ex presidente della Commissione europea, su ordine del «giovane rampante di Rignano sull’Arno».”

E allora? I dubbi c’erano e si erano divisi tra D’Alema e Renzi, ma sembravano una spartizione di odio tra i vari supporters. Sia cosa sia, forse il Professore avrebbe potuto risparmiarsi questo endorsement, che personalmente ritengo ininfluente e, forse, un segnale deleterio dell’imbarbarimento generale nel quale si va coinvolgendo lo stesso Prodi. Al netto del fatto che ci ha provato a mettere insieme parti che si erano appena allora “scollegate” ma non c’è riuscito, perché le condizioni reciproche erano in assoluto deteriorate. Mancava il collante, non c’era feeling, i soggetti prioritari non dialogavano, tutti sordi alla chiamata. I problemi erano resi difficili dal fatto che in questi anni si erano desertificati i luoghi di discussione, di partecipazione a vantaggio dei “caminetti” personali dei vari big minuscoli medi e di spessore rinchiusi nelle stanze del Potere. Era necessaria dunque la fondazione di una sorta di “Esercito della Salvezza” che provvedesse a reincollare i cocci, non tutti ma abbastanza da evitare ulteriori tracolli. Ci ha provato Pisapia, Fassino e Prodi ma non è riuscita. Fassino ha cercato di dialogare ma ha depresso ulteriormente le possibilità di riuscire.
Si è cercato di mettere in piedi una proposta unitaria delle Sinistre, ma c’erano parti intransigenti che non accettavano un dialogo su come affrontare e risolvere le contraddizioni della Sinistra per portarla ad essere una forza di Governo non solo testimoniale. E si è rotto l’accordo quasi subito, anche perché c’era il rischio di non riuscire ad organizzare una forma di lista credibile prima delle scadenze (i meccanismi devono essere ben oliati, c’è il rischio di fare in fretta e creare sconquassi) ed è per questo motivo che si è dato vita a “Liberi e Uguali”, una lista dalla quale dovrebbe nascere un nuovo Partito che dialoghi con le Sinistre, ivi comprese quelle residuali del “Brancaccio” (Potere Al Popolo) e quella parte che ancora si ostina, forse in attesa di briciole (difficilmente per un mutamento di orizzone politico), a stazionare nel Partito Democratico.
Riparleremo di questo tema, ma ora analizziamo le varie parti del Programma di Governo di “Liberi e Uguali”.

Joshua Madalon

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