La strada verso casa

La strada verso casa

“Avevo smarrito la strada…ma oggi sento di essere vicino a ritrovarla!” è quanto alcuni cittadini avvertono quando, orfani di una collocazione che possa apparire soddisfacente, lo vanno affermando negli ultimi tempi.
“Si è parlato – penso e spero a vanvera – di rottamazioni!” e già il termine è odioso, assimilabile pur lontanamente a quella “soluzione finale” orribile e vituperata in modo evidentemente ipocrita. Dimenticando che è nell’ordine delle cose l’alternarsi di giovinezze e maturità e non occorre l’eliminazione, l’epurazione per succedere a chi non potrebbe poi per affievolirsi delle energie vitali appartarsi in un “buen retiro” da lui stesso scelto ed ambito. In mancanza di coraggio delle proprie pulsioni in un mondo per fortuna democratico, dove nei guanti non si cela più l’ago velenoso delle trame, è del tutto naturale che l’accantonato leader possa con la sua intelligenza riprendere vigore con modalità di rivalsa, “occhio per occhio…dente per dente”.
E così come altri leaders di provincia avvertono di essere sul punto di ricollocarsi, dopo l’avvertimento di essere stati allontanati con modalità improvvide, diseducative per le giovani generazioni che hanno assimilato quegli esempi ed hanno imparato a mescolare le naturali passioni giovanili per una pragmatica deleteria benchè foriera di soddisfazioni. Si dimentica che la Politica può essere una nobile arte nella quale si cimentano i cittadini, alcuni dei quali diventano strumenti per la realizzazione di quanto emerge da una partecipazione collettiva.
Ed è così che, quando invece le scelte vengono decise al di fuori dei consessi partecipativi, si creano le fratture, gli allontanamenti progressivi dai luoghi del confronto, i piccoli, i medi ed i grandi. Ed è così che, quando poi si avverte una nuova possibilità, un nuovo inizio che “possa” significare una ripresa della dialettica, pian piano con delle riserve soggettive ed oggettive ci si avvia a riappropriare di vecchie e nuove relazioni, con prudenza e via via con rinnovato entusiasmo.
E’ questo che va detto a coloro che, pur criticando da tempo le modalità politiche della leadership “pidiota”, si lasciano ancora una volta di più ingannare disconoscendo la deriva centrodestrista di quella formazione. Qualcuno di loro ha ancora l’idea che si possa ritornare indietro dopo che “la nottata sia passata”, ma non ha lo sguardo “lungo” (non quello solo in avanti, ma anche quello all’indietro) per capire che il “degrado” di quella che fu una Sinistra democratica che avrebbe potuto affrontare e risolvere alcune delle problematiche che già emergevano negli anni Ottanta del secolo scorso, si era evoluto malignamente con un accordo progettuale con la peggiore – non la migliore come si auspicavano – la più famelica parte del Centro.
Bisogna essere consapevoli che per riprendere – o forse avviare dall’inizio – un cammino che riporti al centro l’Uomo e la sua dignità senza ipocrisie vi saranno ostacoli difficili da sormontare, forse un nuovo passaggio di centrodestra forse una esperienza certamente non esaltante. Ma dobbiamo impegnarci a costruire qualcosa di nuovo intorno ad una Sinistra democratica di Governo che analizzi contestualmente i bisogni e ne enuclei le vie d’uscita.
“Forse” la strada è già segnata.

Joshua Madalon

28051605