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Un chiarimento necessario (soprattutto per me).

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Un chiarimento necessario (soprattutto per me).

Ho l’abitudine di scrivere, innanzitutto sul mio volto e, poi, anche sui fogli di carta, quelli che sono i miei veri pensieri. Ho mandato a quel paese un po’ di gente senza tante chiacchiere e l’ho fatto spesso in controtendenza, cioè quando meno mi faceva comodo. E, anche per questo, passo per essere un fesso! Ma alla fin fine posso discutere a testa alta con chi mi parla di “coerenza” accreditandosene qualche briciola in più. Sono forse un anarchico, un libero pensatore, ma non ho mai piegato il capo ad una convenienza, comportamento che in Politica è modalità rara.

Non sono però affetto da dogmatismo, checché ne dica mia moglie, la più severa critica delle mie attività politiche, e forse questo è il limite all’interno del quale ci si imbatte in incomprensioni anche con alcuni dei miei interlocutori politici e culturali. Rimango fortemente convinto che fare Politica non significhi esclusivamente affermazione del “proprio” pensiero ma più propriamente il confrontarsi anche aspramente in modo dialettico sulle vie d’uscita da tracciare.

Ho una visione disincantata che mi allontana spesso da coloro che presumono senza interrogare gli altri di avere già le ricette preconfezionate per tutto: ve ne sono tuttora – e tanti, e forse troppi – sul mio cammino.

E negli ultimi tempi, con la maturità degli anni – il loro cumulo non le saggezze –questo mio scetticismo mi provoca un’apparente assenza, una sonnolenza catatonica che tuttavia supero nella forza che mi sopravviene con l’ottimismo della volontà che sopravanza il pessimismo della ragione. Nulla a che vedere con la vita straordinaria di Rolland e Gramsci; la mia è quella di una persona men che normale.

In tutto questo tempo mi sono impegnato a sostenere le minoranze, anche se all’interno di forze di maggioranza – al solito o un primo o secondo Partito per numero di voti – ma non penso di averlo fatto consapevolmente. Se non altro questo mio atteggiamento è stato dovuto proprio a quella libertà di pensiero assoluto che mi ha condizionato dalla nascita. Chi avesse voglia e tempo da perdere può ricercare i miei tragitti; ripongo nei miei lettori – poco meno o poco più dei classici “manzoniani” – la massima fiducia in quel che scrivo (cioè le mie stesse affermazioni di principio poste in alto).

Ed è con tale spirito che, muovendomi in questo bailamme di contesto elettorale, disconoscendo da tempo l’appeal renziano, dagli albori per l’appunto, ho avviato insieme ad altre persone un progetto di alternativa di Sinistra, specificandone le caratteristiche con l’accezione per me necessaria “di Governo”. Qualche dubbio mi è sopraggiunto ma l’ho fugato con la prassi democratica, proponendo che quel contenitore nuovo avesse già nel nome la parola così vituperata, cioè “Sinistra”. Non c’è glamour né appeal nel popolo, i sondaggi non sono favorevoli a sentire quella parola, che certamente suona da sempre come “sventurata” e “nefasta”. Ma è nella nostra storia e dobbiamo portarcela dietro come una Croce per il Cristo.

Con queste modalità di rinnegazione della propria Storia (o che ci sia un inganno?) i due nuovi contenitori che dichiarano una propria appartenenza alla Sinistra ne rifiutano il nome. Per le motivazioni presenti nel secondo capoverso di questo mio scritto ho aderito a partecipare da indipendente e con riserva (per le prospettive dichiarate) alla campagna elettorale di “Liberi e Uguali”. L’ho scritto e l’ho detto. L’ho detto e l’ho scritto.

Intendo lavorare per la creazione di un soggetto unico ed alternativo al PD, che già prima dell’avvento di Renzi ha mostrato scarsa attenzione all’ascolto delle minoranze, soprattutto quelle appartenenti alla Sinistra. Vorrà pur significare qualcosa? Le ambiguità che appaiono con una certa cadenza ossessiva in relazione ad accordi successivi da parte degli esponenti di LeU con il PD, una volta sfiduciato l’attuale leader e leadership, vanno fugate. Diversamente il mio apporto si limiterà all’attuale campagna elettorale.
Confermo la mia chiarezza espressa in alto, assumendomene per intero le responsabilità.

Joshua Madalon

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