Un suggerimento programmatico a “Liberi e Uguali” per un aspetto urgente che(in parte) manca: il ruolo dei “giovani” (e delle donne)

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Un suggerimento programmatico a “Liberi e Uguali” per un aspetto urgente che (in parte) manca: il ruolo dei giovani (e delle donne).

Un altro aspetto colpevolmente assente nel Programma di “Liberi e Uguali” è quello dei “giovani”.
Certamente i frettolosi estensori – per motivi oggettivi e contingenti – del Programma cercheranno una giustificazione proprio nelle urgenze con cui si è dovuto procedere in poco meno di dieci giorni a redigere un “Progetto” acquisendo in fretta e furia alcuni pareri in poche riunioni organizzate in varie parti d’Italia. Personalmente ho partecipato a quella di Firenze e la media degli anni dei partecipanti si aggirava intorno ai cinquanta e più.
Altro rilievo che potrebbe essere addotto per convincerci che “i giovani” siano presenti e tenuti in debito conto sarebbe quello che la loro categoria risulti essere spalmata nei vari temi come l’Istruzione, la Cultura, l’Ambiente. Questi aspetti indubbiamente ci sono e afferiscono a tutte le generazioni ed alle categorie; ma occorre, in senso critico, affermare che non possiamo, non dobbiamo, continuare ad arrogarci l’onere ed il carico di stabilire quali siano i temi che debbano appartenere alle nuove generazioni e le relative declinazioni di questi.
Una lista nuova, quella di “Liberi e Uguali”, che con affetto paragono ad un “seme” che deve ancora del tutto germogliare, può davvero rappresentare un modello nuovo (espresso di già più volte ma con molta ipocrisia da tantissime altre forze politiche) di raccordo tra le diverse generazioni: una delle regole che ho imparato a rispettare è che “tutti” non nasciamo “imparati” (la forma erronea dal punto di vista sintattico tuttavia attiene alla mia “napoletanità”) e che quindi tutti abbiamo da capire, da imparare e soprattutto non possiamo pensare di essere sempre e ancora giovani, anche se “diversamente”!
Nella nostra realtà (la città di Prato ed il suo distretto) abbiamo alcuni vantaggi, nell’avere i tre coordinatori “giovani”, ma per adesso sono soffocati dagli impegni, che da qui ai primi di Marzo correranno a più non posso. Altro vantaggio è dato dai candidati, che per diversi motivi hanno collegato il loro specifico impegno lavorativo ai “giovani” ed anche loro affannano nella ricerca di fare il meglio possibile, senza mai essere stati attori politici di Partito.
Non si può essere autosufficienti, anche per quella maledetta fretta di cui accennavamo.
Ci piacerebbe, allora, avviare un momento di riflessione, che possa poi proseguire fino ed oltre al 4 marzo; un momento di aiuto critico a comprendere meglio l’universo giovanile.
Sarebbe molto opportuno avviare un dialogo un confronto anche in questa fase con contributi esterni (non sappiamo ancora, in questo momento, quale saranno gli esiti e non possiamo darci degli obiettivi realistici: siamo “in prova”!) con alcuni giovani che andiamo intercettando.
Si segnalano altri temi, come ad esempio quello “delle donne”, ma pian piano recupereremo anche in questo settore; cercando ovviamente, così come per i “giovani” di non costituirne aspetti di “separatezza” e di autonomia. In tale direzione tuttavia va la proposta netta di “parità salariale” di cui si accenna sinteticamente ma in modo netto e chiaro nel capitolo dedicato a “DIGNITA’ E DIRITTI PER TUTTI I LAVORATORI”.
“Puntiamo ad annullare il divario salariale tra uomini e donne, ad introdurre misure strutturali di sostegno alla genitorialità.”
Ma di questo, e di altri temi, parleremo nelle prossime ore.

Joshua Madalon

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