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CAMPAGNA ELETTORALE Politiche 2018 con “Liberi e Uguali” al Mercato di San Paolo – venerdì 9 febbraio 2018

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CAMPAGNA ELETTORALE Politiche 2018 con “Liberi e Uguali” al Mercato di San Paolo – venerdì 9 febbraio 2018

Al mercato di San Paolo c’eravamo già stati tante altre volte: l’ultima è stata nel corso del Referendum del 4 dicembre 2016. In quell’occasione lo scontro era palpabile tra i sostenitori del SI e noi del NO e c’era partecipazione emotiva in un senso o nell’altro.
Venerdì scorso ci siamo stati per “Liberi e Uguali” in un contesto climatico abbastanza simile a quello di cinque anni fa, quando si votò addirittura qualche giorno prima mentre imperversavano tempeste. L’altro venerdì infatti non ci si andò perché pioveva e faceva anche freddo, ma in questo sì.
Ci avevano annunciato la presenza di gruppi di Destra e del PD; avevano prenotato due postazioni e ci eravamo preparati: per le Destre ad evitare di rispondere a provocazioni o comunque di non attivarne; per il PD mantenere la distanza per non intralciare il loro impegno. Noi non avevamo avuto la possibilità di prenotare un “banchino” ma sapevamo per esperienza che la propaganda la si può svolgere deambulando oppure mantenendosi in luogo diverso distante dagli altri “contendenti”.
Quando siamo arrivati tuttavia abbiamo trovato un altro Gruppo, “Potere Al Popolo”; siamo passati a salutarli, abbiamo chiesto se vi fossero altri ma non ne erano a conoscenza. Volantinando abbiamo attraversato il mercato nella sua lunghezza e non abbiamo intravisto alcun altro.
La gente ci è apparsa stanca, piegata su se stessa, assolutamente distratta dai propri problemi. Non è certo il “clima” atmosferico ad infierire ma i morsi della crisi che perdurano da troppo tempo in concomitanza con le affermazioni, anche per questo irrifenti ed umilianti, di gaudio di un Governo sedicente di Sinistra che vanta miracoli. Di questi ultimi non c’è traccia tra le persone che incontriamo: è un mercato di popolo, anche se è lo stesso degli anni passati. La crisi ha proseguito a colpire i più poveri, avvicinandoli alla soglia minima di sussistenza; ha impoverito il ceto medio, anche perché lo ha impegnato a sostenere per intero le spese della parte più giovane, inoccupata e di quella meno giovane che ha conosciuto la disoccupazione senza riuscire ad intravedere l’arrivo del pensionamento.
Molti si negano con dignità, altri lo fanno con un certo disprezzo, scorgendo in noi una complicità con il mondo politico e le battute tra i denti riguardano soprattutto l’omologazione tra tutti i politici, pronti ad approfittare di benefit e vantaggi lussuosi alla faccia della povera gente. Altri ancora accusano di responsabilità nell’avvantaggiare la Destra proponendo divisioni nella Sinistra. Pochi sono quelli che interloquiscono e per lo più lo fanno per criticare presenze da loro ritenute inopportune, soprattutto in virtù del fatto che preannunciano di essere preponderanti nelle scelte successive. Ciascuno di noi afferma in ogni caso che si tratta di una lista nuova e che, dopo il 4 marzo, sarà necessario un “tagliando” meno, lo si spera, in presenza di una legge elettorale sconclusionata, (meno) affrettato rispetto a quello di partenza. In quel momento dovremo far valere le nostre idee: non le abbiamo ancora finora portate all’ammasso.
Il prossimo venerdì si replica; ma lo spettacolo non credo che sia diverso. Intanto, però, ci siamo e dobbiamo impegnarci fino in fondo.

Joshua Madalon

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