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DOPO L’8 MARZO è sempre “festa”! Alla ricerca di “Giovanna”!

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DOPO L’8 MARZO è sempre “festa”! Alla ricerca di “Giovanna”!

La memoria comincia a tradirmi, anche se…in parte! Ancora una volta – di tanto in tanto mi capita – mi chiedono di parlare del film “Giovanna” e allora ricordo quei giorni del 1991 durante i quali avevamo ricercato in modo rocambolesco la donna che aveva interpretato il personaggio principale che dà il titolo al corto di Gillo Pontecorvo. Ad un certo punto ci fermammo perché, leggendo i resoconti di un Convegno, organizzato a Firenze dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) insieme a Laboratorio Immagine Donna nel 1985, avevamo letto che la protagonista del film era morta.
Nei mesi precedenti il nostro impegno era stato intensissimo, perché come accade nei “paesi” molti ci fornivano notizie che si rilvelavano del tutto infondate anche se un briciolo di verità emergeva.
Mi sembra di sentire le battute dei soggetti umani che Amadeus tutte le sere ci presenta su Rai 1 nella trasmissione “I soliti ignoti”: “No, non sono io….però….”. Infatti era una vera e propria “catena di S.Antonio” quella che ci ha coinvolto in quell’impresa “Alla ricerca di Giovanna”. La memoria dei nostri informatori non era più incisiva di quella mia di ora – vedi sopra – ed i punti di riferimento erano le “Feste de l’Unità” durante le quali in questa zona d’Italia con prevalenza di Sinistre – ed in particolar modo del PCI – vi era una parte dedicata alle “Miss” (sì, proprio così: io stentavo a crederci ma il femminismo non era ancora radicato tra le compagne). E le indicazioni andavano proprio in quella direzione: si sottintendeva che chi fosse stata “disponibile” per fare il Cinema dovesse essere una sorta di “starlette” come la Mangano, la Bosè, la Loren, la Lollo.
E quel “…però!” pronunciato dai “testimoni” di turno apriva altre porte, a loro volta anticipatrici di un nuovo “No, non sono io….però!”. La ricerca intanto si era bloccata alla notizia che “purtroppo non c’era più Giovanna”.
Come noi la si ritrovasse l’ho raccontato in altre occasioni, l’ho anche scritto su questo Blog negli scorsi anni.
Questa volta nel riprendere il filo dei ricordi avevo una piccola amnesia: tre anni fa andai a cercare Armida nella sua abitazione di via Fra’ Bartolomeo. Non era cambiata, eppure erano passati circa venticinque anni dall’intervista e Armida aveva già quasi ottanta anni.
Negli ultimi tempi, avevo sentito che intanto si era trasferita, era ritornata dalle sue parti, nel Mugello.
Avevo pensato però, per informare tutti dell’evento programmato per l’8 marzo, di far riferimento ad una delle sue ragazze (Armida ha avuto due figlie) che, sapevo, lavorava in Comune qui a Prato; ma…non ricordavo il cognome del marito di Giovanna (eh già sempre quel “nome” appiccicato a lei, Armida Gianassi) e non sapevo come fare. L’unico modo che avevo per risolvere questo inghippo era quello di recarmi in via Fra’ Bartolomeo. Sotto la pioggia che scioglieva il manto nevoso con un tempo da lupi ci sono andato: con un po’ di fatica ed un pizzichino di cialtroneria investigativa, sollevando un’etichetta ho riportato alla mia memoria il cognome, che “ovviamente” non posso svelarvi.

Joshua Madalon

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