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Un breve post 10 marzo 2018

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Un breve post 10 marzo 2018

Una delle poche previsioni che abbiamo fatto e che hanno corrisposto pienamente alla realtà dei fatti è l’ “ingovernabilità” derivate dalla Legge elettorale. Tra le “vergogne” politiche da addebitare al PD ed alla Destra per la scorsa legislatura questa è una delle più gravi.
Come si vuole riparare? Rendendo necessario un accordo “bipartisan”, dopo un logoramento degli sforzi che quasi certamente metteranno in campo sia il M5S che la Lega, entrambi forze politiche intestatarie di un “successo” purtroppo parziale e quindi inutile. Un accordo, o un inciucio, tra parte della Destra e del PD costretti a collaborare per il “bene” del Paese. Avevano visto bene i Partiti della maggioranza spuria e composita della 17° legislatura quando avevano fatto fallire le ipotesi di una Legge elettorale che prevedesse il secondo turno: non avendo risolto molte delle questioni “popolari”, non avendo dato risposte alle problematiche urgenti della parte meno tutelata del Paese, era per tutti forte la preoccupazione che un’ondata di protesta avesse premiato il populismo demagogico del Movimento 5 Stelle e l’unico modo per tenere fuori questa parte era costruire una Legge elettorale che ne impedisse in qualche modo il successo.
Quel che oggi è ancor più drammatico è che la proposta del M5S che, sovvertendo le aspettative di PD e Destra, è risultato vincitore, è fuorviante ed inattuabile. Lo è non tanto formalmente, perchè “tutto” può essere realizzato, a patto che “antropologicamente” sia stata portata avanti un’analisi scientifica sui soggetti collettivi destinatari di quella scelta. Quello che è accaduto, in parte forse inventato ma realistico, con l’avanzamento immediato della richiesta di ottenere il tanto desiderato “reddito di cittadinanza” è già una risposta che preannuncia l’assommarsi di altri urgenti problemi nella parte più povera del nostro Paese, che ha creduto in quella promessa.
Non sarà facile sbrogliare la matassa; anche perché la rabbia ed il senso di impotenza di quella parte di popolazione che ha prodotto l’adesione ai pentastellati potrebbe sfociare in gesti di disperazione nichilistica molto drammatici e pericolosi per la tenuta democratica.
La richiesta che Di Maio va facendo è un “grido di allarme”: si attendeva certo un successo ma non si era preparati a fronteggiarne gli esiti. La frittata è fatta; ma può essere indigesta!

Joshua Madalon

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