1200px-Napoli,_4_febbraio_2010

PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 5

PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 5

E’ sorprendente aver vissuto per circa cinque lustri nell’area partenopea, esservi nato e poi scoprire che a proteggere la città c’è una pletora infinita di santi. Mi verrebbe da ripetere che “non c’è più religione”, cioè che non servono tanti santi a far vincere lo scudetto al Napoli, visto che Torino, patria della Juventus tanto titolata, di protettori ne ha solo uno, anche se è molto forte San Giovanni Battista; ma San Gennaro non bastava e non bastava la Madonna Assunta! No, ce ne volevano altri cinquanta; ma tutti iniseme neanche riescono a far uscire dalle crisi, troppo frequenti da non essere nemmeno riconoscibili, che colpiscono questa città. E così, quella mattina, insieme a Marietta e a Lavinia siamo partiti con la Metropolitana verso Piazza Cavour.
Come sempre, anche in quel caso, la mia mania per la puntualità mi ha spinto ad anticipare la partenza. “Mania” sì, ma con l’esperienza dei ritardi frequenti e delle difficoltà del traffico, ci portano ad arrivare con largo anticipo. Niente di male, però. Il tempo è bello, il clima è caldo e la pasticceria che ci ospita ci invita a consumare pasticcini freschi, sfogliatelle ricce e frolle a volontà e caffè nero bollente.
La pasticceria fu scelta a ragion veduta per la offerta di prodotti freschi gluten free, anche se – meno male che c’era un po’ di tempo – dovemmo attendere qualche decina di minuti – era davvero un po’ presto e di Domenica anche a Napoli, forse più che altrove, si sonnecchia più a lungo.
Alla Porta San Gennaro c’era l’appuntamento con l’Associazione “Insolitaguida”. La fila per l’iscrizione era già lunga e c’erano due banchini per effettuarla. D’altronde noi avevamo già prenotato e si trattava semplicemente di definirne il pagamento e sapere come si sarebbe evoluta la visita al quartiere Sanità, che si trova proprio di fronte alla Porta. “Maddaluno” diedi il mio nome alla signora che scorrendo l’elenco spuntò con un segno il mio nome: “Siete in tre: sono 21 euro”. In cambio mi diede tre adesivi con la “I” da apporre sulla giacca, e tre bigliettini “Gradite tre caffè? Questi sono per voi” indicando l’ingresso di un barrettino lì accanto. Li intascai e rimasero lì: dopo i circa tre caffè presi a casa e i due del bar pasticceria di poco prima, non potevamo esagerare!
La visita ebbe inizio con l’aggregazione di un paio di “portoghesi” che avevano fatto il doppio gioco: ma lasciamo stare, tutto il mondo è paese e se non erano portoghesi quelli là però non erano neanche napoletani! E tutti i Santi che la guida (una signora di circa quaranta anni, che tuttavia senza sfigurare ne dimostrava qualcuno di più) ci snocciolò non servirono a lanciare strali contro gli imbroglioni. San Tommaso d’Aquino, Sant’Andrea Avellino, Santa Patrizia Vergine, San Francesco di Paola, San Domenico Guzman e via dicendo altri quarantacinque nomi alcuni molto noti altri un po’ meno famosi si accodarono al punto che mi chiesi quando i napoletani trovassero il tempo per festeggiarli, supponendo che la classica indolenza “attiva”, un classico “ossimoro”, li porti a festeggiare ben 52 giorni all’anno il proprio Santo patrono.

Joshua Madalon

….fine parte 5….continua….

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