da giovane: la sensibilità ambientalista, storica e culturale….quella politica e cinematografica – ottava parte – 3

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da giovane: la sensibilità ambientalista, storica e culturale… quella politica e cinematografica – ottava parte – 3

Ci si arrampicava con una vecchia FIAT 750 donata al Partito Comunista da qualche sostenitore su per i tornanti insieme al compagno Damiano Rech; questo accadeva soprattutto quando portavamo la tessera a queste famiglie montanare, all’interno delle quali c’erano anziane ed anziani che avevano partecipato alla Resistenza e qualcuno di quelli che avevano vissuto il tempo della Prima Guerra Mondiale in quei territori a cavallo tra i confini italiani ed austro-ungarici: non era – e forse non lo è ancora oggi – insolito sentirsi rispondere: “Comandi!” al solo accenno di un quesito. Nelle campagne elettorali ritornavamo in quei luoghi a fornire le indicazioni di voto ed altre volte, ma raramente, ci capitava di passare di là per la consueta distribuzione del nostro quotidiano, “l’Unità”. Ogni domenica o festività laica, il 25 aprile o il 1° maggio, organizzavamo i gruppi, di solito formati da due compagni, per la distribuzione delle copie del giornale in città e nelle frazioni e non di rado ci si fermava a parlare, invitati a bere un bicchiere di grappa o di vino, che personalmente ho spesso rifiutato guadagnandomi inimicizie non solo formali: il diniego era considerato una vera e propria offesa. Nei primi tempi non riuscivo a districarmi da questo “impegno” e tornavo “ciùco” a casa, per fortuna accompagnato da qualche compagno gentile.
Una delle prime volte che con il Sindacato ci si era recati a Belluno fui vittima della generosità di un compagno molto robusto ed alto che, sulla via del ritorno, mi obbligò a bere del vino aspro perché fatto con uve non del tutto mature alternato a grappe. Il guaio era che l’amico occasionale si fermava a tutti i punti di ristoro che si incrociavano sulla Strada Statale 50 che da Belluno riportava a Feltre e mi costringeva a bere mostrandomi un ghigno ad ogni timido rifiuto. Ovviamente dopo quella volta non capitò più, perché stetti così male, ma così male!
Intanto in quegli anni insieme alla maturazione politica e sindacale si sviluppò anche quella cinematografica e trovai per questa “passione” la collaborazione dello IULM sede staccata di Feltre, dipendente da quella centrale di Milano. Fu molto importante allo stesso tempo l’amicizia con un giovanissimo, Francesco Padovani, che ora è il Direttore della Biblioteca di Pedavena e con alcuni docenti come Cristina Bragaglia o critici cinematografici come Leonardo Quaresima e Giovanna Grignaffini o grandi cinefili come l’architetto Carlo Montanaro. Insieme a Francesco fondammo il Circolo di Cultura Cinematografica “La Grande Bouffe” ispirato in modo indiretto al film di Marco Ferreri, ma per noi doveva significare “una grande scorpacciata” di film. E mettemmo in piedi molte rassegne, aiutati da strutture pubbliche come la Scuola Media, dove c’era un Preside molto disponibile con noi giovani, Gianni Campolo; oppure il Cinema della Curia, che ospitò alcune Rassegne, una delle quali indirizzata espressamente ai giovani con pellicole che si riferivano ai grandi concerti pop del tempo (anni Settanta). E non mancarono rassegne dedicate al cinema d’animazione – per grandi e piccini – così come quella relativa ai capolavori del giallo. Con l’Università allestimmo anche dei percorsi sull’Espressionismo e sul Cinema francese degli anni Trenta; a seguire ma fuori dall’Università, nei locali Liberty della Birreria Pedavena, lanciammo uno sguardo d’insieme al nuovo Cinema tedesco che in quegli anni stava producendo autentici capolavori grazie ad autori come Herzog, Wenders, Fassbinder e altri.

Joshua Madalon
….continua….

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DOPO IL PRIMO MAGGIO…i volenterosi attendono

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DOPO IL PRIMO MAGGIO…i volenterosi attendono

Non possiamo aspettare l’Ascensione (10-13 maggio) o il 2 giugno e poi le vacanze estive (Liberi tutti; tutti al mare, al “Forte”) e poi il settembre pratese che comincia alla fine di agosto e finisce nella prima settimana di ottobre, e poi novembre e via via su fino alle feste di Natale per avviare quel percorso di costituzione di un nuovo soggetto politico della Sinistra, intanto qui a Prato.
Le macerie sono diffuse dappertutto. C’è una situazione di sbandamento soprattutto nella Sinistra con la presenza di “crocerossini” pronti ad andare al soccorso del PD agonizzante sia in modo diretto con un sostegno primario che in modo indiretto con un appoggio condizionato e secondario. Non si vuole, da quella parte accettare l’idea che sia fallito quel modello e che sia in fondo meglio che chi ha una visione neoliberista si accodi alla corte di quella parte di Destra, in linea di massima Forza Italia, lasciando libere tutte le anime progressiste di Sinistra che ancora albergano nel Partito Democratico e che sono state relegate ai margini di esso. D’altronde, anche la sortita di Renzi ier l’altro sera nell’intervista di Fazio ha mostrato l’attitudine alla bugia da parte del leader dimissionario: l’aver ribadito che – riporto quel che ha detto – “non vi sono elementi in comune tra noi ed il M5S” non ci può far dimenticare che tra il suo PD e Forza Italia di Berlusconi sia invece stato fatto più di un accordo e certamente nelle campagne elettorali precedenti non c’erano stati scambi di rose e fiori tra Forza Italia e Partito Democratico; per non aggiungere che in tutte le contese elettorali è accettabile che ci siano affondi reciproci sopra le righe ma che poi ci si ponga a discutere insieme laddove il territorio o il Paese nel suo complesso lo richieda con urgenza.

A Prato vi è – nell’avvicinarsi della scadenza elettorale – la necessità di un chiarimento nell’ambito dei sostenitori del progetto di “Liberi e Uguali”.

Ad alcuni di noi appare che non vi sia condivisione della necessità di predisporre un Progetto politico per la città ed il territorio provinciale tra i tre contrattori della lista “LeU”.
Dopo il risultato elettorale delle Politiche gli unici incontri convocati in modo condiviso avevano lo scopo effimero di uno sfogatoio, nel quale riversare gli accenti critici; non appena invece si è palesata da parte di alcuni di noi l’idea di andare oltre nel costituire un Progetto articolato che avesse il compito di indicare le criticità emerse in questi anni di amministrazione a guida PD, sollecitando una maggiore partecipazione attiva e la costituzione di una Direzione numeicamente più ampia, i rapporti tra i tre “soggetti” costituenti si sono allentati “inspiegabilmente” (perlomeno per chi non ha alcun ruolo, se non quello di “osservatore esterno”).

Da quella posizione peraltro la sensazione è che la “base” dei tre soggetti condivide il disagio creato da un’attesa snervante.
Ora voglio qui ricordare – prima di tutto a me stesso – che nell’incontro di Coiano dello scorso 11 aprile abbiamo deciso assemblearmente – nessuno si è opposto – che ci si vedesse “dopo” il 25 aprile ed il 1° Maggio, scegliendo la data del 9 maggio, cioè il prossimo mercoledì. Rimane da scegliere il luogo. I volenterosi attendono.

Joshua Madalon

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