LA PERDITA DELL’INNOCENZA e……..

Bonaventura maxresdefault

LA PERDITA DELL’INNOCENZA e……..
C’è qualcosa di nuovo o, forse, non c’è nulla di nuovo; o, probabilmente, c’è che il “nuovo” si sta scolorendo o sta modificando il suo già sbiadito colore.
C’è un’età della vita nella quale si sviluppa il senso dell’io e la volontà di essere paladini difensori dei torti e delle ingiustizie.
Indubbiamente tutti hanno vissuto quel periodo, a meno che non si sia nati vecchi e questo può accadere. In Politica poi di fronte alle ingiustizie che non sono mai mancate (quando ero ragazzo c’era gente povera e gente che festeggiava il conseguimento di traguardi plutogratici, ed allora bastava il classico “milione” del signor Bonaventura) solitamente sono le forze di opposizione di Destra o di Sinistra che si occupano di quei temi. Con visioni e tagli diversi alzano le loro voci anche in maniera scomposta e disarticolata per lucrare consensi a basso costo, anche e soprattutto perché troppo spesso la gente “povera” è anche meno attrezzata culturalmente e non riesce ad interpretare facilmente le particolari sfumature delle proposte. Chi ha bisogno non ha nè modo nè tempo per stare a chiedersi se quel che promettono i “politici” sia fattibile o meno ed innanzitutto se chi avanza tali promesse è in buona o cattiva fede. Da che mondo è mondo è stato così e la situazione che oggi abbiamo di fronte non mi appare diversa.
Gli esempi sui “buoni propositi” espressi si sprecherebbero e non ne avanzo, volendo solo menzionarne uno che è quello del Premier Renzi che, esordendo nel suo incarico, annunciò che sarebbe andato personalmente a visitare le “scuole” di tutta Italia per controllarne le caratteristiche soprattutto la loro adeguatezza dal punto di vista strutturale e funzionale. Promise di farlo tutte le settimane: sappiamo tutti com’è andata!
Quando si parte per un viaggio così stimolante ed importante per la propria carriera si è pronti a spaccare il mondo e si vorrebbe fare di tutto per raddrizzare le gobbe dei cammelli; si vorrebbero affrontare le ingiustizie e concedere ai bisognosi un futuro migliore, sottraendo qualche elemento a coloro che hanno vissuto e vivono ben al di sopra dei propri meriti. E non sarebbe nè utile nè giusto utilizzare la “bacchetta magica” perché in quel modo forse qualche torto si sanerebbe ma il rischio di crearne di più potrebbe essere superiore. Sono estremamente convinto della necessità di dare un senso di giustizia diverso da quel che è stato costruito finora, ma questo si ottiene con il silenzio e l’azione non con le minacce e le urla. E soprattutto è necessaria la consapevolezza di essere in un contesto complesso nel quale si rischia di produrre nuove ingiustizie all’interno di vasi comunicanti agitati o da una parte o dall’altra.
Ecco dunque cosa intendevo con la “perdita dell’innocenza”. Di fronte al realismo bisogna adeguare la propria azione politica, non più utopistica ma concretamente declinata sulle ingiustizie sociali, le discriminazioni, lo sfruttamento. Non basta, però, mostrare la propria disponibilità all’ascolto; ci vogliono fatti. Per ora, parlando del nuovo Governo “grigio-verde” (non giallo-verde), ho la sensazione che prevarrà ancora una volta Tancredi Falconeri, quel personaggio del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che di fronte agli eventi “rivoluzionari” siciliani del Risorgimento italiano pronunciò la realistica e profetica frase “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Joshua Madalon

 

 

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