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PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 8

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PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 8

 

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Dall’interno attiguo alla sagrestia c’è la possibilità di visitare le Catacombe di San Gaudioso ma il tempo che era stato previsto per noi non ci consentiva di fermarci. Ad ogni modo ci ripromettemmo di farlo quanto prima.

Pur tuttavia una breve sosta nello spazio ellittico del chiostro la facemmo anche per ascoltare la nostra guida, che accennò ad alcune iniziative culturali di arte contemporanea  che si erano svolte in quegli spazi. Mi lesse nel pensiero e nel bisogno quando consigliò a tutti noi di approfittare della disponibilità di bagni comodi prima di proseguire il nostro cammino.

Avevamo intravisto un viavai di giovani, stranieri. Uscendo poi di nuovo sulla Piazza da un portone secondario del complesso ci accorgemmo che si trattava di un “Bed and breakfast” intestato al “patròn”, il cosidetto “Munacone”, san Vincenzo Ferrer, la cui statua è considerata miracolosa da quando nel 1836 nel primo martedì del mese di luglio, il 5 per l’esattezza, l’epidemia di colera che aveva colpito la città di Napoli fu fermata grazie all’intercessione del Santo portato in processione.

Per proseguire verso il Cimitero delle Fontanelle, luogo finale previsto nel programma, si passa sotto il cavalcavia di Santa Teresa degli Scalzi, strada che sale verso Capodimonte e scende verso il Museo, come genericamente si suole chiamare il Museo Archeologico. Per chi voglia proseguire più rapidamente verso quei due luoghi c’è un comodissimo e gratuito ascensore.

Andando avanti la strada saliva lievemente, impercettibilmente e si passò accanto alle mura della struttura che ospita il Centro d’accoglienza “La Tenda”, un luogo che dal 2005 si è aperto ai bisogni degli “ultimi”, di quelli senza fissa dimora e per fornire servizi educativi e sociali alle famiglie ed attivare percorsi di aggregazione riservati ai minorenni. Il Quartiere ha una sua connotazione “negativa” mediatica che è mitigata dalla presenza di questi “angeli”. In verità, di tanto in tanto, girando lo sguardo noti la presenza inquietante di pattuglie militari in assetto antisommossa e ti chiedi a cosa possano servire. C’è qualche tabernacolo dedicato a “caduti” in una guerra insensata per l’occupazione degli spazi ed il conseguimento di un potere “effimero” e malato. Più avanti poi vedi ragazzine ultra-minorenni che, senza casco, ma dotate di cuffia bluetooth, sfrecciano su motori che senza dubbio consideri potenti tra la folla e con grande sicurezza procedono zigzagando tra i passanti.

Il paesaggio man mano divenne più antropologicamente popolare. Le abitazioni vetuste lasciavano intravedere l’impianto tufaceo corroso ma ancora decisamente possente. Qua e là, potevi notare dagli ingressi spalancati di alcune officine e rimesse la profondità verso cui i vani si estendevano, rendendo evidente che si trattava di luoghi ri(s)cavati dal lavoro degli uomini che ne avevano progressivamente estratto veri e propri manufatti per la costruzione di abitazioni solide e naturalmente ben coinbentate. Sulla destra muovendosi verso le Fontanelle un ingresso indicava la presenza di corsi d’acqua sotterranei.

Eravamo ormai convinti di essere fuori dalla città; l’aria che si respirava era davvero salubre. Eppure il caos del traffico non era molto lontano. Al di sopra delle case sulla nostra sinistra proseguiva il suo percorso lineare via Santa Teresa degli Scalzi ed il rione di Materdei.

….fine parte 8…..

 

Joshua Madalon

FRA PR1
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