VORTICE

UN VORTICE PERICOLOSO

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UN VORTICE PERICOLOSO

Anche se è vero che la Storia può insegnare a produrre comportamenti virtuosi, attraverso la sua conoscenza approfondita, è altrettanto certo che, proprio attraverso gli studi scientifici e seri è del tutto improbabile che le vicende si ripetano in modo pedissequo. Dunque, accanto alla Cultura, nel senso più ampio del termine, bisogna agire,  nei diversi contesti all’interno dei quali ciascuno di noi opera,  con la consapevolezza degli effetti che le nostre azioni, o inazioni, comportano.

Molto raramente troviamo qualcuno dei protagonisti piccoli medi o grandi della Società e della Politica del nostro Paese che esprima una qualsiasi forma di autocritica, che riconosca di avere agito prefiggendosi obiettivi personali di ambizioni, suoi specifici interessi, ammantandoli con falsi ideali riconducibili alle forze politiche e sociali di appartenenza. E’ soprattutto la ricerca dell’ottenimento di fette di Potere nella società il cancro mortale che sta rovinando le nostre vite. In questa direzione non c’è più molta possibilità di riprendere una strada che possa dare risposte concrete alle innumerevoli e diversificate richieste di attenzione che provengono da parti spesso contrapposte, alcune delle quali non sono più in grado di apparire credibili. Nessuno è – sempre più – immune dall’accusa di non essere “onesto” (utilizzo il termine di riferimento urlato dal Movimento 5 Stelle che lo ha utilizzato nelle piazze), ed  è molto difficile riconoscerlo, anche perché ciascuno porterebbe a suo discarico il diverso livello di “onestà”.

Questi percorsi diversificati e trasversali di trasgressività  giustificata finiscono per condizionare qualsiasi intervento legislativo. E’ d’altronde molto evidente che ad ogni azione regolativa che lo Stato nelle sue diverse forme di rappresentanza ha inteso proporre non è stato  mai corrisposto un rispetto  sia da parte di chi avrebbe dovuto applicare quelle “regole” sia da parte di chi le avrebbe dovute  rispettare.  A volte accade anche che dal punto di vista educativo gli adulti non siano il buon esempio per i più giovani; negli ultimi tempi troppe volte abbiamo assistito ad una forma di aggressività nei confronti di pubblici funzionari (insegnanti, impiegati, operatori), rei di appartenere a categorie che mediaticamente sono apparse sempre più indebolite da casi di comportamenti singoli sanzionati penalmente.                                                                             Si è creato un clima di tensione palpabile che potrebbe condurre ad una fase difficile di “non ritorno”!

Nell’ultimo anno in particolare questo si è espresso a ridosso delle contese politiche, nel corso delle quali alcuni partiti e movimenti, nell’intendimento “democratico” di ottenere consensi, hanno tuttavia cavalcato forme demagogiche e populistiche come il “sovranismo” (riferito al “popolo sovrano”, espresso in quel “Prima gli italiani” della Lega), agitando le piazze contro i Partiti di Governo degli ultimi anni, colpevoli a loro dire della situazione precaria attuale della nostra società.  La vittoria di queste forze nella contesa del 4 marzo ha  creato un vortice pericoloso di tensione  da governare, perché ora la gente, sia quelli che hanno mostrato favore per quelle forze politiche sia in gran parte coloro che hanno votato “altro” o si sono astenuti, attende risposte alle promesse.  Basta essere in un mercato, in un ufficio pubblico, in treno o in una piazza ed ascoltare per rendersene conto.

Certamente lo avrebbero potuto fare prima anche quelle forze che il 4 marzo sono uscite sconfitte; dire che alcune/i di noi lo avevano detto serve a poco, oggi. Ed indubbiamente siamo tutti responsabili di quanto accade ed anche di quello che potrebbe accadere. Lo si sappia.

Ne riparleremo, se ce ne sarà il tempo.

 

Joshua Madalon

 

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