L’ESTATE DEL NOSTRO SCONTENTO

 

ospedale-santo-stefano-prato-new-3

L’ESTATE DEL NOSTRO SCONTENTO

Avevo già deciso da tempo; sin dal breve periodo di vacanza al mare che mi ha limitato tecnologicamente. Leggevo quel che accadeva a Prato intorno alla questione del vecchio Ospedale con gli interventi di alcuni protagonisti della querelle.

Avevo già partecipato tra alcune incomprensioni pregiudiziali a quel dibattito, quando mi son ritrovato a lamentare l’inadeguatezza della nuova struttura ospedaliera di Galciana.        In quell’occasione ci si chiedeva perchè mai, nel periodo in cui sarebbero rimaste in piedi le vestigia del “vecchio”, per rafforzare “temporaneamente” le deficienze del “nuovo” (in partenza già si sapeva che la nuova struttura non avrebbe potuto rispondere alle esigenze peraltro aumentate della popolazione) non fosse stato utile l’impiego di una parte di quelle strutture. A mio parere, si è voluto prioritariamente rispondere ai timori di quanti in primis agognano la realizzazione di spazi più “verdi”, preoccupati dal fatto che, non riuscendo a fornire risposte adeguate ed in un certo senso immediate ai bisogni, la demolizione di quegli spazi fosse rinviata alle calende greche. Tutto sommato, ritengo che così facendo abbiano contribuito, volontariamente o involontariamente poco importa, a rendere più difficile la vita dei cittadini, in primo luogo incapienti e fasce deboli, e di riflesso hanno sospinto gran parte dei contribuenti verso la sanità privata, arricchendola a dismisura.

Ora il tempo è passato ed è sempre più complicato tornare indietro: non ho mai pensato che non sarebbe stato, e non sarebbe, attraente la creazione di grandi spazi verdi contornati da pochi manufatti da utilizzare per Cultura e Svago (Giardini, Luoghi riservati ai bambini, alle famiglie ed agli anziani, spazi dedicati all’espressione delle Arti). Lo trovo affascinante; ma il rischio che ciò non soddisfi le mire imprenditoriali di società peraltro incapaci di riconvertire il proprio operato è molto alto.

Dall’altra parte, il settore della Sanità pubblica è squassato da inefficacia e sciatteria, che stanno culminando in uno scandalo del tutto inatteso, con l’arresto di numerosi medici dell’Ospedale Santo Stefano di Prato, accusati di peculato e truffa ai danni dello Stato.

Parlo di inefficacia e sciatteria complessiva, e mi chiedo perché mai non siano messe sotto accuse tutte le componenti ospedaliere che “non potevano non sapere, non capire”  perché non può accadere che, in un Ospedale (qualsiasi),  si possa così frequentemente saltare la lista di prenotazioni.

Intanto la città attende di capire meglio la sorte del Progetto del nuovo Distretto Sanitario di San Paolo. Ho scritto già che non basta aver prodotto scartoffie per rassicurare una popolazione delusa per più diverse ragioni, in quanto nei testi scritti e nelle parole sono espressi concetti ampi ed indistinti nella loro vaghezza.

E, mentre scrivo, parte la questione dell’aumento del costo dell’utilizzo del mezzo pubblico urbano ed extraurbano. Non si tratta di un lieve incremento, ma di un vero e proprio disincentivo all’utilizzo del mezzo pubblico. L’intervento viene giustificato dai dirigenti dell’azienda CAP, autorizzata in ciò dalla Regione Toscana, con il porre in relazione ad importanti migliorie. Verrebbe da obiettare che sarebbe davvero questo il caso di “Pagare moneta, vedere cammello!”. Ovverosia non sarebbe meglio mostrare “prima” quali siano oggettivamente le migliorie e, successivamente, alzare il prezzo?

 

Joshua Madalon