reloaded del PD e delle SINISTRE….

 

 

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Uno degli aspetti più “(non)sorprendenti” della Politica praticata è l’incapacità da parte dei leader e dei suoi sostenitori di assumersi le proprie responsabilità di fronte ad eventi “catastrofici” dal punto di vista del consenso. La colpa è sempre degli “altri”, in primo luogo dei propri avversari interni, poi di qualche altro “esterno” che in qualche modo avrebbe “tradito” e poi ancora degli elettori che non “hanno compreso”. Come è ovvio sto scrivendo del Partito Democratico e di Renzi  & compagnia bella. Indubbiamente ed a conti fatti come disse il Segretario del PD di Prato non condivido più nulla con quel Partito. Detto questo, non intendo esimermi dall’avanzare critiche nei confronti di quella forza politica, perché riconosco che tra i suoi elettori vi sono ancora alcuni, vaghi rappresentanti della Sinistra, resistenti cocciuti creduloni. Ed inoltre c’è anche una parte esterna al PD che considera indispensabile mantenere e rafforzare un rapporto con quel Partito, issando la bandiera dell’antifascismo e della crociata contro le Destre.

Con le mie note mi rivolgo a ciascuno di loro, rigettando le accuse e i vituperi che mi vengono diretti: il Paese ha bisogno di una profonda chiarezza e qualsiasi compromissione sarebbe una sciagura, incompresa dagli elettori. Sono stati questi alcuni, forse i più importanti,  limiti nell’esperienza fallimentare di “Liberi e Uguali” affidata ad una figura poco “radical” ma molto “chic” come quella di Pietro Grasso e caratterizzata da una profonda ambiguità di prospettive.

Quella esperienza è nata sull’onda della “necessità” spaccando tuttavia il fronte della Sinistra ed infliggendo un vulnus ferale al futuro di quella parte politica. Non sto qui a rammentare il “cursus” ma a segnalare che non si può rinnovarlo nel prossimo futuro; anzi, da quella vicenda pessima dobbiamo trarre il necessario insegnamento.

Accennavo nella prima parte proprio all’incapacità della Politica di approfondire le cause delle sconfitte; ed è anche alla Sinistra, quella più vicina al mio sentire, che lancio le mie critiche in relazione a quel che emerge nelle ultime ore:  abbandonate le perenni attese, contornate da una fiducia immeritata verso il PD, e sciogliete le vele verso un nuovo orizzonte. Non soggiacete a rapporti patetici con chi non intende mettere in discussione scelte sciagurate, che hanno mortificato in modo costante il mondo del lavoro subordinato a vantaggio della plutocrazia imprenditoriale ed affaristico-finanziaria, che hanno umiliato denigrandoli e mortificandoli i bisogni della gente, concedendo loro poco più che le “brioches” di Maria Antonietta. Non dimenticate tutto ciò, cosa sperate di poter avere in cambio? Forse qualche piccolo vantaggio personale? Qualche riconoscimento tra le virgole, i punti ed i punti e virgole del Programma? Non vi basta aver compreso quali siano stati i punti di riferimento in questi ultimi anni sia sui territori locali che in quelli nazionali? Non di certo risposte a domande precise della gente semplice.

Forse la volontà di superare la fatica dell’elaborazione programmatica ed avere “’O cocco ammunnato e bbuono” conduce a tutto questo?

Il bisogno estremo di “unità” delle Sinistre non può comprendere accordi con chi della Sinistra non ha mai voluto tener conto. Non sono bastate le “fregature” inflitte ad alcuni di voi nel corso delle esperienze del recente passato?

Tra l’altro il richiamo all’unità antifascista da parte del PD oggi suona come sirena interessata al mantenimento dei poteri e non è espressione sincera.

Joshua Madalon

 

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