AGOSTO FLEGREO 2018 – 6

 

 

AGOSTO FLEGREO 2018 – 6

La scalinata che dalla chiesetta di San Vincenzo porta verso la passeggiata che si distende tra I blocchi di case marinare e la scogliera ha un che di aristocratico e pare molto adatta a location di sfilate di moda. Purtroppo come notavo precedentemente l’ambiente si è progressivamente degradato, forse non più di quanto lo fosse prima. Le aiuole sono aride e prive di radici, come se vi fosse passata un’orda di cani barbarici. L’idea era interessante anche perché prevedeva che una striscia di terra o ponti di legno sorretti da travi d’acciaio avrebbe dovuto abbracciare l’intero corpo del Rione Terra e spuntare all’altezza della Chiesina della Madonna Assunta; per capirci meglio nel luogo dove eravamo poco prima.

La passeggiata è romantica e colma di tanti ricordi cinematografici: mi viene in mente subito il corto di Antonio Capuano, “Sofialorèn”, inserito ne “I Vesuviani”.

 

Il panorama volgendoci a destra è indimenticabile; mentre a sinistra lo sguardo va a colpire quella struttura incompiuta, giustamente forse tale, elevata sulla base dell’ex Ristorante “Vicienzo a mmare”. E’un colpo allo stomaco ritornare ogni volta e trovarla in piedi. C’è stato un acceso dibattito tra vecchi amici, interrotto per motivi tristi. Lucio era convinto che sarebbe stato meglio rimettere in piedi la vecchia struttura in legno; sono convinto, lo ero già da prima, che il tempo non ritorna mai indietro e che, una volta distrutto un manufatto anche per l’incuria della proprietà successivamente ai fenomeni sismici che hanno prodotto ben altre profonde ferite nella realtà puteolana non si possa pensare ad una ricostruzione ma vada abbattuto ed utilizzato semmai per scopi pubblici. Anche in questo caso ci è sembrato che l’indecisione prevalga e che torneremo molte altre volte in questa città e ritroveremo il “mostro”. Eppure a quello spazio mi legavano ricordi festosi e ricchi di passione politica ed anche in questo caso immagini del Cinema, come quelle di “Catene” degli anni Cinquanta con Amedeo Nazzari.

 

 

 

Superato quell’obbrobrio abbiamo passeggiato serenamente lungo il nuovo Corso Umberto con il Lungomare Pertini e Lungomare Yalta, frequentatissimi da persone di tutte le età soprattutto verso sera quando si può godere la brezza marina. Spazi vari, sedute comode per larghezza e straordinariamente pulite; ampio lo spazio per il passeggio tanto che si può proseguire in pattini o bicicletta. E’ uno dei luoghi dove quasi ogni sera si va ed a volte si incontrano vecchi amici.

Rendo omaggio a Claudio Correale mostrando uno dei suoi video che illustra proprio questa parte della città. A metà percorso io e Mary ci siamo fermati davanti ad un balcone arredato artisticamente un po’ come quelli della Napoli del popolo. Ma ne parleremo poi.

J.M.