RITORNO A POZZUOLI estate 2018 parte 4

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RITORNO A POZZUOLI estate 2018 parte 4

“Vado via qualche giorno…” saluto gli amici del condominio, che intanto erano passati a farci dei cadeaux deliziosi, alici marinate e cozze.  Me ne lamento perché non ne potrò godere, ma sono certo che Mary, che rimarrà qui, saprà apprezzarle e…mi dirà. “Mannaggia…” tra me e me. Devo tornare a Prato per delle commissioni familiari, ma ne approfitterò per curare le mie imprese politiche, anche se non è mica detto che senza di me non riescano meglio. Prima di prendere la via della partenza agli amici chiedo un’informazione: “Ma voi riuscite a leggere il contatore del gas?” Sergio rivela che lui non lo ha mai fatto e che se ne occupa la moglie. Chiamata in causa, Vittoria dice che lei lo legge senza problemi: “Basta mettere uno specchio!” e sì, perché questi contatori sono stati tutti esposti in modo esterno girati a godersi  il paesaggio, beati loro! “Certo!” dico io “quello che c’era prima lo leggevo; ma quest’ultimo che ci hanno montato l’anno scorso, no!”    “L’anno scorso? Ma noi abbiamo ancora quello vecchio! E perché mai a voi l’hanno cambiato? Lo avete richiesto?”. A dire il vero, i gestori del gas ci avevano inviato un comunicato a Prato  nel quale ci avvertivano che sarebbero passati a sostituirci il dispositivo a fine maggio. In quell’anno si lavorava ancora e sinceramente era abbastanza improbabile che uno di noi si fosse presenti  in quel periodo. Mi affrettai a comunicare la richiesta di rinvio attraverso pec senza però ricevere alcun segnale, per cui a metà luglio quando decidemmo di scendere mettemmo in conto che avremmo affrontato il problema. In primo luogo decisi di riutilizzare la pec; di solito si dovrebbe avere una risposta nel giro di ventiquattro quarantotto ore. Nulla di nulla. Cercai su Internet un recapito telefonico; provai quest’altra  strada, ma non rispose nessuno.  Poiché era tutto rimasto lettera morta pensai di cercare ancora sul web un indirizzo valido per comunicare de visu il nostro disagio. Ci precipitammo a quell’indirizzo, consapevoli che “forse” avremmo risolto. Era una struttura protetta da portoni blindati e varchi quasi militari. A mio rischio e pericolo, sceso dall’auto, mentre Mary mi attendeva al sole,  entrai e palesai il motivo per cui ero arrivato fino a lì. Furono cortesi e dopo una spiegazione la più precisa e dettagliata dei vari passaggi, mi comunicarono che sarebbero passati il giorno dopo, in mattinata dalle 9 alle 12. Tronfio dell’essere finalmente giunto ad un obiettivo concreto dopo lunghe inutili peregrinazioni telematiche, ci apprestammo all’attesa.  Aspettammo fino alle 12.30; poi, visto che non si era palesato persona alcuna, neanche il postino, telefonai all’ufficio nel quale ero andato il giorno avanti. Per fortuna, risposero. Dopo una breve indagine, mentre la solita musichetta sinfonica allietava l’attesa, ci informarono che si scusavano ma da lì a una settimana ci avrebbero risolto il problema, giurarono sui loro principali che ciò sarebbe accaduto con la massima precisione: alle 9 del mattino del giovedì successivo qualcuno avrebbe provveduto. Se ricordo bene, dissi che non avrei atteso oltre le 9.30 e loro mi rassicurarono nuovamente. Avevano ragione, infatti. L’operaio arrivò munito di tesserino di riconoscibilità e con un pacchetto integro. Ci spiegò che era finita la scorta già da più di una settimana e che avevano dovuto anche loro fermarsi per attendere il nuovo stock.

Già, perché ho raccontato tutto questo? Erano tutti sorpresi per quell’oggetto nuovo in nostro possesso. Mannaggia a loro! Non funziona, caspita! Non riesco a leggere i consumi e quando all’improvviso per qualche strano “miracolo” tecnico la cifra appare è scritta in un formato piccolissimo ed io che sono oltre che sordo anche cecagnolo non ce la faccio a leggerla. Diciamola così: loro, i condòmini, invidiano noi e noi loro. Così va spesso il mondo…voglio dire, così (va) nel secolo ventunesimo…..(non me ne vogliano i manzoniani e don Alessandro!).

 

J.M.

 

…..e intanto io parto…… ma ritorno, eh!

 

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