AVERE LA FACCIA COME IL ….

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AVERE LA FACCIA COME IL ….

E ‘ un modo di dire “popolare” forse un po’ troppo “popolare” forse un po’ tranchant forse un po’ rozzo e volgare ma dire che i capi e gli “ultras” del Movimento 5 stelle “hanno la faccia come il culo” mi sembra il minimo, visto i tempi che corrono. Costoro infatti non si accorgono che stanno ridiscutendo senza ammetterlo, nel pieno del fervore ipocrita del Potere raggiunto, molti aspetti che avevano fatto breccia anche tra quanti erano di Sinistra. Ma non solo: a fronte di promesse mirabolanti non riusciranno a realizzare neanche briciole minori dei progetti. Lo avevamo previsto, annotando quel che in realtà avremmo potuto realizzare con “quel che passa il convento”, anche perché sapevamo perfettamente che sia per ragioni economico finanziarie sia per motivazioni antropologiche diffuse e generali non appartenenti a fazioni politiche particolari non sarebbe stato possibile applicare un “reddito di cittadinanza” generalizzato. Praticamente sarebbe stato un intervento assistenziale non riconosciuto come tale da chi lo proponeva. Appare addirittura ridicolo l’atteggiamento critico verso il Centrosinistra dopo che, in primis, è stato coinvolto come possibile partner di un “Contratto”: a quella parte ci si rivolge con disprezzo annunciando che presto verrà distrutta non tanto come avversaria la qual cosa avrebbe la sua logica, ma come espressione della vecchia Politica. Si dimentica che oltre un terzo di quella vecchia Politica è sua attuale partner e tra una virgola ed un esclamativo di imbarazzo se ne appoggiano le scelte che, non è un mistero ormai, sembrano aver preso il sopravvento nel gruppo di Governo.

Nel 2019 si voterà anche per le Europee e ad osservare il quadro politico il Movimento 5 Stelle non ha una sua visione politica europea e la sua leadership sarà sempre più prigioniera di una visione demagogica sterile ed anche molto pericolosa per la tenuta economica e democratica del Paese.

Alla Sinistra, quella oltre il Partito Democratico che è in preda ad una profonda crisi di identità (la qual cosa è a mio parere comunque elemento positivo), tocca avviare una riflessione profonda, ricca di contenuti culturali, non succube dei potentati locali e nazionali, per evidenziare tutte le contraddizioni che sono emerse nel corso dei decenni passati oltre a quelle espresse da questi nuovi movimenti che prefigurano cambiamenti nel mentre approfittano dei vantaggi della vecchia Politica, così come ad esempio accade con le proposte miserevoli della Lega che non sa fare altro che riproporre gli strumenti dei “condoni” pur camuffandoli dal punto di vista lessicale (ma “ccà nisciuno è fesso!”) e dopo aver offeso la Magistratura, che ha portato avanti molto prima che si profilasse il successo del 4 marzo la sua indagine, va a contrattare con lo Stato dilazioni vergognose dei milioni indebitamente sottratti (vorrei che non si dimenticasse che l’attuale leadership della Lega era ben presente ed attiva in quei tempi di “vacche grasse” a spese dei contribuenti) che sono un pugno nello stomaco della gente, in particolare di quella che sulla bocca di Di Maio, espressione dell’altra parte del Governo, è onnipresente e reale, “cinque milioni di poveri”.

 

Joshua Madalon

 

 

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