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L’anormalità (ovvero La normalità)

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L’anormalità (ovvero La normalità)

Intorno alle questioni sollevate dalle irregolarità riscontrate nella famiglia Di Maio quanto a rispetto delle regole nel rapporto lavorativo con alcuni dipendenti della loro ditta edile ed in relazione ad abusi piccoli o grandi all’interno di alcune loro proprietà si stanno sbizzarrendo i mass media e le varie fazioni politiche, disponibili da una parte a relativizzare tali accadimenti o dall’altra a far pagare pan per focaccia lo stentoreo richiamo alla Onestà così perentoriamente proclamato da parte dei pentastellati.
Un giochino delle parti che tende purtroppo a nascondere il reale punto centrale della questione, che finisce per condizionare la stessa sorte del Governo, in particolare quella parte che fa riferimento al M5S, ced al loro “reddito di cittadinanza” (intendo per “loro” la loro interpretazione e proposta di attuazione di quel progetto). Ho già scritto senza pretesa di essere originale che il “reddito di cittadinanza” proposto non può essere attuato in presenza di una realtà antropologica che ha costruito la sua essenza sul clientelismo, sulla trasgressione fatta norma corrente tale da far ritenere legittimo ogni comportamento, quali per l’appunto il non rispetto delle regole ediizie, il fenomeno del lavoro nero, l’elusione fiscale.
Ecco perché nel titolo di queste breve post ho utlizzato la doppia forma di una composizione che utilizza le medesime lettere alfabetiche conducendo a risultati opposti.
“Che volete che sia, bazzecole!, “quisquilie e pinzillacchere” aggiungerebbe Totò per suggerire l’infondatezza per meriti di appartenenza alla stessa terra di origine. Ma, detto ciò, delle due l’una! O questo Governo accennando a “cambiamento” e “rivoluzione” sa di cosa sta parlando (e non vende, come sembra, del fumo!) oppure molto presto finirà per sbattere contro il muro dell’impotenza.
Quanto al giudizio su questo “incidente” di percorso ribadisco che l’ingenuità, il pressappochismo, l’impreparazione culturale non possono appartenere allo “status” di governanti. Ed anche questo si aggiunge a tutte le altre castronerie, che pur essendo molto gravi, possono far sorridere maternalisticamente una parte del pubblico più indulgente, i veri “buonisti”(quelli che “o poverini, lasciamoli governare!”), che pensano che la Politica sia un gioco per ragazze e ragazzi e non una cosa seria. Chi legge ed è sostenitore di parte o tutto questo Esecutivo, può astenersi dallo scagliarsi contro di me e cominiciare a riflettere sui danni che il proseguimento dell’azione del Governo arrecherà al nostro Paese nella sua totalità, ma con maggiori gravi conseguenze per la parte più debole di esso.

Joshua Madalon

P.S.: Non c’è paragone tra quel che hanno combinato Boschi e Renzi…. loro non sono dei dilettanti!

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