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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 4

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 4

Proseguo a riportare con qualche lieve modifica e poche note aggiuntive il testo di “Passeggiata nei Campi Flegrei – Pozzuoli” scritto da me nel novembre 1971 edito dall’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo in occasione dei 2500 anni dalla Fondazione della città di Pozzuoli (Dicearchia)

….Lungo la via S.Francesco ai Gerolomini, che parte dal corso che porta a Bagnoli e si inerpica sulla collina rasentando all’inizio le Terme Puteolane, nelle giornate più terse o verso il tramonto, man mano che si sale – meglio a piedi – l’orizzonte si allarga ed allora una parte della nostra città e del Golfo antistante fin verso il Capo Miseno, fin verso le isole, ci apparirà incantevole. E’ un tipico paesaggio per il quale vale la pena di sopportare una pur lieve fatica. Da non perdere tale occasione. Così come da non perdere è una visita al Rione Terra, ora che le sue stradine e le sue casupole sono per lo più deserte ed ha acquistato un tono di città morta.

(Nota post: lo scritto è del 1971; oggi il Rione Terra ha mantenuto lo stesso tono. Si gira per le sue strade nei giorni prescritti – solitamente I prefestivi e festivi – ma le case ristrutturate in modo ultramoderno sono vuote ed alcune possono addirittura essere visitate clandestinamente)

Questa zona risulta oggi carica di motivi sentimentali sia per chi ha vissuto in questi luoghi e ha dovuto lasciarli nei primissimi giorni del marzo ’70 sia negli altri cittadini che hanno ugualmente sofferto la tragedia degli amici, costretti ad abbandonare le loro case e con esse i ricordi più belli e struggenti della loro esistenza, anche se carichi di sofferenza e miseria.

(Nota post: alcune amiche, come Giovanna Buonanno, ed amici come Giuseppe M. Gaudino e Claudio Correale, hanno trattato questa parte di storia della mia città. Allegherò qualche esempio)

Attraverso queste stradine abbandonate e solo per questo, diversamente dal resto della città chiassosa, silenziose, riusciamo a intravedere anche paesaggi bellissimi. Qua e là i palazzi, alcuni dei quali austeri testimoni di diverse fortune, dichiarano la loro età attraverso gli stili architettonici evidenti sulle loro facciate ed è così che proprio accanto a impianti moderni possiamo trovare quelli settecenteschi e frammisti ad opera di più recente costruzione l’incastro di pregevoli marmi talvolta istoriati o di colonne con capitelli che ne evidenziano l’origine tardoromana.
I fotografi sguinzagliati in un colto safari si sono sbizzarriti. Dilettanti o professionisti hanno ripreso angolo per angolo, pietra su pietra questa zona, alla riscoperta degli scorci più pittoreschi ed inediti là dove le line architettoniche riuscivano a formare grovigli geometrici di rara bellezza. La fotografia è una passione molto interessante da coltivare. Insieme ai vostri insegnanti dedicate un po’ di tempo anche a questa material, riprendendo anche voi ciò che più vi avrà impressionato. Chissà che non ne esca qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno prima aveva mai notato. Anche così potreste essere utili alla conoscenza della nostra città, al miglioramento suo e dei suoi cittadini.

…fine parte settima – 4…..continua

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