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“ALTO” e “BASSO” ribaltare il punto di partenza e quello di arrivo

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“ALTO” e “BASSO” ribaltare il punto di partenza e quello di arrivo

Dobbiamo imparare a valorizzare le creatività ed i contributi della gente

Ribaltare il punto di partenza e quello dell’arrivo. L’attuale “alto” deve essere sostituito dal “basso”: sono essenzialmente punti indicativi, non ci deve essere il concetto di “alto” e di “basso” per noi. Anzi, poiché l'”alto” attuale ha prevalentemente crediti immeritati, spesso connessi a potentati lobbistici discutibili, la nostra considerazione di “merito” ci porta a valorizzare la creatività libera che promana da ciò che oggi ingiustamente viene conosciuto come “basso”.
In soldoni, è nostro compito portare alla conoscenza di tutti che la creatività non nasce nei luoghi di vertice, ma deriva molto spesso dalla necessità primaria che risiede nel “popolo”, intendendo con questo termine riferirci alla maggioranza della popolazione, che nell’industriarsi quotidianamente per riuscire a praticare la propria dignità spesso inventa nuovi progetti.
Questi ultimi in un contesto in cui prevale l'”alto” dovrebbero essere valorizzati da chi detiene le leve del comando e i cordoni della borsa; mentre invece frequentemente accade che ad esserne coinvolti siano gli sgherri a volte anche consanguinei o parificati tali che formano codazzi asserviti clienti del barone – non solo universitario ma anche – di riferimento.
Per rendere più chiaro il concetto tratterò due argomenti: nel primo mi riferirò alla vicenda allucinante del Distretto Sanitario di San Paolo.
Il caso San Paolo sta a rendere chiaro quale sia il valore della “partecipazione” e come questa sia stata consapevolmente svenduta, svilita, mortificata da parte di chi ha gestito l’Amministrazione del Comune e della Regione Toscana. Partire dal “basso” prevederebbe l’ascolto dei suggerimenti che il territorio avanza all’interno di un contesto di “passione politica” che sviluppa condivisione puntando sulla utile e necessaria partecipazione. Aver costruito meccanismi farraginosi e velleitari porta ad una progressiva esclusione del contributo della gente ed alla supervalorizzazione del ruolo dei dirigenti e degli amministratori.
Tutto quello che si dice “oggi” a tre mesi dall’appuntamento elettorale cittadino puzza di bruciato lontano un miglio.
Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2016, circa quattro anni fa, cittadine e cittadini di San Paolo proposero di reperire uno dei tanti fondi liberi e disponibili sul territorio, ne cercarono e ne trovarono di disponibili con forme anche vantaggiose per le Amministrazioni, ma non furono ascoltati: o meglio, si fece finta di ascoltare, ma si agì in tutt’altra direzione. Come di consueto fu emanato un Bando veloce e non sufficientemente appetibile, per cui andò deserto.
OGGI appunto si propone di ritornare a cercare un fondo per attivare prima possibile (ma quando? non lo si dice) alcune attività sanitarie indispensabili per alleggerire il carico sopportato dal nuovo Ospedale, struttura notoriamente inadeguata ai bisogni dell’area.
Il secondo esempio riguarda in maniera più specifica la creatività. E ne scriverò domani.

Joshua Madalon

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