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PRATO IN COMUNE alla prova – la partecipazione

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PRATO IN COMUNE alla prova – la partecipazione

Anche oggi, e ieri, e in altri giorni mi è capitato di incontrare persone che si sentono escluse, abbandonate da coloro che avevano loro promesso di occuparsi del bene comune cinque, dieci, quindici anni addietro (amministrazioni di diverso colore accomunate dalla identica forma comportamentale collegata al sistema di un voto che è sempre più una delega in bianco). Centrosinistra e Centrodestra con le stesse facce di quelle già comprovate da quell’atteggiamento di superiorità, espresso attraverso il convincimento che la “democrazia” si limiti al momento del voto (quante volte ci siamo sentiti dire “se non vi va la prossima volta non lo votate”), non si sono reciprocamente distinte così come professato nelle battaglie elettorali. In effetti, è stato troppo spesso così: e si è creata una profonda frattura tra elettori ed eletti ed insieme ad essa una disaffezione progressiva tout court verso la Democrazia.
In alcune realtà questa mancanza di contatto tra alettori ed eletti era stata surrogata dalle Circoscrizioni e dai Quartieri. A Prato c’erano negli anni Ottanta 11 suddivisioni come Quartieri, sostituiti poi da 5 Circoscrizioni negli anni Novanta del vecchio secolo e nei primi anni del nuovo. Poi dal 2009 consunte da diatribe strumentali i parlamentini periferici sono stati aboliti. Costavano troppo e le “spending review” cominciavano ad andare di moda, ma questa motivazione era semplicemente addotta per guadagnarsi consensi per recuperare quelli che si perdevano da parte dei difensori di una Politica praticata a diretto contatto con i territori. La ragione più concreta era che l’elaborazione “politica” dei membri delle Circoscrizioni era più difficilmente controllabile dall’Amministrazione centrale e dalle forze politiche, che stavano già abbandonando le periferie.
In cambio offrivano meccanismi legislativi di partecipazione, prodotti dalla Regione, che tuttavia mantenevano una gestione verticistica dei vari Assessorati e dei funzionari, i quali andavano all’ascolto già preparati a portare avanti progetti che in realtà rispondevano ad interessi specialistici, settoriali ed afferenti alle categorie professionali collegate in modo più stretto al mondo dell’edilizia e dell’industria.
Se si va in giro e si ascolta la gente, in maniera particolare quella più presente sui territori, ci si sente raccontare vari esempi, nei quali il coinvolgimento del territorio è stato realizzato, per soddisfare le clausole legislative regionali che prevedono che vi sia un percorso partecipativo, ma poi quando le persone hanno espresso il loro parere questo non è stato preso in considerazione.
Alcuni casi esemplari sono quelli del percorso verso il “nuovo” Distretto Sanitario di San Paolo e quello della Piazza – sempre a San Paolo – di via Vivaldi-via dell’Alberaccio. I cittadini si sono fatti promotori di progettualità ma sono stati sbeffeggiati ed umiliati; ancor più come nel caso del Distretto nell’aver prima rifiutato quattro anni fa il suggerimento di utilizzare una struttura già esistente, scegliendola tra i numerosi immobili presenti ed abbandonati nella zona, e poi, rendendosi conto che all’approssimarsi della nuova contesa elettorale, ci si presentava “a mani vuote”, riproporre, facendola scaturire da un cilindro magico, la necessità di procedere “in zona Cesarini” alla ricerca di un immobile da utilizzare provvisoriamente come sede del Distretto Sanitario. Per la precisione c’è anche da aggiungere che il “nuovo” Distretto progettato non sarebbe pronto prima del 2021-22.

Ad ogni buon conto sui temi della “partecipazione” è necessario avviare una riflessione profonda, partendo dalla consapevolezza che “nulla ci sarà dato senza l’impegno di ciascuno di noi”.

Centrosinistra e Centrodestra sono stati fallimentari e il Movimento 5 Stelle ha mostrato di non essere in grado di produrre una Politica che coinvolga per davvero i cittadini.

Partendo dalle cose concrete noi di Prato in Comune ci mettiamo alla prova, ascoltando e riflettendo “insieme”!

Joshua Madalon

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