Prato antifascista

L’ ANTIFASCISMO PACIFICO e la manifestazione di Forza Nuova (cosa dice il Prefetto)

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L’ ANTIFASCISMO PACIFICO e la manifestazione di Forza Nuova (cosa dice il Prefetto

Quasi ventimila firme a richiedere la sospensione della manifestazione di Forza Nuova, indetta per il 23 marzo qui a Prato. Non è sfuggita a nessuno la coincidenza con la data nella quale a Milano cento anni fa vennero costituiti i Fasci di combattimento. Un’altra formazione neofascista, Casa Pound, aveva programmato proprio a Milano per lo stesso giorno lo stesso luogo, Piazza San Sepolcro, una manifestazione che è stata tuttavia già da qualche giorno annullata dalle autorità preposte, Prefettura e Questura, al mantenimento dell’ordine pubblico.
A Prato, no. Questa mattina un improbabile Prefetto, costretta dalla pressione di ben 18.000 firme e da un parterre ricchissimo di Associazioni ed Istituzioni che si richiamano correttamente all’Antifascismo oltre che alla Democrazia a convocare – dopo aver rifiutato per giorni di indirlo – il Comitato per l’ordine pubblico della città se ne è cavata frettolosamente in meno di mezzora, evidentemente senza tener conto delle pressioni democratiche popolari ma allo stesso tempo cedendo a ben altre pressioni, confermando l’assenso alla richiesta che Forza Nuova aveva prodotto,di svolgere la propria manifestazione nelle strade di Prato.
Intervistata su Rai Tre Regionale la signora Prefetto ha mostrato una certa confusione a volte balbettando. Ha così evidenziato la contraddizione con la quale si stava scontrando tra la sua formazione costituzionalmente antifascista e democratica ed il nuovo che, insieme al Governo, sta avanzando. Non è in assoluto possibile richiamarsi alle leggi senza tener conto dei primo comma della XII Disposizione transitoria e finale che così recita: “E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.” Per ovviare a questa prescrizione costituzionale ci si nasconde dietro l’assenza di richiamo al Partito Fascista all’interno della documentazione istitutiva di queste forza che, tuttavia, tramite i loro leader ed i loro iscritti, non hanno mai nascosto di volersi riferire a quelle forze politiche che hanno prodotto odio e sangue nel secolo scorso e se ne vantano costantemente nelle azioni e negli slogan. La Democrazia è una cosa seria, e va difesa fino a quando attraverso di essa si opera per il bene di tutti,”senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, come recita l’art.3 della nostra Carta costituzionale. Tra le opinioni politiche non può tuttavia, senza entrare in netta contrasto con il resto della Carta, essere annoverata la rinascita del Fascismo. E soprattutto non può essere tollerato l’uso della violenza, che è invece caratteristica prioritaria nelle parole e nei fatti di questi raggruppamenti.
In questi giorni il Prefetto avrebbe potuto leggere tra le righe (forse non solo “tra” ma anche “dentro”) l’arroganza, la violenza verbale che è foriera di quella fisica, la sfacciataggine legata probabilmente al sentirsi sicuri e protetti, che hanno mostrato i leader locali e nazionali di Forza Nuova. Non lo ha fatto e potrebbe renderne conto soprattutto nel caso in cui a Prato in questo fine settimana si verificasseo episodi di violenza ad uomini e cose. Ed allora sarebbe giusto e necessario chiederne le dimissioni per manifesta incapacità e scarsa autonomia collegata ai bisogni locali non collimabili con quelli nazionali di parte.

Joshua Madalon

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