CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 3 GIU’ LE MANI DALLA GRETA

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 3

GIU’ LE MANI DALLA GRETA

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato con Prato in Comune – candidato Sindaco Mirco Rocchi

Scandali che vanno scandali che vengono. Mentre la vicenda Marino aiuta a riflettere su quanto male abbia fatto al decorso del Partito Democratico la presenza di Matteo Renzi e di coloro che lo hanno aiutato e sostenuto “convintamente”, quel che sta accadendo in queste ore in Umbria ci sospinge a ritenere che il malessere non possa essere considerato sulla via della guarigione. Beninteso, può darsi che anche questi sospetti possano essere considerati “non sussistenti” ed in cuor nostro ce lo auguriamo; ma vediamo anche intorno a noi, e soprattutto all’interno di quelle forze che hanno una loro consistenza per così dire “di massa”, un groviglio di paradossi e contraddizioni nello stile puro del “politichismo” peggiore. Troppe connivenze esplicite e nascoste spingono a lanciare promesse impossibili e peraltro inesistenti su quelle carte che consideriamo “ufficiali”. E così ai difensori dell’Ambiente si promette battaglia su quei temi, a partire da un certo qual “no” all’Aeroporto per andare alle centinaia di migliaia di nuovi insediamenti arboriferi mentre d’altra parte si continua a coprire di cemento zone verdi con inutilizzabili appartamenti, dai costi esorbitanti e proibitivi per la stragrande maggioranza della gente, soprattutto delle nuove giovani generazioni, destinate a subire condizioni disumane nell’ambito lavorativo.
E’ da parecchi anni che si chiede di riconvertire il settore dell’edilizia dal nuovo al recupero del patrimonio esistente con operazioni di riadattamento di messa a norma e di adeguamento energetico; invece si preferisce elevare manufatti nuovi che fanno diminuire gli spazi verdi. Di tutto questo, che è ben chiaro nel Piano operativo, si tace quando si vuol parlare ai giovani ed a quella parte di elettorato più sensibile a queste tematiche. Detto con molta più chiarezza, trovo ipocrita e davvero fuori luogo il farsi scudo della Greta.

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 2

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 2

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato

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PRATO IN COMUNE – Mirco ROCCHI candidato Sindaco
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Biffoni, Carrai ed altri compari

Non so quanto varrà la faccenda “Aeroporto di Peretola” in questa campagna elettorale, ma sarebbe bene a questo punto cominciare a far emergere la profonda ipocrisia delle forze politiche, ben rappresentata da quel quadretto bucolico di dieci giorni fa, quando sui prati antistanti il Polo Universitario di Sesto Fiorentino si sono ritrovati – tra gli altri che avevano da sempre sostenuto la contrarietà all’ampliamento – anche il Sindaco di Prato, candidato alla riconferma in tale ruolo per la campagna elettorale del 26 maggio, ed il suo avversario del Centrodestra, tale Daniele Spada. L’aspetto paradossale è nella posizione “tentennante” del primo cittadino ed in quella fortemente contraria del rappresentante della Destra.
Cosa ci facevano? La campagna elettorale “impazza” e dunque bisogna essere sul pezzo e mostrare attenzione; entrambi erano più o meno fuori “parte”, fuori “luogo”, anche se recitavano una parte per così dire “a soggetto”!
Ma poi, proprio l’altro ieri c’è stato un siparietto penoso qui a Prato al quale insieme al Sindaco Biffoni hanno preso parte tra gli altri il Presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, l’assessore regionale Stefano Ciuoffo e il presidente di Confindustria Toscana Alessi Marco Ranaldo. Uno scontro fittizio fatto tra compari che si reggono la parte nella tradizione della peggiore “sceneggiata” (peggiore, perché la sceneggiata ha una sua onesta dignità).
Potete leggere quel che è avvenuto, corredato da video dell’emittente pratese TV Prato.
Tutti però tacciono su quelli che sono i veri interessi in gioco: non è affatto strano che è la plutocrazia a sostenere in prima fila la bontà di tale opera. Parlano di enormi vantaggi per la popolazione con migliaia di nuovi posti di lavoro senza dire che – mentre migliaia di lavoratori avranno stipendi più o meno di fame – loro si arricchiranno a dismisura. Faranno mostra di una loro interpretazione dell’ambientalismo ad uso e consumo dei loro interessi ma glisseranno sulle conseguenze venefiche prodotte dal combinato disposto di nuovo inquinamento e dauperamento dell’ambiente naturalistico della Piana.
Tra l’altro giornalisti “favorevoli” all’ampliamento si dilungano nel minimizzare l’impatto acustico con paralleli ridicoli ed indegni della loro stessa categoria. Altri commentatori plaudono allo spostamento della direzione di marcia dei velivoli che finalmente risolverà i problemi di quei territori che fino ad ora hanno dovuto subire i rombi dei motori in fase di atterraggio. Anche per questo motivo – e per tanti altri di cui già in diverse occasioni abbiamo trattato – sarebbe meglio chiudere l’Aeroporto di Peretola e puntare su quello di Pisa (i lavoratori attuali e migliaia di nuovi assunti sarebbero ugualmente impiegati nelle loro mansioni e l’ambiente ne trarrebbe un immenso incommensurabile vantaggio).

Joshua Madalon

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Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato

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PRATO IN COMUNE – Mirco ROCCHI candidato Sindaco

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Impazza. Già impazza…la campagna elettorale qui a Prato. Già qualcuna o qualcuno dei candidati Sindaco si è dato da fare per riempire gli spazi privati con le sue facce e con qualche slogan senza fantasia.
A parte la rapidità e la tempestività anticipatrice e al netto delle rendicontazioni di legge sulle spese, ci viene da riflettere su quel che si muove sotto, dietro, sopra e di lato delle “quinte” e su quali siano le motivazioni “filantropiche” di chi sostiene tali spese.
Sia gloria per tutte quelle forze politiche che, in un tempo di profonda crisi (lo 0,2% di previsione di crescita non “docet”?), faranno la loro campagna elettorale parlando in modo diretto, andando a toccare le “piaghe” senza timori, facendosi riconoscere senza intermediazioni mediatiche.

Joshua Madalon

PRATO E DILETTANTISMO AMMINISTRATIVO – L’emergenza rifiuti

Mie care e miei cari “pochi lettori” (mneno di quelli manzoniani, forse!), scrivevo questo post tra giugno e Agosto del 2017.
Siamo in dirittura d’arrivo di una campagna elettorale nella quale si fa a gara a proporre il tutto ed il suo contrario. Ci sono molti aspetti che ci mostrano una realtà “peggiorata” a causa di un’Amministrazione incapace, alla cui difesa non si può frapporre una identica posizione ideologica.
Indubbiamente la lista “politica” che rappresento, “PRATO IN COMUNE”, sente doverosamente – e non per partito preso – di non condividere le posizioni espresso dal candidato della Destra – ed in modo specific – della Lega. Esse si pongono in modo distruttivo e diseducativo, senza tener conto delle reali problematiche, parte delle quali già esprimevo in questo post del 2017.

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reloaded di un post dell’8 giugno u.s. – PRATO E DILETTANTISMO AMMINISTRATIVO – L’emergenza rifiuti

Una città allo sbaraglio: non parlo della Capitale, dove la responsabilità del degrado è antica e non può essere addebitata esclusivamente alla Giunta in carica, sulla quale ho espresso forti critiche soprattutto in relazione ai livelli culturali ed alla possibilità di discostarsi da quelle precedenti per rinnovare in meglio quei territori. Parlo di Prato, la cui realtà penso di poter conoscere meglio in modo diretto, vivendoci da circa 35 anni ed avendo ricoperto incarichi politici ed amministrativi di secondo livello a cavallo del passaggio di secolo per tre quinquenni.
Nelle prossime settimane tratterò altri aspetti del degrado urbano da diversi punti di vista. Oggi mi soffermo sull’emergenza rifiuti.
Da alcuni mesi è stato completato gradualmente nell’intera città il progetto di raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani. La partenza ha rilevato grossolane sottovalutazioni dal punto di vista educativo in larga parte della città, insieme ad una profonda incapacità gestionale complessiva delle esigenze reali. Come spesso accade, le critiche in partenza si sono dirette sui classici “capri espiatori” rappresentati dagli “stranieri”, in primis la comunità cinese. Ci sta che possa anche essere parte “rilevante” della verità, visto il degrado che caratterizza l’habitat di larga parte di quelle comunità, condizionate dal “mercato” a vivere in ambienti del tutto insufficienti sia per spazio che per igiene. E quindi occorreva una riflessione globale che colpevolmente sarebbe far partire a posteriori, consolandosi con un “meglio tardi che mai”.
E’ così: manca la “progettazione” e si viaggia a tentoni, facendosi prendere da isterismi vari, come quel punitivo infantile rifiuto di far svolgere una delle manifestazioni culturali più riuscite che coinvolgeva realtà locali con la comunità cinese, la “Festa delle luci”.
Andando “oltre” le comunità straniere destinatarie dei primi “strali” popolari, cavalcati dalla Destra e dalla pseudo-Sinistra di governo, il degrado appare diffuso a tappeto in tutta la città, essendo chiaramente insufficiente il servizio di raccolta porta a porta programmato dalla società ALIA che ha inglobato Asm. Occorrerebbe un intervento progettuale che crei intanto una profonda intensa “cultura del riciclo”, coinvolgendo il tessuto complessivo della società, creando semmai sovrastrutture e strutture territoriali umane coinvolgenti. Non è certamente inutile sottolineare come nell’ultimo quinquennio sia venuto a mancare completamente l’apporto della sovrastruttura amministrativa, denominata Circoscrizione, che non è stata sostituita nemmeno da un livello volontaristico riconoscibile e riconosciuto.
In alcune parti della città più che in altre il degrado è evidente; le abitazioni nel centro storico o nell’immediata periferia sono state costruite in assenza di vincoli specifici per garantire il rispetto dell’igiene: tante di esse non hanno spazi sia interni che esterni in grado di sopportare il “lezzo” dell’organico nell’attesa del turno di raccolta ed il “package” esagerato richiesto da un “mercato” assolutamente impermeabile a rinnovarsi, adeguarsi alle nuove esigenze non consente di essere raccolto in spazi esigui senza creare problemi di convivenza nella comunità dei condomini. E quindi che dire? Non vale la pena stare a discutere dei massimi sistemi senza rendersi conto che è dalle nostre radici, dai piedi, dalla terra che calpestiamo che bisogna partire.

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