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Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 6

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Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 6

Le strade sono vuote…sarà il caldo e l’ora certamente non del tutto adatta a muoversi. Anche le case appaiono inanimate…solo di tanto in tanto si incontra qualche anima. Uscendo da uno di quegli androni che portano verso panorami inattesi anche se sperati incrociamo due giovani, una coppia che a tutta evidenza dovrebbe abitare proprio là, da dove noi usciamo. Apprezziamo la bellezza tralasciando tutto quello che di vetusto, anche se non trascurato, appare in modo diffuso.
Poco dopo incrociamo una strada che porta verso la Marina; non c’è traffico…crediamo insolitamente, immaginando il viavai dei giorni normali. Ancora un po’ d’ombra c’è sotto le file dei palazzi e si va in fila indiana fino all’incrocio principale della via che conduce al mitico Mercato di Pugliano, dove nel dopoguerra molti di noi riuscivamo a trovare i primi jeans americani oltre a tanti altri materiali di seconda mano. Resìna o Pugliano erano mete ambìte: trovavamo di tutto e gli stracci di Prato non li conoscevamo ancora o, meglio, nemmeno Prato li conosceva ancora.
Siamo entrati nel Parco archeologico brulicante di visitatori; un luogo anche gradevole, ordinato, ben diverso dal più gettonato Pompei. Là una grande confusione in una sorta di suk polveroso ricolmo di paccottiglie di cattivo gusto; qui un giardino amèno che prende il via subito dopo un ingresso austero in puro stile neoclassico. Prendiamo i biglietti e scendiamo verso l’ingresso vero e proprio dove troviamo spazi di inattesa eleganza e pulizia. Scendendo non abbiamo incrociato pseudo venditori di oggetti di scarso buon gusto; dentro c’è molta folla ma la qualità appare essere ben superiore di quella che, in altre occasioni abbiamo incrociato nella città principale. Pompei vive grazie ad una propaganda immeritata, ma costruita nel tempo lungo, un ruolo di primo piano, anche grazie alla complessità degli spazi. Ercolano è ben più concentrata e consente una migliore fruibilità al visitatore colto; Pompei la raffronto ad un moderno centro commerciale mentre Ercolano somiglia a quello che può essere oggi un “centro storico” di una città mediamente importante come può essere Prato, città che a tutta evidenza ben conosco.
Oltrepassiamo i tornelli e ci rechiamo in uno spazio chiuso con la speranza che sia ben fresco. C’è una mostra sulla storia di Ercolano con l’esposizione di pezzi rari e preziosi. “Splendori ad Ercolano” è infatti il titolo dove gli “……ori” risplendono dentro teche ben protette. Non c’è fila e noi entriamo, anche se poi dentro si sgomita per poterci affacciare su alcune di quegli scrigni. Non è solo per il fresco che si gode, ci sono anche comode panchine per riposare le membra stanche, ma è tutto il contesto che ci rende raggianti e felici per avere fatto questa scelta, oggi che è il 15 agosto. Continuano ad entrare intanto frotte di visitatori che rendono più difficile la fruizione. Ci sediamo prima di riprendere il cammino sempre all’interno dell’exhibition ed ecco che appare una figura elegante e statuaria vestita con giacca e cravatta, fa un cenno ad alcune giovani la cui divisa ci fa capire essere provvisorie custodi degli spazi.

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…continua….

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