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Andiamo avanti – Il peso del coraggio (e non è solo una “canzonetta”)

Andiamo avanti – Il peso del coraggio (e non è solo una “canzonetta”)

Molte cose sono accadute in questi ultimi giorni da quando non ho scritto più alcun post su questo Blog. Ma non c’è davvero nulla di sorprendente: nè la grande confusione che permane tra le file dei Partiti (tutti) dell’attuale Governo sia le incertezze intorno ai grandi (e piccoli) luoghi di lavoro sia in quel fenomeno da baraccone travestito da “espressione democratica” che sono le “sardine”. Su quest’ultimo devo rilevare che non sono molto diverse se non nel senso peggiorativo rispetto a rassemblement parademocratici ma molto snob come “i girotondi” o “le ribellioni” interne ai Partiti (ricordate la “giovane” Serracchiani?) che poi si allineano oppure si eclissano nel breve spazio di un mattino. E non sono molto diverse da quei raggruppamenti di cui noi “anziani” veniamo saltuariamente a conoscenza e che vedono protagonisti “fenomeni” mediatici (direi quasi “epifenomeni”) banali nella sostanza e pretenziosi nelle forme, sbarbatelli e sbarbatelle che pretenderebbero di passare alla “storia” ed illudono masse ingenue ma rese schiave dai luccichii. Non mi ha mai convinto nemmeno la più quotata Greta, anche se trovo sgradevoli le critiche, in quanto i contenuti che ella esprime sono condivisibili. Le “sardine” no, non hanno un progetto. Lo hanno anche espresso con chiarezza: sono “contro” la Destra (e qui ci siamo!) ma non più di questo. Non è che il Partito Democratico post-renziano sia in una condizione migliore. L’uscita del bullo (o via, volevo dire “bello”!) di Rignano non ha avuto un seguito sostanzioso per poter dare la via libera a coloro che hanno sconfitto nelle Primarie i suoi epigoni; tanto che costoro vivono nel Limbo e non riescono ad affrancarsi da un ruolo che appare ancora di eterna opposizione (una visione diversa? No?) rispetto alla minoranza che continua a fare la maggioranza: da cartina di tornasole ha fatto “la scelta di aprire al M5S” voluta da Renzi già pronto con le valigie e mal sopportata da Zingaretti, segretario sbiadito ben prima di avere indossato i galloni. Con la solita solfa del “non è il momento” anche a Prato i rappresentanti della mozione Zingaretti che dalle Primarie “aperte” hanno ottenuto il 58,9% sono stati bloccati nelle loro legittime richieste prima con l’imminenza delle elezioni europee e soprattutto quelle amministrative comunali e poi, complici i mesi estivi (dove la Politica ancora oggi viene fatta essenzialmente “fuori” dalle stanze), si sta arrivando a ridosso delle Regionali, senza peraltro discutere di temi ma fermandosi ai nomi, scelti in strimiziti elitari “caminetti”, sempre più naturalmente lontani dal sentire comune. Va aggiunto tuttavia che non appare che vi sia una vera e propria strategia organizzativa, nè all’interno del Partito intero (zingarettiani, postrenziani, giachettiani, martiniani e franceschiniani) nè in quella parte di esso cui la Sinistra potrebbe avere maggiore attenzione.
Abbiamo bisogno di “coraggio”. Andiamo avanti!

Joshua Madalon

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