COSA DOVREBBE FARE LA SINISTRA (per essere Sinistra) su un editoriale di “Avvenire” 18 febbraio u.s.

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COSA DOVREBBE FARE LA SINISTRA (per essere Sinistra)

“Vox clamantis in deserto” in un tempo nel quale le forze vengono meno: è la mia condizione.
D’altro canto è stato un segno distintivo che mi è appartenuto anche quando non lamentavo dèfaillance alcuna; ora tuttavia rilevo con piacere quelle poche voci libere che non si preoccupano di compiacere a questo o a quel politico spregiudicato che lancia proclami a vanvera come un cercatore massivo di consensi a buon mercato. E mi affido a loro. La mia libertà, conquistata con tenacia, mi permette di poter confrontare le mie idee senza dover addivenire a compromessi di basso profilo e senza temere di essere considerato “politicamente scorretto” anche dalla mia parte politica tradizionale, la Sinistra.

Un editoriale di “Avvenire” del 18 febbraio u.s., intitolato “Ciò che i politici non sanno fare”, a firma di Antonella Mariani mi ha trovato del tutto d’accordo con la stigmatizzazione della posizione del leader della Lega, Salvini, espressa domenica 16 febbraio in un comizio a Roma nel quale “ha stigmatizzato l’utilizzo dei Pronto Soccorsi italiani come supermarket degli aborti ripetuti da parte di donne “né di Milano né di Roma”, come soluzione a stili di vita incivili”.

Salvini ha detto tutto questo, e altro ancora, per poter intestarsi il ruolo di difensore della Vita e quello di difensore dell’italianità contro l’”invasione” degli stranieri, a partire ovviamente da quelli africani e del medio oriente. Donne né di Milano né di Roma sarebbero per l’appunto appartenenti a nazionalità diverse dalla nostra e le loro donne utilizzerebbero “stili di vita incivili”.

Antonella Mariani smonta pezzo per pezzo l’intervento (ed il pensiero così espresso) di Matteo Salvini. Intanto “le donne non vanno ad abortire al Pronto soccorso”. Inoltre parlare di “stili di vita incivili” non tiene conto dei motivi che quasi sempre spingono ad abortire “Giovani immigrate che svolgono lavori non regolari, sottoposti a duri ricatti sulla propria vita personale.” Non si tiene in alcun conto la ragione più frequente che, oltre alla violenza, “è quella di povertà materiale e culturale, solitudine e sopraffazione”

L’autrice dell’editoriale tuttavia riserva una critica anche alla Sinistra “altrettanto deludente, con un contro-slogan del leader del PD – “Giù le mani dalle donne” – ugualmente fuorviante”.
Quel che emerge, ed è quel che più mi interessa sottolineare è l’incapacità profonda della Sinistra di sollevarsi dagli “slogan” triti e ritriti che non producono il necessario cambiamento. E dire che, in questo caso, sarebbe molto semplice: basterebbe applicare in tutto e per tutto la legge 194 che non è messa in discussione minimamente da questo editoriale. Anzi.
Conclude la Mariani rivolgendosi proprio alla Sinistra: “rovesciamo lo slogan: non “Giù le mani dalle donne” bensì “Mani tese alle donne”, soprattutto a quelle più fragili. Con i sostegni per altro previsti e mai attuati dalla 194, che non a caso si intitola “Legge contenente norme per la tutela sociale della maternità””.
In coda è vero che la Mariani, scrivendo su “Avvenire”, loda il ruolo del Movimento per la vita, ma a me, laico di Sinistra, di una Sinistra moderata democratica e riflessiva, interessa sollecitare la mia “parte” a non fermarsi agli slogan, neanche nelle manifestazioni pubbliche ma portare un contributo etico propositivo per combattere la solitudine e la povertà, la violenza, la sopraffazione, le ingiustizie che sono le vere cause di quel dramma che è l’aborto.

Questo è il link dove poter trovare l’articolo di cui parlo
https://qoshe.com/avvenire/antonella-mariani/roma-l-aborto-le-donne-e-gli-stili-di-vita-inciv/64924100

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