Parole: Inaffidabilità

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Inaffidabilità

Scrivevo ieri pomeriggio

….pauca verba sed aeterna semper….

C’è una grande confusione, c’è un profondo disorientamento, c’è un’ambiguità che vorrebbe essere riconosciuta come certezza, c’è una contraddizione diffusa che si barcamena tra ingenuità ed ipocrisia.
Alla Politica vorrei riconoscere uno status di nobiltà: invece no. E’ sempre più deludente: forse lo è sempre stata, ma occorrerebbe andare al di là delle convenzioni e riconoscere i limiti di questa attività primaria per la convivenza civile, non decantarne in modo esclusivo ad ogni piè sospinto gli aspetti idealistici. Dal primo all’ultimo pur provvisorio possessore di uno scranno si sperticano in affermazioni di principio inattuate ed inattuabili. E non sempre è la collocazione ideologica – di Destra o di Sinistra – a fare la differenza. Tutti riempiono le loro pagine e le loro enunciazioni di straordinari e rivoluzionari propositi. Forse sanno perfettamente che tutto ciò è utile a convogliare consensi tra vecchi delusi e nuovi adepti entusiasti. Io non voglio essere “un ingenuo a vita”. Vorrei non arrendermi di fronte ad evidenze insopportabili e non ho “patria”, sempre più lontano è l’approdo.

J.M.

A sera, mi sorprende che Mary, così aliena dalle banalità locali sia molto attentamente a seguire un notiziario su una Tv locale; benemerita e professionale: intendiamoci!
Penso per un attimo che abbia avuto problemi ad utilizzare il telecomando (spesso accade), ma non è così. Mi dice di essere interessata a seguire alcune notizie relative al fenomeno della criminalità che è stato portato alla luce da una brillante operazione antimafia della Guardia di Finanza.

http://www.notiziediprato.it/news/operazione-antimafia-in-manette-dodici-persone-ritenute-vicine-a-cosa-nostra

Seguo anch’io e rifletto intorno al fatto che nel servizio viene messo in luce il parere del Sindaco di Prato. Lo trovo profondamente “giusto”: un “primo cittadino” ha il compito e l’obbligo di avere a cuore l’operatività di chi sovrintende al rispetto della legalità ed al mantenimento della sicurezza all’interno di un contesto civile. E’ “giusto” che esprima soddisfazione per tutto questo. E mi congratulo con lui.

Ma, ora, qualcuno dirà: che cavolo c’entra con quel “grido di dolore” da me espresso ieri?

Il fatto è che poco più di un mese fa lo stesso primo cittadino, operando in senso molto diverso, si era sdegnosamente scagliato contro il Presidente della Fondazione Caponnetto che aveva operato un parallelismo ardito tra Prato e Corleone, riferendosi – sì – ad una realtà non autoctona, ma aggregando Cina e Italia sotto lo stesso denominatore per quel che riguarda la malavita, la criminalità, soprattutto quella di tipo economico finanziario.

https://www.adhocnews.it/prato-come-corleone-mafia-cinese/

Salvatore Calleri aveva detto “La Toscana rischia di essere divorata dalla mafia in silenzio”.

Apriti cielo! Invece che convocare semmai in modo riservato il dott. Calleri per capire quali fossero i dati in suo possesso il primo cittadino ha alzato la voce per denigrare il denunciante, con una forma di campanilismo becero ed inutile.
E allora?
Ecco il senso della parola del titolo: Inaffidabilità

Ovviamente è solo uno degli “exempla”. Che dire dell’incapacità a difendere i diritti dei cittadini che aspirano sempre più ad avere un Ambiente che migliori le condizioni di tutti, senza intaccare altro suolo, diminuendo le emissioni venefiche prodotte dall’Industria e dai Trasporti, a fronte dell’adesione piena per il candidato Presidente della Regione Toscana nella prossima competizione elettorale che ha tra gli obiettivi prioritari la nuova maxi pista dell’aeroporto di Peretola che inquinerà tutta la Piana ed i suoi Comuni da Pistoia a Firenze?

Ne riparleremo. Di certo chi ragiona in questo modo non può appellarsi all’insondabilità del futuro nella Politica, come Arte del Possibile. E’ a parer mio, INAFFIDABILE. Ma, e già, il mio parere non fa testo. Lo sapevo già; l’ho detto e soprattutto scritto già in altre occasioni. Come può non essere “inaffidabile” chi afferma che i voti, come le “pecuniae”, “non olent”.

J.M.

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“pauca verba sed aeterna semper”

blblbla

….pauca verba sed aeterna semper….

C’è una grande confusione, c’è un profondo disorientamento, c’è un’ambiguità che vorrebbe essere riconosciuta come certezza, c’è una contraddizione diffusa che si barcamena tra ingenuità ed ipocrisia.
Alla Politica vorrei riconoscere uno status di nobiltà: invece no. E’ sempre più deludente: forse lo è sempre stata, ma occorrerebbe andare al di là delle convenzioni e riconoscere i limiti di questa attività primaria per la convivenza civile, non decantarne in modo esclusivo ad ogni piè sospinto gli aspetti idealistici. Dal primo all’ultimo pur provvisorio possessore di uno scranno si sperticano in affermazioni di principio inattuate ed inattuabili. E non sempre è la collocazione ideologica – di Destra o di Sinistra – a fare la differenza. Tutti riempiono le loro pagine e le loro enunciazioni di straordinari e rivoluzionari propositi. Forse sanno perfettamente che tutto ciò è utile a convogliare consensi tra vecchi delusi e nuovi adepti entusiasti. Io non voglio essere “un ingenuo a vita”. Vorrei non arrendermi di fronte ad evidenze insopportabili e non ho “patria”, sempre più lontano è l’approdo.

J.M.

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Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – settima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

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Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – settima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

continuano gli interventi “programmati” riprende la parola ELISA Valdambrini

Vogliamo per questo invitare il nostro Partito ad analizzare con severità e rigore tutte le fasi che hanno portato – negli ultimi anni – Prato ad essere amministrata, dopo più di 60 anni, dal Centrodestra. Crediamo sia fortemente indispensabile ed urgente perché si avvicinano importanti scadenze e non possiamo sottovalutare le critiche che, soprattutto dall’interno, o dall’immediata periferia del Partito, sono venute e continuano tuttora a venire. Ognuno di noi, è logico, si è fatta un’idea specifica di quanto è accaduto; ma non è più il tempo di ragionare per gruppi separati. E’ l’ora di lavorare tutti insieme, perché se si riesce a vincere, vinceremo tutti; se si perde, allo stesso modo, perderemo tutti. E non ci si venga a dire che questa esperienza del passaggio all’Opposizione è stata positiva – oltre che per noi – per la nostra città! E dunque noi dobbiamo cercare di vincere e dobbiamo farlo abbandonando gli errori dopo averli riconosciuti e costruendo una piattaforma programmatica chiara e comprensibile e, per poterlo fare, non bisogna attendere altro tempo: noi proponiamo la convocazione dei Forum per il Programma e pensiamo ad un Programma che, senza tralasciare alcun aspetto, si presenti alla fine con delle Sintesi ampie. Finora non abbiamo fatto altro che rincorrere le ubbie del Centrodestra; ora bisogna cambiare rotta. Per poterlo fare bene occorrerà aprire la discussione davvero e non solo per slogan, farlo preventivamente senza steccati precostituiti, raccogliere le idee e la progettualità, valutandone le reali concrete fattibilità, valorizzare la “parola” e diffondere le “idee”:

riprende la parola STEFANO Gruni

Per fare questo occorre innanzitutto un Partito Democratico unito e forte, anche perché “unito”. Nel PD le vecchie “anime” precostituenti si sono amalgamate solo in parte in modo positivo; le divisioni, al di là di schieramenti riferiti alle storie precedenti si riferiscono a malumori sopiti che affondano le loro piccole robuste radici in alcune diatribe prevalentemente di natura personale fra opposte fazioni a sostegno di questo o quel personaggio, di questo o quel candidato etc etc etc
E sarà necessario un impegno poderoso e robusto, coraggioso di tutti, proprio tutti e sottolineiamo tutti, in quella direzione.
A noi oggi il Partito appare in forte difficoltà: se non fosse vero, se fosse solo l’impressione di un minuscolo gruppetto di militanti incapaci di interpretare la Politica, non potremmo che esserne felici. Noi in effetti vediamo divisioni, sentiamo critiche spesso feroci non solo fuori ma anche dentro i gruppi Dirigenti; c’è una Segreteria Provinciale che non ci convince. Tutti sanno che questo Circolo, nel suo nucleo costitutivo, ha sostenuto la candidatura di Ilaria Bugetti e non ci accingiamo qui a smentire il nostro operato. Chiediamo un cambio deciso di passo; chiediamo che chi fa parte della Segreteria si assuma pienamente le sue responsabilità; non ci interessano le questioni personali: bisogna essere operativi come Gruppo, bisogna essere coesi e, se necessario, cambiare. Noi pensiamo che sia venuto il momento di fare chiarezza e bisognerà andare ad una gestione collegiale non necessariamente unitaria (intendendo con ciò che chi ha perso il Congresso può anche rifiutarsi di avere delle responsabilità ma chi lo ha vinto ha degli obblighi ed a questi deve corrispondere). Pertanto sarà opportuno procedere ad una verifica di “maggioranza” per comprendere cosa non abbia funzionato: non ci si può nascondere solamente dietro al disfattismo o complottismo della minoranza. C’è di certo qualcosa da verificare e bisogna farlo al più presto. E’ assolutamente necessario sviluppare una maggiore forza propulsiva sui territori e sulle tematiche evitando fra l’altro di lasciare spazi del tutto liberi ed incustoditi a quella che genericamente chiamiamo “Antipolitica”. C’è un’Assemblea Provinciale che viaggia a scartamento ridotto: parte di essa non è molto presente (scusateci l’eufemismo ironico!) e non partecipa al dibattito “aperto” e democratico neppure in modo apertamente critico. E questo, in una città governata male da un Centrodestra impreparato ed arrogante oltre che a tratti aggressivo ed offensivo, non è ammissibile. Occorre avvertire un senso di corresponsabilizzazione ed evitare, non solo apparentemente ed ipocritamente, divisioni che non siano il frutto di discussioni franche aperte e comuni, evitando incontri separati e semi-segreti o conventicole di parte.

Uno dei brani con cui si intervallarono gli interventi:

Sognamo il pane, bambino mio
E le mele rosse e lo scintillio
Dell’uragano che porta via
E pulisce l’aria di nostalgia
Un cuore caldo e le calze lunghe
Gli inverni corti e le libertà
Gli uccelli neri e la pioggia lieve
Che viene e và
Sognamo il mare, bambino mio
E le reti piene e lo scampanio
Un uomo in casa e la verità
La sua sposa rosa che riderà
Il passato è una fotografia
Ma l’avvenire ti aspetta già
Sulla nave bianca che un giorno o l’altro ti ruberà

Sognare è vita
è fare cosa non puoi fare
(è sentire che ti puoi) dimenticare
La porta aperta e poi dormire
Sognare è vita
è cogliere la luna amica
è l’acqua della fantasia

Sognamo il sole, bambino mio
Con il tempo bello del nostro addio
Mentre il canto della malinconia
è una chitarra giù nella via
Con un po’ di vino e la tua allegria
Un vestito nuovo e la mia poesia
Sotto le lenzuola di lino e neve tu voli via

Sognare è vita
è fare cosa non puoi fare
(è sentire che ti puoi) dimenticare
La luce accesa e poi dormire
Sognare è vita
è cogliere la luna amica
è l’acqua della fantasia
Sognare è vita
Sognare è vita
è il fuoco della tua follia
Sognare è vita
Sognare è vita

….7…..

NON C’E’ NIENTE DI NUOVO

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NON C’E’ NIENTE DI NUOVO

Sono sempre più convinto che la “partita” per la Regione Toscana da parte della “Sinistra” (continuo ad utilizzare disperatamente questo termine – “Sinistra” – per identificare l’opposizione alla Destra) sia in forte salita. Parlo di “Sinistra” mettendoci dentro sia il Partito Democratico che quelle forze che gli fanno da “contorno” satellitare e quelle altre che pur gli si oppongono in vario modo. Da tempo ho espresso tutti i miei dubbi sul processo politico che ha condotto alla scelta del candidato alla presidenza della Regione Toscana, proprio perché tale candidatura è stata formulata con un meccanismo centralistico di potere senza che venissero coinvolte le strutture popolari periferiche. D’altra parte la questione del “metodo” è fondamentale, lo è stato da sempre – a mia memoria – ed ha motivato sempre più il mio allontanamento dalla partecipazione attiva. Chi segue i miei post, in particolare quelli che recuperano parti della “storia” minore del Partito Democratico (quella locale di una parte periferica del Comune di Prato), non fa alcuna fatica a comprendermi. A nulla vale, a mio parere, la consolazione della vittoria in Emilia e Romagna. Quella, con buona pace delle “sardine” e della coraggiosa “Elly Schlein”, appartiene ad una storia molto lontana dalla mia sensibilità: è figlia del renzismo che ha caratterizzato in modo energico e mortale quegli anni nei quali occorreva ampliare la fase partecipativa diffusa ed invece si sono privilegiati i caminetti ridotti e sono state chiuse molte strutture periferiche: c’è stato un calo vertiginoso di iscritti e di simpatizzanti, che ha portato anche alla difficoltà di organizzare momenti collettivi come le “Feste de “l’Unità”. Quello che ho descritto come “epifenomeno” (copio da Wikipedia “un fenomeno secondario e accessorio che talora accompagna o segue un fenomeno primario senza apparente necessario rapporto con esso”) riferendomi alle “sardine” è l’espressione momentanea di un “senso profondo di colpa” di una parte del centrosinistra borghese, molto simile peraltro alle “madamine” torinesi, alla ricerca disperata di recuperare “piazze”. In Emilia Romagna la differenza non l’hanno fatta le “sardine” ma la fottuta paura di ritrovarsi, con la vittoria della Lega, tutto il Nord Italia al di là dell’Appennino – che avrebbe fatto da confine statale – nelle mani della Destra, la peggiore da ottanta anni in qua; una mano forte a far vincere Bonaccini l’ha data quella parte “borghese” regionalistica autoreferenziale che ne ha apprezzato le proposte autonomistiche omogenee a quelle delle altre ricche Regioni del Nord; un contributo poi lo ha dato il leader della Lega che ha di fatto richiesto un vero e proprio “referendum” (Renzi docet! Ma non in questo caso, evidentemente!) sulla sua persona e sull’obiettivo di scalare il potere nazionale. In Toscana, così come in E.R., il Partito Democratico si sente forte e pensa di poter decidere molto liberamente su uomini, a partire dall’alto, e scelte strategiche. Gli fanno da “coretto” un po’ di cespuglietti che si accontentano di avere piccoli riconoscimenti attraverso candidature di bandiera; anche i “pescetti” toscani si aggiusteranno nelle loro scatolette, facendosi portare a spasso da ingenui sostenitori di un voto “utile” che finirà per ribadire i blocchi di potere così come sono, forse più forti ancora di prima. “Blocchi di potere” che contribuiranno a rendere più dura la vita dei toscani, a peggiorarla negli elementi fondamentali, di cui in modo contraddittorio ed ipocrita i sostenitori del Partito Democratico e loro affini tratteranno nelle ipotesi programmatiche: lavoro, sviluppo, green deal, e blablabla.

Joshua Madalon

tempesta

MEDIATECA DELLA MEMORIA – un’ iniziativa della Circoscrizione Est del Comune di Prato nel maggio 2001 (LA GIORNATA DELLA MEMORIA FU ISTITUITA NEL NOVEMBRE DEL 2005) la storia di E.T. Eugenio Tinti parte 2 (dopo il preambolo dello scorso 27 gennaio)

MEDIATECA DELLA MEMORIA – un’ iniziativa della Circoscrizione Est del Comune di Prato nel maggio 2001 (LA GIORNATA DELLA MEMORIA FU ISTITUITA NEL NOVEMBRE DEL 2005) la storia di E.T. Eugenio Tinti parte 2 (dopo il preambolo dello scorso 27 gennaio)

2.
Quando lo andiamo a trovare per intervistarlo scatta in piedi, in una posizione eratta che ci fa anche un pochino di invidia; gli occhi gli brillano di una luce straordinaria che ci trasmette una gran voglia di comnicare; si agita un po’ perché sa che di lì a poco dovrà parlare con noi della sua vita delle sue storie. La figlia ci ha fatto trovare dei documenti: li guardiamo e li troviamo assolutamente importanti, così interessanti da non volerli portare via, come ci consigliano: torneremo invece a fotografarli, forse li fotocopieremo (sotto casa c’è una copisteria) un altro giorno, per ora li guardiamo soltanto: riguardano la partecipazione di Eugenio Tinti, classe 1899, alla prima guerra mondiale.

Eugenio congedo

Parte del foglio di congedo illimitato relativo alla Grande Guerra
Gli chiediamo di ricordare qualche episodio: ci parla del Piave, ci parla delle cariche, era un Bersagliere con il cappello piumato e la tromba, e lui suonava la tromba dando la carica. Ci tornano alla memoria alcuni passi della “Canzone del Piave” ed il tributo di vite umane e di gioventù perduta che quella guerra, non meno di certo delle tante altre guerre che hanno insanguinato il Novecento, ha significato.
Eugenio Tinti è un sopravvissuto, uno che ha visto e che ha potuto raccontare: quanti altri giovani come lui non sono più tornati, quanti altri sono ritornati a casa mutilati nel corpo e nell’anima, testimoni degli orrori e delle sofferenze fisiche e morali che hanno dovuto subire, nelle fredde umide anguste trincee, nei percorsi di marcia faticosi e nelle cariche di morte! Forse gli fa fatica oggi ricordare quei momenti: non è uno sforzo soltanto mentale, è qualcosa d’altro, è la volontà di dimenticare una parte così essenziale nella storia di un uomo, la giovinezza, perduta un po’ dietro questi percorsi obbligati da un Paese che sceglieva la forza delle armi per risolvere alcuni problemi territoriali.

Eugentio Tinti, lo si capisce meglio incontrandolo, è un pacifista e quella parte di vita vorrebbe non averla vissuta ed infatti la rimuove: ma ci sono i documenti che noi riportiamo in fotografia e che costituiscono un’attestazione comunque storicamente fondamentale della sua vita, a riportare quei momenti all’attenzione di chi come noi ha pensato che fosse di grande interesse ricostruire i cento e più anni di un uomo, testimone di grandi eventi e di piccoli eventi, che hanno costellato il secolo scorso.
Ricorda anche l’infanzia e l’adolescenza, i giochi, gli amori: nella sua Poppi; ci parla della parte alta e della parte bassa, ricorda ancora il vecchio Ponte medievale sull’Arno distrutto nella seconda guerra mondiale (ora ce n’è un altro – ci dice – ma anche se gli assomiglia è tutta un’altra cosa) e la vita che si svolgeva in paese con le stradine fiancheggiate tutte da portici, ed i bagni nell’Arno in un periodo nel quale le amicizie e le storie d’amore non erano ancora contrassegnate da quei contrasti mortali che caratterizzarono gli anni del famigerato Ventennio fascista: infatti alcuni degli amici di Eugenio Tinti poi divennero suoi nemici, nel vero senso del termine in quell’ambito di guerra civile che contrassegnò lo scontro fascisti-antifascisti (fra i ricordi particolari di quel periodo, il nostro ne sottolinea due con un po’ di confusione che ci viene dissolta con l’aiuto della figlia Marite: il primo riguarda la tragica fine di un suo amico d’infanzia annegato nell’Arno: il secondo una serie di furibondi litigi di carattere ideologico con l’allora giovane capostipite della pelletteria Gucci).

….2…..

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – sesta parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

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Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – sesta parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

Come scrivevo nei precedenti post fu un gruppo nutrito di noi attiviste ed attivisti del Circolo a scrivere, dopo un dibattito al quale parteciparono anche tanti militanti e simpatizzanti, i testi della “Relazione” per il Congresso. Riportammo anche alcune testimonianze, in quella parte che abbiamo descritto come “multimediale”. Tre queste voglio qui ricordare, perché mi fu rivolta in modo diretto, avendolo io invitato attraverso la figlia Valeria, incrociata sui sentieri della “Poesia”, quella di un grande dirigente del PCI, Abdon Alinovi, che ringraziammo con un lungo applauso:

“Grazie di quest’invito, partecipo da…Napoli. Interessa me, ma anche voi, capire perché Prato è stata una delle prime città italiane, 1912, ad avere un Sindaco socialista. Si chiamava Ferdinando Targetti. Nel dopoguerra e fino agli anni ’80, la maggioranza è stata sempre di sinistra e così il Sindaco. Eleggeva da sola un deputato della circoscrizione di Firenze e un senatore. Fare l’analisi, che cosa è cambiato nell’economia, nella società, nella politica , nella testa della gente? Se volete esplorare il futuro dovete analizzare il passato. Non per restaurarlo; al contrario per cogliere le contraddizioni e superarlo in avanti. Alla cieca non si va da nessuna parte. Tutto quel che vi sto dicendo viene da Gramsci. Non sono io un maestro. Grazie.”

Abdon Alinovi

Fu Elisa Valdambrini a leggere questa parte

“Nuovo Circolo – Circolo nuovo”

Da qui siamo partiti per la costituzione di un Circolo nuovo e lo abbiamo fatto proponendo di sperimentare nella pratica gli elementi costitutivi del Partito Democratico.
Lo abbiamo fatto rinunciando a rispondere, di fronte alla disillusione ed allo sconforto, con l’abbandono ed il riflusso ed abbiamo invece scelto l’impegno e la passione.
A nostro modo di vedere, occorre superare vecchi schematismi che hanno contribuito a creare da troppo tempo (ancor prima della costituzione del Partito nuovo) all’interno dei Circoli fazioni contrapposte “irriducibili e costanti” sulla base di scelte personali legittime non di certo riferibili ai valori fondamentali delineati nei documenti statutari; questi comportamenti hanno alla fine diviso, dilaniato e fatto allontanare progressivamente dal nostro
Partito forze storiche ed energie nuove che si erano a lui rivolte nella speranza di un vero rinnovamento.
Anche qui su questo territorio è accaduto; anche qui le incomprensioni hanno generato sconcerto ed imbarazzo e, per fare chiarezza una volta per tutte (un Congresso è utile anche per questo!), sarebbe stato davvero molto saggio per
tutti comprendere che l’esperienza del nostro Circolo andava da subito colta come un’occasione nuova da incoraggiare.
Si è perso tempo, tanto tempo, ma ora abbandoniamo questi rimpianti e diamoci da fare tutti insieme.

Fu Stefano Gruni a leggere quel che segue:

Struttura del Circolo “nuovo”

Sulla scorta di tutte le aspettative deluse abbiamo dunque pian piano costituito un gruppo che si ponesse l’obiettivo di rafforzare e valorizzare la nostra presenza come Partito Democratico su questo territorio, lavorando in modo aperto e democratico proponendo un approccio nuovo alla pratica politica con lo scopo di crescere soprattutto in qualità (senza escludere la quantità, riferibile tuttavia precipuamente ad una crescita numerica degli elettori) e senza porre limiti e vincoli alla partecipazione piena anche a chi non sia tesserato. In questo Circolo infatti chi desidera partecipare lo fa – e lo potrà fare – senza sentirsi obbligato all’adesione preventiva formale, avendo come unico vincolo il rispetto delle regole statutarie legate ai “fondamentali” di un Partito come il nostro, espressi nei Documenti approvati dall’Assemblea Nazionale (Statuto, Codice Etico, Regolamenti). E potrà direttamente anche decidere nella maggior parte delle riunioni; anzi sarà chiamato ad esprimersi ed a fornire utili suggerimenti. Noi ovviamente ci auguriamo che poi decida anche di aderire formalmente ma non forzeremo mai questa scelta.
Allo stesso modo, continuando la positiva esperienza dei mesi scorsi, il Coordinamento sarà composto da tutti gli iscritti; sarà eletto in questa Assemblea il Coordinatore e saranno nominati i responsabili di settore portavoce nei corrispettivi Forum provinciali.
Anche se molti di noi sono “vecchi” ci presentiamo come “nuovi” senza disconoscere la Storia del passato, quel passato che necessariamente deve essere fonte di studio da parte di tutti noi per andare avanti cercando di non ricommettere gli errori di ieri facendo tesoro delle positività espresse dai nostri amministratori e politici.

………………….
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Chi sostiene – da Sinistra – Eugenio Giani non avrà il mio voto – 1

Aerei

Chi sostiene – da Sinistra – Eugenio Giani non avrà il mio voto (della nuova pista per poi parlare dei metodi – in un prossimo post)

Potrà apparire (ed essere rappresentata surrettiziamente, strumentalmente, come tale) personalistica e velleitaria la posizione di chi, da tempo, sia in modo aperto e combattivo sia come me, in modo costante ma al di fuori della contesa “aperta” dai Comitati, ha sollevato forti dubbi sulla candidatura Giani e sul metodo con cui si è palesata, ma è certamente una forma di denuncia delle contraddizioni esistenti nell’ambito della pratica politica.
Il male supremo che si annida nella pratica politica è la necessità di aggregare fondi economici per poter sviluppare l’azione politica nelle strutture di Partito. Anche i moderni mezzi di divulgazione dei progetti allo scopo di ottenere consensi attraverso l’uso dei social media – pur avendo facilitato la diffusione – ha dei costi che non sono sostenibili da tutti, soprattutto da quelli che non risultano essere appetibili per le più importanti e ricche lobbies finanziarie.
In Toscana una delle cartine di tornasole di questo meccanismo (forse non la sola, ma di certo la più evidente ed importante) è la vicenda della nuova pista dell’aeroporto di Firenze. Le contraddizioni si evidenziano nell’impossibilità di puntare allo Sviluppo – quel “tipo” di Sviluppo – migliorando le condizioni dell’Ambiente, nel voler puntare ad una Sanità pubblica efficace mentre si incentivano Attività produttive inquinanti. E’ del tutto evidente che dietro quei progetti vi siano interessi molto lontani da quel che servirebbe per mantenere e migliorare le condizioni di vita della parte più popolosa della Regione. Nella quale in primavera inoltrata si svolgeranno le elezioni per la scelta del Presidente. Ora, come molti tra i più avveduti cittadini sanno, il candidato alla Presidenza della Regione per il Partito Democratico, tal Eugenio Giani, attualmente Presidente del Consiglio Regionale, ha escluso ogni possibiità di ripensamento sul tema della “nuova pista”, arrivando addirittura ad esporre paradossali ed incredibili scenari, come quello che descrive aerei che sorvolerebbero la parte Sud della città di Prato a circa 1000 metri di altezza. A parte il fatto che 1000 o meno o più volendo prendere per buona l’ipotesi fantascientifica del Giani non risolverebbero problemi di inquinamento ambientale diffuso, lascio immaginare come sarebbe il futuro di quei territori irrorati da agenti inquinanti pericolosissimi per la salute dei cittadini e della Natura tutta.
Non mi stancherò di esporre gli aspetti aberranti di queste scelte: non voterò per chi le ha promosse, le va proponendo ed indirettamente le sosterrà (pur affermando molto spesso il contrario: benedetta “ipocrisia” della Politica) fino a negare il valore del cosidetto VOTO UTILE (utile per chi? Per che cosa?).

Chi sostiene – da Sinistra – Eugenio Giani non avrà il mio voto.

Joshua Madalon