Libro seconda elementare

MEDIATECA DELLA MEMORIA – un’ iniziativa della Circoscrizione Est del Comune di Prato nel maggio 2001 (LA GIORNATA DELLA MEMORIA FU ISTITUITA NEL NOVEMBRE DEL 2005) la storia di E.T. Eugenio Tinti parte 8 (dopo il preambolo dello scorso 27 gennaio e la prima parte contrassegnata con il numero 2 del 3 febbraio più quella numero 3 del 12 febbraio, la numero 4 del 17 febbraio, la numero 5 del 1° la 6 del 13 e la 7 del 17 marzo)

Obbedire

MEDIATECA DELLA MEMORIA – un’ iniziativa della Circoscrizione Est del Comune di Prato nel maggio 2001 (LA GIORNATA DELLA MEMORIA FU ISTITUITA NEL NOVEMBRE DEL 2005) la storia di E.T. Eugenio Tinti parte 8 (dopo il preambolo dello scorso 27 gennaio e la prima parte contrassegnata con il numero 2 del 3 febbraio più quella numero 3 del 12 febbraio, la numero 4 del 17 febbraio, la numero 5 del 1° la 6 del 13 e la 7 del 17 marzo)

8.
Abbiamo scelto per accennare alla “manipolazione programmata delle giovani menti” due “poesie” tratte da un libro scolastico (l’articolo determinativo sarebbe più corretto, ma l’abitudine democratica dei nostri tempi ci condiziona: si trattava infatti di un “testo unico”, “il” libro, che nella ideologia fascista si accompagna al moschetto, uguale per tutte le seconde classi del 1938 – anno XVI dell’era fascista): in esse traspare una singolare naturalezza con una propensione all’odio ed alla violenza della quale erano dotati gli “amministratori” di quel periodo.

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Ninna nanna

Sono questi in pratica gli esempi di come si vorrebbe “controriformare” la scuola italiana, di come si vorrebbe intervenire sui “libri di testo” a partire da quelli di Storia?
Eugenio Tinti non ha conosciuto per evidenti limiti di età (nell’anno della Marcia su Roma aveva già 23 anni) la scuola fascista ma ha contrapposto il suo socialismo permeato di pacifismo alla evidente carica di violenza che il Fascismo trasmetteva nemmeno tanto velatamente addirittura alle giovanissime generazioni (bambini e bambine di appena 7 anni): il moschetto che ritorna in entrambe le “liriche”, il messaggio che viene inviato addirittura sotto forma di “ninna nanna”, quel “lotterem fino alla morte” che è giusto presagio dei disastri bellici nei quali l’Italia sarebbe stata spinta dal Fascismo. E questo è purtroppo solo un limitato esempio del ricchissimo florilegio di cui siamo a disposizione, per ricordare ai nostri giovani che cosa è stato il regime fascista e quali siano gli esempi cui oggi si ispirano alcuni “nostalgici” dell’Ordine e della Libertà.

Marite, la figlia di Eugenio Tinti, ci ha voluto raccontare un episodio che la vide protagonista insieme al fratello a Firenze nella casa in Borgo dei Greci: erano gli ultimi giorni prima della Liberazione e si era scatenata anche a Firenze la caccia al partigiano, ai politici ai sindacalisti. Eugenio aveva come amico il Segretario dei minatori della Camera del Lavoro fiorentina e lo aveva nascosto in casa: qualcuno aveva denunciato la cosa ai tedeschi ed infatti una mattina questi si presentarono alla porta del Tinti: andò ad aprire proprio Marite con l’incarico di temporeggiare (“Erano soldatini tedeschi molto giovani e fu forse più facile mostrarsi sorpresi e guadagnar tempo mentre mio padre ed il sindacalista scappavano su per i tetti” dice Marite). Questo episodio tragico ed epico ci riporta con la mente alle contrapposizioni frontali che caratterizzarono particolarmente gli ultimi anni del conflitto mondiale: la Storia ci ha insegnato che nel corso del secolo XX quegli eventi si sono periodicamente ripetuti in altre terre a noi molto vicine, qui alle porte dell’Europa. Animare lo scontro sociale, creare forti contrapposizioni in alternativa all’unità progettuale potrà rappresentare un vantaggio per pochi a danno di tutti gli altri; quindi la lezione del Novecento non dovrebbe essere dimenticata: lo scontro sul piano umano rappresentava sempre una forte drammaticità, ma era allora uno scontro fra chi propugnava la libertà per tutti (tanto che, al di là di pochi casi, chi era stato filofascista potè continuare ad affermare la propria identità all’interno di una vera “democrazia”; e questo, sia ancora una volta ben chiaro, addirittura a danno di una parte considerevole – che si era battuta fianco a fianco con gli altri antifascisti e che fu impunemente discriminata al tempo della guerra fredda) e chi come obiettivo prioritario esaltava le differenze ideologiche a vantaggio del Fascismo e teorizzava la limitazione e l’abolizione delle principali libertà dell’uomo.
Bisogna ricordare ed opporsi a quanti, anche recentemente, hanno ventilato l’ipotesi di “ritoccare” i libri di Storia.
prof. Giuseppe Maddaluno
presidente Commissione Cultura
della Circoscrizione Est
del Comune di Prato

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